La parata dei cretini.
Viscontessa, 23 Novembre 2007Io resto dell’idea che se la gente si drogasse un po’ di più le cose andrebbero molto meglio. Niente di pesante, per carità, solo qualcosa per stordirsi abbastanza da non stordire il prossimo con le proprie cazzate.
I cretini, i violenti, gli intolleranti, gli arrapati, gli sfigati, i drogati, i depressi, gli invidiosi, i maniaci e i cattivi in generale, son sempre gli altri ma se a tutte le brave persone che restano gli dai la libertà di esprimersi per ciò che effettivamente sono, quel che resta è davvero poco e di solito soccombe sotto alla marea di merda che ti circonda.
La parata dei cretini, in fondo, serve proprio a farti sentire una persona migliore, migliore anche se l’incidente lo hai provocato tu e se molti si difendono con la scusa “mi sono solo fermato a guardare”.
Ho sempre sorriso di fronte a quelli che vedono in internet il vero futuro della comunicazione proprio perché ho sempre avuto la sensazione che la maggior parte della gente abbia solo bisogno di esprimere la propria frustrazione. Chiunque abbia un blog, tanto per fare un esempio, sa benissimo che la maggior parte delle visite che gli provengono dai motori di ricerca, sono il frutto di una ricerca che ha per oggetto un qualsiasi argomento attinente al sesso.
E poi basta mettere a disposizione una piazza virtuale nella quale offrire l’anonimato a chiunque, e diventano centinaia gli impeccabili cittadini, i premurosi padri di famiglia, gli uomini e le donne felici e realizzati che si trasformano improvvisamente nelle persone più spregevoli che ci siano.
Perché, mi chiedeva oggi un’amica, ti ostini a scrivere cose che ti riguardano senza filtri? Non le ho ancora risposto ma credo che le risponderò “perché non ho niente di cui vergognarmi”.
Essere fedeli soprattutto a se stessi a volte può essere molto faticoso, ma ne vale sempre la pena.
Chi mi ama mi segue. Gli altri non sanno cosa si perdono.





23 Novembre 2007, 4:24
Tempo fa, il grande Pierangelini (uno dei migliori chef al mondo, ndr)disse la sua a proposito delle recensioni gastronomiche online:”Una volta, prima dell’avvento di Internet, i disperati che vivono di pettegolezzi, molto spesso in solitudine, erano chiamati sfigati. Ora si chiamano blogger”.
23 Novembre 2007, 10:11
mah, io ieri sera mi son messa a leggere un po’ di commenti su MacchiaNera.
devo dire che mi ha dato parecchia tristezza. non è un blog come questo tuo, Viss. lì sembra che le persone scrivano solo per scannarsi a vicenda.
edificante, direi.
praticamente io ho iniziato qui e, a quanto pare, finisco qui la mia avventura nei blog.
con degli amici abbiamo un sito in cui incontrarci virtualmente. molto restrittivo sugli iscritti.
direi che è stata una scelta azzeccata, vista la quantità di persone tristi che usano internet a vanvera.
23 Novembre 2007, 11:17
chi ti ama ti segue e chi ti segue ti guarda il culo, immagino.
(ps: mi permetto di osservare che la critica contro i flame e la brutta gente che si trova in rete è da ingenui e/o newbie)
23 Novembre 2007, 11:21
“mi permetto di osservare che la critica contro i flame e la brutta gente che si trova in rete è da ingenui e/o newbie”
Se davvero è così - e io non credo - allora viva gli ingenui e i newbie!

23 Novembre 2007, 12:07
Paolo, sono anni che frequento la rete e ancor prima frequento la vita nella quale in maniera più rarefatta e meno evidente, certe brutture vengono fuori ugualmente. Infatti non mi meraviglio, né, come vedi mi faccio influenzare da ciò che accade. Anzi quasi mai parlo di certi argomenti, solo molto raramente riporto su questo blog post che ho scritto altrove e il seguito che ne hanno avuto, ma mi pareva singolare che questa volta la bagarre fosse andata di pari passo con un post sul mio blog nel quale dicevo “nessuno mi ama”. E poi non l’ho scritto, ma nella stessa giornata avevo pubblicato un altro post sul blog di Grazia che ha avuto (almeno fino alla giornata stessa alla quale mi riferivo) più o meno lo stesso numero di commenti del post su Macchianera e tutti di altro tenore.
Insomma, mio malgrado, mi sono trovata a fare un parallelo e confronti e così ecco, ne è venuto fuori questo post. Tutto qui
23 Novembre 2007, 12:47
Continuerò a leggerti qui. Preferisco un clima disteso; non mi piacciono le questioni di lana caprina, gli insulti ed i flame. Poi sai come si dice in chimica… Similis similia solvuntur
23 Novembre 2007, 12:50
Infatti direi di chiudere velocemente la questione.
Si volta pagina:-)
23 Novembre 2007, 18:44
no no, aspetta!
prima di voltare pagina voglio sapere che cacchio significano “flame” E/O “newbie”!
[maledetta ignoranza!]
24 Novembre 2007, 14:11
In questo senso è sempre da consigliare il libro di Antonio Escohotado sulle droghe, la piccola storia sulle droghe, edito da Donzelli.
Molto divertente.
24 Novembre 2007, 23:45
Pepitol, raccolgo volentieri l’invito anche perchè di novembre con questo tempo, non resta che drogarsi con le calde arrosto ma gli effetti si sentono più sul fisico che non sullo spirito:-)
bancone, allora, dicesi flame….ehm…
dunque, direi casino virtuale:-)
Per il resto di più nin so!
25 Novembre 2007, 8:48
dènghiu.
- BanconA -
[cmq sei andata all'origine del soprannome :-)]