Solo le puttane restan tali

Viscontessa, 15 novembre 2007

Finalmente una nuova emergenza senza quote rosa.
Francamente eravamo un po’ stanche di farci violentare, picchiare ed ammazzare per offrire spunti di riflessione e motivi di indignazione ad un pubblico rigorosamente maschile.
Possibile, mi chiedevo, che dobbiamo fare sempre tutto noi?
E invece proprio nel bel mezzo di un interessante dibattito dell’opinione pubblica intenta a chiedersi se per una donna sia meglio farsi violentare da un distinto cittadino italiano o ammazzare da un poveraccio qualsiasi, ecco che le Forze dell’Ordine intervengono ancora una volta in difesa dei cittadini più deboli.
Mai la polizia aveva mostrato tanta solerte tempestività nell’intervenire a tutela delle donne; certo purtroppo ha dovuto sacrificare il buon nome di uno dei suoi agenti costretto ammazzare un cittadino qualsiasi per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dalle donne, ma questa volta, va detto, la polizia ha fatto davvero le cose per bene assicurandosi di non lasciare in giro neanche vedove addolorate pronte ancora una volta a rubare la ribalta agli uomini. Tra l’altro anche parlare di sacrificio pare davvero prematuro. Il buon nome, in un’epoca nella quale le guerre si chiamano missioni di pace e chi tortura si dice ammorbidisca il testimone, è un concetto del tutto astratto tanto che per tutelare quello di un assassino in divisa, si potrebbe addolcire prima la definizione di Forze dell’Ordine, magari in Unità di Convincimento Coattivo, e poi quello di omicidio volontario magari in Azione di Prevenzione Casuale.
Che tanto in fondo lo sappiamo bene tutti: solo le puttane resteranno per sempre puttane.



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