Io e il mio blog non siamo più una coppia affiatata come un tempo

Viscontessa, 6 Febbraio 2007

Sono esattamente quattro giorni che vado a letto tardissimo nel tentativo di scrivere qualcosa.

Sono quattro giorni che ci penso, quattro giorni che scrivo, quattro giorni che cancello tutto e quattro giorni che vado a letto tardi con la speranza che il giorno dopo sarà migliore.

Sono quattro giorni insomma che cerco le parole adatte per spiegare che non ho più alcuna voglia di scrivere e quattro giorni in cui penso a quanto questo in fondo mi dispiaccia.

E’ successo all’improvviso, all’improvviso, dopo mesi di tentennamenti, mi sono semplicemente resa conto che avevo chiuso tutti i conti con il passato, che non avevo più alcuna ambizione per il futuro e questo presente, nudo e crudo così come mi si presenta ogni mattina, non ha niente che meriti di essere rielaborato e descritto.

Tanto per cominciare, e anche questo è un sintomo di cui soffrivo già da qualche tempo, non ho più alcun interesse per il genere umano se non nella sua forma più carnale che espressa in parole potrebbe essere tradotta con “cazzo quanto è brutto quello” o cose del genere.

Non ho amici ma non ho neanche nemici mentre coltivo con un crescente e rinnovato interesse, i rapporti superficiali ed occasionali ai quali la vita di tutti i giorni mi costringe.

E in questa nuovo coltivazione dei rapporti superficiali, sono anche e inaspettatamente piuttosto brava tanto che mi trovo ad essere molto più affabile e disponibile di quanto non sia mai stata in vita mia. In fondo quando si mantiene un certo distacco è molto più semplice assolvere meglio il proprio compito.

In secondo luogo poi, e anche di questo dovevo prenderne atto, dopo la morte del mio cane anche il regno animale non mi suscita più quei sentimenti di struggente tenerezza che da sempre mi avevano accompagnato osservando gli animali. Li osservo ancora e ancora mi prendo cura di loro ma con la morte di Otto si è spezzato l’incantesimo del primo amore e tutti gli amori successivi, per quanto appaganti, maturi e saggi, non saranno mai così viscerali come quello che ho provato per il mio cane.

Infine sto alimentando una sempre crescente intolleranza per i fiumi di parole inutili che si sprecano ovunque. Il mondo, arrivata ad oggi, ho deciso che si divide in due categorie che non comunicano tra loro e che tra loro non sono legate da niente se non dal filo dell’ipocrisia che conduce i primi (quelli che possono) a sprecare miliardi di parole nel tentativo di convincerci pubblicamente di appartenere a quelli della seconda categoria ovvero quelli che non possono.

Di questo argomento, per esempio, avrei da scrivere per giornate intere ma si è talmente radicata in me la convinzione che appunto le parole non servano a niente, che non sprecherò neanche una parola in più nel tentativo di contagiarvi con la mia indignazione.

Anzi, ora me ne vado a letto perchè dormire fa bene alla pelle e la pelle è l’organo più superficiale ed esteso dell’essere umano e questo voglio occuparmi d’ora in avanti.

p.s prima di andare a letto devo in tutti i modi dire questa cosa perchè se non la dico non riesco a ritrovare quel briciolo di serenità che mi necessita per dormire bene.

Questo blog non ha più alcun senso, non mi serve più per mettere ordine nella mia vita, non mi serve per fare nuove amicizie, non mi serve per il mio lavoro nè per offrirmi la possibilità di frequentare ambienti nuovi, diversi o stimolanti e non mi serve più neanche per sorridere. Non voglio dire che lo chiuderò perchè nella mia vita non ho mai avuto il coraggio di chiudere niente però…..ecco, tra noi è finita. E’ stato bello finchè è durata, con te sono stata bene e anche adesso non dico che stare insieme a te non sia piacevole però….insomma…..spero che rimarremo amici e come si fa con gli amici mi farò viva quando avrò bisogno di te….magari anche domani o tra un mese o non so….ti va? (si che ti va! sei solo uno stupido blog per cui non hai alcun diritto di replica!)







11 commenti a “Io e il mio blog non siamo più una coppia affiatata come un tempo”

  1. Pralina Says:

    Carissima Viss, porca miseria, mi dispiace che la tua intervista a Novaradio ti abbia provocato questa crisi… (scherzo, lo so che non è così). Sto leggendo il tuo libretto, lo voglio gustare pagina per pagina, soffermandomi su ogni pensiero. Che altro dirti. Che sei una bastarda (meticcia) come me. Ieri sera ti pensavo e ti ho pensato tutta la sera, manco fossi il mio amore.

    Se ti dico che ti capisco, passo per ipocrita. Se ti dico che non ti capisco, passo per inutile. se ti dico che il blog può essere utile come tutto il resto, passo per ruffiana di Splinder che è la cosa peggiore che mi possano dire. Posso non scriverti nulla, è questa la mia opzione. Ma la verità è che pur non capendoti, ti apprezzo e ti stimo senza essere ipocrita.

    Per ognuno di noi il blog è qualcosa di diverso, di “completamente diverso” per citare i Monty Python. Ho conosciuto una che se non avesse aperto il blog, a gennaio dello scorso anno, si sarebbe suicidata (era già dimagrita venti chili perché non mangiava più) ed ora anche se è sempre infelice, ha un sacco di amici (reali) e quantomeno riesce a sognare qualcosa. Attualmente, fra i miei migliori amici, dico amici in carne e ossa, ci siete voi, con uno ci ho anche fatto l’amore perché io sono fatta così (sono una che come il maiale, non si butta via nulla).

    Ti abbraccio forte forte.

  2. bobregular Says:

    basta un poco rallentare - non sentire la quotidianità come obbligo - e la voglia ti tornerà. un sorriso.

  3. Pralina Says:

    Quoto il commento di bobregular… non sentire la quotidianità come obbligo… :)

  4. clearbook Says:

    Peccato, trovavo molte risposte nelle cose che scrivevi!

  5. Dovesei Says:

    Tutti i bloggers si disamorano del proprio blog, a un certo punto del percorso.

    Succede quando si è scritto troppo scoprendosi troppo, o quando qualcosa nella vita reale ti addolora al punto che il blog non riesce più ad essere la panacea.

    Succede come ben hai illustrato col titolo del post, con l’innegabile vantaggio che un blog resta ad aspettarti.

  6. Luisona Says:

    Anche tu sei quindi un’inconclusa. Anna Frank (ma esiste davvero?) ha continuato a scrivere fino all’ultimo giorno, questa sera mi verrà in mente una serie infinita di individui che hanno sempre concluso ciò che avevano iniziato solo ad un passo dalla sepoltura. Anche io sono una inconcludente cronica, mi fa piacere che una persona come te, che stava ormai diventando per me un esempio di detestabile costanza, abbia iniziato a vacillare. Grazie per la tua umanità e soprattutto per il tuo stile.

  7. mariodesantiss Says:

    Viss

    in qualunque genere di scrittura - e per esteso di espressione di sé - arriva la crisi. E arrivano i post meta-critici, cioè “post che parlano di quanto è difficile fare post”. chi scrive, parte scrivendo per sé, ma al tempo stesso sa-e-non-sa che scrive anche “per” altri. Quando poi gli altri si materializzano in forma di lettori, sistema di pubblicazione, arriva la stanchezza. Ti vedi riflessa negli altri. E poi non abbiamo precedenti per capire cosa siamo: non è un diario perchè lo vedono tutti, non è un giornale perchè non al massimo fai il giornalista di te stesso - o l’opinionista da divano, però fuori dalla nostizia - e non è un romanzo. Semmai sono raccolte di racconti, ma sappiamo che solo quando sei su carta e in libreria ti danno la patente di scrittore - e qui certo il dibattito è aperto, vedi il tuo e gli altri libri di Scrittomisto o l’ultima antologia “io sono qui” di minimum fax.

    Tutto questo a patto che il tuo non sia un post di estrema ironia, talemnte estrema da aver cancellato tutte le tracce di ironia ( ma lo faccio rileggere a Grissom e poi ti dico).

    Insomma se volevi smettere smettevi senza dircelo. Se ce lo dici, non smetti - e io sono contento -…come dicono quelli che hanno un vizio? “smetto quando voglio”.

  8. utente anonimo Says:

    Grazie Mario, mi hai fatto pensare.

    Viss, ci sentiamo per mail.

    BLEEK

  9. UnaVolpe Says:

    Se una cosa e’ viva allora vuol dire che puo’ finire, morire.

    Pronosticare la sua morte e’ una dichiarazione di vitalita’.

    Un apparente paradosso.

    Nulla di scandaloso.

    Potremmo comunque prendere un atteggiamento cattolico: quando il blog morira’ vivra’ in un aldila’.

    una atteggiamento laico: il blog morira’ e tutto sara’ finito.

    un atteggiamento indu’: il blog morira’ e si trasformera’ in altro, se sei stato buono in un bel racconto pubblicato Adelphi, se sei stato cattivo non so…. qualche proposta?

    Baci

  10. feng Says:

    ma cosa dirti, che sono all’inizio del mio blog è già non so cosa scrivervi? Il mio ostacolo sta nel fatto di non voler parlare troppo di me e per nulla degli altri, della società, del mondo.

    Il tuo, forse è vero ciò che è stato già detto, sta nel fatto di aver già parlato troppo di sè??

    Potrei dirti che è un atto di egoismo viste le tante persone che si affacciano quotidianamente sul tuo blog al primo click della giornata…ma ti capisco. e penso che è un periodo e che passerà.

    Coraggio!

  11. utente anonimo Says:

    …Anna Frank non ha scritto fino all’ultimo giorno…

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