La voragine (non quella dove finiremo a scrutinio avvenuto)

Viscontessa, 14 Aprile 2008

Lamentarsi per le buche del manto stradale è un po’ come lamentarsi per il traffico o per l’inciviltà dei padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dei loro animali. Fra i nuovi problemi di un paese che pare retrocedere come un gambero, queste piccole cose, tanto irritanti quanto irrisolvibili, rappresentano tutto sommato una sicurezza del malessere, un ever green dell’indignazione, un argomento facile facile per manifestare il disagio di una popolazione intera.
Tuttavia ci sono alcune buche che meritano un po’ di attenzione soprattutto perchè, causate dagli operai addetti dal comune, non si riesce a comprenderne il senso.
Fino ad oggi, per esempio, mi ero guardata bene dal parlare della voragine che una notte di oltre un mese fa, si era spalancata di fronte al mio portone di casa. Assolutamente decisa a non farmi travolgere dalla deriva demagogica con la quale mi sarei potuta indignare subito per l’accaduto, mi ero insomma guardata bene dal lamentarmi per quell’intervento che, a causa dell’ora, avevo pesato fosse dovuto a motivi di urgenza. Diciamo infatti che essere svegliati in piena notte da una squadra di operai che con un escavatore scende fino alle viscere della terra, è quel tipo di avvenimento che trasmette urgenza, pericolo, necessità impellente e diciamo anche che il fatto che nessuno fosse stato informato di ciò che sarebbe accaduto, non poteva che rappresentare la conferma di questa ipotesi.
Tuttavia terminata sia la buca che la transennatura di sicurezza, non si è visto più nessuno. Per i primi giorni mi sono quindi sforzata di immaginare che ciò dipendesse da una scarsa efficienza organizzativa del lavoro. Evidentemente, ho pensato, la squadra di operai addetta a aprire voragini e quella invece addetta a farci qualcosa dentro, non sono in grado di intervenire simultaneamente ma ieri, ebbene si, anche io e dopo oltre un mese dall’accaduto mi sono dovuta arrendere alla mia indignazione.
E non tanto perchè nel frattempo la buca è diventata una specie di cassonetto piena di rifiuti, e neanche perchè le transenne sono cadute al suolo insieme alle segnalazioni luminose, ma perchè sul già desolante spettacolo della voragine, ieri è caduta una pioggia torrenziale che l’ha riempita di acqua melmosa.
A voler essere indefessamente ottimista, ora ci sarebbe da chiedersi quando ci metteranno i pesci rossi ma non credo di riuscire ad arrivare a tanto.

su il firenze di oggi



2 commenti a “La voragine (non quella dove finiremo a scrutinio avvenuto)”

  1. Gianfranco Says:

    Oh Signur che roba!
    Oggi ha piovuto e si sa a volte la pioggia procura dei dissesti più o meno gravi nel mantello stradale e sul territorio in genere.
    Non sono ancora uscito nè ancora si e fatta sera, e già mi giunge notizia del formarsi di una buca a manca e di un monticello di macerie appollaiate a fianco!
    E adesso, quanto tempo ci metteranno o ci metteremo a chiudere il buco ed ad eliminare le miserabili macerie?
    Almeno la pioggia di oggi ha finalmente lavato Torino.
    Ciau, boia faus!

  2. contevico Says:

    Abbi pazienza, i pesci li metteranno a lavori ultimati.
    Perchè stamattina sono arrivati altri solerti operai che con le loro belle escavatrici hanno raddoppiato la lunghezza della buca.
    Hanno nuovamente sistemato le loro belle transenne (questa volta anche sul marciapiede e in aderenza al portone di casa, chè quando sono uscito ho dovuto chiedere che me la spostassero per riuscire a passare) dopo di che se ne sono nuovamente andati con tanti saluti.
    Se tanto mi dà tanto li rivedremo fra una quarantina di giorni.
    Coraggio, se la buca raggiungerà i trenta / quaranta metri prima dell’estate ci piazzeremo gli ombrelloni, un chioschetto per le bibite e il problema delle ferie sarà risolto.
    C’è sempre un lato bello nelle cose.
    Basta saperlo cogliere.

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