Tra passato e presente

Viscontessa, 3 Febbraio 2008

Amarillis resta acciambellato sulla sua sedia.
Gli accarezzo dolcemente la testa bionda.
Tira su un attimo il muso e tossisce poi si rimette giù.
Gandalf si avvicina timidamente, scodinzola e mi chiede di prenderlo in braccio. Poi appoggia il muso sulla mia spalla e chiude gli occhi. Le cucciole invece sono le più vivaci, quando mi avvicino mi leccano la mano mentre Bibi aspetta sul tavolo di cucina che la sua padrona smetta di piangere. Domani si va in mostra, è l’ora della toletta, tra le pareti annerite della cucina e il televisore fuso, ognuno trova un suo modo per rendersi utile e andare avanti.
Per arrivare a casa loro ci ho messo un’ora e mezzo. Per percorrere l’ultimo tratto di strada ho dovuto lasciare la mia auto in una piazzola dove ho trovato una Panda 4×4 ad attendermi, poi su per cinque o sei chilometri in mezzo al bosco per un sentiero talmente stretto che si fatica a passarci persino con la Panda. Ai lati piccole e inquietanti pile di pietre e cartelli che invitano ad andare piano come se per un sentiero di fango e pietre si potesse mantenere un’andatura superiore a quella che si terrebbe a piedi. Un chilometro di cartelli e pietre, di fango e pali bianchi catarifrangente che in simili circostanze sembrano enormi e più pericolosi del burrone che mi affianca.
La Panda tossisce, si spegne, riparte e nuovamente si spegne, disattivo l’impianto a gas e torno sulla benzina, tiro l’aria, inserisco le quattro ruote motrici e rimetto in moto. Aspetto un po’ che il motore riprenda, poi disinserisco l’aria e riparto. Piove ed è buio. Abbandono il sentiero principale e affronto l’ultima curva. La casa è proprio lì sulla destra immersa nell’oscurità come sempre. Apro il cancello ed entro procedendo a piedi fino all’entrata secondaria della casa.
Lei ha gli occhi rossi e gonfi, appena mi vede entrare ricomincia a piangere. Le amiche, come prefiche, la sostengono e la consolano mentre io l’abbraccio e gli occhi mi si riempiono di lacrime. Qualcuna mi passa un fazzolettino di carta lì a disposizione sul tavolo e poi si allontana per tornare al proprio lavoro. Gli uomini sono tutti di là ad occuparsi di portare via le carcasse dei mobili bruciati, le donne invece sono in cucina alle prese con detersivi e derrate alimentari affumicate.
Mi metto all’opera anche io.
Salgo su una sedia per raggiungere la sommità di un armadio sul quale trovo i resti del freno tranciato di netto della sua auto…..



6 commenti a “Tra passato e presente”

  1. Thumper Says:

    “i resti del freno tranciato di netto della sua auto…”
    Dell’auto della tua amica?

    Viss, che dubbi ti sei fatta e vuoi farci venire?

    Nel post originario parlavi di “manomissione dei freni”…

  2. Viscontessa Says:

    In realtà nessun dubbio, nel post originario ancora non sapevo di preciso come fosse stato manomesso il freno poi l’altro giorno mi è capitato tra le mani quel che ne restava e un brivido mi ha attraversato la schiena soprattutto perchè avevo appena percorso la strada nella quale lei si era accorta di essere senza freni.
    Per il resto la situazione era quasi surreale, una commistione tra un passato rurale di grandi cucine piene di donne e animali e un assurdo presente di freni tranciati, sky che trasmette da una televisione bruciacchiata e donne moderne culturalmente molto più emancipate dei loro vicini.
    Che poi questo alla fine potrebbe essere il vero problema.

  3. Dyo Says:

    Allora il problema è serio. Se non si possono accoppare i vicini, e non lo si può fare impunemente, perchè non andare a vivere altrove?

  4. viscontessa Says:

    Dyo perchè siamo sempre alle solite, ti pare giusto che siano le vittime a dover abbandonare la loro casa? Ti pare giusto che se le forze dell’ordine non fanno niente siano le vittime a dover scappare?
    Te lo dico sinceramente, fossi in loro non mi muoverei di un metro.

  5. koshka Says:

    Andarsene sarebbe come darla vinta a chi crede di sistemare il mondo a propria immagine e somiglianza con la violenza.
    Restare sarebbe eroico, giusto e sacrosanto. Bisogna però vedere a quante persone normali è lecito chiedere di essere degli eroi.

  6. Viscontessa Says:

    Koshka non è lecito chiederlo a nessuno. Tutt’al più noi possiamo offrire aiuto e solidarietà alle vittime qualunque sia la scelta che fanno:-)

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