2 -Antonio
Viscontessa, 30 maggio 2008Antonio è un agente di vendita che passa a trovarmi ogni martedì all’ora di pranzo.
Le due ore che trascorriamo insieme sono per lui la rappresentazione il più fedele possibile di una normale coppia di moglie e marito.
Per questo ogni martedì alla solita ora indosso un abito semplice e un grembiule di cucina poi raccolgo i capelli con delle forcine e comincio a preparare il pranzo
Al suo arrivo la tavola è sempre perfettamente apparecchiata, io lo saluto ogni volta con un bacio sulla guancia e gli chiedo come sia andata la sua giornata lavorativa.
La moglie, che ormai potrei riconoscere in una sala cinematografica al buio pur non avendola mai vista, lo ha lasciato ormai cinque anni fa e lui da allora soffre di quella solitudine che immalinconisce e ti fa passare persino l’appetito.
Così il martedì, prima di lasciargli affogare la sua tristezza tra le mie cosce, lo convinco a sedersi a tavola dove comincia a raccontarmi della sua giornata come aveva fatto fino a cinque anni prima con sua moglie, e come allora comincia a mangiare con la stessa voracità con quale si dev’essere divorato la pazienza di sua moglie.
Poi, dopo aver fatto l’amore si ritira in un angolo del mio letto come una bestia ferita e io gli accarezzavo dolcemente i capelli mentre lui comincia a singhiozzare sotto voce, piano piano come un bambino e piano piano mi chiede perchè secondo me che sono donna, sua moglie se n’è andata senza dargli neanche una spiegazione.
Non era vero che la moglie non gli avesse dato delle spiegazioni ma lui era talmente innamorato di lei da non farsi una ragione di tutto quell’amore sprecato. Per questo quella noia profonda e devastante che lei gli aveva manifestato prima di fare le valige, non erano per lui una spiegazione plausibile.
Mi vuole bene Antonio ma io sono solo una puttana, una donna né migliore né peggiore di altre ma il mio ruolo nella società è quello di vendere sesso a pagamento come quello di una moglie è quello di aspettare il marito a casa, o ancora quello di una madre di allevare e curarsi dei propri figli per tutta la vita. Non esistono per lui vie di mezzo o compromessi, né persone od individui ma solo ruoli che ci vengono assegnati dal destino e che noi dobbiamo ricoprire con diligenza e scrupolosità per tutta la vita.
Prima di andare via mi ha lasciato sul tavolo di cucina le solite due banconote da 100 euro giustificando la sua generosità, con la solita scusa che non ci saremmo più rivisti.
Ma io lo aspetterò martedì prossimo come al solito.
Il secondo cliente arriverà solo tra un paio di ore.
Non prendo mai appuntamenti uno di seguito all’altro perchè per fare bene il mio lavoro devi comprendere fino in fondo i motivi che spingono un uomo a cercare il sesso a pagamento e devi imparare a consolarli per quella loro debolezza affinché finiscano sempre per preferire te rispetto ad un’altra.
Rammentandomi di ciò che mi aveva detto Mara, nell’ora successiva alla visita di Antonio, ho infilato in una busta le due banconote da 100 euro che erano rimaste sul tavolo di cucina ma questa volta ho messo nella busta anche un semplice bigliettino per mia madre.
Da quando moti anni prima sono venuta via da casa le ho inviato un po’ di soldi tutte le settimane ma da lei non ho mai ricevuto neanche una parola di ringraziamento.
L’unica volta che avevo provato a telefonarle, mi ha risposto che quei soldi sono il minimo che posso fare dopo che Nicola è rimasto senza lavoro per colpa mia.
continua




