L’happy hour è appena iniziato
Viscontessa, 5 Febbraio 2008Hanno sempre fatto la cosa giusta al momento giusto.
A vent’anni erano in pari con gli esami, il sabato pomeriggio portavano i figli della sorella al cinema e l’estate giravano l’Europa con l’InterRail, due amiche e il fidanzato.
La prima volta l’avevano fatto con il ragazzo giusto nel posto giusto, era successo un fine settimana nel quale avevano avuto l’appartamento dei genitori libero e dopo il sesso avevano trascorso il resto del pomeriggio a letto a pianificare il loro futuro scherzando sul nome che avrebbero voluto dare ai loro bambini.
Non fumavano, non bevevano e sostanzialmente non trombavano neanche, loro facevano solo l’amore e prendevano tutte le precauzioni del caso per non correre il rischio di una gravidanza indesiderata. Adoravano i bambini e i film d’autore, sfornavano torte salate e sentenze definitive su ogni cosa. Avevano appena finito di rileggere “Lettera a un bambino mai nato” della Fallaci.
A trenta avevano già una carriera avviata, un marito impalmato con una cerimonia le cui tracce fotografiche sono ancora visibili per tutto l’appartamento e due splendidi bambini nati a distanza di non più di un anno l’uno dall’altro. Madri, mogli e lavoratrici modello, avevano divorato manuali su manuali di pedagogia, avevano rinunciato al terzo figlio perché i bambini sono un bell’impegno e una cosa è fare la zia il sabato e un’altra fare la madre tutti i giorni che se non hai figli non puoi capire, e per Natale avevano regalato ai figli una coppia di criceti e una di fratellini del terzo mondo adottati a distanza.
A quaranta le ritrovi all’Happy Hour in compagnia di uno di trenta, vestite come se ne avessero venti mentre dei figli che tanto ne hanno dieci, non vogliono neanche sentir parlare. Ti raccontano che finalmente si sentono veramente libere e che adesso vogliono godersi la vita che di solito significa che vogliono darla a chiunque sia disposto a prenderla.
Bevono, fumano e non farciscono più le torte con la crema ma i discorsi con i doppi sensi. Vanno in palestra tre volte alla settimana e il preservativo lo porterà il qualsiasi lui di turno perché almeno a quello ci penseranno loro.
Ma la cosa peggiore è che adesso, ti spiegano, vogliono pensare solo a se stesse.
E lunedì mattina dovranno ricoverarsi in ospedale per interrompere una gravidanza.
pubblicato su macchianera





5 Febbraio 2008, 16:34
Cazzo, io a 20 anni ero ancora vergine! (sì, me ne vergogno ma è così:)!!!
5 Febbraio 2008, 16:35
si puo’ dire vergine, vero Vis?
Baci*
6 Febbraio 2008, 10:27
Certo Mf, vergine con rispetto parlando:-)
6 Febbraio 2008, 13:14
apperò… io ho passato i 40 (anche i 42) ma questa regressione mica l’ho avuta. Devo preoccuparmi? Però effettivamente neanche a 20 o a 30 corrispondevo alle descrizioni. Mah, mi tranquillizzo, forse il rinc*******mento degli “anta” lo evito, sempre con rispetto parlando.
6 Febbraio 2008, 14:44
evvai che mi avvicino ai 40!
6 Febbraio 2008, 20:01
beh, io di anni ne ho 25…
e mia mamma 50.
però a volte penso che se a 40 avesse fatto come nel tuo post, invece che cercare il senso della (sua) vita in chiesa, sarebbe stato molto meglio…
6 Febbraio 2008, 22:31
Io di anni ne ho 32 e di storie simili ne sento a bizeffe. Che dire? La paura fa strani scherzi, lo scoprire di cosa è la vita stessa.
6 Febbraio 2008, 22:42
ciao viscontessa.. imparerò come ti chiami. ho apprezzato molto i tuoi post. ho cominciato da poco anche io… ma non perdo un giorno.
a presto
amanda
6 Febbraio 2008, 23:44
Kleys, i cinquantenni ancora non li osservati attentamente perchè c’avrei ancora qualche anno a disposizione per raggiungerli. Ciò nonostante ad occhio direi che il passo successivo delle quarantenni rampanti è proprio quello di ritrovare se stesse attraverso la riscoperta della propria spiritualità per cui già da adesso ho notato che sono molte le donne di quella età che abbandonato il sogno del principe azzurro dei venti, i sogni di carriera dei trenta e quelli della scoperta della propria femminilità a quaranta, sui cinqunta si buttano a capofitto nello yoga, la meditazione, la religione o la fede. Forse tua mamma ha saltato un passaggio generazionale ma magari poi fa uno step indietro e ci torna:-)
Anche io Marina ho passato i quaranta e anzi, ho appena finito i 43 ed effettivamente anche io non ho sofferto di questa forma di regressione:-)
Però, per amor del vero, io a venti e a trenta non ero proprio proprio così.
8 Febbraio 2008, 14:03
quest’anno faro’ 50 anni , nonno da poco,non credo di iniziare ad occuparmi di religione o di yoga,ho fatto il percorso inverso, fin da quando avevo 20 anni mi interessava il volontariato,la politica, e anche lo sport non parlato. Fra poco partecpero’ all’ennesima corsa podistica -mezza martona anche perche’ credo che l’eta’ ti aiuti a capire meglio le situazioni.Mi e’ capitato di correre con un uomo di 80 anni che alla fine della corsa dava consigli a giovani trentenni con meno spirito di lui.Tutto e’ relativo se sei fortunato e in buona salute.saluti a tutti.
8 Febbraio 2008, 21:35
Leo tu sei un uomo:-) alle donne lo yoga e la meditazione agli uomini lo sport.
Direi che il proprio benessere e la propria armonia diventano comunque per entrambi prioritari.
9 Febbraio 2008, 0:30
ma guarda che a me lo yoga andrebbe benissimo… e anche il luteranesimo, il buddismo, il calvinismo, il protestantesimo valdese, l’ebraismo progressista (o come si chiama), l’induismo, il veganesimo (?), il naturismo, lo scintoismo e finanche i tarocchi o i fondi di caffè. E’ il ratzingerismo che mi mette KO!
14 Febbraio 2008, 15:00
Grande come sempre viss, tagliente e corrosiva,condivido in pieno questa analisi paradossale che purtroppo reputo realistica.
era tanto che non passavo, lo so.. lo dico spesso e ogni volta mi pento della mia latitanza.
un saluto.
14 Febbraio 2008, 16:47
Guarda Leo che anche questa è l’ultima tendenza dei blog: si passa una volta ogni due mesi e si sceglie i post da leggere:-)
(che ormai ce ne sono talmente tanti che non puoi leggerli tutti tutti i giorni)