Dal blog alla palestra: come avere successo in ogni campo.

Viscontessa, 11 Marzo 2007

Dopo tre mesi di palestra, scaduto insomma il tempo minimo di osservazione che mi necessità per formarmi almeno una vaga idea dell’ambiente dove mi trovo, mi sento pronta per formulare le primissime osservazione al riguardo che mi pregio di pubblicare su questo blog a beneficio di coloro che dopo il blog, hanno intenzione di affrontare anche questa nuova avventura.

Tanto per cominciare c’è la borsa da palestra che è un po’ come il template del vostro blog. Quando decidete di aprire un blog o di andare in palestra, le vostre preoccupazioni si concentrano prima di tutto sui contenuti o sugli esercizi fisici e questo vi impedisce di porre invece la dovuta attenzione agli accessori che invece sono quelli che fanno sempre la differenza tra gli esperti e i neofiti.

La borsa da palestra insomma, un po’ come il vostro template, non è solo il contenitore dei vostri indumenti o delle vostre parole, ma è e deve essere per il buon esito dell’avventura in cui andate ad imbarcarvi, il vostro segno distintivo, ciò che insomma vi identificherà con gli altri e di conseguenza con voi stessi, come uno dell’ambiente.

Tanto per cominciare la borsa da palestra dovete portarvela sempre dietro anche se non avete nessuna intenzione di andare in palestra e deve diventare per voi una specie di protesi, i vostri occhiali da vista, l’oggetto sempre in mezzo al corridoio di casa vostra quando siete a casa e sempre con voi quando siete fuori. Portatela in ufficio e buttatela sul pavimento, voi sapete benissimo che all’ora di pranzo andrete ad ingozzarvi di trippa nel baretto d’angolo ma i vostri colleghi vi penseranno in palestra a sudare e già dopo la prima settimana vi sentirete in obbligo con loro e comincerete il lungo e difficile percorso del tapis roulant invece di quello del trippaio.

Il contenuto della borsa, così come il vostro template, sarà tanto più prestigioso tanta più roba riuscirete ad infilarci. Lo so che esibire il premio della critica del blog di Antonio (vostro cugino) o quello per la miglior punteggiatura indetto dal blog di Adalgisa (la vostra collega) potrebbe sembrarvi più deprimente del nulla totale che avete scelto per il template del vostro blog, ma ricordatevi che siamo nell’era in cui l’immagine è tutto ed è per questo che nella vostra borsa da palestra è buona cosa infilarci almeno due paia di scarpe da ginnastica, un set completo di asciugamani, occhialini da nuoto e volendo anche un paio di sci perché tutto ciò fornirà di voi l’idea di un sportivo vero, duttile, versatile ed eclettico.

Il secondo consiglio, e questo è rivolto alle donne, è quello di non presentarsi mai in sala attrezzi e a maggior ragione ai corsi, senza trucco. Se qualcuno ancora vecchio stampo ritenesse che la versione acqua e sapone è quella che distingue una vera atleta da una smandrappata dell’ultima ora, sappia che la sua idea è tanto antiquata quanto strampalata. Esibire un trucco perfetto all’inizio della lezione e salvaguardarlo fino alla fine, significa essere state in grado di allenarsi senza neanche stancarsi. Quelle che sudano, si spettinano, perdono insomma il controllo del proprio fisico, sono solo delle parvenu che non hanno idea di cosa sia lo sport.

Per aiutarvi vi dirò che l’attenzione per il vostro maquillage deve essere inversamente proporzionale a quella dell’interesse che mostrate per i vostri commentatori: tanto più li ignorate, tanto più significa che siete dell’ambiente e non avete alcun bisogno di mostrarvi cortesi o gentili con loro per veder salire il contatore dei vostri accessi.

La terza e per adesso ultima osservazione riguarda gli spogliatoi. Per ottenere gli armadietti più capienti è necessario conquistarseli. In prima fila ci sono le esibizioniste quelle che non possono fare a meno di rimanere nude almeno un’ora nello spogliatoio. Queste donne le si riconoscono non tanto dalla permanenza negli spogliatoi (anche perché io un’ora intera non ci sono mai stata) ma dalle attività che svolgono completamente nude: parlano al telefono, mostrano alle vicine un nuova smagliatura nell’interno cosce, chiedono ad un amica di verificare la loro ricrescita pilifera nella zona dell’ano, si arricciano i peli del pube, si mettono i bigodini in testa, dispensano ricette di cucina consigli sull’agopuntura e calzini, bagnoschiuma e creme rassodanti a chiunque ne abbia bisogno.

I loro armadietti sono contenuti perché seminano tutto a giro mentre girano nude per lo spogliatoio come se fossero nel bagno di casa loro.

In seconda fila ci sono le signore di una certa età. La prima fila non fa per loro ma addentrarsi oltre la seconda le intimorisce e così si fermano tutte lì e a differenza delle loro colleghe in prima fila, non espongono quasi al pubblico neanche una caviglia. L’esiguità dei loro armadietti non è un problema perché la maggior parte di loro preferisce farsi la doccia a casa e comunque non si lava certo i capelli in palestra. L’imbarazzo è quasi palpabile e le loro conversazioni ridotte al minino indispensabile.

In terza fila infine ci sono le abituè, quelle che si conoscono tutte e che in palestra si portano anche tre o quattro cambi perché ogni disciplina richiede un abbigliamento, un’acconciatura e un trucco diverso. Fingono tutte di ignorarti e di provare anzi un certo fastidio per la tua intrusione nei loro ampi e capienti armadietti ma si ti capita di girarti di scatto, le trovi tutte in capannello ad osservarti le unghie dei piedi, la natica destra o la crema rassodante che usi. Per farsele amiche basta dire ad una qualsiasi di loro (che tanto sono tutte uguali e sembrano fatte con lo stampino) che hanno veramente un bel deltoide. Io non ho idea di dove stia il deltoide e credo che non lo sappiano neanche loro ma loro sono tutte felici e tu puoi accaparrati uno dei loro ambi bilocali chiamati armadietti.

Se avete un blog fate outing e accennate al Web 2.0. Non importa se non sapete di cosa state parlando, chi vi legge lo sa e vi fa subito posto nella sua blogroll.



22 commenti a “Dal blog alla palestra: come avere successo in ogni campo.”

  1. ian Says:

    io, una volta, in palestra c’andavo, prima dei reumatismi, le ginocchia ballerine,la cervicale.
    la mia palestra doveva essere un posto da sfigati, mai che ne abbia vista una decente, figurarsi nuda poi…

    ahh, come cambiano i tempi…

  2. bloggointestinale Says:

    resta il fatto che fare dell’attività fisica e restare fermi in una stanza è davvero da pazzi, il corpo è nomade. ci si deve muovere nel mondo, secondo me. tutta roba imposta dai ritmi di lavoro, eh. fortuna che la “ginnastica da camera” ha un sacco di varianti

  3. filippo Says:

    complimenti sei una buona osservatrice come sempre, mi permetto di aggiungere qualcosa dal punto di vista dello spogliatoio maschile. Quasi tutti si spogliano usando gli stessi ganci e lo stesso armadietto, usano se possibile la stessa doccia, si scaldano nello stesso modo e fanno quasi sempre gli stessi esercizi. Questo vale nel tennis come nel cnottaggio o in palestra.
    Anch’io sono così e come hai ben indicato, pensa che ho tre borse sempre pronte, 2 piccole con un solo cambio e le scarpa running (una in macchina ed una sotto la sella dello scooter).
    quella grande ha tre o 4 cambi dato che spesso faccio pesi e poi corro o faccio spinning (vuol dire almeno 2 ore di allenamento).
    Quelli compulsivi come me (siamo diversi)guardiamo con compassione quelli che salgono sulle bike e girano i pedali a 2 km all’ora e pensiamo lascia perdere così non serve.
    non è un modo sano di fare sport neanche il mio, meno male meno male che non sono anoressico
    saluti filippo
    p.s.
    che fa il conte pedala???

  4. mario (ometto cognome per vergogna di battuta) Says:

    …”Per farsele amiche basta dire ad una qualsiasi di loro (che tanto sono tutte uguali e sembrano fatte con lo stampino) che hanno veramente un bel deltoide”…..

    Viss, per stimolare maggiore sensibilità femminile e però restare nell’ambito muscolare, prova a dire loro che hanno un bel “clitoide”………

  5. BLEEK Says:

    Woaww
    Un bel clitoide…
    non ci ero mai arrivato, domani andro’ a farmi linciare in palestra.
    Viss, a te lascio i debiti ed il padrone di casa.
    Trattalo bene, è un brav’uomo, forse leggermente esasperato.

  6. sig.rail Says:

    Quanto odio le palestre, fare fatica, sudare, parlare mentre fai uno sforzo…fare sforzi.
    Ho sempre pensato che la vanità, l’amore per sè stessi….il prendersi cura di sè….siano condanne. Il modo con cui vengono puniti coloro che nella vita hanno sbagliato qualcosa. Tipo: attaccavi petardi ala coda del gatto??!…ettiè…beccati sta bella mania di andare per colli in montagna con la bici; da bambino hai inondato interi formicai con la gomma per bagnare il giardino, sterminando milioni di formiche??!….toh….eccoti per punizione la voglia irrefrenabile di pesare poco; tormentavi i tuoi amichetti a scuola??!…eppiglia…. vatti a fare mezz’ora di corsa tutte le mattine prima di farti una doccia e andare al lavoro.

  7. Viscontessa Says:

    sig. Rail, sono talmente d’accordo con lei che se scrive anche solo un’altra riga al riguardo, butto la borsa da palestra in soffitta e mi rimetto a salvare i lumaconi del mio giardino da sicura estinzione.
    Mi sarò mica iscritta in palestra perchè ho fatto fuori i pidocchi di mia figlia?

    Bleek, ecco bravo, vai tu in palestra a dire alle fanciulle che hanno un bel clitoide perchè mi sa che se glielo dico io non mi fanno più entrare negli spogliatoi:-)

    Filippo, l’anoressia è quasi sempre un problema femminile e poi…ehm…non hai più l’età per diventare anoressico:-)
    Resta il fatto che in palestra ci sono i compulisivi come te ma sono molto pochi, la maggior parte ci passa giornate intere a pedalare a 2 km all’ora tra una chiacchiera e l’altra, tra uno sguardo e un esercizio fatto bene, e questo rende la palestra un luogo dove si fa sport, ma molto meno di quanto si pensi, e si fa amicizia molto più di quanto si pensi.
    Per questo poi la borsa da palestra non è più un accessorio ma un vero e proprio guardaroba adatto ad ogni circostanza.

    Blogintestinale, la cosa più assurda è che non solo tutti vanno in palestra in auto o in motorino, ma che per nonfare due passi a piedi tra il parcheggio e la palestra, le auto e i motorino li parcheggiano praticamente accatastati uno sopra all’altro di fronte all’entrata e sono convinta che i più, potendo, arriverebbero proprio fino al tapis roulant in auto per poi mettersi a camminare per due ore su una macchina:-)

    Ian consolati, anche dove vado io non è che abbia mai visto delle gran “tope” nude o vestite che siano:-)

  8. giarina Says:

    la mia ultima borsa da palestra è stato il sacco da ginnastica che avevo alle medie. poi più niente.
    e in palestra ci sono andata tre sole volte. l’istruttrice si arrabbiava quando dopo due piegamenti mi nascondevo dietro la colonna.
    son peggio degli aguzzini, gli istruttori delle palestre.

  9. Caino Says:

    trovo strano che praticamente non nomini i fenomeni del bilanciere ad arco, così carino che ci vuole una putrella per spostarlo, figuriamoci per sollevarlo.
    però si, il trucco, mi raccomando. altrimenti diventa un party di donne struccate e la stanchezza la scambio per depressione. praticamente un festino new wave anni 80.

  10. Slowhand Says:

    Non ho mai capito il legame che esisterebbe tra “andare in palestra” e “fare sport”… Qualcuno di lor signori potrebbe illuminarmi, in merito? Sarei sentitamente riconoscente e forse, finalmente potrei decidermi ad abbandonare i campi di calcio per mettere piede in una palestra, che alla mia età sarebbe anche un’idea da non buttare via. Vi prego, motivatemi.

  11. LaDistratta Says:

    Poi c’è la fila delle sfigate come me che regolarmente dimenticano qualcosa a casa, a fine lezione sono deformate e si vestono direttamente sotto la doccia per filare via in fretta e inosservate… :-P

  12. Luisona Says:

    Quando ho visto la prima donna nuda in uno spogliatoio non ero ancora in età della pubertà.
    Ero ossessionata da quella miniatura della testa di Cocciante volgarmente esibita e pregavo che non succedesse anche a me.
    Oggi, rassegnata a questo triste destino, evito palestre e spogliatoi come la morte.

  13. Viscontessa Says:

    Io Giarina avevo sempre il ciclo:-)

    Slow, mi sa che caschi male visto che qui non ce n’è uno che mi abbia fornito un solo stimolo a continuare.
    Anche se una certa pur lontana attienenza esiste..

    LaDistratta quello anche io, doccia, cambio, asciugatura capelli, creme e a volte persino trucco, tutto in un quarto d’ora che non ho mai tempo di soffermarmi a lungo.

    Luisona ti capisco, ce ne una della prima fila, una ragazza giovane e scura di capelli che l’altro giorno mi sono resa conto che fissavo a bocca aperta. Ma dove la mette tutta quella roba nelle mutande?
    Una foresta, un groviglio di roba mai visto tanto che ho pensato che lì i miei parassiti si troverebbero davvero bene:-)

  14. BLEEK Says:

    Visto come gira ultimamente, se provo ad accennare al muscolo clitoide, minimo vengo linciato.
    Come sono meravigliosamente nonchè comicamente noir. ;-)

  15. sig.rail Says:

    Viscontessa, grazie per il Lei, ma non credo di meritarlo nè che si intoni con il colore della mia camicia di oggi…

  16. Amy Says:

    Ciao Vis….anni fa ti avevo scovato da qualke parte…poi PUFF sparita!Ed ora ti ritrovo per caso…Non sai quanto sono felice di leggerti.Mi allieti le giornate.
    Un bacio…anzi non un bacio è troppo personale.Un abbraccio.Un abbraccio mi piace!
    Amalia.

  17. BLEEK Says:

    Sig.Rail, se la tua camicia di oggi è come quella di ieri, non meriti neanche il tu…;-)

    BLEEK

  18. sig.rail Says:

    Le camicie sono camicie…

  19. Viscontessa Says:

    ciao Amy, allora piacere di tirovarti:-)

    Sig. Rail, o ti chiamo Rail o ti do del Lei (ma anche del tal altro). Con il sig. mi scatta in automatico il Lei, devo essere della vecchia generazione quella che da bambini salutava con un “arrivederci” uscendo dai negozi:-)

  20. BLEEK Says:

    Io saluto con un arrivederci uscendo dai negozi…sbaglio?
    Oh mio dio sbaglio?
    Vi prego, ditemi se sbaglio…
    Lo so..sbaglio
    Perchè, perchè perchè ….
    Perchè sbaglio sempre???

  21. Viscontessa Says:

    Perchè i bambini di oggi è grassa se dicono “ciaaaao”.

  22. sig.rail Says:

    Beh…Viscontessa…Rail mi ci chiamano tutti, ed è una cosa apprezzata. Se tu mi chiamassi solo sig. saprebbe tanto di singhiozzo e intristirebbe l’ambiente…per cui, se sei d’accordo, lo scarterei.
    Ci sono almeno altri due modi per chiamarmi: uno è usato da quelli che subito dopo vanno a sciorinare tutta una serie di aggettivi poco edificanti nei miei confronti (ogni tanto capita)…e quindi eviterei, l’altro modo lo usa solo chi mi ha conosciuto…ehm…meglio.

    Bleek….ma tu sei sempre stato un bambino ben educato.

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