La bara: idee e suggerimenti
Viscontessa, 31 Gennaio 2007Ieri sera, dopo l’entusiasmante post nel quale comunicavo la mia decisione, mi sono lasciata prendere la mano e ho cominciato a pensare come potrebbe essere la bara dei miei sogni.
L’idea era così ben concepita ed avviata che ad un certo punto ho sentito il mio cuore riempirsi di gioia e in quel momento, nel momento in cui sono stata sopraffatta dalla gioia, avrei voluto poter condividere il mio sentimento con voi.
Perché a noi piccoli blogger di provincia lontani anni luce dalle filosofiche, serie ed interessanti dissertazioni che avvengono ovunque, certe cose ci piacciono.
Pensavo insomma che non dovrei essere l’unica massaia virtuale annoiata da questa calma piatta di fine gennaio e che magari dopo aver mostrato il decoroso rispetto per la politica, l’attualità, la letteratura e l’informazione, rimaneva anche a voi questo tempo da dedicare a noi stesse, alla nostra creatività, alle nostre fantasia.
Passate quindi rapidamente in rassegna le fantasie più pruriginose, quelle più lussuose e quelle più vanitose, magari ieri sera avrei trovato qualcuno che avrebbe condiviso volentieri con me la realizzazione di questo progetto.
Fatto sta che ieri sera, subito dopo aver superato l’amarezza provocata dalla solitudine nella quale mi trovavo costretta ad affrontare la situazione, mi sono messa a fantasticare sulla forma che compatibilmente con le mie capacità, avrei potuto dare forma alla mia bara.
Subito ho scartato il modello classico e, siamo sincere, piuttosto inflazionato con cui seppelliscono i morti da un vita(?) e mi sono chiesta se anche dietro alla progettazione di una bara non si nasconda quel maschilismo imperante che da sempre costringe noi donne ad adattarsi alle esigenze dell’uomo.
A me donna, madre, moglie, fertile e umido terreno da cui prende vita la vita, a me con le poppe, insomma, che me ne frega di avere una bara che mette in evidenza più le spalle che non le tette?
Le spalle larghe sono prerogativa maschile di cui non sento proprio la mancanza mentre provo quella medesima mancanza per un tipo di bara più femminile con la vita più stretta e un ampiezza per il vano tette più adatto alla mia conformazione.
E quel legno scuro, sobrio, direi quasi essenziale con cui vengono costruite le bare…..ma perché da morta dovrei rinunciare a quella femminilità che per quanto inutile tanta soddisfazione mi ha dato in vita?
Ma ve l’immaginate una bella bara disegnata per esempio da uno stilista famoso? Voglio dire , questi stilisti per soldi firmano occhiali, accendini, mattonelle da cucina, scopini per il bagno e persino rasoi per la barba, potrebbero firmare anche le bare.
Basta aprire un negozio nel posto giusto, affidarsi ad una campagna pubblicitaria seria e organizzare una sfilata esclusiva di bare affidando il commento ad una di quelle giornaliste in grado di farci credere che l’uomo in perizoma e canottiera è un uomo eclettico, rude ma sensibile come i vecchi cow boy degli anni 50 a cui la collezione è ispirata.
E basta anche con gli accessori in ottone e quella croce sempre uguale, sempre identica da secoli incapace di rinnovarsi, meglio affidarsi alle mani esperte di un Damiani o un Pomellato.
Ma vuoi mettere una bella croce in oro bianco satinato di Pomellato? Magari abbinata ad una bara in legno naturale e ricoperto di puro caucciù biodegradabile al cento per cento.
E vogliamo parlare degli interni? Il viola porta male, si sporca facilmente e poi il raso e la seta ormai sono materiali superati. Oggi si usano solo fibre naturali intrecciate tra loro come il cachemire e la seta o la lana d’angora o il Goratex e il piles. Tutti materiali che lasciano traspirare la pelle per quanto effettivamente la pelle, dentro ad una bara, si sciuperà molto presto…. a meno che.
A meno che anche le aziende cosmetiche più prestigiose non si decidano ad ideare una linea adatta per la pelli troppo mature, quasi marce direi anche se bisognerà trovare un sinonimo di marcio come si è fatto parlando maturità della pelle per dire vecchia. Se la pelle vecchia è matura, magari quella frolla la si potrà chiamare tenera come una bistecca. Una fettina che scioglie in bocca….
E infine bisogna pensare ai materiali per gli interni, di cosa sono fatti? Gommapiuma che attira l’umido e nel quale gli acari si moltiplicano in maniera imbarazzante? Basta! Io proporrei del più sano lattice che oltretutto assume con il tempo la forma del corpo che vi preme sopra, ma anche le grandi aziende di materassi potrebbero comunque fare qualcosa.
Vuoi mettere una bella televendita che pubblicizzi materassi per l’eterno riposo? Soddisfatti o rimborsati, garantiti una vita e per chi prenota subito pagamento a “babbo morto” e in omaggio due splendidi cuscini (di fiori), un forno (crematorio) e un necrologio sul quotidiano locale.
Ovviamente tutto a tempo debito.




