Quanto costi?

Viscontessa, 24 Luglio 2007

Ognuno di noi ha un prezzo, cominciamo a venderci fin dalla nascita e quando arriviamo alla fine dei nostri giorni di quel che eravamo è rimasto poco o niente.
Ci vendiamo per ottenere un po’ di attenzione, per ottenere un po’ di rispetto e ci vendiamo persino per rivendicare il nostro diritto a non vendersi, vendiamo la nostra anima e il nostro corpo, mettiamo in vetrina le nostre paure perché qualcuno le acquisti e se le porti via e pure le nostre gioie perché la felicità è come un cartone di latte fresco con la sua bella data di scadenza sul retro e bisogna liberarsene prima che diventi acido.
Ognuno di noi si vende qualcosa, trascorsa l’adolescenza piena di ottimi propositi sulla propria integrità morale, cominciamo a smontarci a pezzetti come i mattoncini del Lego. Quei mattoncini che ci siamo già venduti sulla spiaggia quando si faceva il gioco del mercatino e quella monetina in cambio di una macchinina era un successo e non quel fallimento che poi ci parrà col tempo l’essersi liberati degli oggetti della nostra infanzia.
La scuola, “Luigino saluta il signore”, gli amici, la paghetta, la tua camera in ordine, la coca cola solo una volta ogni tanto perché fa male, sono tutti quei piccoli compromessi, quelle piccole compra vendite che ci vengono imposte come educazione perché vivere in mezzo agli altri significa adeguarsi a delle convenzioni sociali che rendano il gruppo sempre più omogeneo.
E ci vendiamo per un po’ di attenzione di nostro padre che non c’era mai o della mamma che allatta il fratellino e da quando è arrivato quello lì le cose sono cambiate e lei mi trascura.
E poi ci sono gli studi, c’è quel senso di onnipotenza che ti pervade quando ti pare di avere ancora tutta la vita davanti che poi magari resta incastrata tra le lamiere di auto mentre pensi “non a me”, e c’è l’amore, la carriera, l’impegno sociale e la vita che ogni giorno ti chiede in cambio qualcosa senza che tu all’inizio te ne renda neanche conto.
Ci vendiamo a volte per molto poco altre lasciamo lievitare il nostro prezzo senza un motivo apparente solo perché abbiamo bisogno di sapere che valiamo qualcosa. E ci vendiamo i sogni in cambio di un tozzo di pane, gli incubi per un abbraccio, i nostri baci per quella fame che non proviene da uno stomaco vuoto.
Tutti, indistintamente, chi più chi meno ma soprattutto chi più consapevolmente e chi meno.
Ed è proprio questa inconsapevolezza che mi fa paura e mi spaventa, è questo confondere la necessità di vendersi con la propria libertà a farlo.
Si è liberi di vendersi l’anima o il culo con la stessa disinvoltura, ma ogni volta che offriamo qualcosa di noi lo facciamo perché ci aspettiamo un corrispettivo in cambio.
Siamo liberi solo di fissare un prezzo e a volte neanche di quello.



6 commenti a “Quanto costi?”

  1. franchino Says:

    bello |
    ma lo sai che mi piace veramente tanto come scrivi?
    Sei proprio brava e posso dire……..io quella là ….la conosco……..e bene….
    un abbraccio e grazie
    tuo e vostro franchino

  2. Viscontessa Says:

    Mi fa piacere trovarti qui in questo momento perchè stamattina avrei voluto esserci ma puoi ben immaginare che non è poi così facile visto che sono tutti un po’ in vacanza. Spero che comunque ti sia arrivato il mio sms e mi auguro che i ricordi che ti accompagneranno per tutta la vita, possano lenire il dolore di questi giorni.
    Doveva andare così, sai bene che in quest’anno erano tante le cose che dovevano andare così e così è stato ma tu sei sempre lo stesso, sei ancora vivo e hai ancora voglia di ricordarti anche di noi, anche di me e questo è buon segno.
    Spero sinceramente di rivederti presto, da queste parti si stava organizzando una serata cinefila a base di fiorentinità e vecchi ricordi ma come puoi immaginare, se va tutto bene, si finirà per riparlane anno nuovo.
    Un abbraccio

  3. franchino Says:

    marcellino ti avrebbe detto…. ò bischera ma che ssi scherza davvero!!?!!
    Ci sei e lo sai; e questo fa bene a tutti e due.
    Certo che l’ho ricevuto ! e come tutte le mie carissime “relazioni” ci sei stata e ti ho sentita.
    Lo sa che ho ricevuto una chiamata anche dalla ….sarda isola…e la cosa mi ha fatto molto piacere
    Ma la nostra serata ad anno nuovo significa settembre??? comunque io ci sono sempre perchè lavoro, perciò ditemi quando volete fissare.
    un abbraccio da mister cappuccino…..
    franchino

  4. Minerva Says:

    mi hai messo malinconia, ovviamente non per quello che hai scritto qui ma altrove.
    sei una donna che non ha paura di guardarsi dentro e te lo volevo dire.

  5. stefigno Says:

    “….Siamo liberi solo di fissare un prezzo e a volte neanche di quello.”
    e qunto hai ragione, che te ne accorgi solo crescendo ed andando avanti…e quanto è bello quello che hai scritto…

  6. Bancona Says:

    torniamo al baratto?!

    offro attenta lettura e critiche positive a ogni post di simile levatura.

Lascia un commento