Il pettinino giapponese e i pidocchi

Viscontessa, 19 Gennaio 2007

Io ho un pessimo rapporto con i pidocchi.
Nessun pregiudizio in merito, non ho niente contro i parassiti in genere ma non riesco proprio a stabilire un rapporto con i pidocchi.
Con le pulci, per esempio, mi trovo molto più a mio agio. La loro presenza la noti subito dal furioso grattarsi degli animali e se di sorpresa prendi il gatto e con una mossa da karate lo metti a pancia in su, le pulci, che di arti marziali non ci capiscono niente, non fanno in tempo a dileguarsi nel pelo del gatto e le individui immediatamente.

Una volta, una delle prime volte che ho avuto a che fare con loro, mi sono messa in giardino con una ciotolina piena d’acqua, con un gatto e con un pettino a denti fittissimi.
Il gatto stava beatamente al sole e io lo pettinavo velocemente e poi le pulci stordite che restavano nel pettinino, le affogavo nella ciotolina d’acqua.
La procedura fu un po’ lunga ma il metodo efficace ed ecologico.

Il pettinino a denti fitti non era un pettinino da gatti ma un pettinino giapponese che avevo acquistato qualche anno prima nel corso del mio processo formativo di shopper addicted.
Gli acquisti che caratterizzano questa fase sono infatti non solo del tutto inutili come buona parte di quelli che caratterizzeranno il resto della carriera di una shopper woman qualificata, ma non avranno bisogno, come accadrà in seguito, di essere giustificati da un motivo che lenisca i sensi di colpa che ne derivano.

L’episodio del gatto e della ciotolina d’acqua risale a oltre quindici anni fa e di quel pomeriggio, nel quale la crisi adolescenziale già cominciava a fare posto a quella della mezza età (sono sempre stata precocemente in crisi) ricordo soprattutto il sollievo provato dall’utilità riscontrata nell’usare un oggetto inutile già passato da almeno tre traslochi.

Giunto quindi al suo sesto trasloco, il pettino perse ogni utilità perché in quel periodo il mio rapporto con i parassiti, si concentrò soprattutto verso le zecche.
Non che le pulci non facessero di tanto in tanto la loro comparsa, ma di fronte a zecche grosse come cacche di pecore o piccole e tenaci come giovani zecche, le pulci rappresentavano il problema minore e la guerra tra me e le zecche poteva essere tranquillamente combattuta a mani nude.
Il pettinino non ricordo neanche dove fu collocato nel corso della nostra permanenza in quella casa, ma ricordo invece benissimo che dopo pochissimo tempo, avevo imparato a sorprendere le zecche con movimenti talmente rapidi e precisi, che le poverette si ritrovavano dentro ad un barattolo di vetro senza neanche rendersi conto di come ci erano finite.

All’inizio infatti rimanevano lì dentro immobili, un po’ stordite e con tutte le loro zampette ancora chiuse in se stesse nella forse errata convinzione di trovarsi attaccate qualcosa. Poi piano piano aprivano le zampe e per un po’ se ne andavano in cerca di una superficie calda e morbida nella quale attaccarsi. A dire il vero adesso non ricordo neanche con esattezza per quanto tempo durasse la loro ricerca ma il mio barattolo di zecche lo ricordo invece benissimo.

I pidocchi invece non li avevo mai visti, poi un giorno raccolsi quello che rimaneva di un vecchio gatto randagio sordo e con un emiparesi al muso e quando lo portai dalla mia amica veterinaria, lei inorridì e mi spiegò che ciò non era dovuta solo all’aspetto raccapricciante di quel gatto, ma soprattutto alla presenza sullo stesso dei pidocchi.
Che sarà mai, pensai io, pulci, zecche, pidocchi….così lei prese un pidocchio, lo mise su un vetrino e mi costrinse ad osservarlo al microscopio e lì compresi di quanto bastarda sia la natura che non solo ti fa nascere pidocchio ma ti da anche un aspetto da pidocchio che per chi non lo sapesse, è davvero orribile.

Fatto sta che ormai al suo ottavo trasloco, il pettinino è ancora qui.
Se ne è andato il primo gatto pulcioso, il secondo pidocchioso e tutti gli altri animali che ne hanno usufruito ma lui, per un motivo che ignoro, è sopravvissuto a tutto e a tutti e adesso se ne sta addirittura nel cassetto di una piccola specchiera che tengo sul comò.
L’unica cosa che so è che ricordo di aver pensato più di una volta di buttarlo o di regalarlo a mia figlia ma ciò che invece non ricordo affatto, è il motivo per cui poi ciò non è avvenuto.

Tornando quindi ai pidocchi, era già da qualche tempo che mia figlia lamentava un fastidioso prurito in testa. Ai pidocchi ci abbiamo pensato subito ma per quanto cercassi tracce della loro presenza, non riuscivo a trovare niente.
Eppure, le dicevo, di certi esseri viventi ho una certa esperienza. Ricordi quando lamentasti delle strane punture di zanzare sulle gambe? Pulci, dissi subito osservando le piccole punture che non arrivavano oltre al ginocchio ovvero l’altezza massima del salto di una pulce da un tappeto.
E il giorno dopo disinfestai il tappeto e poi tutta la tappezzeria che poteva ospitare le pulci.
E rammenti quella sera in cui ti faceva male un orecchio e mentre mangiavi il tuo piatto di pasta io ti tolsi in un sol gesto la zecca dall’orecchio?
La vita di campagna! Una volta c’era una cavalletta che si mangiava un pezzo di pane secco e colorato creato all’asilo da mia figlia. Quella sera me ne ero rimasta ad osservare il pasto della cavalletta per ore….ma sto divagando.

Dicevo che quindi tutto questo gran cercare pidocchi o lendini non ci aveva portato da nessuna parte. Ogni sera, con la stessa attenzione con cui osservo la pancia dei gatti, le guardavo attentamente i capelli ma io un pidocchio di dimensioni reali e non ingigantite da un microscopio e soprattutto le lendini, non le avevo mai viste così non riuscivo a trovare niente.
Ogni tanto mi capitava di vedere qualcosa di bianco ma ricordavo ancora con orrore quando ai tempi della scuola, a seguito di uno dei primissimi allarmi pidocchi che gettò nello sconforto famiglie intere, confessai pudicamente alla mia amica del cuore che io dovevo sicuramente averli ma lei, dopo avermi osservato attentamente la cute mi disse che quelle non erano lendini ma forfora.

Così qualche settimana fa ormai angosciata da questo gratta gratta, era arrivata alla conclusione che non potesse trattarsi di pidocchi perché così fosse stato, saremmo stati ormai tutti pidocchiosi come il vecchio gatto bianco di cui sopra e ho telefonato alla pediatra.
La cosa strana è che tutti ti dicono di controllare se la bambina ha i pidocchi e ti spiegano anche come si fa ma non c’è nessuno che di fronte alle tue titubanze, si offra per fare il lavoro al posto tuo.
Ed è per questo che un paio di settimane fa ho fissato una visita dermatologica e una allergologica per mia figlia.
Se ci fossero stati i pidocchi me ne sarei accorta! E per marzo adesso abbiamo questo appuntamento presso la Asl 10 di Firenze.

Ieri sera infine, stufa di questo prurito, ho deciso di rifare un altro schampo contro i pidocchi a mia figlia ma questa volta, a differenza delle altre, mi è tornato in mente il famoso pettinino dell’età paleolitica (ormai ha più di venticinque anni!) e con la stessa pazienza con cui a suo tempo avevo spulciato il gatto, ho pettinato per ore i capelli di mia figlia fino a quando mi si è indolenzito il polso e lei si è addormentata con il pettine nei capelli.

Io adesso come stiano le cose non lo so ma quello che so è che lei oggi mi ha comunicato, tutta felice, che oggi non si è mai grattata la testa.
Se avesse i pidocchi o meno continuo a non essere in grado di stabilirlo, ma ciò di cui sono sicura sono gli effetti taumaturgici del pettinino.

Mai avrei pensato, quando l’ho acquistato, che si sarebbe reso così utile, così longevo e soprattutto così magico e mai avrei pensato di non riuscire in nessun modo a stabilire un rapporto con i pidocchi.



15 commenti a “Il pettinino giapponese e i pidocchi”

  1. utente anonimo Says:

    La mia veterinaria..bella figliola per altro, mi ha spiegato che una volta ha messo un mocciosetto sotto al microscopio e l’ha fatto osservare con attenzione ad un pidocchio che passava da quelle parti.

    La voce si è sparsa tramite il tam-tam interno agli Afidi.

    Da allora i pidocchi evitano accuratamente quelle deliziose creature ululanti al di sotto dei 12 anni. ;-)

    BLEEK

  2. utente anonimo Says:

    Chiamato la veterinaria, non sono Afidi ma Afididi

    BLEEK

  3. utente anonimo Says:

    lunga vita al mahatmapettinino…

    però mi sarebbe piaciuto sapere com’è andato a finire il pasto della cavalletta.

    nosacher

  4. PlacidaSignora Says:

    A me invece piacerebbe sapere dove sono andate le eventuali uova di picocchi che hai tolto col pettinino…;-D

    (perché tutte le volte che leggo questi argomenti comincio a grattarmi?)

  5. PlacidaSignora Says:

    E i picocchi sono più simpatici dei pidocchi, ecco ;-))

  6. Lavorini Says:

    non ci crederai ma una volta sono finito dal dermatologo per diverse punture di tarli!! giuro.

    in verità ho sempre sospettato di essere un pò legnoso.

  7. Median Says:

    Viste le mie recenti esperienze (purtroppo) sarei in grado di avvistare un pidocchio o una lendine a tre metri di distanza. ormai ogni volta che mi avvicino a mia figlia, involontariamente prima le sollevo una ciocca, poi le do un bacio. Terribile.

  8. Viscontessa Says:

    Median allora mi puoi aiutare, lo so che preferiresti non esserne in grado ma ormai che ci sei:-) Ma secondo te devo rifargli lo shampo? lei tanto ha smesso di grattarsi ma non mi fido!

    Tanto se vuoi ti mando il pettinino scaramantico:-)

    Placida signora….ahahah…ti giuro che ultimamente i tuoi commenti mi fanno davvero ridere:-)

    Le mie esperienze in palestra ti spaventano, quelle con i pidocchi ti preoccupano…..insomma, mi chiedevo, non è che tutto sommato la tua è davvero una vita meravigliosa e la mia un po’ così così? (vecchio discorso via mail di tempo fa:-)

    Comunque tranquilla, le lendini non le ho messe in un baratollo di vetro o in una ciotolina piena d’acqua:-)

    Ho lavato il pettinino magico!

    nosacher, della cavalletta non ne ho più saputo niente. L’ho osservata a lungo poi sono andata a letto e il giorno dopo il panino era tutto rosicchiato ma la cavalletta non l’ho più vista:-)

    Bleek un giorno devi spiegarmi come fai a rimediare con tanta classe ai tuoi refusi…..ovviamente la mia domanda è del tutto interessata visto che io ci sguazzo come una pulce in una ciotolina d’acqua ma non trovo mai un modo elegante di non affogarci:-)

  9. utente anonimo Says:

    Mestiere Vis, è solo questione di mestiere.

    Tonnellate di figure di cacca (volevo mettere merda ma pensavo fosse troppo forte) mi hanno insegnato l’arte del recupero in estremis.

  10. utente anonimo Says:

    Pensavate di cogliermi in fallo (?) eh…?

    lo so che si dice extremis

    BLEEK

  11. brugue Says:

    Usavo il pettinino con il mio alano, ma lui adorava i massaggi con una spazzola… per cavalli e sopratutto con un guanto spazzola…

  12. Viscontessa Says:

    Brugue anche Otto adorava il guanto spazzola….tirava fuori la lingua, socchiudeva gli occhi e si faceva sempre più vicino alla spazzola.

    Quando smettevo mi si metteva davanti e guardava la spazzola e poi me e poi la spazzola e poi me e poi si sedeva e aspettava…..

    Io temo che se continuiamo così va a finire che ci contagiamo a vicenda e un giorno….all’improvviso…..senza avvisare nessuno….. si torna a casa con un nuovo coso peloso e bavoso e appiccicoso e…e….

    Bleek, non fare lo spiritoso:-)

  13. PlacidaSignora Says:

    La mia vita meravigliosa si occupa ormai esclusivamente di by-pass, femori rotti, stampelle, girelli, bombole di ossigeno, pannoloni, medicinali antiparkinson, cateteri…Capisci che parlarmi di cose pimpanti e vive quali palestre e pidocchi presi a scuola mi può mettere in leggera ansia eh. ;-D

  14. Viscontessa Says:

    Placida Signora, spero di cuore di non averti offesa, noi toscani, a volte ci lasciamo un po’ prendere la mano anche quando non è il caso:-)

    A mia discolpa posso solo dirti che so di cosa parli e che la mano, a volte, me la faccio prendere anche con le mie cose.

    Un abbraccio

  15. PlacidaSignora Says:

    ;-*

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