Nel mio piccolo…

Viscontessa, 2 Ottobre 2007

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Nel mio piccolo mi è scappato l’uccello. Era una bella coppia, si erano conosciuti a settembre e lei aveva appena finito di deporre le uova ma mia figlia voleva vederle, ha aperto il nido e il maschio è scappato. Lei cova e non lo cerca, lui è volato via, uccel di bosco, l’ha ingravidata, gli ha lasciato tre uova da covare e se n’è andato. E poi li chiamano “inseparabili”….

Nel mio piccolo domenica sono stata a Roma per l’aperitivo del blog di Grazia. Ho rivisto Giulia e Roberta e con loro ho camminato sotto al sole dell’ora di pranzo direi per ore. Ma Giulia ha le gambe molto lunghe e un’energia contagiosa, e Roberta verrebbe voglia di metterla sotto ad una campana di vetro e tenerla sul comodino accanto al letto. Quindi la mia versione non fa testo.
Più tardi è stata la volta di Laura, burrosa e disponibile come sempre abbiamo concluso la serata con uno scambio di medicine e di rossetti. Per chi pensasse che le donne son tutte scarpe, ciclo e rossetti, sappia che anche le medicine, dagli analgesici agli antistaminici, concorrono in maniera sostanziosa a creare quella complicità tra donne che alcune donne si vantano di non condividere come se passare la vita a misurare chi ce l’ha più lungo fosse più prestigioso di un rossetto.
Grande successo per Gandhi che mi ha accompagnata in questa avventura e che è diventato oggetto di appunti per Simona Coppa della redazione di Grazia con la quale ho anche condiviso lievi apprensioni e stanchezze per i problemi legati all’imminente pubertà delle nostre figlie.
Strepitosa Silvia che è capace di lamentarsi ancor più di me per i tacchi alti, il freddo, il caldo, l’allergia e la stanchezza, tutti fastidi che non hanno inciso sul suo umore se non in senso positivo.
L’importante è fare delle proprie lamentele un modo di essere.
Infine Smeerch, l’unico uomo del blog di Grazia che fosse presente ma che non ho avuto modo di conoscere bene anche perché, mentre me ne stavo seduta sui gradini dell’auditorium completamente dimentica di non avere in dosso i soliti jeans ma una gonna corta con le calze a rete, ci ha raggiunto il mio consorte al quale, nel tentativo di scusarmi per l’oscena seduta, ho giurato imperituro amore.
Nel mio piccolo il tutto è stato condito da un fastidioso mal di testa.

Nel mio piccolo questa volta il mal di testa se n’è andato lasciandomi un doloroso torcicollo. Ho tutto il collo fasciato, la spalla rattrappita e una singolare andatura da Pinocchio. Tanto per non perdere l’abitudine, ho buttato giù altro Brufen e se non funziona per il torcicollo va bene uguale: meglio un antidolorifico in più che uno in meno. Siamo nati per soffrire ma questa cosa non mi convince.



12 commenti a “Nel mio piccolo…”

  1. Smeerch Says:

    Non hai avuto modo di conoscermi bene perché c’era un commensale tra noi nella cenetta post-aperitivo. Sarà per la prossima volta. C’è sempre una prossima volta.

  2. Spa Says:

    Sempre bellissima Viscontessa!

  3. mario de santis Says:

    ecco bravi e io a Milano, senza grazia alcuna..salud!

  4. Bancona Says:

    nel tuo piccolo hai un cane che è uno spettacolo. un fenomeno.
    da baraccone.

    facce sape’ se ritrovi l’uccello.
    sono in ansia per te.
    (per me ho smesso.)

  5. Mitì Says:

    Camminare coi tacchi alti per Roma rivela uno spirito masochistico ;-***

  6. Viscontessa Says:

    Mitì, non a caso mi ero portata un paio di stivali bassi di ricambio:-)

    Bancona, dell’uccellino nessuna traccia, tanto la femmina oggi ha deposto un altro uovo e così fa quattro. Non so cosa succederà:-)

    Mario, è la prima volta che lo organizzano a Roma, le volte precedenti erano a Milano…perchè non sei venuttooo?

    Spa, ti adoro!!

    Smeerch, ci sarà, ci sarà….

  7. Bancona Says:

    nel mio piccolo… ieri sera ho portato il gatto in passeggiata.
    col guinzaglio.
    ma lui adora arrampicarsi sugli alberi.
    per cui temo che i passanti pensassero che avessi un uccello al guinzaglio.

    dev’essere stato divertente. per i passanti.
    un po’ meno per il gatto.

  8. Gianfranco Says:

    Io sono rimasto al post della settimana scorsa “L’uomo e la bambina”. Quando ho finito di leggere era l’inizio della giornata, ho provato una bella sensazione ed ho pensato che valeva la pena di passare tutti i giorni a vedere cosa metti in pentola. Anche nei commenti c’erano parole interessanti.
    Ma è buona cosa anche l’andar per aperitivi; ha i suoi lati buoni ovviamente e ….. belle sorprese! Ciao.

  9. Viscontessa Says:

    Gianfranco, non sai mai dove e cosa vedranno i tuoi occhi domani. A volte vedono dei gatti al guinzaglio ma questo è un altro discorso:-)

    (Bancona! noooo! il gatto al guinzaglio no, è contro la sua natura! se ti piace l’idea di un animale da portare al guinzaglio non devi far altro che dirlo: un fratellino di Gandhi?)

  10. Bancona Says:

    senti, i gatti che ho avuto in passato erano liberi di fare quel che pareva loro. andavano e venivano per casa. tornavano a mangiare, se ne avevano voglia. stavano in giro giorni, se gli girava bene così. tornando poi magari con un’orecchio tagliato come il gatto dei puffi.
    con questo devo per forza fare le cose diversamente.
    amo i gatti proprio perché sono gatti.
    ma ora vivo in un monolocale.
    sto via dalle 8.20 alle 19.00 (quando va bene).
    mi fa fuori un rotolo di carta igienica al giorno (distruggendolo, non perché le usa quando va al bagno).
    quando torno, impazzisce, non riesce a far a meno di salirmi fin sulla spalla (la dx, generalmente) e sta lì mentre gli preparo la pappa, mi tolgo le scarpe, vado in bagno… si, perché mi segue anche lì. Tutto questo miagolando come un pazzo.
    non posso farlo uscire, perché sul terrazzo condominiale ci sono altre 6/7 porte di altrettanti vicini, e se ne vede una aperta, ci si infila immediatamente.
    e una di queste vicine è incinta e non ha passato la toxochecazzoplasmosi. come dice la mia amica veterinaria: “beh, ha intenzione di giocare con la merda del gatto e poi ciucciarsi le dita?! perché è così che potrebbe prenderla!” Però la vicina abita lì da più tempo del gatto.
    Insomma. Temo che dovrò portarlo dai miei. Quest’idea mi ha già fatto scendere qualche lacrima. So che per lui sarebbe la soluzione migliore. Ma non sarebbe più il “mio” gatto.
    Non mi piace l’idea di portare al guinzaglio un animale. Ma voglio portarlo un po’ fuori, ogni tanto. E vederlo tirar sotto da una macchina non è la mia massima aspirazione.
    Compromessi.
    Tutti mi dicono che il gatto si abitua a stare in casa.
    Apprezzo e condivido di più il tuo pensiero.
    Ora devo soffiarmi il naso, scusa.

  11. Viscontessa Says:

    Bancona, io temo che la decisione di portare il gatto dai tuoi sia la più saggia. Capisco quanto ti dispiaccia ma effettivamente il tuo sarebbe un gesto molto generoso e di vero affetto per il gatto.
    Il bello dei gatti è proprio la loro indipendenza che a noi padroni ci fa passare le nottate in attesa del loro rientro, ma fino a quando la sofferenza è solo nostra pazienza (ce la siamo scelta) ma quando si può offrire ai nostri animali una possibilità migliore di quella in cui vivono….
    E poi dai, le fusa te le faccio io, va bene? (fammi sapere)

  12. Bancona Says:

    questa sera intanto lo porto a scrivere un papiro di laurea, così non rimane da solo.
    si, lo so… decisione saggia. ho ancora un paio di settimane per decidere.
    per le fusa poi vedremo.

    [se fai un link al tuo post di qualche tempo fa - quello criptolesbo - ti si riempie il blog di maniaci]

    a proposito: ora mi collego qui tramite “ShinyStat™ - Statistiche Account Viscontessa”. faccio bene?

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