La Dolce Parodi fa il volta Gabbana al femminismo.
Viscontessa, 5 Marzo 2007
Mentre io mi affidavo alle amorevoli cure dei miei stilisti virtuali preferiti, altrove altri due famosi stilisti si affidano per la loro campagna pubblicitaria alla fantasia onirica sessuale più diffusa tra le donne. Non si dovrebbe dire, non è politicamente corretto ma la differenza tra sogno e realtà è enorme e il sogno spesso non è altro che la rappresentazione più istintiva, rozza e brutale di un desiderio.
Così mentre agli uomini è ancora concesso affermare candidamente che il loro ideale di donna è una donna remissiva e accondiscendente pronta a soddisfare ogni loro bisogno ancor prima di ogni loro desiderio, alle donne non è più permesso rappresentare oniricamente il desiderio dell’uomo forte. Nessuna donna desidera davvero la violenza sessuale, e questo dovrebbe essere ovvio, ma sono (siamo) ancora in tante a ritenere che in nessun luogo come la camera da letto, vi sia la necessità di mantenere intatte le proprie peculiarità sessuali.
Nessuna donna lo dirà mai apertamente, non troverete autorevoli testimonianze femminili che sosterranno la tesi della virilità non solo sessuale, ma vi sarà facile captare nei discorsi tra donne, la noia e l’uggia procurata da fidanzati troppo premurosi e attenti o da partner poco intraprendenti e fantasiosi. In fondo il piacere femminile passa forzatamente da quello maschile e dal desiderio che il maschio prova per lei, mentre quello maschile può manifestarsi in maniera del tutto indipendente da quello della propria compagna e la prostituzione ne è la prova concreta.
Ciò detto quando ho sentito parlare della polemica che è sorta intorno al nuovo spot di Dolce e Gabbana, per un attimo mi sono illusa che qualcosa stesse davvero cambiando.
Già da tempo infatti osservavo passare in tv lo spot di una bionda colta nei frenetici momenti che dovrebbero precedere l’entrata in passerella di una modella. Qualcuno le sistema i capelli, altri si occupano del trucco e mani invisibili le calzano sandali dai tacchi vertiginosi fino a quando la bionda che non mi permetterei di definire anoressica ma che sicuramente non è una taglia 46 ma neanche una 44 ed escluderei persino una 42, viene catapultata tra i falsh dei fotografi.
Dolce and Gabbana è l’unica voce di sottofondo che accompagna lo spot .
Osservavo lo spot, dicevo, con quel filo di disgusto che sempre provo per la discordanza tipica dei nostri tempi, tra i fatti e le parole. I fatti sono che nello spot la donna trasmette un modello di donna finta, inarrivabile, tanto bella quanto vuota, mentre le parole ci raccontano di quanto sia immorale, corrotto e pericoloso il mondo della moda tanto da ritenere che sia necessario intervenire politicamente obbligando gli stilisti a far sfilare modelle più “umane”, più rotonde, più verosimili.
Dopo il trituramento quotidiano di palle sull’inquinamento delle nostre città a cui seguono almeno dieci spot pubblicitari di automobili, per un momento mi ero illusa che la lobby della moda fosse meno potente di quella automobilistica e che davvero qualcuno si fosse accorto di quanto possa essere pericoloso il messaggio trasmesso dallo spot di cui sopra.
Vuoi vedere, mi son detta, che tra i milioni di comitati e associazioni che nel nostro paese si occupano di indignarsi per l’ovvio ce n’è stata una che questa volta si è occupata davvero di denunciare quel genere di messaggi che favoriscono la sempre tardiva indignazione?
Quasi commossa da tanta solerzia, mi sono quindi documentata sull’ultima boutade dei due “ragazzacci della moda” la cui definizione “ragazzacci” è già di per se un’attenuante per le loro presunte colpe e ho capito che tanto per cambiare non avevo capito un bel niente.
Non è poi che abbia trovato gradevole o educativa la pubblicità incriminata ma l’indignazione suscitata dal messaggio tanto esplicito quanto volgare, mi è sembrata tanto inutile quanto la chiusura di un recinto una volta che i buoi sono scappati.
E’ vero, l’immagine della donna trattenuta a forza da un uomo mentre altri quattro guardano, è a dir poco sgradevole, ma quando si lasciano passare continuamente messaggi molto più subdoli e per questo molto più efficaci che trasmettono della donna l’immagine di un essere effimero come l’abito che indossa, è inutile indignarsi per l’uso che si invita a fare dell’effimero.
E poi, tanto per tornare al discorso dell’inizio post, la pubblicità non è indirizzata agli uomini ma alle donne a cui viene lasciato intendere che i due famosi stilisti sono talmente sensibili ai loro desideri, da comprenderne anche quelli più segreti e inammissibili.
La concomitanza della festa della donna e lo spot di Dolce e Gabbana, hanno quindi indotto il TG5 ad affidare una nuova inchiesta al nostro Tony Capuozzo che stasera nel settimanale Terra, affronterà proprio questo argomento. La dolce Cristina Parodi ce ne da notizia nel TG5 di stasera e con un sorriso sulle labbra passa al servizio successivo nel quale si racconta la bizzarra storia di tre ballerine russe di lap dance che promettono spettacoli gratuiti per un mese a chi gli riporterà il loro cagnolino smarrito.
Le conclusioni, in questo caso, mi rifiuto persino di tirarle.





5 Marzo 2007, 3:32
Purtroppo come anche in altri campi, le persone a cui è delegata la funzione di “indignarsi” sono sempre piu’ distaccate dal sentire del tessuto sociale.
In altre parole, vediamo tranquillamente scivolare via cose su cui dovremmo indignarci ed assistiamo per contro a tirate d’orecchie di cui non ci capacitiamo.
5 Marzo 2007, 14:06
Questo il commento (per altro degno di attenzione) di Luisona http://signorinamagda.splinder.com/ che ho erroneamente cancellato (questa cosa della moderazione anti spam la devo ancora capire)
Chiedo perdono:-)
“io vorrei evidenziare una pericolosa leggerezza nello spot Nesquik, rivolto ai bambini e a danno di bestiole indifese.
La bambina versa nella ciotola del latte al suo gattino il latte con la famigerata polvere al cacao e il micino diventa una tigre.
Peccato che il cioccolato per i gatti sia TOSSICO e che lo zucchero causi seri preblemi metabolici a lungo e breve termine! Ma come si fa a essere così superficiali?”
5 Marzo 2007, 16:33
Nesuna offesa, ti ringrazio per aver messo in evidenza il mio commento, ti giuro che per certe cose non riesco a dormire la notte e se solo fossi un pò più folle di quello che già sono e se non avessi paura dei violenti coppini da parte degli amati teen-agers, andrei strillando il mio messaggio sui mezzi pubblici affollati.
Dimenticavo comunque di farti i miei sinceri complimenti per il nuovo vestitino.
5 Marzo 2007, 17:46
lo spot vuole una reazione, se forte meglio ancora. parlarne o indignarsi per D&G è già un successo. non per noi.
5 Marzo 2007, 19:19
E come sempre riesci a scrivere cose nuove anche su temi sui quali si pensava che fosse già stato detto tutto. Brava, questo post mi è piaciuto molto. I miei due centesimi: io non riesco ad indignarmi per questa foto: non mi dice nulla, la trovo fredda, inespressiva, vuota, non mi trasmette alcun tipo di emozione. Credo che se non fosse stata fatta tutta questa caciara, manco mi sarei accorta della sua esistenza…
5 Marzo 2007, 23:09
Isa, è proprio questo il punto su certi argomenti si pensa che sia stato detto tutto quando non si è detto proprio niente perchè non si vuole dire niente.
Ian, come dice isa anche a me lo spot è parso freddo, privo di anima e incapace di trasmettere emozioni ma forse è proprio quello che doveva essere, solo la copertina patinata di un presunta leggerezza femminile.
Luisona grazie dei complimenti:-)….e quando vuoi urlare, fammi un urlo che vengo insieme a te. Tra l’altro mi hai appena fatto venire in mente che un’amica doveva inviarmi del materiale per pubblicizzare un’iniziativa molto interessante.
Io di solito non pubblicizzo niente ma questa era una cosa interessante, ora gli scrivo.
Bleek, io credo non in fondo non vi sia nessun interesse bel modificare alcune cose.