Lo scamiciato Amish
Viscontessa, 21 Febbraio 2007Ho comprato delle scaglie di cioccolato proveniente da agricoltura biologica, addolcito con lo zucchero di canna e arricchito con semi di canapa.
I semi di canapa mi si incastrano tra i denti e la cioccolata è troppo amara.
L’ho comprata domenica al tradizionale mercatino di Santo Spirito dove la terza domenica di ogni mese, si tiene il mercato dei prodotti naturali tra bancarelle variopinte di personaggi improbabili che vendono pane di farina integrale fatto in casa e scamiciate di lana tinte con colori naturali stile Amish..
E’ tutto molto allegro.
Tra il tanfo di formaggio caprino stagionato non voglio neanche sapere dove e l’odore naturale del sudore di deodoranti biologici, uomini e donne residuati bellici del sessantotto si offrono con un sorriso di aiutarti a scegliere tra guanti lillà di lana ruvida come carta a vetro e cornici in legno intagliato a mano e scartavetrate con i guanti lillà.
Incenso, oli essenziali, saponi al mirtillo coltivato con l’agricoltura biodinamica, miele, cani, ricottine del pastore, collanine, cappelli, cenci, uomini, donne, bambini e vecchi dischi in vinile, rendono l’atmosfera suggestiva, irreale, onirica, improbabile, ingenua e persino quasi verosimile.
Compro la cioccolata da un tizio e mi fermo alla bancarella degli scamiciati Amish chiedendomi che bel mondo sarebbe se tutti andassimo in giro peace and love con lo scamiciato celeste tenue e una coloratissima sciarpa a mo’ di turbante intorno alla testa. Le mani guantate di lillà con le dita inanellate d’argento scoperte e il volto rugoso orgoglioso di mostrare il tempo che passa almeno sulla pelle ma non nel cuore.
Peace and love, basta con le guerre e con i governi di sinistra che appoggiano le guerre, basta con questo stile di vita che ci costringe ad acquistare creme antirughe derivate dalla placenta di donne cinesi. O indiane.
Basta.
Mi figlia si avvicina agli scamiciati Amish e sorride, la signora premurosa e giovanile, le si avvicina e le presenta davanti uno dei suoi scamiciati.
Troppo lungo, le dice, ma tira fuori un metro dalla tasca dei pantaloni e prende le misure. Basta fare un orlo, che ci vuole a fare a un orlo? Un ago e un filo, non serve altro se non lo spirito entusiastico con cui si va riscoprendo il piacere di farsi in casa i vestiti, il pane, la cioccolata, le cornici per le fotografie e le ricottine fresche.
Lo faccio io, si propone la signora sorridendo mentre il suo sguardo trasuda quel briciolo di orgoglio di chi è convinto di aver capito dove sia il vero senso della vita. Mi guarda quasi materna ma quell’ingenuità, quella disponibilità, quel peace and love che si ostina ad ogni costo a mostrare come autentici e concreti sono solo il riflesso dei sogni dei bambini la cui purezza e ingenuità sono autentici solo senza consapevolezza.
Mi compatisce, glielo leggo nello sguardo, vorrebbe disapprovarmi e contestarmi e disprezzarmi ma peace and love e così si limita a compatirmi perché non so fare un orlo.
Guardo mia figlia, ci capiamo al volo, scuote leggermente la testa, io sorrido alla donna e mentre lei nelle sue granitiche certezze si aspetta che le dica “no grazie”, io le chiedo gentilmente se e quando tornerà al mercato e se posso sperare che per allora avrà confezionato altri scamiciati Amish per bambine e magari, chissà se posso osare tanto, se per l’occasione avrà anche dei deliziosi copri capo che si intonino agli abitini. Mi piacerebbe una bella cuffietta bianca ma non mi spingo a chiederle tanto.
Lei sorride, felice e vittoriosa convinta di avermi almeno in parte contagiata con il suo stile di vita e si affretta a rassicurarmi che tra tre settimane saranno scamiciati già primaverili pieni di colorati fiorellini stampati su cotone naturale.
E’ giunto il momento.
Affondo. Presa com’è dalla sua missione di proselitismo, non si era accorta che le tenevo uno stiletto appoggiato sulle costole fin da quel suo primo sguardo di compatimento.
Le chiedo quanto costano gli scamiciatini Amish.
Mi dice il prezzo l’ingenua, convinta da i suoi pregiudizi sul mio conto, che io sia asservita al Dio denaro.
Spalanco la bocca, cosa?
Il suo sorriso vacilla, ha percepito l’affondo, ripete il prezzo ma questa volta lo fa con un filo di voce.
Mi indigno, parla di eruo o di lire? Di euro, balbetta, di euro rispondo? Ma dove pensiamo di andare (sposto lo sguardo su un ipotetico pubblico mentre alzo leggermente il tono della voce) se per uno scamiciatino di lana grezza si chiede una cifra pari al costo di un anno di istruzione, vitto e alloggio di un bambino del terzo mondo!
L’ho colpita dritta al cuore, il suo sguardo si fa vacuo, mentre sfilo lentamente lo stiletto dal suo petto lei mi guarda interrogativa e con un filo di voce si giustifica “ma anche noi dobbiamo vivere….”.
La mossa è repentina, con un ultimo scatto sfilo lo stiletto “già, è una legge di mercato, è quello che dicono anche gli imprenditori quando spostano la loro produzione in Cina”.
La donna cade al suolo tramortita, io mi aggiusto il collo di pelliccia della giacca e me ne vado scuotendo il capo.
Spesso non mi piaccio affatto come non mi piace il collo di pelliccia della mia giacca, ma quelli che si piacciono mi piacciono ancora meno.





21 Febbraio 2007, 23:17
dovrebbero usare questo post per la pubblicità della mastercard più rara:
«stilettare un’amish non ha prezzo, per tutto il resto c’è bastardcard»
22 Febbraio 2007, 2:21
Dimmi Vis, e con gli ovetti Kinder imbottiti di tritolo come te la cavi?
Promemoria per me stesso:
Se passi da Firenze gira al largo dalle belle signore con il colletto di pelliccia.
BLEEK
22 Febbraio 2007, 8:37
Al mercatino in Santo spirito meglio comprare Formaggi,marmellate,saponette.
Ho l’indizzo di un formaggiaio che vende il pecorino in SS, annunziata.
E’ favoloso!!
Saluti
22 Febbraio 2007, 8:53
ahahahah!!!
a me quella stessa domenica, la stessa signora, mi ha venduto un paio di pantaloni e una camicia per il bambino. A sconto Viss, anche gli Amish fanno i saldi!
Ha provato anche con lo scamiciato e con un comodo gilet tinto pecora ma…le ho fatto capire che eravamo già andate oltre con quel suo:” i pantaloni sono un po’ grandi ma basta scucirli qui e tirare un po’ l’elastico”
Il mercatino bio della domenica serve a bilanciare i tacos surgelati del sabato
22 Febbraio 2007, 10:20
un augurio di serenità a te ed ai tuoi cari.
22 Febbraio 2007, 10:41
Annika, anche tu! si c’erano gli sconti ma gli abitini costavano ugualmente un’esagerazione e poi non dirmi che davvero….hai acquistato i pantaloncini in lana al ginocchio???? dimmi che è solo perchè era carnevale:-)
Ecomau, Piazza Santissima Annunziata? un altro mercatino bio? di solito la domenica mi faccio una passeggiata a piedi per il centro ma fino a lì non ci sono mai arrivata.
Bleek, purtroppo, con gli ovini Kinder,non ho ancora perduto il vizio di mangiarli non prima però di aver montato la sopresa:-)
Mauro, secondo me l’Amish de’ noarti accettava in pagamento anche carte di credito, assegni, cambiali e bonifici on line:-)
22 Febbraio 2007, 10:58
Chiariamo subito l’equivoco:
pantoloncini in lana, lunghi, per mio figlio che ha 3 anni!
22 Febbraio 2007, 11:06
Mi raccomando Annika, non tirare su un disadattato mandandolo all’asilo con quei pantaloni:-)
Mai stata nel negozio di Via dello Sprone che vendeva a prezzi esorbitanti solo capi in tessuti naturali?
22 Febbraio 2007, 12:21
Temo di aver fatto di peggio: gli ho messo nel panierino una fetta di pane biologico alle olive invece che kinder pinguì
E’ terribile, lo so, giuro che a 16 anni gli compro il motorino che vuole! Dici che basta?
Mai stata al negozio di via dello Sprone…ha chiuso?
22 Febbraio 2007, 15:19
ma è perchè biologico, naturale, lana e carta vetro, semi, farine macinate nella pietra sono tutte cose diventate terribilmente trendy. Più che le borse di Gucci abbinate ai sandali estivi. Io continuo a preferire Gucci.
22 Febbraio 2007, 19:05
Non mi piacciono per nulla le pellicce ma mi piaci molto tu nelle vesti di fustigatrice di insopportabili ecotendenze politically correct che ci ammorbano.
22 Febbraio 2007, 20:48
Annika, subito il motorino appena possibile ma elettrico che così si resta sempre nel mezzo:-)
Nao, le Gucci proprio non mi piacciono molto, anzi ad essere sincera non mi piace Gucci come stilista che mi sa di vecchio o di copiato. Però sono disponibilissima ad altri compromessi, stivale con sacca in stoffa a tracolla, come la vedi?
Blimunda esatto:-)
22 Febbraio 2007, 23:16
Anni fa andai con un amico un po’ “oscuro” a fare un giro in una delle misteriose comuni degli indiani in appennino. Per chiarire a chi non li conosce, sono quei gruppi sparuti che hanno occupato vecchie strutture abbandonate in montagna e vivono lì, in apparente totale armonia della natura “P&L, pissenlov”.

A parte il degrado igienico alle soglie del medioevo (uno poi è libero di far quel che vuole, sebbene la rogna sui bambini sia fastidiosa da osservare), la cosa che più mi ha fatto incazzare come una biscia è che si autofinanziano coltivando stupefacenti, ma anche e soprattutto facendo commercio degli stessi di sintesi chimica. Ora, uno può anche tentare di spacciarmi la sua ideologia di rifiuto e ribellione per la società contemporanea e per tutte le sue dimamiche definite abiette, ma se per mantenersi (tra le zecche e senza luce) spaccia ben altro, in perfetta linea con le più bieche leggi di mercato… beh, la catena da tanto che mi scende in fretta mi si frantuma!
Viss, la prossima volta affonda ancor di più senza pietà alcuna!
23 Febbraio 2007, 9:12
Viss, sai perchè Gucci?sabato mattina ero in aeroporto e nei vari negozi duty free (free, tanto per) c’era questa meravigliosa borsa di stoffa, fiori stampati, colori estivissimi, e sandali identici. Non sono una cultrice del genere, soprattutto per quanto riguarda i fiori, ma…non so come l’immagine delle due cose mi è entrata in testa e non riesco a togliermela. Stivali e sacca di stoffa a tracolla decisamente sì. Un bacio. Nam
23 Febbraio 2007, 15:12
perché nn ti piacciono quelli che si piacciono?
23 Febbraio 2007, 17:55
Dipende da quanto si piacciono. Se si piacciono poco, pace, ma se si piacciono troppo non piacciono neanche a me.
24 Febbraio 2007, 0:29
Theobserver, direi che la risposta di Lesorja è sintetica ma perfetta.
Qualche dubbio, almeno di tanto in tanto, è bene farselo venire:-)
Nao ti hanno fregata coni fiori:-) questo inverno che non è inverno e non è primavera già semina voglia di germogliare in giro e niente come i fiori possono essere letali per questo tipo di voglie:-)
Silvia, il lato che più mi disturba del tuo racconto, non è neanche tanto la coltivazione e lo spaccio di droghe da parte di una comunità che magari non crede alla pericolosità delle droghe. In fondo se nella vita non devi fare un cazzo dalla mattina alla sera, neanche lavarti, puoi anche permetterti di startene in palla tutta la giornata.
Ma i bambini, ecco….sarà che ci facciamo tanti scrupoli sul come crescerli che pensare che c’è chi non se ne fa neanche su come mantenerli almeno sani mi disturba davvero.
Che i figli si crescano secondo in principi nei quali crediamo ni è ovvio ma il dubbio, quel piacersi troppo di cui parlavo prima che non ti porta mai a chiederti se ciò che sia giusto per te lo sia anche per loro, mi disturba proprio.
24 Febbraio 2007, 11:53
è la presunzione dell’integralismo;di qualsiasi ideale si tratti.
la mancanza del dubbio è veramente criminale
24 Febbraio 2007, 15:08
fantastico.
25 Febbraio 2007, 22:58
Esatto Minerva, l’integralismo è il vero e unico pericolo da qualsiasi parte stia.
Il fatto è che è facile giudicare gli integralisti cattivi, ma spesso ci si dimentica che anche quelli buoni possono essere altrettando pericolosi.
26 Febbraio 2007, 12:28
Viss, mi dispiace non essere stata chiara, il mio era un inciso apparentemente cinico di qualcosa visto molti anni fa che mi diede un senso di attonita impotenza di fronte ad una situazione del genere. Per me è inamissibile che un genitore imponga ad un figlio una condizione di vita che limiti o addirittura impedisca la fruibilità di cure mediche. Dal mio punto di vista è anche intollerabile limitare ad un figlio l’accesso alla cultura perché prima di tutto deve crescere con il massimo delle opportunità possibili, poi quando sarà abbastanza consapevole potrà scegliere con i mezzi della conoscenza per la sua vita e rifiutare alcuni o tutti gli aspetti della società a cui appartiene; ma qui i confini diventano nebulosi tra ciò che ognuno di noi ritiene giusto o sbagliato.
Silvia
26 Febbraio 2007, 21:29
No, no silvia sei stata chirissima e io sono d’accordo con te:-)
Forse a non essere stata chiara sono stata io:-))
26 Febbraio 2007, 23:56
Viss cara! Scusami, tanto sai, ma sono alcune settimane che mi sembra di esprimermi come mio solito ma mi fraintendono quasi tutti e avevo temuto l’ennesima “debacle”… vivo una specie di realtà parallela e non voluta di incomunicabilità; eppure non mi sembra di essere più carogna del solito, anzi, ho quasi l’aureola.

Per fortuna esistono le Donne
27 Febbraio 2007, 11:58
ma no, carissime,
facciamo che nessuna delle due ha capito una cippa e non se ne parli più.
:)))