Lasciate pure le vostre richieste nei commenti: vedrò di accontentare tutti

Viscontessa, 28 aprile 2008

Oggi tornando a casa ho ritrovato gli operai al lavoro.
Gli ho promesso che sul prossimo articolo chiederò che ottengano un aumento di stipendio.
Se funziona abbiamo trovato il modo di rimettere le cose a posto.

Pubblicato oggi su Il Firenze

Una pio di settimane fa, proprio su queste pagine, raccontavo della buca aperta dagli operai del comune di fronte al mio portone di casa. La voragine era stata aperta nel cuore della notte di oltre un mese prima e mi ero decisa a parlarne perchè da quella fatidica notte non si era visto mai nessuno a lavorarci.
Torno a parlarne oggi perchè proprio il lunedì nel quale è uscito il mio articolo, sono tornati gli operai del comune ad allargare e allungare la buca tanto che adesso tutto il marciapiede di Viale Pratolini sembra un grande fossato nel quale mancano solo i coccodrilli.
Il lunedì di un paio di settimane fa, quindi, hanno allargato la buca, hanno ristretto la corsia per le auto in modo da creare un corridoio per i pedoni, hanno messo delle passerelle in legno per permettere agli abitanti della strada di uscire di casa e hanno transennato, messo cartelli stradali e segnali luminosi intorno a tutto il fossato.
Il martedì hanno rotto un tubo dell’acqua così siamo rimasti a secco per buona parte della giornata, il mercoledì , su mia precisa domanda, hanno risposto che i lavori si erano resi necessari a causa di alcune perdite dei tubi del gas sui quali dovrebbero intervenire gli operai addetti, il giovedì poi gli operai addetti alle buche sono spariti lasciando sia la voragine che l’escavatore, il venerdì infine ha piovuto e così anche il sabato e la domenica,e siccome i tombini si erano intasati per via dei detriti degli scavi, l’acqua ha raggiunto le passarelle in legno creando un curioso effetto acqua alta a Venezia.
La settimana successiva poi l’acqua si è ritirata, la voragine si è riempita di pattume e l’escavatore è sparito, temo per andare ad aprire qualche altra voragine di fronte a casa di qualche altro ignaro cittadino. Per quanto riguarda invece gli operai che dovrebbero fare i lavori sui tubi del gas e le eventuali perdite dei tubi, non se n’è più saputo niente anche se un cartello pericolante apposto solo un paio di settimane fa sul lato della strada, ci informa che entro il 13 di maggio i lavori saranno finiti.
Oggi, spero a causa del caldo di questi giorni e non per via dei tubi del gas che perdono, dal fossato comincia salire un certo cattivo odore così ho pensato di parlarne nuovamente per sfidare ancora una volta la sorte per vedere se domattina torna qualcuno a lavorarci dentro.
Certo che affidarsi alla fortuna anche per ottenere delle risposte che come cittadina immaginavo dovute, mette davvero un po’ di tristezza.

L’era del Coniglio Bianco

Viscontessa, 27 aprile 2008

- Salve, buongiorno sono viscontessa c’è mica il Bianco Coniglio per favore?
- No mi spiace è fuori
- Ah, sa mica dirmi se sta venendo da me? Sono giorni che lo aspetto ma non l’ho ancora visto
- No, mi dispiace ma lei non è in agenda.
- Scherza? Ma lo sa che il mio blog è fermo da quasi una settimana?
- Si vedo, ma le ripeto che non è previsto l’intervento del Bianco Coniglio per questa tipologia di stop.
- Ma come sarebbe a dire? Ma lei lo sa che il mio blog è il mio alter ego, la mia autoterapia quotidiana e che quando mi sono trovata in difficoltà il Bianco Coniglio è sempre venuto in mio aiuto?
- Certo che lo so, lei appartiene ai blogger di classe B e come tale ha avuto diritto all’intervento del Bianco Coniglio per i primi tre anni di vita del blog che sono scaduti a novembre. D’ora in avanti, almeno per quanto riguarda il blog, dovrà arrangiarsi da sola a meno che non intervengano cause di forza maggiore ma non è questo il caso.
- Blogger di tipo B? Tre anni di vita? Oddio, ma di che sta parlando? E soprattutto con chi accidenti sto parlando io?
- Sono il Grillo Parlante, benvenuta nel livello due, guardi che non sono mica tanti quelli della sua categoria che arrivano fino a qui!
- Oddio! Un altro grillo parlante….
- Ma no, non si preoccupi, io sono solo il frutto della sua fantasia, sono l’odioso compagno di avventure che accompagna Pinocchio nella sua fase di transizione quando da burattino diventa bambino.
- Ah ecco….. blogger di tipo B….. assistenza scaduta……. Grillo Parlante….. Pinocchio….. ma di cosa accidenti stiamo parlando?
- Guardi è molto semplice, ci sono i blogger di tipo A ovvero i pionieri del blog, praticamente i Padri Fondatori della blogsfera i cui nomi rimarranno scolpiti a chiare lettere digitali nelle blogroll di mezza Italia. Ha presente la prima edizione del Grande Fratello? Ecco anche i blogger di tipo A, come i primi partecipanti alla prima edizione del GF, si sono lanciati nell’avventura senza sapere che cosa li avrebbe aspettati dopo. Qualcuno era attratto dalla novità, qualcuno dalla sfida, qualcun altro dalle possibilità di farsi notare e per altri ancora era solo un gioco. Come siano andate dopo le cose lo sappiamo bene, c’è chi è tornato nell’anonimato, chi si è dedicato alle televendite e chi con modesto successo ha intrapreso una carriera nel mondo dello spettacolo. Non un granchè, penserà lei, ma non crede che alla bagnina con il capello ossigenato sia andata di lusso? e anche quel Rocco, se lo ricorda Rocco l’ingegnere? Beh…..
- Si la prima edizione me la ricordo bene, l’ho vista tutta anche perchè eravamo tutti maledettamente incuriositi dalla telecamere anche nel cesso….. e poi il senso di quel GF non era quello di vedere chi si tromba chi come adesso, lo abbiamo guardato tutti per cercare di capire cosa si provasse a stare chiusi per tre mesi in un posto senza nessun contatto con la realtà esterna. Ma se lo ricorda che non potevano portarsi dietro neanche niente di più di ciò che entrava in una valigetta? Ora invece sembra di assistere ad una sfilata di moda. Si vabbè, ma andiamo avanti, cosa sono i blogger di tipo B?
- Lei appartiene alla seconda generazione di blogger, quelli che hanno aperto un blog per scrivere, per raccontarsi e per raccontare storie. Niente foto, niente fronzoli, niente nomi. Una schiera di depressi, malinconici, introversi, frustrati, debosciati e chi più ne ha più ne metta. Oh, qualcuno anche molto bravo sia chiaro! Ma alla fine tutti questi disadattati della vita reale non sono riusciti ad adeguarsi neanche a quella virtuale e sono stati superati da tutte le generazioni di blogger successive.
- Ah bene, grazie, è piacevole parlare con lei, per bene che vada mi ha appena dato della disadattata.
- Cosa vuole che le dica…… lo ha visto il suo blog?
- Cos’ha il mio blog che non va?
- No niente per carità….ma li ha visti i blog di ultima generazione?
- Ma che vuol dire?
- Va bene ho capito devo spiegarle tutto. Il fatto è che mentre lei sta ancora qui a scrivere le sue cazzate, si sono affacciati sul mercato prima i blogger di tipo C quelli che pensavano che bastasse aprire un blog per avere successo. Ha presente tutti quelli che passavano ovunque e lasciavano commenti del tipo “salve, complimenti per il tuo blog, vieni a leggere il mio che ho scritto una cosa davvero molto interessante sulla fine del mondo”? Erano quelli che avevano inventato le blogstar per avere un nemico da combattere e se andavano in giro a pietire link tutto il giorno soprattutto, ovviamente, da quelle stesse blogstar che detestavano. Una banda di accattoni che ha avuto vita breve e che, va bene glielo concedo, non merita neanche di essere ricordata.
Poi è stata la volta dei blogger di tipo D e questi invece dovrebbe ricordarli perchè sono stati loro, da veri professionisti, che hanno dato un volto nuovo ai blog.
- E chi sarebbero questi professionisti?
- Ecco lo vede che lei è distratta? I blogger di tipo D sono tutti i vari giornalisti, scrittori e professionisti della penna che dopo aver detto peste e corna dei blog, hanno aperto il loro blog possibilmente all’ombra di qualche quotidiano on line e da bravi professionisti quali sono, si sono occupati di politica, di attualità, di costume…. ma davvero crede che la gente abbia voglia di leggere le vostre storie da blogger di tipo B? Suvvia, la maggior parte della gente non legge neanche i libri, tutt’al più sfoglia un quotidiano e guarda le figure, figuriamoci quanto poteva andare avanti la storia dei vostri diari on line. E poi non si è accorta di quali sono le chiavi di ricerca grazie alle quali la gente arriva sul suo blog? se avesse almeno cavalcato l’onda dei racconti erotici o quella ironica e autoironica della donna, casalinga, madre, lavoratrice, femmina…..
- Non me ne parli neanche per favore!
- No invece gliene devo parlare. Senta, ascolti me, se decidesse di parlare di temi seri come la politica, l’economia, o il surriscaldamento della crosta terrestre, come donna dovrebbe faticare almeno il doppio di un uomo per ottenere la medesima autorevolezza e probabilmente dovrebbe anche cotonarsi i capelli come la Moratti, diventare strabica come l’Annunziata o sposarsi Rutelli come la Palombelli. Senza contare che almeno i due terzi dei post scritti su questo blog dovrebbero essere cancellati.
Le donne intelligenti, in gamba e di successo, invece, sono ironiche a autoironiche… e pensare che aveva iniziato così bene! Ma perchè ha smesso? Le donne adorano riconoscersi nelle altre donne: shopping, bellezza, figli e casa, sono tutti argomenti sui quali le donne hanno bisogno di prendersi in giro così come hanno bisogno di prendere in giro gli uomini soprattutto se non riescono a trovarne o a levarsene di torno uno.
- Senta lei sta divagando, io volevo il Bianco Coniglio non il Grillo Parlante!
- Lo so, lo so bene, ma vede il Bianco Coniglio può intervenire soltanto entro i primi tre anni perchè abbiamo calcolato che quello sia il tempo massimo di durata della terapia. Nei primi tre anni infatti interveniamo, tramite il Bianco Coniglio, direttamente sulla psiche del blogger, aiutandolo, spronandolo, alimentando la sua autostima o, quando è necessario, tirandogli un calcio nel sedere perchè la smetta di autocommiserarsi. Alla fine dei tre anni, di solito, nei blogger di tipo B avviene il cambiamento. Qualcuno chiude il blog, altri acquisiscono la consapevolezza di essere dei disadattati e se ne fanno una ragione, altri ancora si evolvono come i Pockemon e diventano blogger di ultima generazione, la maggior parte non taglia mai definitivamente il cordone ombelicale con il proprio blog e continua a scribacchiarci qualcosa di tanto in tanto ma riesce comunque a rientrare nella società reale , mentre qualcuno, come lei, continua a porsi e a porci domande.
Il fatto è che ormai lei non ha più bisogno di essere né motivata, né spronata, né aiutata perchè ormai lei ha acquisito tutti i mezzi necessari per tirare fuori quello che ha dentro ma in questo momento le pare di non aver dentro proprio un bel niente. Vede, lei è come un ragazzino che abbia abbia appena preso l’agognata patente per poi rendersi conto che adesso non ha un’auto da guidare e il mio compito, in questa fase, è proprio quello di prospettarle tutte le possibilità che ha per acquistare l’auto.
- Cioè mi sta dicendo che dovrei nuovamente occuparmi di scrivere post erotici o sull’antirughe?
- Non necessariamente (per quanto sarebbe la soluzione migliore), tuttavia se non le interessa più affrontare determinati argomenti, è giunto il momento di individuare una sorta di linea editoriale per questo blog.
- Cazzo! Mi starà mica dicendo per caso che devo decidere cosa farò da grande?
- Beh, io sono il Grillo Parlante colui che accompagna Pinocchio nella sua transizione da burattino a bambino…..
- Ma lei lo sa che quelli della mia generazione sono degli eterni burattini di legno?
- Ecco per esempio un altro argomento interessante da affrontare
- Interessante? Ma anche sulla crisi dei quarantenni di oggi è già stato detto tutto!
- Di un bel tacer non fu mai detto…
…….
- Pronto? Grillo? Ci sei ancora? Ma non mi hai ancora detto niente dei tutti gli altri tipi di blogger, tipo quelli del 2.0!

“Il Grillo Parlante is now following you on Twitter!”

isolazionismo gastro empirico del cosmo aulico.

Viscontessa, 22 aprile 2008

Sono in attesa che la maschera di argilla contro le rughe si secchi anche perchè devo ancora asciugarmi i capelli bagnati per via dei lucidi riflessi rossi che ho voluto regalargli con l’hennè. Dopo, probabilmente, mi farò le unghie dei piedi o una mascherina sbiancante per i denti che tanto da qualche parte devo avere pure quella.
Fino a ieri, invece, ho giocato con l’idropulitrice per rendere il pavimento in cotto del giardino così pulito che più pulito non si può tanto che, visto il color rosso vivo che ha preso, temo di averlo proprio spellato come mi è successo con lo scrub su cosce e glutei che mi sono fatta ieri sera prima di andare a letto. D’altra parte, dopo aver smontato il ferro da stiro, la macchina per il caffè, il forno e la lavastoviglie, avevo proprio un gran bisogno di prendermi cura di me.
Gli elettrodomestici, si sa, di solito si ammalano tutti insieme e aprile, a casa mia, è sempre stato il mese dell’influenza degli elettrodomestici, Qualcuno poi ce la fa, altri, come il ferro da stiro, svampano ma non prima di essere passati sotto i miei ferri da chirurgo.
Nel frigo, invece, ho riposto della mousse ai frutti di bosco con guarniture di fragole e lamponi ma nel tentativo di farla più golosa di quanto già non sarebbe dovuta essere secondo la ricetta, ho sostituito il latte con la panna e adesso ho delle ciotoline di cemento rosa che riposano nel frigo in attesa che mi decida a rifare l’intonaco del salotto.
Siccome tuttavia non riesco ancora a sentirmi meglio, in questi giorni sono anche andata a cercare una tovaglia su misura per il tavolo del salotto nel quale, dopo anni di evidente zoppia, ho piantato un chiodo nella gamba. Adesso ho ordinato tre tovaglie in tre negozi diversi oltre ad un paio di ballerine zebrate e un poncho in cachemire color nocciola che dovrebbe essere pronto tra un paio di giorni. Lavorativamente parlando, invece, mi sono buttata anima e corpo sugli elenchi clienti fornitori nel senso che come al solito non funziona un cazzo. Oggi per esempio scaricavo e installavo programmi mentre al telefono istruivo amici e parenti sui documenti che dovevano prepararmi per sta cazzo di dichiarazione e tra una pausa e l’altra imprecavo anche in spagnolo perchè se uno decide di chiedere asilo politico in uno stato estero, deve almeno saper imprecare abbastanza bene nella lingua del paese al quale intende chiedere ospitalità.
Poi stamattina sono stata all’ufficio delle imposte dove qualcuno aveva dimenticato Panorama e così mi son messa a leggere Belpietro e Ferrara anche se all’articolo sulla Lega non ho fatto in tempo ad arrivarci perchè è arrivato prima il mio turno per pagare. Quando sono uscita pioveva e io mi ero dimenticata di coprire la sella del motorino ma tanto ormai piove tutti i giorni e mi stanno già spuntando le radici.
Sabato invece sono stata al mercato e ho comprato il pollo ripieno al tartufo e l’insalatina di campo da condire con l’aceto balsamico che il giorno prima aveva acquistato in un negozio chic che sta di fronte ad un negozio di arredamento molto chic dove ho ordinato una tovaglia molto chic da mettere sul tavolo con la zampa zoppa che sta nel salotto dove ho appeso il quadro che ho ritirato dal corniciaio mentre andavo in profumeria a comprare uno scrub per il corpo con il quale mi sono grattata i glutei e le cosce subito dopo aver buttato via il ferro da stiro che ho ricomprato con una caldaia ancora più grande .
Niente. Non va affatto meglio tanto che avevo pensato di tornare anche dal mio spacciatore di prodotti di bellezza per la casa per acquistare un barattolino di gommalacca per restaurare le porte della mia dimora e già che ci sono anche il piano del tavolo del salotto al quale una bella lucidatura a spirito farebbe davvero bene.
In compenso la mia vita sociale è ridotta uno schifo e così anche la mia alimentazione e le mie ore di sonno. Gli unici rapporti che coltivo con un certo impegno, sono quelli con i commercianti che il cliente ha sempre ragione mentre il mio cellulare credo che sia morto di inedia come la mia casella mail tanto che avevo pensato di abbonarmi a qualche servizio a pagamento per ricevere qualche sms e iscrivermi a qualche mailng list come quella degli amanti del riso pilaf.
Piove governo ladro, ora ci sono tre giorni di festa davanti e sto pensando di igienizzare il blog.

Che qualcuno dica qualcosa di sinistra

Viscontessa, 20 aprile 2008

L’unica cosa che mi consola di questo risultato elettorale è che se la sinistra è sparita l’estrema sinistra, quella dei movimenti, delle organizzazioni, dei gruppi e dei circoli, continua a sopravvivere come sempre perchè per loro non è cambiato assolutamente niente.
Sapere per esempio di poter ancora godere di titoli come “Metodo dialettico e mutamento delle classi” è già qualcosa che di per se mi mette un briciolo di buon umore perchè non credo di poter arrivare con la medesima incrollabile speranza all’età del vecchino ricurvo che ogni mese mi suona il campanello di casa per vendermi una copia del giornale del gruppo leninista della sinistra comunista.
Né credo di poter rinunciare a pormi degli interrogativi di fronte al sit in di protesta organizzato dal Movimento Umanista contro la costruzione di una base Usa nella Repubblica Ceca anche perchè di fronte ad affermazioni come quella che “il governo Ceco continua a ignorare il 68% della popolazione, che dopo un’intensa campagna di lavaggio del cervello continua a opporsi a questo piano e sta cercando di realizzarlo senza indire un referendum e al più presto.” non sono più neanche sicura di aver capito chi ha lavato la testa a chi.

Oggi poi, di fronte alla solita libreria, anziché il solito Fuori Binario (il giornale di Firenze dei senza tetto) ho trovato una ragazza che distribuiva volantini per il 1° maggio e, volendo, anche un giornalino.

“ma voi chi siete?” le ho chiesto
“noi siamo i socialisti rivoluzionari”
“ah però! Insomma siete abbastanza di sinistra che in questi giorni avrei proprio bisogno di qualcosa di molto a sinistra. Vabbè dai, dammi anche il giornalino”
“però costa un euro”
“immaginavo…. scusa, mi puoi tenere un attimo il cane mentre cerco i soldi? Stai attenta perchè è maleducato, indisciplinato e non sa camminare al guinzaglio”
“vabbè, se cerchi qualcosa di molto a sinistra non puoi pretendere di avere un cane educato”
“Ecco. Poi uno si chiede perchè la sinistra non è entrata in parlamento”
“in che senso?”
“no niente ecco l’euro”
“senti ti lascio anche questo, è un volantino per un convegno dal titolo “emergere in città”
“e di che parlate, qual’è l’argomento, insomma ma voi che fate? Ma siete sicuri che tutto questo serva alla sinistra?”
“tanto cominciamo a ritrovarci”
“effettivamente ultimamente mi sono un po’ smarrita”.

E Arsenio Lupin?

Viscontessa, 17 aprile 2008

Mara Carfagna è davvero molto carina. Ha un faccino pulito e sorridente del genere che farebbe vendere pannolini per bambini o assicurazioni sulla vita perchè con quel faccino lì puoi vendere qualsiasi cosa.
Certo non è stato sempre così. Nelle immagini che la ritraggono quando faceva la show girl, il suo faccino era appesantito dal trucco e l’unica cosa che con quel faccino lì poteva vendere, era un po’ di piacere onanistico per brufolosi adolescenti in fregola.
Tuttavia se il buon dio ci ha dato le tette e agli uomini piacciono le tette, non c’è niente di male a farle vedere soprattutto se non si pensa a cosa ne farà delle nostre tette l’adolescente brufoloso in fregola o, ma non mi pare questo il caso, se si devolgono le nostre tette ad una missione umanitaria.
Ciò naturalmente non significa che dietro alle tette non ci sia qualcosa di più tipo una gran bella testolina pensante ma se il pensiero non si spinge oltre il “che male c’è?” qualche dubbio sulle capacità intellettive del soggetto mi pare doveroso porselo. Non che la Carfagna abbia mai detto niente del genere, o almeno non mi risulta, tuttavia se da certi pregressi non si prende subito le distanze o li si ribadiscono con vigore, ciò che resta è appunto un “che male c’è?”.
Niente, ribadisco, soprattutto se non ci sfiora il dubbio che l’enorme apprezzamento maschile per le nostre tette, rischi di rendere vano il nostro sforzo per farci apprezzare per qualcos’altro, sforzo, va chiarito, che dobbiamo fare per raggiungere posizioni di comando anche se questa parola, così volgare e così cafona, alle donne non piace.
Eppure, ci sarebbe da obbiettare, se la Carfagna diventerà ministro di questo paese dei balocchi, forse per arrivare in posizioni di comando conviene proprio cominciare con le tette ed è proprio a questo che mi riferivo quando dicevo che certi pregressi andrebbero ribaditi con vigore perchè una donna che avesse il coraggio di ammettere che si è venduta perchè nel nostro paese è ancora l’unico mezzo a disposizione di una donna per far carriera, avrebbe tutta la mia ammirazione.
Ciò detto in questi anni abbiamo affidato i nostri Ministeri a personaggi come Calderoli, Sirchia, Letizia Moratti, Buttiglione, Mastella e persino quello per le stesse pari opportunità alla Prestigiacomo che in fatto di faccino, carisma, spessore politico e autorevolezza, non ha niente da invidiare alla Carfagna, ciò nonostante mi pare che fino al paradosso di una ex valletta alle pari opportunità, non ci fossimo mai arrivati.
Voglio dire, ma se non c’è niente di male a far la valletta che è un lavoro pulito che rende bene e offre possibilità di carriera ma è per tradizione destinato solo alle donne, tu che sei a capo di un ministero che dovrebbe adoperarsi affinchè a uomini e donne siano garantiti gli stessi diritti, cosa fai? Proponi le quote azzurre per i valletti?
Francamente ora non mi meraviglierei se si affidasse il Ministero del Tesoro ad Arsenio Lupin.

Incentivo alla rottamazione femminile per incrementare il mercato della Velina

Viscontessa, 16 aprile 2008

E così da oggi non servo più a nessuno.
Non che sia mai servita a molto ma fino ad oggi mi ero illusa di servire almeno a rappresentare in piccola parte, almeno nel mio piccolo, quell’ideale, quel concetto di bene che pensavo fosse universalmente riconosciuto anche se non da tutti condiviso.
Non è vero che il bene o il male assoluto non esistono, siamo noi esseri umani che non riusciamo quasi mai a perseguirli fino in fondo tanto da renderli due concetti così sbiaditi e talvolta intercambiabili, ma il bene, se ci sforziamo di non umanizzarlo, esiste eccome e ognuno di noi in cuor suo, sa sempre esattamente dove sta.
Per questo fino ad oggi mi sentivo dalla parte del giusto, dalla parte di coloro che lottano per far emergere quel bene sotterrato da coltri di ipocrisia, di egoismo e di paura e non perchè io sia immune dalle umane debolezze ma perchè il riconoscerle come tali è l’unico modo per superarle.
Il bene esiste, o almeno esisteva fino ad oggi, e non aveva bisogno di essere rappresentato da una falce e martello, da un’ideologia politica e neanche da una fede religiosa per quanto proprio grazie al fondatore del cristianesimo lo si poteva definire con due semplici concetti come ama il tuo prossimo come te stesso e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, tuttavia la sinistra, in qualsiasi contesto sociale e politico si sia sviluppata, aveva sempre rappresentato quell’ideale di giustizia sociale che è appunto il bene. Che poi la storia ci abbia insegnato che le modalità con le quali si è cercato di raggiungerlo siano state spaventose come quelle di chi ha sempre rinnegato l’eguaglianza tra gli uomini, è un altro discorso e riguarda semmai la difficoltà degli esseri umani di superare le proprie debolezze, ma il bene non poteva e non doveva essere un concetto da mettere in discussione.
Non lo abbiamo messo in discussione nonostante per secoli la Chiesa Cattolica che ne aveva monopolizzato il concetto, si fosse macchiata delle peggiori nefandezze e non dovevamo permettere che fosse messo in discussione adesso perchè era l’unico valore che ci restava da condividere.
Abbiamo lasciato in questi mesi che personaggi come Ferrara lo strumentalizzassero per soddisfare il proprio ego costringendoci, in un gioco al massacro del più debole, a difendere la nostra libertà di abortire per difenderci a nostra volta dagli uomini. Lo abbiamo sacrificato votando per chi ci aveva promesso soltanto di riconoscerlo ancora come tale senza tuttavia impegnarsi a fare niente per raggiungerlo, abbiamo tentato di rappresentarlo mettendoci in vetrina come icone di quelle ingiustizie sociali che non riconoscono alle donne alcun potere e lo abbiamo smussato, aggiustato, ridimensionato, rivisitato e rimodellato nella speranza che una versione edulcorata del bene potesse ancora salvarsi dalla deriva nel quale è finito.
E forse è questo che abbiamo sbagliato, mentre noi cercavamo di smascherare l’avversario per dimostrare che non fa il nostro bene ma soltanto il suo, l’avversario ha ribaltato il concetto di bene che non si trasmette più agli individui tramite il contesto nel quale vivono ma si trasmette al contesto nel quale vivono tramite il proprio personalissimo ed egoistico bene. Per chi ce la fa, per gli altri pace.
Fammi godere baby che dopo ti faccio un regalino.

E così da oggi non servo più a nessuno.
In un paese dove tutto si può comprare, persino il concetto di bene, come contribuente non valgo niente. E per quella cultura della velina che evidentemente invece piace tanto anche alle donne non servo a niente nè come donna da piacere onanistico né come femmina da riproduzione.
E infine, ora che la sinistra non ha più bisogno neanche del mio voto, non servo più né per difendere le sue idee e neanche per diffondere le mie.
Sono due giorni che sento e vedo parlare solo uomini, solo politici, solo giornalisti, solo opinionisti e volendo solo blogger. Pensate, per esempio, che a qualcuno interessi leggere questo post?
Non oggi, non adesso, non in questo momento che ci sono cose più importanti di cui parlare.

Piove governo ladro

Viscontessa, 15 aprile 2008

Stamattina hanno allargato la voragine davanti al portone di casa e hanno rotto un tubo dell’acqua. Fortunatamente diluvia per cui non corriamo il rischio di rimanere all’asciutto.
Io invece ho rotto un piatto e da ieri sera mi sono mangiata tutto quello che potevo mangiare tanto che adesso i pantaloni umidi per la pioggia mi stringono in vita mentre in motorino ci metto tre quarti d’ora di tempo anziché i soliti dieci minuti, per tornare a casa dal lavoro. Se non ci fossero state le elezioni riuscirei a trovare qualche notizia sul traffico ma Berlsconi mi saluta da ogni sito che tento di aprire e io non ce la faccio neanche a guardarlo.
In ufficio clima da funerale, c’è chi pensa alla lotta armata, chi vuol trasferirsi in un paese civile come la Cina, chi aspetta, come me, che Tremonti si venda la Sardegna per trasferirsi all’estero.
Il clima è glaciale come i nostri cuori – dice qualcuno -. ma si è solo rotto il riscaldamento e chi non è andato a votare viene messo a fare ora il bue ora l’asinello.
Io porto Max a fare colazione, mi parla dell’Argentina e di di far fruttare la sua laurea di botanica. Io potrei allevare cavalli, odio gli animali e io odio te brutto stronzo ma è colpa di Belrusconi e vaffanculo torniamo in ufficio.
Gandhi, che è cane cinese nudo, è piuttosto preoccupato, se ne sta qui rannicchiato al mio fianco e vuol sapere se anche lui può essere considerato immigrato clandestino. Gli mostro il pedigree ma non si sente comunque per niente tranquillo. Mamma ma dov’è la carta igienica? Nel mobiletto in fondo a destra. Perchè l’hai spostata? Perchè la sinistra non esiste più, d’ora in avanti si mette tutto a destra. E in fondo a sinistra che ci mettiamo? Niente, lasciamo un vuoto.
Non c’è proprio niente da dire e questa è la cosa peggiore.

La voragine (non quella dove finiremo a scrutinio avvenuto)

Viscontessa, 14 aprile 2008

Lamentarsi per le buche del manto stradale è un po’ come lamentarsi per il traffico o per l’inciviltà dei padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dei loro animali. Fra i nuovi problemi di un paese che pare retrocedere come un gambero, queste piccole cose, tanto irritanti quanto irrisolvibili, rappresentano tutto sommato una sicurezza del malessere, un ever green dell’indignazione, un argomento facile facile per manifestare il disagio di una popolazione intera.
Tuttavia ci sono alcune buche che meritano un po’ di attenzione soprattutto perchè, causate dagli operai addetti dal comune, non si riesce a comprenderne il senso.
Fino ad oggi, per esempio, mi ero guardata bene dal parlare della voragine che una notte di oltre un mese fa, si era spalancata di fronte al mio portone di casa. Assolutamente decisa a non farmi travolgere dalla deriva demagogica con la quale mi sarei potuta indignare subito per l’accaduto, mi ero insomma guardata bene dal lamentarmi per quell’intervento che, a causa dell’ora, avevo pesato fosse dovuto a motivi di urgenza. Diciamo infatti che essere svegliati in piena notte da una squadra di operai che con un escavatore scende fino alle viscere della terra, è quel tipo di avvenimento che trasmette urgenza, pericolo, necessità impellente e diciamo anche che il fatto che nessuno fosse stato informato di ciò che sarebbe accaduto, non poteva che rappresentare la conferma di questa ipotesi.
Tuttavia terminata sia la buca che la transennatura di sicurezza, non si è visto più nessuno. Per i primi giorni mi sono quindi sforzata di immaginare che ciò dipendesse da una scarsa efficienza organizzativa del lavoro. Evidentemente, ho pensato, la squadra di operai addetta a aprire voragini e quella invece addetta a farci qualcosa dentro, non sono in grado di intervenire simultaneamente ma ieri, ebbene si, anche io e dopo oltre un mese dall’accaduto mi sono dovuta arrendere alla mia indignazione.
E non tanto perchè nel frattempo la buca è diventata una specie di cassonetto piena di rifiuti, e neanche perchè le transenne sono cadute al suolo insieme alle segnalazioni luminose, ma perchè sul già desolante spettacolo della voragine, ieri è caduta una pioggia torrenziale che l’ha riempita di acqua melmosa.
A voler essere indefessamente ottimista, ora ci sarebbe da chiedersi quando ci metteranno i pesci rossi ma non credo di riuscire ad arrivare a tanto.

su il firenze di oggi

Un nome una garanzia

Viscontessa, 11 aprile 2008

Fa piacere sapere che la maggior parte dei siti non rappresentano una testata giornalistica.
Fa piacere soprattutto in tempo di elezioni politiche quando anche la maggior parte dei partiti non rappresenta una proposta di governo ma tutt’al più un’idea e spesso molto confusa anche quella.Tuttavia il fascino della comunicazione è irresistibile e se da una parte c’è chi per attirare l’attenzione si spoglia per un calendario sexymaperbeneficienza, dall’altra c’è chi apre siti che non sono testate giornalistiche ma offrono un servizio di informazione per gli utenti.
Fatto sta che ieri avevo notato che un paio di accessi sul mio blog provenivano da un sito dal nome davvero singolare così, attratta dal nome e soprattutto dalla prospettiva di ritrovarmi in un sito ironico, sono andata a vedere di che si trattava.
Ebeteinfiore.it è invece un sito “serio” che fa informazione con tanto di redazione e soprattutto con tanto di lunghissimo articolo in “copertina” dal titolo “vademecum per elezioni politiche 2008”.
Si vede che per scrivere l’articolo ci hanno messo dell’impegno infatti ci sono tanti bei paragrafi, ci sono dei begli schemini, i disegnini, tutti i simboli dei partiti politici e tanto tanto altro compresa la lista dei siti dei partiti che si presenteranno alle elezioni politiche.
E lasciamo fare che non tutti gli indirizzi sono cliccabili e almeno uno è persino incomprensibile, ma al posto del sito della lista Pro-Life di Ferrara hanno messo quello di un mio post che conteneva una parodia del programma della medesima lista.
Speriamo che Ferrara non se ne accorga, io comunque i suoi voti non glieli rendo ma soprattutto non gliela do.
Pubblicato anche su Macchianera

Voi fate i piccioni che io faccio la fava

Viscontessa, 10 aprile 2008

In realtà questa settimana sono successe diverse cose mi si incastravano malissimo con il blog.
Caro diario oggi mi si è rotto un piatto e poi qualche ora dopo succedeva il terremoto che non si incastrava con il piatto del blog ma meritava comunque di essere raccontato.
Così per non mettere troppo disordine tra i miei oggetti virtuali, ho seminato qualcosa a giro e qualcosa me lo volevo riservare per affrontare con calma un argomento che poi mi si è freddato e so già che riscaldato nel microonde non mi piace più.
Allora stasera, da brava massaia che massaie si diventa e non si nasce, metto qui i fatti della settimana anche perchè così dopo cena posso svoltare pagina e ricominciare da capo.
Prima di tutto è successo che è morto un amico di cui, come al solito a modo mio, racconto qui.
Poi, mentre cercavo lo spirito giusto per affrontare la puntata di Costanzo di ieri, mi hanno chiesto se potevo scrivere due righe di opinione su un articolo che parla degli accompagnatori ed effettivamente, sarà perchè lo spazio era poco e le cose che avrei voluto dire tantissime, ecco che mi ero messa da parte l’argomento per affrontarlo poi in tutta calma.
Tuttavia siccome non troverò mai il tempo per farlo, ecco che qui di seguito riporto le poche righe a corredo dell’articolo dal quale direi che comunque le mia opinione si capisce più che bene.
Infine, sulla giornata di ieri, ho scritto qualcosa che però sarà pubblicato solo domani sul blog di Grazia per cui non metto link ma chi volesse saperne di più domani dovrebbe trovare tutto.
Infine le previsioni del tempo giusto perchè su questo post non manchi proprio niente e siccome noi qui non si frigge con l’acqua, ecco che le previsioni le affido ad un proverbio così vi ho mollato anche il proverbio del giorno.
Insomma, due o più piccioni con una fava.
I piccioni metteteli voi che io come al solito faccio la fava.

Terzo aprilante quaranta dì durante.

Una volta si chiamavano Giovani Marmotte e aiutavano le nonnine ad attraversare la strada.
Ora si fanno chiamare “accompagnatori” aprono un sito internet e offrono i loro servizi a pagamento ma solo perchè le strade da attraversare durano una serata intera.
La sostanza non cambia, questi novelli cicisbei internauti rappresentano ancora il tipico esemplare di maschio che nessuna donna vorrebbe trovarsi nel proprio letto per non correre il rischio di dover chiedere indietro i soldi spesi per la serata.
Eppure questi patinati cavalier serventi che vendono galanteria un tanto al chilo, nutrono ancora l’illusione di essere loro a decidere l’esito della serata come se le loro dame non fossero in grado di comprendere l’atavico terrore di ogni uomo per un’eventuale cilecca.
A leggere le loro offerte fanno quasi tenerezza, offrono attenzioni, compagnia, cavalleria e ascolto giurando a se stessi e al mondo intero che questo è ciò che le donne vogliono.
E noi facciamo finta di crederci, una fetta di torta con un bicchiere di latte non lo si nega a nessuno.
Per le ostriche e lo champagne ci organizziamo da sole.

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