Il primo figlio: una scelta consapevole

Viscontessa, 2 Maggio 2007

Ad aprile, ripensando con un filo di nostalgia alla Pasqua appena trascorsa in compagnia della sorella e dei nipoti, lei si osserva attentamente allo specchio e si accorge che quella stessa ruga sulla fronte di sorella, è molto più sorridente della sua sempre così accigliata per il lavoro.

I primi di maggio si è convinta che è arrivato il momento e ne parla prima con sua sorella, poi con sua mamma, quindi con le amiche, le colleghe, la cognata, la portinaia, la ginecologa, la psicologa, la fornaia, la personal trainer, l’istruttrice di spinning e infine con il marito.
E’ deciso, raggiunti gli obbiettivi lavorativi, sentimentali, economici e sociali, lei vuole un figlio.
Lui nell’ordine è atterrito, preoccupato, timoroso, incuriosito e infine moderatamente contento.
Ma si mostra subito entusiasta.

Lei smette di fumare, di mangiare tramezzini, di fare spinning, di tingersi i capelli e di prendere la pillola, poi si sottopone ad un ciclo completo di analisi, si iscrive ad un corso di yoga, si fa prescrivere una dieta, si fa consigliare un’ostetrica, si abbona a tutte le riviste del settore e divora decine di libri di pedagogia.
Lui approfitta della situazione ogni sera.

Lei ha calcolato che se resta incinta a settembre il bambino nasce inizio estate ovvero il momento migliore sia per distaccarsi dal lavoro che per il bambino che può può godersi i primi mesi di vita nei mesi caldi, a novembre però non è ancora rimasta incinta e i primi di dicembre è già sicurissima che esista un problema di fertilità e si rivolge ad un centro specializzato dove fissa, per gennaio dopo le vacanze natalizie, una visita di controllo per il marito. Le statistiche parlano chiaro, sono più gli uomini delle donne a soffrire di problemi di infertilità e poi lei ha già fatto tutte le analisi qualche mese prima.
Lui è terrorizzato e comincia a soffrire di incubi notturni.

Lei a fine dicembre rimane incinta.
Lui è terrorizzato e comincia a frequentare una chat per cuori solitari.

I primi di gennaio lei si vede già grassa.
Lui invece le vede solo un seno enorme e tenta, questa volta senza successo, di approfittare, della situazione.

I primi di febbraio lei vomita tutta il giorno.
Lui gioca con la play station.

I primi di marzo c’è la prima ecografia e lei è così emozionata da guardare su internet quanto costi un ecografo, le piacerebbe acquistarne uno.
Lui l’accompagna dal ginecologo e sviene non appena sente il battito del cuore del bambino. Poi si riprende e sorride inebetito senza riuscire a capire niente dell’immagine che passa sullo schermo dell’ecografo.
Anche lei non capisce niente, per questo vuole acquistarsi un ecografo.

Ad aprile lei dorme tutto il giorno e la sera va a letto alle otto.
Lui chatta con Rosa Tatuata fino alle quattro di mattina.

A maggio lei piange in continuazione.
Lui pensa di acquistarsi una moto.

A giugno lei decide che bisogna fare qualche lavoretto in casa prima che arrivi il bambino.
Lui butta via il catalogo delle moto e acquista una cazzuola e quindici chili di tinta color pastello.

A luglio lei decide che è arrivato il momento di preparare il corredino.
Lui disinveste i titoli in borsa.

Ad agosto lei che ormai è diventata una balena decide che devono andare al mare e lì gli ormoni impazziti le giocano brutti scherzi: vorrebbe fare l’amore tutto il giorno.
Lui è atterrito, mentre cerca di fare l’amore con lei pensa a Rosa Tatuata.

A settembre lei è tutto quello che è stata nei mesi precedenti tutto insieme: piange, dorme, parla di emorroidi, vuol fare l’amore, si vede grassa, è nervosa, ride, sistema i mobiletti del bagno arrampicata su una scala, si confida con la portinaia e chiede a lui di tagliarle le unghie dei piedi.
Lui è perdutamente innamorato di Rosa Tatuata ma va bene anche la portinaia purchè lei torni ad essere la donna di cui si era innamorato.

Poi lei ha la prima contrazione.
Anche lui.
Lei vuole andare in ospedale.
Anche lui.
Lei comincia ad avere contrazioni sempre più ravvicinate.
Anche lui. Un attacco fulminante di colite spastica.

Poi il ginecologo dice ci siamo.
Per lei e lui da quel momento niente sarà più come prima.

Pubblicato su “sorelle d’italia”



17 commenti a “Il primo figlio: una scelta consapevole”

  1. errosa Says:

    MioDDDDDioooo, tra la tua intervista da Giuseppe e questo post m’è tornata la risata straspontanea!! Grandiosa!

  2. MademoiselleAnne Says:

    Forse già prima niente era più come prima, ma facevano finta di non accorgersene…

  3. Annika Says:

    ahahahah!!!
    no, dai… mi fai stare in ansia per il frutto di tanta determinazione!
    Perchè il bello viene quando nasce :)

  4. Viscontessa Says:

    Errosa, l’intervista da Giuseppe era un po’ così e glil’ho anche detto, come si fa ad accostare epoche storiche così lontane tra loro? è un po’ come se mi avesse chiesto a che età ho smesso di prendere il latte dal biberon e cosa penso della questione delle quote latte.

    Mademoiselle, direi che hai ragione, anzi direi che ha molta più ragione di quanta io stessa pensassi che se ne potesse avere.

    Annika, diciamo che il bello prosegue:-)

  5. Antar Says:

    Ammazza. Ma lui con lei che ci faceva?
    Pare un mero mezzo concepitivo. Quindi prima il suo ruolo quale era?

  6. La_Sposa Says:

    Sull’ecografo quello sì, hai perfettamente ragione. Del resto in quel periodo leggevo che la giovane mogliera di Cruise ne aveva uno. Che frustazione che è stata.
    Per il resto alle Rose Tatuate basta un niente, non serve mica una gravidanza…

  7. Viscontessa Says:

    Antar, faceva il marito, sai quella cosa tipo lavoro, casa, divano, play station, letto, carta di credito?
    Ecco, e lei invece faceva le stesse cose ma sostituisci lavatrici a divano, estetista a play station e shopping a carta di credito:-)

    La sposa, solo il giorno in cui ogni famiglia per bene potrà possedere un ecografo, la nostra potrà definirsi una società civile!
    (tutti siamo state un po’ rose, un po’ tatuate, il casino comincia quando le due cose si uniscono:-)

  8. mf Says:

    lui dall’ecografo ha preso in mano il telecomando al dottore, credendo fosse la play station, scommetto…

    fantastico questo scritto, viss. Faccia i complimenti alal sua segreteria telefonica:)*

  9. Viscontessa Says:

    Ah no! la mia non era una segreteria telefonica ma un generatore automatico di mail:-)

  10. mf Says:

    per Erminio son la stessa cosa, suvvia, non mi cavilli:)*

  11. Lipodotata Says:

    Che bello leggerti… Scrivi con geniale simpatia cose nelle quali ci si riconosce e si tende a dire.. “davvero è proprio così… ” :o)))

  12. PlacidaSignora Says:

    Bravà! :-)**

  13. sig.rail Says:

    Ehmm…la moto l’ho venduta, poi.
    E anche la playstation.
    Per quanto riguarda Rosa Tatuata, ora è madre anche lei di tre figli e pesa 100 chili (ne pesava 80 già prima, ma io non lo sapevo).

    :-)

  14. Viscontessa Says:

    mf, i miei rispetti ad Erminio che sa bene quanto stimi e quanto apprezzi:-)

    Placida Signora, grazie.

    Sig. Rail, vedo che in materia sei ferrato….in fondo chi non è stato una Rosa Tatuata almeno un giorno in vita sua….

  15. Pralina Says:

    Ehehehehehehehehehehehehehe!!!!!
    Bello questo scritto… molto ben concepito… ma sai che io non ho mai avuto un problema in gravidanza (son venuti tutti dopo), nemmeno di percezione del mio corpo, stavo proprio benissimissimo, una volta un tizio mi apostrofò per la strada “Ma guarda com’è grassa quella!” ed io di rimando gli urlai in faccia “Anche te, ma nel cervello!”.
    Quand’ero con mio marito, un bolide, non ho mai avuto problemi con provocatori e teste di minchia sparse. Bastava la sua presenza per metterli a tacere.
    Ora mio figlio, pilone di rugby, continuerà l’opera paterna. :D

  16. Luisona Says:

    Rosa tatuata, che grandissima STRONZA!

  17. Olympia Says:

    che bel resoconto..veritiero, indeed…

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