A chi non partecipa gli verrano le pulci..e forse anche i pidocchi
Viscontessa, 8 Marzo 2007Il fatto che milioni di bambini al mondo siano seriopositivi o muoiano di fame, la siccità incombente, i talebani, la finale di Amici della De Filippi e persino il vostro colon irritabile, niente tolgono a molte altre tristi vicende a cui siamo costretti ad assistere ogni giorno.
Personalmente non ho mai sopportato la guerra tra poveri di chi si indigna perché si parla di salvare dall’estinzione una rara farfalla del Nord Dakota invece che della condizione della donna in una sperduta regione del Cashmire e sono anche piuttosto intollerante nei confronti di quell’integralismo che conduce molti a ritenere di aver capito dove si annida il male della nostra umanità.
Il male è ovunque, non ha età, sesso, provenienza e neanche giustificazione ed ognuno è libero di confrontarsi con esso come meglio ritiene opportuno. Due sole cose sono a mio avviso essenziali, la prima è quella di essere consapevoli che il male esiste e che anche noi ne siamo più o meno portatori sani o colpevoli, la seconda è che possono esistere milioni di attenuanti per tutto il male che ci circonda ma le attenuanti devono essere sempre e solo concesse all’individuo umanamente debole, arido o malato ma mai alla colpa di cui esso si macchia.
Quella che vi segnalo oggi è solo una delle tante storie di maltrattamenti su animali che si compiono ogni giorno, forse non più atroce di altre ma proprio per l’antefatto sulle attenuanti da concedere all’individuo, solo più sgradevole per le aggravanti da imputare al soggetto che pare si sia reso colpevole di questo reato. Il condizionale è d’obbligo anche se questa frase fatta nel caso mi sta un po’ strettina.
Brevemente, per chi scoprisse che non è interessato a partecipare all’iniziativa, riassumo di cosa si tratta: due levrieri maltrattati sono stati affidati ad una presunta studentessa della facoltà di veterinaria dell’Università di Pisa che li ha lasciati a sua volta morire di fame e di stenti. Uno, la femmine, è morta, l’altro è in fin di vita e adesso si chiede che oltre alle prevedibili azioni legali mosse nei confronti di questa donna, anche la facoltà di veterinaria prenda una netta posizione al riguardo espellendo la studentessa dalla suo ateneo.
Il Preside per ora, e giustamente, ha ritenuto di dover procedere con i piedi di piombo ma un simile provvedimento sarebbe davvero auspicabile e “aiutarlo” a prendere una decisione in tal senso mi è parsa una buona idea.
In pratica si tratterebbe di inviare una mail al preside nel quale lo si invita a provvedere e siccome una mail in più o in meno, a noi navigatori, ci fa una pippa, ecco che son qui a segnalarvi questa iniziativa.
Ovviamente vi segnalo il link dove è possibile reperire tutte le informazioni e purtroppo anche le foto delle povere bestie al momento del ritrovamento.
Grazie.






