il nostro radioso futuro
Viscontessa, 29 Marzo 2007Quando ero piccola immaginavamo il futuro come un una dimensione spazio temporale animata da piccoli dischi volanti che avrebbero sotituito le vecchie auto, e pillole di tortellini alla panna liofilizzati che avrebbero sostituito i nostri pasti a tavola.
Mai avvremmo pensato, neanche nei nostri incubi peggiori, che i tortellini alla panna potessero diventare il peggior nemico delle nostre arterie e che con uno yogurt si potesse curare il colesterolo, la stitichezza o la stanchezza cronica (o almeno così mi è parso di aver capito dalla pubblicità di quello yogurt che aiuta gli agenti commerciali o le casalinghe a sentirsi meglio).
Di sicuro non avremmo mai pensato di essere costretti a girare ancora con gli stessi mezzi di trasporto di cinquant’anni fa e di essere costretti per legge a cambiarli almeno una volta ogni due anni.
Quando ero piccola il futuro che ci attendeva era radioso. Per salvare dalla fame i bambini del Biafra, bastava finire tutti gli spinaci che la mamma ci aveva messo nel piatto e che contenevano tanto ferro per farci diventare forti come Braccio di Ferro (il futuro era un po’ meno radioso quando mi immaginavo da grande con le sembianze di Braccio di Ferro) e l’unica cosa che ci spaventava davvero, erano i tumori perchè l’Aids non esisteva e la poliomelite l’avevamo sconfitta grazie ad un vaccino.
Mai avremmo immaginato che i bambini del Biafra fossero solo la punta di un icerbeg in rotta di collisione con la nostra cara, vecchia Europa e neppure nei nostri peggiori incubi avremmo mai pensato che adesso le malattie non si curano più grazie ai vaccini ma grazie alle donazioni ad enti di beneficienza pubblicizzate da calciatori sanissimi.
Quando ero piccola pensavamo che il Papa fosse un omino buono che si occupava di confortare i dereletti e di aiutare gli emarginati e gli esclusi, vabbè qualche dubbio sulla filantropia cattolica ci era già venuto fin da allora ma mai avremmo pensato di avere un giorno un Papa il cui unico scopo fosse proprio quello di condannare senza possibilità di salvezza, gli emarginati e i diversi.
Quando ero piccola pensavamo che lo schiavismo, il lavoro nero, la mancanza di qualsiasi forma di tutela dei lavoratori, le guerre sante e la siccità, fossero argomenti da leggere nei libri di storia e mai avremmo immaginato che nel futuro si potessero chiamare “attualità”.
Quando ero piccola pensavo che un giorno sarei stata grande e non immaginavo neanche lontanamente che da grande mi sarei sentita così piccola.





29 Marzo 2007, 21:50
Tu non sei piccola
30 Marzo 2007, 2:05
Quand’ero piccolo non avrei mai immaginato di trovarmi davanti alla tv a guardare Annozero e vedere un leghista che si esprimeva non solo con una dialettica quasi accettabile, ma che esprimesse anche concetti quasi decenti…bah, forse era meglio quando ero piccolo.
30 Marzo 2007, 7:45
Quando ero piccola me ne fregavo abbastanza di tutto. Ma forse riesco a immaginare cosa intendi per “piccola”. Io allo specchio mi spavento ogni volta che penso alla mia età, mi sarei immaginata completamente diversa, invece ho ancora la stessa espressione inutilmente terrorizzata e soprattutto mi porto ancora dietro la stessa carne (nel senso più completo del termine).
30 Marzo 2007, 7:53
Tutto quello che tu scrivi è sempre esattamente tutto quello che io penso.
Io però non so mettere nero su bianco quello che mi passa per la testa (e me ne rammarico…sempre….sinceramente).
Che tu sia il mio alterego scrivente????
P.S….da piccola, anche, non avrei mai creduto che mangiare un paninoconnutella potesse farmi sentire così tremendamente in colpa!!!!
30 Marzo 2007, 18:03
Io non pensavo che la democrazia si portasse con i cannoni e fosse così devastante.
Perchè io, quando ero piccolo, con i miei amici, i “cannoni” ce li facevamo dalla mattina alla sera e siamo sempre stati una meraviglia.
E, sinceramente, quando ero piccolo non pensavo proprio che ci venisse vietato tutto.
Senza fumo, senza alcool, se ci proibiscono pure la gnocca al sabato sera sono costretto a tornare all’ oratorio.
Proprio come quando ero piccolo. Ecco, sarebbe l’ unico caso in cui non è cambiato nulla..:-)
30 Marzo 2007, 19:45
quand’ero piccolo…
credevo in un mondo migliore
pensavo di potermi innamorare
non credevo di poter invecchiare
non pensavo di dover morire
non sapevo che tutto finisce
nel nulla!
2 Aprile 2007, 11:18
quando ero piccolo pensavo di avere un destino speciale
Sei speciale, mi dicevo, sei speciale.
Son speziale, adesso, per approssimazione.
2 Aprile 2007, 23:36
quando ero piccolo, sognavo quello che ora sono. ora sogno di tornare piccolo per ricominciare e far tutto diversamente.
22 Aprile 2007, 21:04
Possiamo aggirare , però, almeno le multi nazionali di yogurt, mangiandoci i tortellini in brodo invece che con la panna - che poi è venduto dalle multi nazionali di yogurt!- Sono anche più buoni!