Nella vecchia fattoria

Viscontessa, 18 novembre 2007

Nicola Grauso, da quando collaboro con Il Firenze, mi ha inviato due mail.
La prima a luglio per spiegarmi che purtroppo per il momento non poteva pagarmi per il lavoro svolto da gennaio fino a quel momento.
La seconda oggi per farmi sapere che Cipriani (ex Unità) e direttore dei quotidiani Epolis passati tanto per i due terzi in mano di Rigotti che a sua volta ha venduto a dell’Utri, si è venduto a Berlusconi pubblicando sui quotidiani di cui è ancora direttore, un’intera pagina pubblicitaria sulla Convention dei Circoli del Buon Governo.

Se nel corso della vita di questo blog avessi promesso di darla a chi mi linkava o almeno avessi organizzato una riffa con le mie mutande.
Oppure.
Se fossi un uomo che ogni sera racconta sul blog cosa ha mangiato per cena chiedendo ai propri commentatori di raccontare cosa hanno mangiato loro.
Se insomma invece di un blog avessi comprato uno specchietto per le allodole, adesso potrei rispondere pubblicamente a Grauso con una letterina ben articolata per manifestare tutta la mia indignazione per coloro che comprano specchietti per le allodole e li spacciano per informazione. Concluderei con una frase di paternalistico sdegno e saluterei con un modesto parere.
Ma siccome ho un blog e non uno specchietto per le allodole, la mia bella letterina resterebbe qui dove si trova e a leggerla sarebbero sempre i miei soliti lettori.
Per cui me ne vado a letto che tanto destra o sinistra, a non pagarti e a non ascoltarti, son bravi tutti.
Che quasi quasi, qui lo dico e qui lo nego, almeno a destra se sei sfigato ti dicono “sculo!” mentre a sinistra di dicono “che siam tutti belli, tutti uguali”.
Ma alcuni animali sono più uguali degli altri.



12 commenti a “Nella vecchia fattoria”

  1. InvernoMuto Says:

    Sarà che per lavoro sono a stretto contatto con i sindacati e “che siam tutti belli, tutti uguali” me lo sento ripetere continuamente, sarà che certe cose le respiro ogni giorno… ma, per me, certi animali non sono più uguali degli altri. Sono animali e basta. Con tutto il rispetto per quelli veri.

  2. ian Says:

    mica è vero che sono tutti belli, ma soprattutto è falsissimo che sono tutti uguali,
    lo sanno anche le scimmie, e anche loro tengono famiglia…

  3. orsella Says:

    ma un bel vaffa con eco, nel telefono glielo hai fatto risuonare??

  4. Viscontessa Says:

    Vabbè, non siamo tutti uguali, ma tutti belli si! dell’uguaglianza non frega una cippa lippa a nessuno ma della bellezza….ohhhh….non si parla e non si cerca altro:-)

  5. ian Says:

    un momento! siamo tutti belli è una affermazione quanto meno azzardata
    (saranno le pere del post precedente?).
    se poi intendevi tu ed io… ah bè allora… e giustissimo :)

  6. mn,m Says:

    mi spiace viscontessa. Cosa facevi per loro?

    V

  7. Bancona Says:

    (domanda alquanto azzardata… )

    cmq, Viss, ammettilo: la “riffa” l’hai organizzata con le mutande davvero, ma di Gandhy!

  8. And on the street tonight an old man plays with newspaper cuttings of his glory days « Opéra Bouffe Says:

    [...] Vis.Contessa …non faccio la giornalista né intendo diventarlo. Scrivo perché mi piace. Scriverei anche gratis purché nessuno venga a dirmi cosa e come, infatti lei non mi paga neanche. O meglio, mi ha pagata il primo trimestre, poi basta. [...]

  9. Bancona Says:

    ah, ma allora è una cosa seria questo blog…

    scusa Viss, ma non ho capito qual è il problema principale (sai, è un Martedì che assomiglia molto a un lunedì di M)

    dicevo: il problema qual è? che lavori e non ti pagano o che non ti piace lavorare per certa gente?

    [per la cronaca, scopro adesso che per te lo scrivere è un lavoro]

    se non ti piacciono le persone per cui lavori…

  10. Viscontessa Says:

    Ho solo una rubrica settimanale su Il Firenze nella quale, come molti altri blogger ai quali è stata offerta questa la possibilità, parlo un po’ di quello che voglio possibilmente su argomenti legati alla mia città. Qualche volta pubblico anche qui sul blog i miei articoletti.
    Cosa voglio fare francamente non lo so, non mi ero ancora posta questa domanda quando ho scritto il post perchè più che di quello che voglio fare io, era sulle mail ricevute che volevo attirare l’attenzione. Al di là di quello che si può pensare dei quotidiani editi da EPolis, resta il fatto che comunque mi aspettavo un po’ più di professionalità da certi personaggi. Non parlo di serietà, onestà o quello che pare a voi, ma insomma neanche il caporedattore di un giornaletto scolastico invierebbe una mail ai collaboratori che non ha pagato, per lamentarsi delle marachelle di quello che lo ha sostituito.
    Sul cosa farò poi ci torno con calma che scrivere in un commento cosa penso mi pare riduttivo:-)

  11. Bancona Says:

    riduttivo?

    e che ci vuole per scrivere in un commento
    “Va là, prendo la palla al balzo e scrivo un altro libro!”

    ?

    ok, dai, ho capito: la faccio troppo semplice.

    - pacca sulla spalla -

  12. Bancona Says:

    penso di aver un po’ fiutato l’accaduto.

    vediamo se ricapitolo efficacemente:

    scrivi un po’ qua, un po’ là, dove ti invitano, dove ti ritrovi, dove ti pare;

    scrivi per diletto, per intelletto, per curiosità letteraria, per recuperare le ricevute delle tasse pagate, per descrivere Gandhy e il suo manto fluente;

    scrivi senza pretendere, né offendere, senza chiedere, né avere;

    dici sissignore, ma se lo scrivi lo metti solo tra virgolette, per onestà spirituale con te stessa e i tuoi principi.

    dunque: se non ti pagano, a maggior ragione sei libera di scrivere ciò che vuoi, anche se non ti piacciono gli editori e le mail che ti scrivono.

    giusto?

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