sono una donna non sono una Brambilla

Viscontessa, 5 Luglio 2007

Io l’avevo sempre pensato che le donne fossero migliori degli uomini e avevo sempre pensato che le donne in politica sarebbero state molto migliori degli uomini. Altro che quote rosa, basta avere grinta, carattere e voglia di cambiare il mondo e questi uomini ce li giochiamo in un reggicalze.
Si va bene la storia del reggicalze non mi piaceva tanto perché mi pareva la rivisitazione in chiave moderna di un clichè antico come il mondo “tira più un pelo di fica che un carro di buoi” ma poi di fronte all’enorme successo della Brambilla mi pareva sciocco stare a cavillare su quella piccola caduta di stile. Non che la Brambilla rappresentasse proprio il mio ideale di donna e tanto meno il mio pensiero politico: un po’ come per il pelo di fica mi pareva che anche la sua immagine di donna in carriera fosse un po’ demodè, ma queste sono le donne che tanto piacciono ancora alla destra del nostro paese e visto che la sinistra è ancora lì a farsi delle gran seghe perché di donne a sinistra non ce ne sono, mi ero imposta di superare questi pregiudizi. Con riluttanza. Ammetto anche la riluttanza ma d’altra era la medesima che provavo per le quote rosa.

Fatto sta che per superare questa riluttanza, devo dire che ho cercato di fare di tutto per evitare l’imbarazzante visione della Brambilla che in foto sexy non ha lesinato la sua immagine di donna grintosa ma, diciamocelo, piuttosto bruttina, un po’ ovunque. Imbarazzante come la Flavia Vento quando parlava di politica o come se la Levi di Montalcini si presentasse con le trecce. Ad ognuno il suo, voglio dire, io per esempio se mi devo presentare ad un colloquio di lavoro per fare l’ingegnere non mi porto dietro il lavoro a maglia per far vedere che so fare anche quello: ostentare ciò che si ha è un conto, strafare per vendersi meglio è patetico.
Ma sto divagando. Con tutte le mie riluttanze insomma, l’altro giorno ho letto una sua intervista non ricordo dove e lì ho scoperto che oltre ad essere una politica rampante è anche un’affermata imprenditrice (per merito di una famiglia che le ha consegnato un’azienda già avviata) ed è una madre premurosa di un bimbo che lei adora (secondo la migliore tradizione delle banalità da miss appena eletta) e che dorme solo tre ore per notte (ricalcando le orme per lei lasciate dal suo leader politico) ovvero in pratica un concentrato di qualunquismo, luoghi comuni e immagini stereotipate degne di un personaggio da soap opera brasiliana anni ottanta, tanto che mi aspettavo che l’intervista terminasse con un sua riflessione tipo “anche i ricchi piangono”.
Fine di un sogno, un sogno talmente mediocre che se non fosse che per salvaguardare i propri incrollabili principi talvolta si sarebbe disposti a vendersi l’anima al diavolo, direi un incubo.
Fine comunque, per tornare in terra, della speranza di poter intravedere in questa donna qualcosa che me la potesse rendere piacevole. Fine dell’attenuante di essere donna e fine dell’illusione che si possa davvero fare a meno delle quote rosa.
Poi però stasera è successo qualcosa che oltre a rendermi sgradevole la Brambilla, mi ha fatto quasi vergognare dell’ingenuità con cui noi donne pensiamo davvero che le donne possano fare politica e la possano fare meglio degli uomini. E’ successo qualcosa che mi ha fatto riflettere non tanto sulle capacità del genere umano femminile, ma sull’incapacità del medesimo di rendersi conto che la politica così come è concepita oggi nel nostro paese, l’hanno fatta gli uomini che hanno dettato regole e compromessi e che queste regole e compromessi non solo vanno rispettati se vuoi andare avanti, ma che , cazzo, hanno anche dei loro tempi che sono essenziali per la propria sopravvivenza politica.
Insomma il 9 giugno all’esordio della “sua” Tv delle Libertà:”I politici? Non da noi” e oggi 4 luglio a neanche un mese da quella dichiarazione una diretta con ospite Berlusconi che risponde ai telespettatori.
Si va bene, ho già capito, qualcuno adesso si chiederà “ma perché? Berlusconi è un politico?”
La risposta è no ma ciò nonostante fa politica da anni e questo sottile differenza non scagiona la Brambilla dalla colpa di non aver ancora imparato a mentire nei tempi e nei modi giusti.
Io tanto torno al mio lavoro a maglia.



6 commenti a “sono una donna non sono una Brambilla”

  1. Bancona Says:

    a quanto pare, la “TV delle libertà” ha anche la libertà di cambiare opinione.

    o no?

    ok ok, questo non pare proprio un “cambio di opinione fatto con coscienza”, quanto piuttosto una “voltagabbanata”.
    ma, tant’è.

  2. Viscontessa Says:

    Diciamo Bancona che sembra soltanto l’ennesima trovata del cavaliere per accapparrarsi un’altra tv:-)

  3. Bancona Says:

    ah
    io pensavo fosse già sua. sai, con quel nome…

  4. Luc Says:

    No dico ma cosa ci si aspettava da un’azienda che ha tra i suoi uomini di punta uno che si pippa l’impossibile mentre gioca ad acchiapperella con ricchioni e uomini di 50 anni vestiti come Nina Moric?

    P.s.: Come sempre impeccabile Contessa. Avrei voluto scriverlo io.

  5. Viscontessa Says:

    Luc, immagino che il tuo commento fosse destinato al post del piano di sopra:-)

  6. rimini Says:

    Beh! A me il berlusca sta antipatico perchè è entrato in politica ma… ma per la Brambilla cambierei lavoro… sarei disposto a fargli da “segretario particolare” ^_^

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