Caro Blog

Viscontessa, 7 Febbraio 2007

Oggi ho accarezzato un’ara e ti ho pensato.
Ti avevo già pensato di sfuggita un momento prima di fronte ad una coppia di coloratissimi “conuri del sole” e forse sull’onda dell’entusiasmo per la vivacità dei colori del piumaggio di quei pappagalli, avevo pensato che non vedevo l’ora di tornare a casa per parlarti di loro.
Mettevano allegria solo a guardarli ma quando mi sono girata e ho visto l’ara che mi porgeva la testa perché lo accarezzassi, mi sono nuovamente dimenticata di te inchinandomi di fronte alla maestosità e alle dimensioni del becco di quel pappagallo.
L’ho guardato intimorita, anche lui mi ha osservato per un attimo poi mentre con movimenti molto lenti mi avvicinavo a lui, lui ha abbassato il capo invitandomi ad accarezzarlo.
E lì mi sei tornato in mente tu. Con la mano aperta accarezzavo la testa di quel magnifico animale e con l’altra cercavo di spiegarti perché tra noi è finita.
Te lo spiegavo con una mano immobile, con un braccio che ricadeva inanimato lungo il corpo, capisci? Tu sei lo specchio delle mie sensazioni e delle mie emozioni ma non sei in grado di offrirmene neanche una, non sai suscitarle, non puoi abbassare il capo in cerca di una carezza e non puoi neanche suggerirmi dove cercarle.

Adesso so già anche cosa vuoi dirmi, ormai ti conosco troppo bene per non prevedere le tue intenzioni, ma gli altri, coloro che passano a trovarci e a lasciarci un saluto, i lettori silenziosi e anche quelli che hanno espresso la loro opinione che io ho ignorato (eppure ogni intervento l’ho riletto più volte scoprendo in ognuno di essi delle verità che ignoravo) non c’entrano niente con noi. Adesso, ora, in questo momento, siamo solo io e te, l’una di fronte all’altro ed è tra noi due che dobbiamo vedercela.
E non basta il tuo post di ieri nel quale come al solito ti pieghi alle mie volontà a spiegare questa rottura, non sono disposta ancora una volta ad accollarmi tutte le colpe solo perché ho scelto la libertà, solo perché tu te ne resti lì con la tua pagina bianca ad aspettare che io ti imbratti con le mie parole.
Non è così, non funziona così, ci sono dei momenti nella vita in cui è necessario prendere una posizione e tu non lo hai ancora fatto limitandoti ad adottare un composto vittimismo che mi indispone più di qualsiasi altra cosa.
Vedi? Mi sei mancato e mi manchi, ti penso e vorrei ancora condividere con te tante cose ma poi mentre cerco di trovare nuovamente quell’affiatamento che c’era un tempo, mi innervosisco e avrei voglia di dirti che tu non sai, non hai mai capito e non capirai mai cosa significa accarezzare un’ara……

Ecco, adesso sono stanca, stanca perché so che la tua incapacità di apprezzare le sensazioni che ti procura accarezzare un’ara, dipende da me, dalla mia incapacità di trasmetterti come vorrei ciò che io provo, dall’impossibilità di usare le parole come vorrei, di comunicare con te con un linguaggio adatto a te.
Stanca perché non è colpa tua, perché tu non puoi aiutarmi, perché so che sono io che devo trovare un soluzione, stanca perché anche questa lettera è vuota, triste, banale e mediocre.

Vado a mangiarmi un Bacio Perugina forse lì troverò qualcosa che valga la pena di essere di letto.

 

p.s e non chiamarmi più viss, non lo sopporto più, ti ricordo che ho un nome che proprio perchè non ho scelto personalmente, è il più adatto ad identificarmi in questo momento di transizione.
Transito, sto transitando, non so dove e non so se questa sia una strada a transito chiuso, limitato, pedonale o schizzofrenico, ma comunque io adesso transito e ti pregherei di volerlo rammentare.







9 commenti a “Caro Blog”

  1. mariodesantiss Says:

    e io che lo leggevo all’alba..

    PS su Vanity Fair Daria Bignardi scrive una lettera pubblica simil-veronica per dire che ormai tra lei e il marito c’è un altro “lui”….e questo lui è’ il blog ( il famoso Witt.).

    E’ strano, anche il tuo blog è un “lui”. Non so se è il tuo secondo lui che ha messo in crisi la tua coppia. Certo, hai fatto caso come “lui” (il blog) ti risponda con una lettera tipicamente maschile (da maschio medio di questi tempi) e tu lo voglia comunque mollare con parole tipiche di una donna di questi tempi?

    Ecco, a rispondere a questo domande, a dire com’è che il blog è uomo e la scrittura donna, un tempo c’era Viss.

    Che Viss felice e contenta fino a che un Giorn andò in Criss…..

  2. Viscontessa Says:

    Si Mario, tra te e il tuo blog è sempre un rapporto di coppia e nel caso specifico essendo io donna, ho ipotizzato che lui fosse un uomo e ho attribuito alle parti le caratteristiche tipiche dei due sessi nella nostra società. Le donne sempre iper attive, stanche e nonostante tutto con la testa piena di sogni, gli uomini più pragmatici, spesso spiazzati dall’insoddisfazione delle loro compagne e disponibili a comprendere ciò che in realtà non comprendono.

    Non ne usciamo bene nessuno dei due perché il dialogo spesso si basa su linguaggi diversi che non comunicano tra loro ma comunicano solo a se stessi, ognuno con la voglia più che di comprendere di spiegare le proprie ragioni.

    La mia vita reale nel mio caso non c’entra niente se non nella misura in cui comincio a risentire di un po’ di stanchezza accumulata in questi ultimi mesi (come più volte ho accennato ho dato una “rassettata” anche a quella).

    No il problema è un altro e tramite questa corrispondenza surreale e le vostre risposte sto cercando di metterlo a fuoco e ad oggi potrei dirti che sto riversando sul blog quella leggera inquietudine femminile di cui accennavo prima mettendo così al riparo la mia vita reale a scapito di quella virtuale.

    Se mi è ancora concesso un paragone ti direi che ho scoperto “l’amore” circa sei anni fa quando per la prima volta ho scritto qualcosa su un forum e sono rimasta legata per diversi anni a quel forum fino a quando mi sono resa conto che non poteva offrirmi più niente di nuovo così l’ho lasciato e sono rimasta single per un po’ di tempo. Poi qualche avventura più o meno soddisfacente e infine un paio di anni fa questo blog con cui ho creato un buon rapporto che però adesso va deteriorandosi.

    Ora, arrivata a questo punto, devo capire se posso ancora salvare il nostro rapporto, se tra me e lui ci sono ancora spazi per affrontare un futuro insieme e se il futuro che ci attende possa ancora essere soddisfacente o invece si rischi solo di trascinarsi per forza di inerzia.

  3. utente anonimo Says:

    cara viss

    non so perchè vuoi fare delle scelte definitive. Non sarò certo io a giudicarti perchè di scelte nette ne ho fatte parecchie. Ma in questo caso non capisco il perchè. La cosa mi fa ricordare un periodo della mia vita molto particolare, periodo in cui ho fatto tanti sacrifici e rielaborato momenti passati. Finito tale periodo non volevo neanche più ricordare la casa dove ho vissuto. Un mio amico, vedendo il mio atteggiamento mi ha detto: ” sì ma quante cose sono maturate dentro di te in quel periodo!” e ho capito che era un periodo che era sì finito, ma che mi aveva portato tanti benefici. Non so quello che è giusto per te. Mi sono solo sentita di condividere questa esperienza chiedendomi se sono fuori tema.

    Un saluto!

    Clear

  4. Viscontessa Says:

    No Clear sei assolutamente in tema e tra l’altro tocchi un tema (quello della casa) a me molto caro:-)

    Mi chiedo solo una cosa, tra la rielaborazione e la consapevolezza, quanto tempo è passato?

  5. Minervaa Says:

    caro pierblog, ci vuole pazienza

  6. clearbook Says:

    Ben quattro anni, ma devo dire che avevo ripreso gli studi avendo più di trent’anni ed è per questo che la rielaborazione è stata lenta, ma era presente e quotidiana.Ora sono grata a quel periodo e ripenso alla casa quasi con nostalgia. Vedi, è cambiata la prospettiva attraverso la quale guardo gli eventi della mia vita.

    Clear

  7. utente anonimo Says:

    Cara Gio..spero tu mi consenta di chiamarti cosi’…

    tu non stai affatto abbandonando il tuo blog.

    Semplicement lo stai usando in maniera diversa, forse anche piu’ intelligente. Intelligente come la persona che ho imparato a conoscere.

    Ti stai rinnovando…

    BLEEK

  8. giarina Says:

    e io che lì per lì ti vedevo accarezzare un altare e ti credevo in crisi mistica.

    ara=pappagallo.

    son momenti giovis. come nei matrimoni. si invecchia assieme. si guardan le foto dei bimbi quand’erano piccoli…si prenotano gli avelli o si va alla domenica a spolverare la tomba di famiglia…e via andare.

    e poi non per esser prosaica, ma tu e il tuo blog siete in comunione dei beni?

    un bacione

  9. Viscontessa Says:

    Giarina cara, non per essere prosaica, ma io e il mio blog siamo solo conviventi anche se leggo adesso che ora che ha paura che lo abbandoni, lui intende inviarmi una raccomandata per regolarizzare la nostra posizione.

    Che poi, come puoi vedere dalla scritta in fondo, il blog non è più neanche tutto mio, io ne ho solo l’usufrutto ma la nuda proprietà l’ho ceduta a Isadora che lo “modified”.

    Comunque per la crisi mistica che mi vedrà andarmene in giro ad accarezzare altari temo che tu debba aspettare oltre alla mia evidente schizofrenia anche uno stadio piuttosto avanzato dell’Alzheimer:-)

    Bleek, ma sai che non lo neanche io cosa voglio fare? però leggo i vostri commenti e li trasformo in suggerimenti….se il blog non mi abbadnona prima lui per le palle che gli sto facendo!

    Clear, quattro anni mi sembrano un tempo ragionevole, fin troppo ragionevole per me che forzo sempre i tempi delle mie guarigioni e ancora convalescente pretendo di tornare in pista a ballare la samba.

    Dovrei sempre prenderla con più calma o con una calma diversa, forse invece della samba dovrei dedicarmi allo yoga.

    Quando ho finito di litigare con il mio blog devo riflettere su questa necessità.

    Minerva, il tuo inarrivabile cinismo mi affascina:-) come si fa a rimanere seri leggendoti.

    Fanculo:-)

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