Quando il destino si… accanisce

Viscontessa, 13 Marzo 2007

Sarebbe effettivamente buona norma rammentarsi di tanto in tanto di quanto siamo fortunati ad essere normodotati o meglio di quanto siano sfortunati coloro che soffrono di qualche handicap.

Quando poi la danno si unisce la beffa dando vita a situazioni a dir poco grottesche, bisognerebbe proprio ringraziare il cielo per ogni occasione che ci è data di proteggere la nostra dignità.

Il mio cane, per esempio, è sempre stato un cane molto dignitoso che aveva fatto della sua castità un punto di onore anziché di biasimo. Pisciava ad ogni angolo, tentava di ingropparsi la cagnetta quando le avevo appena fatto fare il bagnetto, mostrava sovente l’arnese in segno di riconoscenza e una notte aveva persino tentato di avere con me un rapporto fin troppo ravvicinato, ma mai, nel corso delle nostre passeggiate, aveva perduto la sua dignità di cane tentando di ingropparsi la mia gamba o il palo del divieto di sosta. Ogni tanto ad essere sincera, pisciava sulla gamba di qualcuno che a suo avviso aveva invaso il suo territorio e un paio di volte ha bagnato persino le mie lenzuola stese, ma l’intento con cui orinava dignitoso su gambe o lenzuola, era affatto diversa dall’affannosa ricerca di piacere con cui alcuni cani maschi non si peritano di presentarsi in pubblico.

Fatto sta che certe reazioni non sono quasi mai prevedibili e che cagnetti dall’aria dolce e mansueta come agnellini, s’infoiano in un attimo per un non nulla e tentano continuamente il selvaggio accoppiamento con qualsiasi cosa adatta ad essere trattenuta tra le loro gambe.

La mamma di un compagno di scuola di mia figlia, si occupa ormai da qualche tempo di portare a passeggio una signora colpita da sclerosi multipla. Per chi ancora non lo sapesse la sclerosi multipla è una malattia che conduce alla morte ma lo fa con una lentezza esasperante e non prima di aver ridotto il tuo fisico in una macchietta di se stesso. A questa signora, ancora piuttosto giovane e di una bellezza molto particolare tenuta pietosamente in vita da una vanità tanto comprensibile quanto commovente, la sua malattia è stata diagnostica quando era ancora abbastanza giovane per decidere di giocarsi il tutto per tutto e mettere al mondo una figlia. Non si sa mai in queste circostanze se la scelta sia coraggiosa o incosciente, altruistica od egoistica, ma io so di per certo che la figlia non ha buoni rapporti con la madre il cui sacrifico a questo punto, se non vano, lo si può sicuramente definire doloroso.

Così questa bella signora dai movimenti incontrollabili e l’uso della parola compromesso, ha preso per compagnia un cagnolino il cui affetto, come si sa, non è mai inquinato da ciò che di noi vediamo allo specchio e ogni giorno spinta sulla sua carrozzella dalla mamma del compagno di classe di mia figlia, Cristina, e accompagnata dal cagnolino, la si può trovare davanti alla scuola.

Se fino a qui non ci sarebbe niente di strano né di comico, va detto che Cristina non vede l’ora di venire a prendere a scuola il pargoletto per poter con l’occasione, scambiare due chiacchiere con le altre mamme.

Così lascia la carrozzella e si distrae ed è a questo punto che il cagnolino annoiato, si attacca alla gamba della sua padrona e tenta furiosamente di accoppiarsi con lei.

Io lo so che non c’è niente da ridere ma mettetevi nei miei panni.

Cristina che di cani non ne capisce niente, non si rende conto che il cane sta tentando di accoppiarsi ora con la gamba ora con la carrozzina della signora affetta da sclerosi multipla, così notando di tanto in tanto la strana scenetta, invita il cane a non cercare a tutti i costi di salire in braccio alla sua padrona.

D’altro canto la sua padrona tenta di dissuadere il cagnetto da quell’accoppiamento ma i suoi movimenti scoordinati le impediscono continuamente di acciuffare le bestiola mentre si moltiplicano i suoi gesti nell’aria e quando si gira e tenta di richiamare l’attenzione di Cristina perché si renda conto di cosa sta succedendo, le sue parole biacicate sono ancora più incomprensibili dei suoi gesti cosichè mentre orde di bambini escono da scuola, questa signora in sedia a rotelle continua a gesticolare furiosamente nell’aria mentre il cagnolino, sempre più infoiato, si attacca alla sua gamba e Cristina del tutto inconsapevole di ciò che sta accadendo, invita la bestiolina a stare buona.

Non è buona norma prendersi gioco delle disgrazie altrui ma certo va detto che talvolta il destino è davvero crudele e che nell’attimo, nel flash di un momento, è difficile riuscire a rimanere seri, compiti e addolorati per le disgrazie altrui.

Io comunque temo seriamente che un giorno o l’altro finiranno per arrestarle per atti osceni in luogo pubblico. Devo in tutti modi trovare il modo di spiegare a Cristina un paio di cose se non sulla sclerosi multipla, almeno sui cani.



9 commenti a “Quando il destino si… accanisce”

  1. sig.rail Says:

    Ma è solo ridendo di questi siparietti allegri, così come faresti con chiunque altro fosse al centro delle attenzioni “morbose” del cagnetto, che regali dignità al suo modo di essere persona. La naturalezza dei gesti, nel relazionarsi con persone condizionate da handicap fisici, non può che far del bene a colei che forse ha d’abitudine l’essere sempre trattata con particolare e “controllata” accortezza.
    A maggior ragione se questi si concretizzano in una bella risata…magari condivisa.

  2. Luisona Says:

    Nessuno può e deve biasimarti. Avevo una zia con problemi motori a causa della polio e prima di finire definitivamente sulla sedia a rotelle, arrancava testardamente sui marciapiedi: buche, discese, bozzi e gradini superati con estremo coraggio e dignità.
    Una sera buia e tempestosa, la vedevo trottolare per rientrare a casa, quando letteralmente sparì in una immensa pozza d’acqua. Ti giuro che dopo una tremenda incazzatura (da parte sua), abbiamo riso fino allo sfinimento per quell’avventura.
    Se il corpo a volte fa i capricci, ci si consola con un intattissimo senso dell’umorismo.

  3. BLEEK Says:

    E poi diciamocelo…a volte sono buffe!
    Ciniiicooooo!!!

  4. Viscontessa Says:

    si però la signora, nel tentativo di tenere lontano il suo cagnolino, mi fa un po’ pena….

  5. luigi Says:

    al secondo capoverso leggo:
    “quando poi la danno”
    ma come? rileggo, rileggo, ahh… “al danno”! è uno sbaglio.
    e invece no, alla fin fine.

  6. BLEEK Says:

    ho paura sia l’ultimo dei suoi problemi comunque.

  7. maurogasparini Says:

    sembra che Cristina sia, delle due, quella affetta dalla malattia più grave.

  8. Tittyna Says:

    Come dare torto a Mauro Gasparini?
    Certo che anche tu però. Invece di star lì a guardare, perché non porti una cagnetta? :)

  9. Viscontessa Says:

    Io sono una spettatrice passiva, non posso intervenire altrimenti altero il normale decorso delle cose.
    Ci sono circostanze in cui……….

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