Il lavoro nobilita l’uomo e concede riposo alla donna
Viscontessa, 10 Aprile 2007Sveglia alle sette perché il pappagallo giocherella con la catenella della sua gabbia e il gatto vuol mangiare, il cane vuole uscire e mia figlia vuole. Poi lei torna a letto.
Ufficio postale, ho sbagliato l’affrancatura, ci vuole il codice fiscale per pagare con un assegno circolare, vado dal meccanico che mi manda da un altro, lascio il motorino, vado a comprare il pianale per l’armadio, mi telefona una tizia che sostiene che ci eravamo conosciute in ospedale l’anno scorso, mi fermo al bar a far colazione con il pianale, non ho i soldi per un bicchier d’acqua, incontro un amico che non vedevo da dieci anni, mi offre l’acqua, mi dice che ha un tumore, mi accompagna a riprendere il motorino, non ho i soldi per pagare, lascio in pegno il pianale dell’armadio e la borsa, vado a fare un bancomat, mi ritelefona la tizia dell’ospedale per dirmi che si è sbagliata e si scusa, vado a prendere il motorino, mi telefona mia mamma per dirmi che arriva mia zia, mi prende di sorpresa, le invito a cena, rimetto il casco, risuona il telefono, mi levo il caso, è mia figlia che è pronta, vado a casa a prenderla, ci fermiamo a comprare delle scatole, torniamo a casa e lei vuole provare ad aprire il portone, ci infila la chiave della cassetta della posta e si rompe, impreco, ripartiamo, andiamo al negozio di animali a vedere i pappagalli, compro i semi e un’altalena, ripartiamo, attraversiamo la città, andiamo a mangiare fuori in campagna, bevo del vinello bianco sotto al sole con un fritto di carciofi, ripartiamo, alle due e mezzo siamo a casa, vorrei dormire, non posso, facciamo i compiti, monto le scatole, passo l’aspirapolvere, mi taglio con il vetro di un quadro rotto, ripartiamo, andiamo in palestra, faccio gag (non è vero, faccio finta), mi fa male la coscia e il polso (ieri sono caduta dai pattini), mi fa male il piede (mi sono fatta un grosso ematoma con il cavalletto rotto del motorino) mi telefona mia madre che allora vengono a cena, faccio la doccia, sono le sette e mezzo, dovrei fare ancora in tempo a fare la spesa, mi metto il casco, chiama mio marito, mi levo il casco, dove sei? Ho mal di schiena, mi fai una puntura prima che vada via? (va a cena fuori) cazzo, devo fare la spesa, ok ce la posso fare, rimetto il casco, stiamo uscendo, mia figlia ha perso la chiave dell’armadietto della palestra, corre a cercarla, torna, rimetto il casco, suona il telefono, levo il casco, mia mamma che non veniamo più a cena, mi rimetto il casco pensando che voglio svenire in una siepe, torniamo a casa, faccio l’iniezione al volo, ritelefona mia mamma, allora veniamo, tiro fuori gli avanzi dal frigo, riesumo le salme, gli do un bell’aspetto, arriva mia mamma con mia zia, mia cugina e a sorpresa anche mia sorella, aggiungi un posto a tavola, non mangiano niente e si parla di figli tutta la sera, voglio svenire sul tavolo, vanno via, dovrei sparecchiare ma mio marito deve ancora cenare, lascio apparecchiato, mi metto qui, vorrei svenire…..
Per fortuna domani torno a lavoro.





10 Aprile 2007, 22:55
Echevitaporcadiunavaccazozza! hai tutta la mia comprensione, se vuoi ti aiuto a svenire con una botta ben assestata che sembra uno svenimento naturale. se ti serve fai un fischio.
È proprio vero, ci si riposa meglio e di più al lavoro.
11 Aprile 2007, 7:37
ahahahah!
lo penso sempre anch’io!
11 Aprile 2007, 7:38
Che palle quando proprio non ti riesce di svenire…
11 Aprile 2007, 10:08
Sono qui alla mia scrivania e non riesco a decidermi se svenire lateralmente o accasciarmi sulla tastiera.
11 Aprile 2007, 11:49
Per un piacevole effetto nature, si consiglia di dondolare prima la testa in modo appena percettibile, aprire la bocca, socchiudere delicatamente gli occhi curandosi di alzare al massimo le pupille e lasciarsi andare dolcemente senza nemmeno un sospiro…all’indietro.
11 Aprile 2007, 12:17
Te lo devo proprio dire, perchè tre mesi fa mi hai incoraggiata e mi hai persino dedicato un post qui e sul blog di Grazia, da lunedì ricomincerò a lavorare. Ho trovato lavoro (uno decente perlomeno). Ti farò sapere quando vorrò svenire….
11 Aprile 2007, 14:13
Un filo di bava aiuterebbe a rendere piu’ credibile la cosa.
11 Aprile 2007, 17:12
Fortunatamente si è ufficialmente aperta oggi la stagione del lavoro interinale.
Siccome in ufficio siamo un po’ stretti e non esiste una sola stanza che conceda un po’ di discrezione agli interlocutori, per le questioni importanti si va al parco.
Accanto al nostro ufficio, infatti, c’è un bellissimo giardino nel quale si possono tenere riunioni, parlare di argomenti delicati e persino ritirarsi per fumare una sigaretta e prendere il caffè.
Oggi ero in riunione (su una panchina al sole)