Brava Veronica
Viscontessa, 1 Febbraio 2007Pensavo oggi a quanto possa essere deprimente essere la compagna di un uomo pubblico. Nonostante il gran parlare che si fa di unioni civili, di riconoscimento delle coppie di fatto siano esse etero che gay, di famiglie allargate, e di scelte di vita da single, la famiglia classica rappresenta tuttora per molti una sicurezza di solidità irrinunciabile e affacciarsi alla vita politica privi della carta vincente di questa scelta di vita, può essere davvero penalizzante per chi nutrisse ambizioni di carriera..
Non ha importanza quali che siano i rapporti all’interno della famiglia che si sbatte in prima pagina, l’importante è che chi ci deve rappresentare, viva apparentemente nel mondo delle fiabe dove l’amore tra coniugi, l’armonia tra genitori e figli, la solidarietà e il dialogo tra membri, non siano mai messi in discussione.
Per questo forse, mentre da un lato non si fa che parlare della necessità di denunciare pubblicamente i disagi che si vivono all’interno delle famiglie, dall’altra si trova il modo per manifestare il proprio disagio di fronte alle pubbliche esternazioni di una moglie delusa.
Si è fatta dietrologia circa le intenzioni della signora Berlusconi, se ne è strumentalizzato il motivo, mortificato il contenuto, stravolto il senso e disapprovato la sfacciataggine strumentalizzando a nostra volta il suo gesto, per riempire giornali, telegiornali, trasmissione televisive e blog.
Che la famiglia felice non esistesse, era ormai cosa talmente evidente da non fare neanche notizia, ma la discrezione con cui la signora Lario aveva affrontato una situazione che avrebbe indotto molte di noi ad urlare ai quattro venti la propria frustrazione, non meritava alcuna attenzione perché quali siano state le sue scelte di vita, lei rappresenterà per sempre la bella attricetta che ha sposato l’uomo ricco e potente e per questo priva sia di personalità che di autorevolezza.
Resta il fatto che non so e francamente per ora neanche mi interessa sapere se dietro alla lettera di Veronica Lario si nascondano motivazioni molti più grette e meschine di quelle dettate dall’indignazione che traspare dalla sua lettera, ma so che da parte mia merita tutto il rispetto dovuto a chi pur sapendo di infilarsi in un bailame di polemiche, ha voluto mettere in piazza non tanto le sue piccole beghe familiari, ma il proprio rammarico per certe forme di galanteria del consorte che pubblicamente offendono la sua e la nostra dignità di donna.
Si può convivere con mille compromessi ma riconoscerli e denunciarli è l’unico modo perché questi siano compromessi che non ledano mai la dignità dei suoi membri.





1 Febbraio 2007, 19:53
Penso che di fronte ad una vicenda accaduta in pubblico, la signora Lario abbia dovuto/voluto denunciare il comportamento del marito necessariamente pubblicamente, anche per precedere i soliti ed inutili pettegolezzi che ne sarebbero derivati e pubblicati.
Non so sia stata coraggoiosa o furba, comunque è stato notevole difendere la dignità delle donne tutte, anche se personalemente non ho bisogno che la signora Lario mi difenda.
Domani quando tornerà mio marito magari cerco di organizzare una sfuriata e la pubblico sul mio blog (io nel mio piccolo) così ci facciamo due risate….
1 Febbraio 2007, 23:17
Viss
mi rincuora la tua opinione. Essermi trovato a cercare di convincere diverse donne - specie giovani… - che quella di Veronica era una scelta e una presa di posizione per le donne attraverso una vicenda privata, è statao un po’ deludente e al tempo stesso dice il perchè Veronica abbia ragione a richiamare un uomo-simbolo per questo paese alle sue responsabilità di modello. E poi è piena la storia di gesti personali che diventano storici o politici. Giustamente Merlo su Repubblica ha richiamato - a proposito di epistolario persoanle e politico - le “lettere luterane” di pasoliniana memoria (con le dovute differenze, per carità).
2 Febbraio 2007, 0:10
Mario è deprimente e deludente constatare quante donne abbiano condannato il gesto di Veronica e quanta sia la strada ancora da percorrere perchè l’emancipazione femminile non sia solo un argomento di cui riempirsi la bocca ma un progetto comune di rispetto e libertà.
Veronica Lario è bella, molto bella, è ricca e di una modestia incomprensibile per molte donne che tutto sommato non riescono ad apprezzare le donne ma si ostinano a cercare di assomigliare sempre più agli uomini in nome di quella emancipazione che non sanno neanche cosa sia.
Tutte pronte a condannare il silenzio e l’omertà che all’interno delle famiglie favorisce le forme più o meno gravi di violenza, ma il gesto di una donna che pubblicamente denuncia la mancanza di rispetto che si nasconde dietro a certi atteggiamenti da cascamorto del marito, si parla subito di panni sporchi da lavare in famiglia.
Eppure nella lettera di Veronica, oltre alla prevedibile amarezza provata come donna umiliata da un simile atteggiamento, si legge a chiare lettere la ben più forte intenzione di condannare questo genere di atteggiamento.
I panni sporchi, non sapendone niente della loro vita privata, direi che la signora Lario se li lava in famiglia da anni e la sua non era certo la lettera carica di vittimismo di una moglie tradita.
Ma la signora Lario non ha mai approfittato della sua posizione o della sua bellezza per mettersi in luce e nel nostro paese, la modestia e la discrezione, sono valutati con sospetto e circospezione.
Soprattutto dalle donne, soprattutto da quelle più giovani convinte che tutto sommato ottenere rispetto dipenda solo dalle capacità individuali di ciascuna donna e non dalle conseguenze di secoli di storia nei quali le donne godevano degli stessi diritti degli animali.
Io a dire il vero sarei anche un po’ stanca di queste giovani rampanti pronte a bollare come vittimismo le rivendicazioni femminili anche perchè normalmente sono poi proprio queste le prime a capitolare di fronte al primo paio di pantaloni che gli mostra un po’ di interesse.
2 Febbraio 2007, 1:16
Brava Viss, mi è piaciuto il post e anche il tuo commento, non scorgo alcun vittimismo nella lettera della Lario, mi sembra molto chiara, molto bella e precisa… molto importanti le tue considerazioni sulla differenza della donna rispetto all’uomo, che condivido… soltanto mi chiedo perché Verorica non l’ha fatto prima, ad esempio quando Berlusca ha fatto delle avances a una premier finlandese ed episodi del genere, visto che la storia dell’era berlusconiana è stata costellata da avances di galera simili… Berlusconi, lo sappiamo, è sempre stato machista e irrispettoso delle donne, non basta, ma ha contribuito a farci fare delle pessime figure non solo come donne, ma come italiani tutti.
Nella lettera di Veronica mi sembra di cogliere una irrimediabile stanchezza (è arrivata alla frutta, non ne pole più di quest’omo) di anni e anni di sopportazione… certo che se l’avesse fatto prima, e non dopo che è stato sconfitto, sarebbe stato un colpo ancora più duro per suo marito.
Buonanotte carissima!!!!
2 Febbraio 2007, 8:47
mah.
2 Febbraio 2007, 8:57
mi è partito l’invio.
vedi viss, io penso che il privato, soprattutto quello vero, e questo ho molti dubbi che lo sia, debba rimaner tale, che si tratti di re regina presidente o giornalaia.
2 Febbraio 2007, 10:09
Pralina, tu pensa alla strumentalizzazione politica che si sarebbe fatto di una simile lettera se Veronica l’avesse scritta quando il marito era presidente del consiglio e ancor più se l’avesse scritta riferendosi al comportamento scorretto del consorte in occasioni politiche ufficiali.
La lettera probabilmente era pronta da tempo ma proprio nel tentativo di evitare il più possibile una strumentalizzazione politica della medesima, è stata pubblicata adesso e facendo riferimento ad un episodio che non aveva niente a che fare con la politica. La consegna dei Telegatti.
Giarina hai ragione, ma Veronica non parla della sua vita privata né del suo rapporto con il marito, si limita ad accennare in maniera piuttosto superficiale alle difficoltà che quasi sempre comporta un matrimonio. Non so… ma quello che ho letto io nelle sue parole non è un attacco al marito ma all’uomo e al suo sgradevole atteggiamento e lei non è la moglie, ma solo la rappresentante femminile delle donne vittime spesso di questa stucchevole galanteria.
Io comunque sul mio articolo di oggi su Il Firenze ho chiesto le pubbliche scuse a mio marito che mortifica la mia dignità di donna perchè non butta mai via la nettezza!
2 Febbraio 2007, 11:20
ho inteso la lettera proprio in questo modo.apprezzabile anche il passaggio sui figli e in particolare l’esempio con le figlie femmine e la dignità di donna-madre che non vuole essere “la metà di niente”.
2 Febbraio 2007, 11:59
Sì hai ragione Viss, del resto una che ha accettato di spostarsi col presidente del coniglio (pardon pour le calembour), non può essere certamente una rivoluzionaria e nemmeno una moderatamente di sinistra, e quindi inutile aspettarsi gesti del genere… ciò avrebbe significato il divorzio molto probabilmente, credo che non voglia arrivare a tanto se no l’avrebbe fatto prima… certo che di rospi ne deve avere ingoiati parecchi, chissà se uno di questi rospi conteneva sul dorso sostanze allucinogene atte a favorire una presa di coscienza tardiva…
2 Febbraio 2007, 14:29
io non sono una rampante e sono anche fortemente sessista, questo è noto.
e tuttavia non so se sia più volgare un machismo così dichiarato o la scelta di restare accanto a un uomo così.
2 Febbraio 2007, 14:40
Qui si parla ancora di panni da lavare in famiglia, quando il signor Berlusconi ha fatto il figo mica ad una cena tra amici o comunque privata, lo ha fatto, e ripetutamente anche in passato, in pubblico! Quindi è stato assolutamente necessario l’intervento della moglie, col buon fine di innalzare la dignità femminile a più alto livello, o col cattivo fine di strumentalizzare le scuse nello scenario della politica.
2 Febbraio 2007, 15:16
Sai Flounder, per poter giudicare perchè Veronica sia rimasta accanto ad un uomo così, bisognerebbe sapere della loro vita privata molto più di quando ci sarai mai consentito sapere e comunque io resto dell’idea che scelte così personali, intime e private, non possano essere giudicate.
Fortunatamente Feng, la strumentalizzazione che ne è stata fatta, non può che essere estremamente limitata perchè come dicevo a Pralina, Veronica ha scelto il momento e l’occasione adatta.
Pralina, la Lario quando ha sposato Berlusconi lui era solo un ricco imprenditore e lei una giovane e bella attrice.
Che non sia mai stata un’icona del femminismo più oltranzista o una donna di sinitra, è ovvio ma io adesso, davvero, non vorrei buttarla in politica perchè il rispetto per gli altri (e parlo di altri e non solo donne) non è prerogativa di nessuna classe politica.
2 Febbraio 2007, 17:50
ma siamo sicuri la abbia scritta lei…???
o piuttosto, non sia stato il suo avvocato….fermo restando tutte le ragioni che ha….?????????
3 Febbraio 2007, 9:37
Ah. Lo ha fatto per ” insegnare ai suoi figli ” che si deve avere rispetto per le donne.
Così, adesso i loro figli sanno che la madre non è stata capace di avere ascolto presso il marito.Che la Veronica per ottenerlo ha dovuto forzare il marito a spu…narsi pubblicamente. E che bisogna scrivere sui giornali le proprie faccende private.In una letterra pubblica che trasuda nacisismo dal primo all’ultimo rigo( Io ho fatto, io mi sono impegnata, io mi sono sacrificata) Io mi sarei vergognata, a scrivere una lettera del genere. Perchè avrebbe significato riconoscere che sono stta sconfitta nella mia battaglia privata per ottenere dignità da mio marito.Quella non è una lettera che suggerisce forza , tantomeno dignità.Suggerisce debolezza e umiliazione.
Maria José
5 Febbraio 2007, 9:37
Vendetta, pura vendetta.
5 Febbraio 2007, 12:21
Beh… buongiorno Gio!
5 Febbraio 2007, 13:56
punti di vista.francamente mi riesce difficile immedesimarmi chiedendomi cosa avrei fatto io in tale situazione .mi pare un esercizio inutile
5 Febbraio 2007, 18:18
Dagli autori di “Situazioni e cose così” finalmente il nuovo romanzo: Situazioni e cose così”.
Leggete, e non ve ne pentirete!
Questo non è spam. Niente niente.
5 Febbraio 2007, 18:41
scusa, sei una grande… mi linki?