generazione di fenomeni

Viscontessa, 3 Luglio 2007

Mi preparo una tazza d’orzo e mi faccio due anfetamine che mi aiutano a rimanere in forma.
Uno yogurt senza grassi per aiutare l’intestino.
Una confezione di wrustel in un barattolo di maionese.
Poi vomito tutto e mi faccio una doccia.
Esco, mi sento su di giri, la bilancia oggi è dalla mia parte, un lavoro merda. Mi avevano detto che nel giro di un paio di anni sarebbe cambiato tutto e invece non è cambiato niente, gli anni passano e se non ci fossero i miei che mi danno una mano non potrei permettermi neanche una settimana ferie. “E’ sposata?” mi avevano chiesto quei bastardi “chi io? Noooo” figuriamoci che cazzo me ne fregava a me di sposarmi e fare la vita di mia madre in casa tutto il giorno a cucinare per mio padre. E poi i figli, chi cazzo li voleva i figli che poi non hai più tempo neanche per respirare. Io non voglio rinunciare alla mia libertà, ai miei spazi, alla mia carriera…non volevo cazzo.
Cazzo, cazzo, un traffico di merda e faccio tardi, cazzo devo uscire da questa macchina altrimenti scoppio, qualche goccia di Lexotan. Ha detto il dottore che sono stressata e che devo rilassarmi.
Giornata di merda, quella stronza ce l’ha con me solo perché sono più giovane e più bella di lei, gli gira i coglioni solo perché io quando esco di qui vado a divertimi e lei invece deve tornare a casa ad occuparsi della sua famiglia. Cicciona di merda, chi vuoi che ti scopi in quelle condizioni? Ti sei vista? Fai schifo!
Sono in ritardo, ho la lezione di spinning e ho un gran mal di stomaco, è colpa di quella cicciona schifosa lo so, vai a farti fottere! Butto giù una barretta dietetica e quelle pasticche che mi ha passato Marica. Cazzo con quelle pasticche ti pare di volare sui pedali e potresti fare dieci ore di spinning senza neanche accorgertene, quando ho finito mi faccio una doccia e vado al Touch Dream a farmi un aperitivo. Bevo qualcosa, ho una fame da lupi, mangio tutte le olive che sono sul bancone, c’è il Gianni, mi offre una pista di coca. Quello stronzo non ha chiamato neanche stasera dev’essere rimasto incastrato con quella sfigata di sua moglie, vomito le olive, bevo ancora qualcosa, ora va meglio, controllo ancora il cellulare, magari lo spengo, anzi no lo tengo acceso magari si libera all’ultimo minuto….”vai alla TopStar?” che cazzo vuole questo “si, ci vieni anche tu? Non ti ho mai notato” che cazzo gliene frega della palestra nella quale vado “si, ti ho notata…hai un completino rosa?” quello stronzo non chiama, peggio per lui così la prossima volta invece di fare il maritino per bene e il paparino premuroso ci pensa due volte.

Cazzo, ci sta, cazzo con tutto quello che mi sono bevuto non mi sta su neanche con l’argano, cazzo l’avevo già vista in palestra c’ha un culo da favola altrimenti non ci proverei neanche. Tutte, guardati in giro e vedrai che ci stanno tutte, che gusto c’è a scoparsi una che se la potrebbe scopare chiunque?. Meglio gli amici, meglio la palestra, domani devo lavorarmi gli addominali che sono un po’ giù, oggi è passato il Franco e mi dice “ma cosa hai fatto? Ti vedo un po’ sgonfio”. Un po’ sgonfio? Ma se vai in giro con la Clio di tuo nonno, ma che cazzo vuoi da me che sei uno sfigato! Domani ti faccio vedere io se sono sgonfio, mi sono fatto arrivare dagli Stati Uniti delle pasticche che domani ti faccio vedere io se sono sgonfio cretino…”oh vacci piano con quella roba che poi non ti si rizza più!” seee…vabbè, che cazzo me ne frega….ho bevuto troppo ecco perché non si rizza più ma adesso prendo la pasticchina blu e vuoi vedere come mi si rizza con questa troia? Tanto nessuno lo sa, cretino, e poi cazzo domattina mi devo alzare presto, quasi quasi me la porto a casa che tanto mia madre dorme e poi mia madre non dice niente se non fosse per quel rompicoglioni di mio padre”ma quand’è che ti cerchi casa per conto tuo? E magari ti sposi, metti al mondo dei figli….”
E con chi mi dovrei sposare? Guarda questa, è drogata marcia, non si regge in piede, si farebbe scopare anche da quello sfigato del Franco e figurati se mi sa stirare le camice. Io per le camice sono maniaco, lo so, ma se c’è anche solo una piegolina le butto a lavare.
Ma si va, ora me la porto a casa così dopo si leva dai coglioni da sola, io mi faccio un cannone e dormo come un bimbo che domattina c’è quello stronzo del mio capo che…..vado ad avvisare Alberto che si trovi un passaggio.

Ha rimorchiato la troia e ora mi lascia pure qui. Che palle ’sto posto di merda e io che non ci volevo neanche venire. Cazzo, chissà se la tipa a quest’ora è ancora sveglia, ora provo a mandargli un messaggino e se mi risponde gli dico di aspettarmi che ci si vede in chat. Cazzo la tipa mi ha proprio preso anche se è sposata. E poi da quando la conosco mi ha fatto quasi venire voglia di provare lo yoga, mi ha detto che anche lei ha passato un periodo di merda perché il marito non se la filava proprio così è andata in depressione di brutto e ha cominciato a prendere il Prozac e ad andare dall’analista tre volte alla settimana, poi ha scoperto lo yoga e adesso sta benissimo.
Cazzo io però non so se ne sono capace, lei è una tosta, fa yoga, è diventata vegetariana e adesso si è messa anche a studiare i tarocchi. E’ un po’ flippata ma è una tosta e secondo me anche una figa. Cazzo invece in questo posto di merda sono tutte sceme, ma perché quelle come lei non si incontrano mai nella vita? “scusa hai da accendere” e ora che cazzo vuole questa…….

Continua



12 commenti a “generazione di fenomeni”

  1. BLEEK Says:

    Se non ricordo male, da ora al prossimo step che consisterà nel caricare la doppietta, il passo è breve…
    Quando sentirai il clik, indice di meccanismo inceppato, avvertimi. Fai uno squillo, io non rispondero’ ma staro’ alla larga.
    Perchè rcorda, con un piccolo gesto puoi salvare una vita.
    ;-)

  2. Annika Says:

    Si, si, dai continua, è divertente! :)

  3. Platini Says:

    Sai, i cavalli quando sentono che è giunta l’ora si allontanano. I cavalli muoiono da soli.

  4. Bancona Says:

    bello questo racconto.. stasera vado agli spritz e dovrò resistere per non ridere pensando a quanto azzeccato sia per la gente che mi sta intorno.
    certo, non per me. io non rimorchio nessuno agli spritz.
    in genere, anzi.

    è tristemente attuale. reale.

    ottima la tua capacità di osservazione. complimenti.

  5. silvia Says:

    sai, mi hai ricordato uno dei miei autori preferiti: Irvine Welsh.
    Ti prego, sii meno cinica, che in fondo scrivere fiabe è più appagante! ;-)

  6. Lucy Lu Says:

    La parodia dev’essere più sottile.
    Voto 6–

  7. Emet Says:

    Ciao sono capitato casualmente sul tuo blog e mi sono messo a leggere il racconto.
    E’ molto carino! Vorrei fare solo una considerazione, se me la posso permettere; il tono e’ continuamente molto forte. Questo, se usato ad intervalli, e’ efficace ma se continuo causa perdita di attenzione (è una mia considerazione eh) quindi mi piacerebbe che o il racconto è breve e quindi il tono sale sale sino a scoppiare in un finale imprevisto oppure, se il racconto è di media o lunga durata ci fossero dei cambi di tono.
    Non so se questa mia considerazione possa sembrare come scortesia ; se fosse così mi dipiace perchè non era mia intenzione ma anzi scrivo per fare i miei complimenti.
    Ciao.

  8. Bancona Says:

    boh, a me è piaciuto (anche) questo pezzo.

    ad ogni modo, quello che ho apprezzato maggiormente, è stato il finale.
    è una parodia autoreferenziale, pure.
    un cane che si morde la coda. non è abbastanza sottile la parodia? … a me pare di sì, invece.
    ci guardiamo tutti intorno pensando di essere “migliori”. e non permettendo a chi ci sta intorno di rivelare la propria “bellezza”.

    “… cazzo vuole questa?”

  9. leo Says:

    Ok, vado subito a suicidarmi.. o a fare una strage, non sò ora decido.

    p.s.

    Viss, lo avevi letto questo da me?

    Kevin calvo e il suo attico a Soffiano.

    Kevin calvo dorme tranquillamente nel suo letto di legno bubinga. Il bubinga è un rarissimo ciliegio africano, rarissimo perché nel deserto Sahariano è difficile trovar acqua per annaffiare i ciliegi, ci vogliono almeno una ventina di negretti disposti a farsi 120 chilometri a piedi ogni giorno camminando sotto il sole a picco con sopra la testa una tanica da 25 litri piena di acqua, tutto per annaffiare un ciliegio che servirà a fare un bel letto. Il ciliegio Africano è reso raro pure dal fatto che spesso questi negri hanno la brutta abitudine di crepare durante il tragitto rendendo così poco probabile che il ciliegio possa crescere abbastanza da poterci ricavare un bel letto per tipi come il nostro Kevin calvo. Ma Kevin calvo non se ne preoccupa, lui dorme beato avvolto dal piumone di penne di dodo nel suo letto di bubinga.
    Kevin calvo è un tipo esclusivo, deve avere il meglio, per lui, per la sua famiglia e per i suoi figli, e non sarà certo la morte di qualche migliaio di sporchi negri a contrastarlo.
    Suona la sveglia di Kevin, la sveglia proietta l’ora sul soffitto, sono le 7,30.. Kevin deve sbrigarsi perché deve accompagnare la bimba a scuola, oggi tocca a lui e le suore della scuola privata puniscono il ritardo delle alunne in modo severo e lui padre premuroso non vuol far soffrire la sua piccina.
    Kevin si rade in bagno mentre sul televisore da 64 pollici plasma scorrono le ultime quotazioni delle sue azioni Iraq Oil. Le azioni dopo l’invasione dell’Iraq denunciano un utile netto del 26 %, Kevin è felice, nel suo mondo è un bel giorno. Kevin guarda con orgoglio il panorama della collina di Bellosguardo attraverso la finestra del suo bagno. Una passata di dopobarba “acqua belva” il dopobarba di chi “non deve chiedere mai”,ed è pronto.
    La scuola privata della figlia di Kevin dista 300 metri da casa ma Kevin naturalmente non la accompagna a piedi, lui non può perdere tempo, lavora lui, i suoi attimi sono preziosi.
    Kevin per accompagnare la piccina a scuola usa un SUV biturbo dodicimila di cilindrata, solo per accenderlo e riscaldarlo se ne vanno 6 pozzi in Iraq e due tonnellate di ghiaccio ai poli. Ma Kevin è felice perché oggi c’è il sole, anzi, stranamente in questo Gennaio c’è sempre il sole, Kevin per questo è felice.
    Kevin parcheggia il suo SUV rigorosamente e soltanto in terza fila, perché si sa, a Soffiano non si trova mai parcheggio e poi il suo SUV è bello da far notare..
    Kevin ha una bella, brava e bionda moglie, ma oggi è giovedì, e il giovedì la moglie non può proprio occuparsi della famiglia. La moglie di Kevin tutti i giovedì ha appuntamento con l’estetista, ci passa tutto il giorno, Kevin non ha mai capito però perché la moglie si depili prima di andare dall’estetista, o forse lo ha capito ma non gli importa. La sua vita và bene così, senza troppe complicazioni. Kevin è felice.
    Kevin bacia sulla fronte la bambina e poi la guarda correre verso la scuola, dalle pinguine ammaestrate. Kevin è convinto che quella sia la scelta migliore per sua figlia. Kevin mette in moto il suo dodicimila turbo e si avvia verso il lavoro, la bimba di Kevin saluta Kevin con la manina, si volta verso la scuola e inizia a piangere.
    Kevin fa l’avvocato penalista, in questo periodo le cose vanno straordinariamente bene perché il suo studio legale ha acquisito la difesa di una coppia di coniugi che ha sterminato una famiglia di vicini di casa. Kevin è felice di aver ottenuto questo importante caso. Il caso è ben pubblicizzato da tutti i media e questo darà una straordinaria visibilità al suo studio. Kevin pensa già agli introiti che gli porterà questa causa, Kevin pensa di comprarsi una villa in campagna con gli utili derivanti da tutta quella pubblicità gratuita. Questo pensiero rende felice Kevin.
    Kevin nel pomeriggio ha un appuntamento, lo ha sempre il Giovedì, lui lavora duro, è un lavoratore instancabile e si spacca la schiena 12 ore al giorno per il bene della sua famiglia. Kevin ha diritto a una distrazione, la distrazione del Giovedì. La distrazione di Kevin si chiama Jolanda. Jolanda è magnifica perchè fa stare bene Kevin, Jolanda rende felice Kevin, poco importa se ha 17 anni, viene dalla città di San Paolo e sul passaporto di fianco alla voce nome c’è scritto Edoardo.
    Kevin è tornato tardi anche stasera, la sua bimba dorme già, la colf gli ha preparato la cena e la moglie gli ha scritto un SMS in cui dice di cenare pure perché ritarderà un po’ poichè l’estetista deve finire il suo lavoro.
    Kevin mangia da solo, dà uno sguardo sfuggente ai canali per adulti di SKY, bacia sua figlia mentre dorme e và a letto.
    Va a letto… stanco, ma felice.

  10. Viscontessa Says:

    Bancona ti ringrazio ma a me fa piacere ricevere critiche perché tutto sommato non solo serve a migliorarsi, ma mette in risalto anche quelle pecche che l’autore (cioè la sottoscritta) percepisce senza riuscire tuttavia a mettere a fuoco.
    Lucy è stata troppo sintetica perché io comprenda cosa volesse dire ma Emet dice qualcosa che avevo intuito anche io mentre scrivevo sarà che questo racconto, se così vogliamo chiamarlo, era nato in maniera molto diversa e voleva affrontare tutto un altro argomento. Poi ho tagliato e aggiunto a scapito del ritmo che è diventato quasi cacofonico….ecco poi perché quel “continua” perché mi piaceva l’idea ma non sapevo come proseguirla o svilupparla meglio così mi sono data del tempo:-)
    Silvia, le fiabe non mi sono mai venute bene, non riesco a scriverle, non mi è mai riuscito, credo che alla fine ognuno abbia i suoi limiti e il mio è quello di coltivare amorevolmente il mio pessimismo piuttosto che cercare di scacciarlo.

    Leo, non lo avevo letto e ti ringrazio di avermelo inviato qui:-) Ogni volta che ti leggo o che tu mi leggi, la sensazione è che abbiamo un modo molto simile di vedere il mondo.

  11. silvia Says:

    Peccato Viss; siamo senza speranza nel nostro lucido realismo troppo spesso confuso con pessimismo o peggio bieco cinismo.
    Ah, io non ci provo nemmeno a scrivere una favola: vincerebbero sempre il drago, il lupo, la bastarda strega, l’infido troll o chiunque sia il cattivo e potente!
    (cattivo poi… che sul lupo e sul drago spenderei delle buone parole…)

  12. Bancona Says:

    la mia non era una lode, infatti. ma una critica. positiva, ma una critica.

    davvero a me piace!

    ho ritrovato le facce di diverse persone che vedo la sera.

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