Mi ha scopata sul divano

Viscontessa, 1 Maggio 2007

Non riesco più a rendermi conto se sono in piena crisi di mezza età o se come penso sono nuovamente piombata in quella adolescenziale. L’umore e i pensieri sono assolutamente identici a quelli della mia giovinezza nella quale pensavo ossessivamente che ormai fosse troppo tardi.
Effettivamente non sono mai stata molto puntuale ma non credo che tenere a mente la data di nascita di tutte le persone famose nate nel tuo stesso anno, lo si possa definire un approccio salutare e ottimistico al futuro. Non è che questa cosa delle date fosse una forma di ossessione per la notorietà, ma per ovvi motivi è più facile paragonare il proprio percorso di vita con persone di cui senti parlare fin troppo spesso che non con Maria Bianchi di Ravenna di cui non conosco neanche l’esistenza.
Fatto sta che ad oggi, data nella quale ho raggiunto la consapevolezza della mia impossibilità di realizzare tanti progetti, sono preparatissima sulla data di nascita di alcuni personaggi e quando mi capita che qualcuno chieda quanti anni avrà uno di questi personaggi, io come un addetto all’ufficio anagrafe dell’isola dei famosi, sono in grado di fornire con precisione la data di nascita di tizio o di caio.
Così, per dire, quando Stefania di Monaco è rimasta incinta del suo primo figlio, io subito ho pensato che ecco, vedi, lei ha già un figlio e io invece non ho ancora combinato niente di buono.
Che poi non è che il sogno di maternità abbia mai rivestito un ruolo prioritario nella mia esistenza, ma d’altra parte la mia ossessione è sempre stata tale che mi sono trovata a pensare anche le cose più assurde tipo “ecco vedi lui è già morto alla mia età e io invece non sono ancora riuscita a fare neanche quello”.
Ad oggi poi che non si tratta neanche più di raggiungere auspicabili traguardi, mi adagio sui pensieri più assurdi arrivando a provare quella benevola invidia atta a giustificare la proprio accidia, per fatti e circostanze che i più rifuggirebbero volentieri. Se da ragazzina per dire aspettavo ansiosa che mi arrivasse il ciclo, adesso mi trovo a domandarmi quanto accidenti dovrò ancora attendere per la menopausa e adesso come allora, mi trovo a spiare le mie coetanee chiedendomi se loro siano già state così fortunate.
Ma la cosa naturalmente non finisce qui, totalmente disamorata dal mio corpo che tanto a cosa mi serve, che me ne faccio, per cosa la uso e poi mi viene anche l’artrite e sul bosu non riuscirei a starci in equilibrio neanche se ci vivessi sopra, sono nuovamente affetta dalla sgradevole sensazione di non essere né carne né pesce ma solo un’entità astratta in trepidante attesa di raggiungere infine il suo status di vecchia; status che tra l’altro ultimamente, viste le statistiche della nostra popolazione, va molto più di moda dell’essere giovani.
Così mentre a tredici anni mi osservavo allo specchio per ore in cerca di un brufolo, adesso lo faccio in cerca di qualche ruga e come allora mi vergognavo di quel brufolo rivelatore della mia condizione di transizione, adesso mi vergogno nella stessa maniera di quella ruga rivelatrice della medesima condizione di transizione che non mi da diritto a definirmi vecchia ma ovviamente neanche giovane.
Tutto ciò poi naturalmente si riflette anche sulla mia vita “mentale” convinta, come sono ogni volta che non mi viene una parola, che questi siano solo i primi sintomi di un Alzhaimer che ovviamente progredirà con la medesima accidia con cui ha sempre progredito la mia vita.
Nell’attesa quindi che la mia mente sia ottenebrata dalla malattia e che il mio fisico si riduca ad un ammasso di organi rinsecchiti, redigo continuamente e del tutto inutilmente, lunghissimi elenchi di tutto ciò che ho fatto nella mia vita programmando contestualmente un’esaltazione per gli eventuali successi, inutile come un orgasmo simulato.
Tanto anche quest’inverno è passato senza che sia accaduto niente di rilevante se non che a forza di redigere elenchi, non mi sono accorta che un altro anno è passato.

p.s  Il titolo serviva solo per convincervi a leggere fino in fondo.



18 commenti a “Mi ha scopata sul divano”

  1. Giulia Says:

    Oh, mio Dio, preferirei che fra le tante cose in comune che possiamo avere non ci fosse proprio questa. A cui tra l’altro sono giunta con qualche anno di anticipo rispetto a te, neanche poi tanti, ma abbastanza da farmi pensare che dovrei darmi, con urgenza, alla meditazione trascendentale. O andare in piscina più spesso. Ecco, lo vedi come sono? Oggesù.

  2. Antar Says:

    Una cosa di cui non avevi bisogno era un titolo del genere per farti leggere fino in fondo.
    Quello che manca per leggerti tutta spesso non è lo stimolo, ma il tempo e la tranquillità necessari.

  3. Pralina Says:

    E io che speravo… di trovare qualche rivelazione piccante… che peccato ;)

    Gio, ti dedico questo bel canto anarchico.

    “Vieni o Maggio t’aspettan le genti
    ti salutano i liberi cuori
    dolce Pasqua dei lavoratori
    vieni e splendi alla gloria del sol.

    Squilli un inno di alate speranze
    al gran verde che il frutto matura
    a la vasta ideal fioritura
    in cui freme il lucente avvenir.

    Disertate o falangi di schiavi
    dai cantieri, da l’arse officine
    via dai campi, su da le marine
    tregua, tregua all’eterno sudor!

    Innalziamo le mani incallite
    e sian fascio di forze fecondo
    noi vogliamo redimere il mondo
    dai tiranni de l’ozio e de l’or!

    Giovinezze, dolori ideali,
    primavere dal fascino arcano
    verde maggio del genere umano
    date ai petti il coraggio e la fé.

    Date fiori ai ribelli caduti
    con lo sguardo rivolto all’aurora
    al gagliardo che lotta e lavora
    al veggente poeta che muor!”

    Testo di Pietro Gori (sull’aria di Va’ Pensiero di Giuseppe Verdi) 1892

  4. Pralina Says:

    Possibile che si sia mangiato un mio commento? riprovo… :|

  5. Pralina Says:

    Ah, bene.

    Ti stavo scrivendo, che è un vero peccato, che il testo non sia fedele al titolo… ero già in allerta con tutti i miei sensi :P

    Gio, ti dedico un bel canto anarchico… :)

    “Vieni o Maggio t’aspettan le genti
    ti salutano i liberi cuori
    dolce Pasqua dei lavoratori
    vieni e splendi alla gloria del sol.

    Squilli un inno di alate speranze
    al gran verde che il frutto matura
    a la vasta ideal fioritura
    in cui freme il lucente avvenir.

    Disertate o falangi di schiavi
    dai cantieri, da l’arse officine
    via dai campi, su da le marine
    tregua, tregua all’eterno sudor!

    Innalziamo le mani incallite
    e sian fascio di forze fecondo
    noi vogliamo redimere il mondo
    dai tiranni de l’ozio e de l’or!

    Giovinezze, dolori ideali,
    primavere dal fascino arcano
    verde maggio del genere umano
    date ai petti il coraggio e la fé.

    Date fiori ai ribelli caduti
    con lo sguardo rivolto all’aurora
    al gagliardo che lotta e lavora
    al veggente poeta che muor!”

    Testo di Pietro Gori (sull’aria di Va’ Pensiero di Giuseppe Verdi) 1892

  6. mf Says:

    lei è una grande bastarda, sa?:)*

  7. piti Says:

    alla mia età berlusconi aveva tre anni più di me

  8. pat Says:

    E invece magari il titolo è una confessione :-)

  9. Viscontessa Says:

    Giulia, ti consiglio il bosu, lo sforzo per rimanervi sopra in equilibrio è tale che almeno in quell’ora lì non riesci a pensare a niente se non che sei proprio una “squilibrata”:-)

    Antar, molto spesso sospetto che per leggermi tutta manchino anche delle discalie per spiegare meglio cosa voglio dire:-) Io almeno, spesso non mi capisco proprio.

    Pralina, visto che ti ho ritrovata? eri finita nello spam, oggi eri uno spam!
    (dici che il 1° maggio dovevo nutrire altri pensieri?)

    mf, che sa da fà per campà:-)

    Piti, ciao e ben ritrovato:-) è tutto il giorno che penso al tuo commento e ci sono arrivata solo adesso. A questo punto direi che l’Alzhaimer è quasi certo.

    Pat, una confessione poco appetibile:-)

  10. Antar Says:

    Allora non dipende dalla mia stupidità!
    O, per lo meno, non solo…
    Parlavo di tranquillità proprio perché spesso non ti si capisce alla primissima lettura [a volte nemmeno alla seconda, ma magari lì dipende da me]. Ma la voglia di capire i post e leggerli fino in fondo non dipende dai titoli. Almeno non per me..

  11. Viscontessa Says:

    No, no Antar, i miei post che preferisco sono quelli che nascono senza un filo conduttore e che si srotolano un po’ come gli pare lasciando ad ognuno (me compresa) la possibilità di interpretarli o leggerli come gli pare:-)
    Tempo fa dovevo scrivere un articolo ma avevo un mal di testa tale che non ero in grado così ho brevemente riassunto a mio marito cosa volessi dire e l’articolo l’ha scritto lui.
    Mia sorella il giorno dopo mi ha chiamato per dirmi che si vedeva lontano un chilometro che non era farina del mio sacco perchè si capiva di cosa parlava fin dall’inizio:-)

  12. pat Says:

    perché poco appetibile? magari è stato più bello del solito e lo hai comunicato :-)

  13. piti Says:

    ben ritrovata, Vis! io non ricordo più se si scriva Alzhaimer o Alzheimer

    non sarò mica un caso di Alzhoimer?

  14. Viscontessa Says:

    Piti non fare il modesto, sai bene che in quanto a ortografia sono piuttosto… stravagante:-)

    Pat, così fosse stato avrei scritto il post sulla scopata sul divano, cioè non è che mi sia mai vergognata…. cioè quando c’era da scriverci su.

  15. riccionascosto Says:

    Mi mancavano, questi titoli (magari potevi mettere un punto, però ;) )

    Però sinceramente ero un po’ preoccupata per Anselmo…

    (Piti, che bello vederti qui!) :)

  16. BLEEK Says:

    Bene, devo dire che il titolo ha compiuto il suo lavoro alla perfezione.

  17. sig.rail Says:

    Il titolo mi ha proprio fregato, per fortuna.
    Ehm…che accidenti è un Bosu?
    Ma soprattutto…quante rughe hai già contato?
    Ed ultimo ma non ultimo…non pensi che i periodi di transizione siano i migliori?

  18. Viscontessa Says:

    Riccio, Anselmo sta benissimo anche se ultimamente lo trascuro un po’. Per questo motivo il mio titolo, per offrirgli un momento di gloria.

    Bleek, tu te ne vai e io mi devo inventare questi titoli:-)

    Rail, il bosu è una semisfera di gomma sulla quale fare ginnastica. Per la precisione anzi è una semisfera di gomma sulla quale devi soprattutto cercare di rimanere in equilibrio e non pensare che sia semplice perchè devi farlo con un piede, oppure a pancia in giù o comunque in posizioni strane, molto strane…almeno a giudicare dalla folla di curiosa che sghignazza osservandoci dal vetro della palestra.
    Le rughe non le ho contate di preciso, ma appena lo faccio ti mando il conto:-)
    Sulla transizione invece il discorso di fa molto più serio perchè i perdiodi di transizione vanno anche bene ma quando hai la sensazione di transitare da tutta una vita, la cosa si fa più complicata.

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