Siamo quel che siamo

Viscontessa, 26 Giugno 2007

Che cagata pazzesca che è diventata questo blog.
Alla fine bisogna ammetterlo questo blog è proprio una cagata pazzesca come la stanza dove volevi fare lo studio e invece alla fine ci hai messo l’asse da stiro, la gabbietta per il gatto e la cesta con i panni sporchi.
Proprio una cagata pazzesca, all’inizio ci mettevo i libri per terra in attesa della libreria e ogni giorno aprivo almeno la porta per alimentare un po’ le speranze ma adesso qui dentro c’è puzza di chiuso, di piedi, di amido e di gatti.
Una cagata pazzesca e non c’è più niente che possa fare per rinfrescare l’aria e sistemare i libri.
Magari prima c’era la voglia di crearsi un angolo tutto proprio, un posto nel quale sognavi una poltrona in pelle su cui sprofondare per riflettere sulla tua vita, poi hai cominciato a metterci tutto quello che non sapevi dove mettere e adesso ti rendi conto che non c’è tempo per riflettere e che tutta la tua vita è fatta di panni da stirare, di panni da lavare e gatti da portare dal veterinario.
Una cagata pazzesca, questo blog è una cagata pazzesca come la vita che trascorri nel tentativo di sistemare per poi accorgerti che è già finita. Una cagata pazzesca di cose da fare e di relazioni che non hai mai il tempo di coltivare come accade per le piante del giardino che la primavera scorsa avevi piantato con tanto amore e quest’anno non hai avuto neanche il tempo di concimare.
Una cagata così pazzesca che le piante mi sono morte tutte e questo blog non riesce più coltivare neanche le vecchie amicizie che chissà dove sono finite.
Questo blog è proprio una cagata pazzesca perché io senza le stampelle non riesco neanche a camminare e qui da sola, tutta sola nel mio blog, mi accascio al suolo senza idee.
Eppure, cazzo, datemi un paio di stampelle e corro come un leprotto e allora perché mai da sola non riesco neanche a camminare?
Che cagata pazzesca questo blog, il mio studio, i panni da lavare, il giardino e pure io.
Io sono una cagata pazzesca, me ne sto finalmente facendo una ragione e quando sarò arrivata in fondo a questo processo di autocoscienza potrò finalmente ad essere quella enorme, stratosferica, puzzolente, ingombrante cagata pazzesca che sono sempre stata.



25 commenti a “Siamo quel che siamo”

  1. La_Sposa Says:

    Non so perché la merda sta diventando un pensiero ricorrente di molte donne.

    Capisco il rammarico per lo studio, ho smesso di soffrirne da quando l’ho trasformato in stanza di Sofia. Per quanto libri e spazi per la riflessione, lettura e computer ho fatto tutt’uno con la stanza da pranzo.

    Mangiare come leggere, cme scirvere, come stare con gli altri. Insomma il convivio.

    Quando ero più piccola invece suggestionata probabilmente da Scarface volevo schiaffare tutto nel cesso. Forse questa sarà la prossima tappa del mio blog.

  2. flounder Says:

    mo’ hai finito?
    ti sei sfogata abbastanza?

    mi è insopportabile che tu scriva questo di te.

  3. Bancona Says:

    se tutto questo è una cagata pazzesca, posso dire che ha il suo perché essere uno stercorario, visto che io mi ci nutro.

    per lo studio e tutto il resto… vivo in un monolocale di 30 mq. ho smesso di farmi idee strane su dove mettere il tavolo da ping-pong.

  4. stefigno Says:

    questo post non è una cagata pazzesca…ecco.

  5. Viscontessa Says:

    Io da piccola giocavo nel bagno perchè era enorme ed era l’unica stanza dove non si rischiava di rompere niente.
    Però ecco, che c’entra, si cresce, guarda lo studio che è diventata la cuccia dei cani, ci si ritrova in un bagno piccolo come un frigorifero e si pensa che a volte anche per le cagate pazzesche ci vorrebbe uno spazio ampio e ben areato…

  6. Cap Says:

    Fistiorbola, pensavo di essere entrato in un blog in cui si discutesse sulla “Corazzata Potemkin” e dove tu facevi le veci - e le feci, visto il titolo del post - del Ragionier Fantozzi.

    Scherzo. Ti stò guardando con gli occhi da cagnone affettuoso e con un sorriso largo quindici centimentri.

    Per dirti che a me continui a piacere talmente tanto che se fossi il conte Dracula stanotte verrei a succhiarti il sangue goccia a goccia.

    Sarei peggio di uno stormo di zanzare tigre.

    Ah, se può interessarti questo è il tono di una delle ultime telefonate, ancora tranquille, di mia moglie : ” Bastardo, prima o poi vengo lì, ti prendo per le corna e ti faccio ammazzare “. Immagina le altre, ihihi

    Bacione più che bella e ancora auguri per il tuo onomastico. Smuack

    Ps. Se per sfogarti vuoi collaudare qualche insulto creativo sono a tua completa disposizione…:-))

  7. PlacidaSignora Says:

    Umore roseo, eh? Ma smettilaunpo’ di geremiare e spalanca quella finestra, orsù; vedrai che l’aria cambia subito
    :-***

  8. Bancona Says:

    ok, vada per lo studio ben areato dove mettere (e fare) le tue cagate (in senso figurato, ovvio).

    allora stasera torni a casa, fai traslocare il gatto con tutta la sua cassetta, gli dici che quella casa non è un albergo, che è ora che anche lui contribuisca al budget familiare.
    poi chiami il primo numero di telefono che trovi sul palo della luce alla fermata dell’autobus e dici che ti serve qualcuno che stiri, ma… a casa sua: tu fornisci tutto il materiale, asse da stiro compresa.
    poi? a già…
    FON-DA-MEN-TA-LE: chiudi la porta con l’unica chiave che costudirai tu gelosamente, di modo che nessuno possa mettere il piedino dentro il tuo regno.

  9. Bancona Says:

    n.b. non ti conosco personalmente, ma la scena alla “Colazione da Tiffany”, con tu che sfratti il gatto… secondo me si addice al tuo personaggio.
    non per la brutalità del gesto, ma per lo struggente pensiero cui mi rimanda il film. (tradotto: mi commuovo sempre e solo in quel punto.)

  10. riccionascosto Says:

    E meno male che c’è il Capitano, che alla “corazzata” ci avevo pensato anch’io.

    Ma non c’è troppo caldo per tenere le finestre chiuse?

    Poi vediamo: i vecchi amici (e io mi considero una di essi) come vedi stanno ancora qua, le stampelle dovresti averle ancora da qualche parte in casa e se guardi bene magari le trovi, i panni da lavare e da stirare purtroppo ci saranno sempre (ma tanto, come si dice, mal comune, mezzo gaudio, ce n’è per tutti, anzi tutte).

    E allora?

    Alzati su, che con questo caldo Anselmo da bianco lo fai diventare beige…

  11. Gianfranco Says:

    Cavoli che umoraccio oggi! Sto scappando, sono in ritardo perso per il corso di inglese. Prima di andare … A me piace il tuo blog. Ciao e buona serata.

  12. Viscontessa Says:

    ok ragazzi sono distratta, volo di fiore in fiore e quando torno qui nel mio studio sono svampita e poco produttiva.
    C’ho l’ormone virtuale alto ma già da tempo ho deciso di diventare una donna morigerata e non tollero queste mie distrazioni.
    Qui bisogna smontare tutto, bisogna aprire le finestre, buttare via i panni sporchi e sfrattare Gatto (Bancona, uno dei miei film preferiti e il mio micio precedente a cui ero affezionatissima si chiamava proprio Gatto).
    Ho bisogno di un imput, di un filone, di una trama per questo blog, mi servono sceneggiatori, veline, presentatori e idee nuove.
    Ora mi invento qualcosa, si, ora mi invento qualcosa di ganzisssssimo:-)
    (tanto sono andata in piscina e mi sono addormentata con la bocca aperta sotto al sole tiepido di oggi).

  13. Bancona Says:

    anch’io mi sono addormentata con la bocca aperta, stanotte, sul lettuccio (rigorosamente singolo, tanto…) del mio mono-loculo. con la bocca aperta a causa del raffreddore. così stamattina mi sono svegliata con il mal di gola.
    e chissà se Rick e Gian (i miei due nuovi animali domestici) si sono fatti un giro tra i miei molari, mentre io ronfavo… ma non ci voglio pensare!

  14. Bancona Says:

    (p.s. Viss, si vede dal look della foto sul blog, che è uno dei tuoi film preferiti. Ti vorrei vedere a chiamare un taxi!)

  15. Viscontessa Says:

    (Bancona, in realtà io non sono affatto così, per dire, stamattina bermuda, maglietta e birkenstock:-)

  16. Bancona Says:

    (Sei Audrie dentro.)

    (Io mi sento Igor, dentro.)

  17. Platini Says:

    Il mondo si divide in due categorie: chi vince un miliardo in una sera e chi alla fine capisce che miliardo o no fa lo stesso.

  18. iltequila Says:

    a me il tuo blog piace e cerco di leggerlo tutte le volte che ho un attimo. le cagate sono altre.

  19. Bancona Says:

    cioé tra chi lo vince e chi potrebbe anche perderlo senza batter ciglio?

    fico.

    non mi ci ritrovo. però potrei spenderlo, in una sera. questo si. “Miss mani bucate” mi chiamano a casa.

  20. Luisona Says:

    Non ci credo…quando mi sento come la merda a ricciolo non muovo nemmeno un dito, figuriamoci se lo sbandiero così in un blog! Vabbè che non siamo tutti uguali…

  21. Viscontessa Says:

    Io sicuramente appartengo alla categoria che fa lo stesso: quando uno si sente una merda si può sentire una ricca merda ma niente di più:-)

    Luisona, lo sbandierlo è terapeutico:-)

  22. Platini Says:

    Post dedicato ad una contessa sul blog del suddetto calciatore francofono…

  23. shine Says:

    io quando mi sento una merda mi devo ricordare del perché.
    e non è cosa facile perché, mentre lo penso, capita che io sia in macchina in mezzo al traffico, con qualche deficiente davanti a me, che usa la macchiana come se fosse un Ciao, e mi suona il telefono ed è mio marito che mi dice: ma dove cazzo sei, che alle 9 ho un appuntamento e mi manca quella tal cosa che è nella tua macchina, e nel frattempo sbaglio anche strada, perché mentre sono al telefono con mio marito, sento il bip bip di un’avviso di chiamata e leggo che è il mio amante che mi chiama, e mia suocera che telefona due minuti dopo per sapere se mio figlio andrà a pranzo da lei, perché lei, se no, va al solarium.
    insomma.
    insomma.

    shine.

  24. Viscontessa Says:

    shine, almeno tu hai l’amante, si spera che almeno la sua sia una telefonata di piacere:-)

  25. adele Says:

    quando mi sento una merda come in questo momento, mi rendo conto che nella vita ci sono solo errori da fare, che il mondo e’ dei bastardi e che gira come vuole lui. Ho 40 anni e non trovo molte ragioni per essere contenta di me.
    Forse domani andra’ meglio.
    Adele67

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