Verginità
Viscontessa, 19 ottobre 2007Tutte le volte che perdo una verginità ci resto male perché quando me ne accorgo ormai è sempre troppo tardi per ritrovarla. Per fortuna che ormai me ne sono rimaste così poche che una volta perdute anche quelle, non avrò più niente da perdere.
Alcune verginità, questo è vero, le ho anche ritrovate: le avevo solo dimenticate da qualche parte ma il ritrovarle non mi è mai stato di alcun conforto perché non sono mai riuscita a rimetterle a posto e nelle condizioni tutte lacere e polverose nelle quali ogni volta le ho ritrovate, non ho neanche potuto regalarle così sono stata costretta a buttarle via. I cassonetti sono pieni di verginità buttate e spesso se ne trovano anche di abbandonate dietro ad una panchina dei giardini o tra i binari della ferrovia.
Tra le tante forme di verginità che possediamo, quella che mi è sempre piaciuta meno è quella fisica, l’unica tangibile con mano (si fa per dire), l’unica a cui il genere umano abbia mai dato veramente importanza e l’unica che nessuno ha mai capito di preciso a cosa serva. Sembra strano, ma con tutte le verginità molto più dolorose da perdere e mai ritrovare, l’unica senza senso, è quella su sui si è costruita la storia del uomo e della donna e a volte mi viene da chiedermi se il senso di quella verginità non sia davvero quello di dimostrate quanto sia stupido l’essere umano.
Mi chiedevo oggi, per dire, se esiste ancora l’ufficio degli oggetti smarriti. Quando ero piccola ogni tanto mi capitava di andarci con mia nonna a cercare qualcosa dimenticato sull’autobus. Un golf, una busta, un ombrello e, che io ricordi, non siamo mai riuscite a ritrovare niente ma neanche a perdere la speranza di ritrovare prima o poi qualcosa. Ormai a perdere un ombrello o un golf, conviene ricomprarlo piuttosto che andare a cercarlo. I golf, gli ombrelli, le scarpe ma persino i giocattoli, la lavastoviglie e la macchina, son cose che grazie alla perduta verginità commerciale, le si posson perdere senza preoccuparsi troppo. Se perdi l’ombrello, per dire, basta che giri l’angolo e lo ricompri per una manciata di euro da un ragazzino che ha perduto la verginità dell’infanzia mentre noi abbiamo perduto la voglia e la speranza di ritrovare ciò che abbiamo perduto e l’ufficio oggetti smarriti ha perduto il suo significato.
A meno che, e questo poi era il pensiero su cui avevo finito per indugiare quest’oggi, non si potesse rendere concrete tutte le nostre verginità che così, una volta perdute, potrebbero essere date in consegna all’ufficio verginità smarrite e chissà che una volta rese tutte le verginità tangibili, l’uomo non la smetta di esser uomo ma diventi finalmente un po’ anche donna.





21 ottobre 2007, 10:02
MA CHE BELLO!
21 ottobre 2007, 16:52
non male. verginità ritrovate all’ufficio verginità smarrite.
una mia amica bigotta sarebbe felice di recuperarla ogni giorno.
24 ottobre 2007, 9:56
A me sembra, che questo post sia più bello o più interessante rispetto al precedente ed al successivo, eppure ha due soli commenti. Forse avrà suscitato tanti pensieri comunque o forse non è poi tanto facile parlarne. Allora uso le parole di Bancona: MA CHE BELLO!
Accorgendomi di come il tempo porta via le cose, anche quelle che avresti giurato di non dimenticare mai, mi sono ritrovato ad inventariare o a prender nota, che è una cosa diversa o una variante rispetto a quello che dicevi tu. Ogni tanto come stamattina entro nel mio ufficio oggetti smarriti o magazzino, come uso chiamarlo io, e scorrendo nomi ed eventi viaggio nel tempo.
Però a volte non è facile passeggiare da quelle parti, è un posto che bisogna imparare a gestire.
24 ottobre 2007, 11:25
Effettivamente ci sono dei post che tutto sommato sono solo da leggere:-)
24 ottobre 2007, 17:17
Questo è veramente un post splendido. Non aggiungo altro, lo rovinerei. Però grazie di averlo scritto.