Eugenio e Nunzia
Viscontessa, 15 Dicembre 2007Caro Babbo Natale,
mi chiamo Eugenio, ho nove anni, vado in quarta elementare e gioco a calcio.
Quest’anno credo di essere stato abbastanza buono anche se qualche volta mi sono arrabbiato con il mio fratellino Ernesto che mi rompe tutti i giocattoli ma poi gli voglio molto molto lo stesso. Anche alla mia mamma e al mio papà voglio molto bene e anche ai miei nonni che non ho mai conosciuto perché sono morti prima che io nascessi ma tutte le sere prima di addormentarmi recito una preghierina per loro e anche una per tutti i bambini meno fortunati di me che non hanno neanche niente da mangiare. Ma davvero Babbo Natale ci sono dei bambini che non hanno niente da mangiare? E tu che regali gli porti a loro? Io se fossi in te invece della playstation gli porterei dei panini perché a me quando ho molta fame, di giocare con la playstation non mi importa niente se prima non ho fatto merenda.
Comunque io per quest’anno vorrei che tu portassi prima di tutto la pace tra gli uomini di tutte le razze perché non è giusto che la gente si ammazzi solo perché uno ha la pelle bianca e uno ha la pelle gialla, che differenza fa? Siamo tutti uguali e infatti io Lin che è cinese non lo ammazzerei mai solo perché ha la pelle gialla ma perché mi ruba sempre le figurine.
Poi per Natale vorrei anche che tu portassi una casa per tutti i poveri che non ce l’hanno e che sono costretti a vivere per strada anche quando fuori fa molto freddo. Però non so proprio dove potresti mettere queste case perché qui le strade sono già piene di case con la gente dentro e vicino al campo dove vado a giocare a calcio che intorno c’è molto spazio, non è un posto molto raccomandabile perché è pieno di barboni, di zingari e anche di extra comunitari.
E poi Babbo Natale vorrei anche chiederti di proteggere tutta la mia famiglia, anche i miei nonni che sono morti e ai quali voglio tanto bene anche a loro. Fa che non ci succeda mai niente e che se proprio deve succederci qualcosa, succeda ai miei nonni che tanto sono già morti oppure al mio fratellino che tanto dopo basta che prego per lui per farlo andare in paradiso che è un posto bellissimo io credo come il mare dove siamo andati quest’estate che il mio papà diceva sempre che era un paradiso.
E ora passiamo ai miei regali anche se io non so cosa voglio di regalo perché quando voglio qualcosa faccio finta di niente ma poi dico al mio papà che il papà di Luca lo accompagna sempre agli allenamenti di calcio e lui il giorno dopo mi compra quello che voglio.
Io non lo so se tu puoi portare anche regali che non sono giocattoli ma se puoi, fai che anche il mio papà diventi disoccupato come quello di Luca che così può accompagnarmi a calcio anche lui?
Grazie
Caro Babbo Natale,
mi chiamo Nunzia ho undici anni e vivo in in una cittadina che però non ti lascio neanche l’indirizzo perché mio zio non vuole che a casa nostra ci viene qualcuno quando lui non c’è per cui il regalo per piacere se me lo puoi lasciare al suo bar che è quello più grande del nostro paese.
Io non sono sicura che tu esisti veramente perché mio zio dice che ormai sono troppo grande per queste cose ma se lui si è sbagliato volevo chiederti se mi puoi portare un profumo perché Rosetta che vuole andare ad una trasmissione televisiva che si chiama Amici, dice che io non posso andare con lei perché puzzo di stalla che si vergogna a chiedere al suo amico che lo avevano quasi preso a fare il Grande Fratello se posso andare anche io. Però se mi porti il profumo non devi dire allo zio che è un regalo per me ma gli devi raccontare che è un pacco per Marione che lui allora lo prende senza chiedere niente e poi lo porta in chiesa e lo lascia lì senza aspettare che qualcuno viene a prenderlo.
Scusa Babbo Natale se ti scrivo questa lettera così senza conoscerti neanche ma io che ti volevo scrivere era tanto tempo ma non sapevo come si deve fare fino a quando l’altro giorno l’ho chiesto a Osvaldo che anche se qualche volta mi fa male, è sempre molto buono con me e qualche volta mi lascia anche i soldi per comprare un gelato di nascosto dallo zio anche se il gelato lo vendono solo al bar dello zio e così io non posso comprarlo perché sennò lui mi chiede dove ho preso i soldi. Osvaldo mi ha detto che dovevo scriverti questa lettera per chiederti il regalo di natale ma che tu me lo portavi solo se ero stata brava e poi, dopo che ho fatto quello che mi aveva chiesto, mi ha detto che sono stata molto brava ma non so sono sicura che a fare certe cose sarei brava anche per te perché a me quelle cose, anche se a Osvaldo non l’ho detto, mi fanno un po’ schifo e secondo me è lui che mi attacca la puzza di stalla.
Insomma io non lo so se sono stata brava, la mia mamma quando vanno via gli amici dello zio, viene sempre in camera mia e mi dice “brava piccola mia” ma lo dice con una voce strana e poi si mette a piangere e secondo me mi dice brava solo per farmi contenta ma non pensa che io sono davvero brava.
Anche lo zio qualche volta dice che sono molto brava ma lo dice ai suoi amici quando vuole convincerli a venire con me e poi mi dice “fagli vedere quanto sei brava!” e allora io mi siedo sulle loro ginocchia e gli sorrido ma qualche volta mi allontanano in malo modo e allora penso di non essere poi così brava.
Ora però Babbo Natale ti devo salutare perché tra un po’ viene a trovarmi il babbo di Rosetta che a lei non l’ho mai detto ma secondo me se n’è accorta da sola e non è vero che non vuole presentarmi al suo amico del Grande Fratello perché puzzo ma solo perché è gelosa di me.
Grazie e ricordarti che se vuoi sapere se sono davvero brava, devi chiedere allo zio se ti porta una sera a casa nostra ma non di martedì e giovedì che sono già impegnata.





15 Dicembre 2007, 4:03
‘vis….smettila di drogarti,che queste storielle mi lasciano l’amaro dentro.
15 Dicembre 2007, 16:14
una volta qualcuno ti chiese di scrivere una favola e tu dicesti che era più forte di te essere amara e che non l’avresti mai fatto.
sai cosa penso? che invece sarebbe una testimonianza di una tua evoluzione e crescita nella scrittura.
proprio per il fatto della difficoltà, dico
personalmente mi succede che dopo i quaranta non ho più tanta voglia di realtà
….
una favola a natale cosa c’è di più trasgressivo nella sua linearità?
15 Dicembre 2007, 22:32
Non so se essere preoccupato o ammirato: è già la terza volta che parli di una persona debole che presta servizi sessuali quasi senza accorgersene…
15 Dicembre 2007, 23:49
La seconda letterina a Babbo Natale, quella di Nunzia, è come un pugno nello stomaco.
Dire “brava” a chi l’ha scritta può bastare?
Cristella
16 Dicembre 2007, 0:26
Magari le ragazzine abusate conservassero davvero tanta innocenza ed ingenuità…Sarebbe comunque qualcosa su cui ricostruire. Ma non succede mai.
16 Dicembre 2007, 0:47
Hai ragione Tatalla, hai svelato le conclusioni prima che facessi in tempo a scriverle. Nunzia conserva caratteristiche infantili pur vivendo in un contesto terribile che poi è quello che colpisce il lettore molto più dell’evidente paradosso tra ciò che le accade e il suo stato d’animo. Il personaggio di Eugenio, invece, si esprime in un linguaggio e in un contesto infantili ma rappresenta così bene le ipocrisie della nostra società moderna, che neanche ci si accorge di quanto possa essere sgradevole il suo personaggio.
Nunzia rappresenta la speranza, Eugenio il fallimento.
16 Dicembre 2007, 12:15
Wha, mi sento molto sollevato ora che l’hai specificato… Anch’io avevo provato un fortissimo senso di nausea leggendo la letterina di Eugenio, traboccante di ipocrisia e falsa sensibilità… Brava! Anzi, bravissima, perchè hai fatto un eccellente lavoro di dosi, raro da trovare anche tra certi scrittori “professionisti”.
(Il pensiero che c’è gente che troverebbe quella lettera commovente… bhe, quello sì che è terrificante)
16 Dicembre 2007, 20:35
non ti dirò che sei brava e non ti dirò che mi piace come scrivi e quello che scrivi, dirò solo grazie.