Che la notte vi sia lieve
Viscontessa, 25 Marzo 2007Ci sono delle voci nell’etere che non hanno volto e non hanno neanche un suono.
Sono voci silenziose che sussurrano sul monitor anche quando fuori c’è traffico o quando non puoi ascoltarle. Si ricomincia da dove ci eravamo interrotti, frasi brevi spesso sgrammaticate e piene di errori, parole che private di un suono e di un contesto riescono ad arrivare esattamente lì dove ti servono anche se tu non lo sapevi. Un bisogno indotto che piano piano ti conduce per mano verso una dimensione parallela nella quale riesci a dimenticarti dove eri un attimo prima e dove all’improvviso ti rendi conto che ogni pensiero, ogni tormento, ogni angoscia, non vale la pena di essere assecondato.
Ci saluta con rispetto e ci si ringrazia sempre alla fine di ogni conversazione, un ringraziamento che non ha bisogno di essere spiegato e che delicatamente si posa sulla tua giornata con la grazia di un abbraccio all’improvviso.
Ho sempre apprezzato questo lato misterioso della vita virtuale anche se con il tempo molti misteri sono stati svelati e altri sono andati perduti per sempre lasciando in fondo all’animo una leggera amarezza che sempre accompagna la dipartita di chi ci è stato accanto da lontano.
Amo gli animali per questo, per questo loro modo di starti vicini da una dimensione parallela e custodisco gelosamente nei ricordi le conversazioni a due con la chat di google.
Non ho mai frequentato una vera chat, le rare volte in cui mi è capitato di entrarci, sono rimasta seduta in un angolo come quando arrivi ad una festa dove sono già tutti ubriachi e a te non resta che sederti in un angolo con una coca cola in mano, ma questi colloqui a due, soprattutto con persone che conosco solo virtualmente, hanno un sapore più dolce, un ritmo più lento, un suono più silenzioso.
Grazie a chi c’è, a chi c’è stato e a chi ci sarà.
Che la notte vi sia lieve.





25 Marzo 2007, 10:59
Ho amato molto la chat, un tempo.
Poi è stato questo continuo mutare, questo interminabile andare e venire di persone sempre diverse che me l’ ha resa insopportabile.
Mi lasciava addosso, ogni volta, un terribile senso d’ incompiutezza ( come la vita reale, del resto ).
Era una trafila di slanci amputati, di ineluttabili sterilità, di, spero mi sia perdonata la volgarità, coiti interrotti.
Sentivo sempre lo sfilacciarsi del tempo attorno a me, il suo sgretolarsi in attimi effimeri, come quando la polvere danza in un raggio di luce e in un attimo poi si perde.
Sarà stata la maliconia canina che sempre più spesso mi prende, ma in chat, per me, è passata rapidamente la bella stagione. Sono tornate presto nebbie e venti di tramontana.
Ps. Le uniche “voci” che riescono a divertirmi, adesso, sono quelle che captano i ciarlatani di Striscia….:-)
25 Marzo 2007, 12:21
Nulla è dovuto in queste conversazioni, nulla è richiesto, nulla ci si aspetta… e la cosa è perfetta cosi’.
25 Marzo 2007, 14:45
Mi ha fatto venire in mente questo…
25 Marzo 2007, 18:21
isa, hai ragione, ma ultimamente sei sempre spenta:-)
Bleek, esatto.
Cap, a differenza di molte altre cose, la chat così concepita, come dice bene Bleek, non alimenta e non si nutre di alcuna aspettativa.
Magari sei davanti al pc per vedere cosa danno in tv per la serata e ti arriva un “ciao come stai” che non ti aspettavi.
A volte si risponde dopo ore, a volte la cosa finisce lì, altre va avanti per un po’ poi si interrompe poi riprende:-)
Ecco,
25 Marzo 2007, 21:55
Ho chattato tanto, in quelle stanze comuni e caotiche di Eva chat. Una fatica: stare a sentire tutti, rispondere a tono e in maniera originale. E in privato…tutti a giocare con l’immaginazione e a lasciar intravvedere solo il lato più bello ed accattivante di sè.
Ho smesso di chattare da tempo…non mi andava di essere o di sembrare finto.
Molto meglio dire qualcosa solo se ce l’hai da dire e carpire il detto di altri solo se hai voglia di ascoltare.
Senza impegno, senza barare.
Distillato di te che condisce i pensieri altrui, anche solo per qualche secondo.
25 Marzo 2007, 22:55
-ciao come stai?
(pausa di mezz’ora)
-scusa, ero a mettere su l’acqua per la pasta, benino e tu?
(venti minuti dopo)
-bene grazie, senti ma secondo te se lo sciaquone perde devo chiamare l’idraulico?
-cazzo, hai visto cosa è successo xxxx? no, basta che sposti il galleggiante
- ma poi come è andata a finire quella storia di cui mi parlavi l’altra volta? e come lo sposto?
- con le mani. quale storia? ma lo sai che mi è venuto un brufolo sul naso!
- ma che schifo!
- ma se non lo hai neanche visto?
- ma infilarci le mani mi fa schifo uguale
- infilarci le mani? ma guadra che non me lo devi neanche toccare! quale storia?
- quella di quel tipo che avevo letto sul tuo blog…..dicevo lo sciacquone.
(esempio tipico di chattata serale)