La fiaba di Natale: Biancaneve e i sette piccoli spammer

Viscontessa, 20 Dicembre 2006

C’era una volta una bellissima fanciulla con un culetto tutto rinsecchito e due pere avvizzite che le ciondolavano dal decoltè della vestaglietta con cui la fanciulla era costretta tutto il giorno ad occuparsi del suo blog. La fanciulla aveva capelli nerissimi tinti di fresco e scriveva con la sua voce soave nonostante una perfida entità virtuale tramasse nell’ombra per distruggerla.
La fanciulla, che era di animo sensibile e di tastiera dislessica, era diversamente tecnologica e da quando il suo pellegrino virtuale se ne era andato, lei era costretta a vivere in compagnia dell’entità virtuale e ad occuparsi suo malgrado di lei.

L’entità virtuale però era perfida come una strega cattiva così quando un giorno chiedendo al suo ShinyStat chi era la più quotata del reame quello le rispose che la fanciulla era più quotata di lei, l’entità virtuale andò su tutte le furie e dopo aver manomesso il suo ShnyStat, si rivolse ad Techonarti e gli disse “devi portare la fanciulla nei luoghi più oscuri della blogsfera, uccidere il suo blog e per dimostrarmi che sei un tipo fedele dovrai portarmi in pegno i suoi accessi ”.
Il Techonarti che era un tipo sempliciotto e tropo buono per ribellarsi all’entità virtuale, inviò a malincuore una mail alla fanciulla e lei lo seguì.

Così i due si avviarono verso luoghi virtuali sconosciuti e la fanciulla che all’inizio pareva timorosa e schiva, cominciò ben presto ad appassionarsi a tutte quelle parole e cazzate virtuali che popolavano quel nuovo mondo fino quando saltellando come un capretto di blog in blog a Techonarti parve che la fanciulla diversamente tecnologica fosse fin troppo vivace e gli si spezzò il cuore all’idea di farla fuori. La fanciulla, infatti, pareva essere tornata a nuova vita, leggeva e scriveva e annusava nuove parole e dopo ogni odorosa esperienza, tirava su col naso e pareva ancora più felice e pimpante di prima. Fu per questo Techonarti la soprannominò Biancaneve e dopo aver massacrato una giovane blogger che si faceva pubblicità mostrando il tatuaggio di una farfallina sulla sua natica, decise che Biancaneve doveva vivere e soprattutto condividere con lui quel tic, quel vezzo, quel suo segreto che la rendeva così felice a allegra dopo ogni odorosa esperienza.
baincaneve” le disse stringendo in mano una manciata dei commenti osceni della blogger che aveva massacrato poco prima “tu devi fuggire e salvarti dall’entità virtuale che ti vuole vedere morta. Se fai fare un tiro anche e me, io torno dall’entità malvagia e gli porto in pegno questi commenti come fossero tuoi”.
A Biancaneve, diversamente tecnologica e molto, molto ingenua come solo i diversamente tecnologici sanno essere, caddero le pere dalla meraviglia e lo spavento ma dopo aver indossato un push(er)-up che le riportò un po’ di serenità e allegria, condivise con Techonarti l’ultima pista di neve con gli impianti ancora aperti prima e poi scappò via nel bosco virtuale terrorizzata ma pur sempre piuttosto su di giri.

Cosa successe dopo Biancaneve non avrebbe saputo dirlo. Qualche giorno dopo, infatti, si risvegliò in mezzo al bosco virtuale da quello che le era parso un lungo sogno e si ritrovò avvinghiata ad un toro, ad un asino e ad un caprone che non appena lei aprì gli occhi, le si fecero ancora più vicino e gli sussurrarono ad un orecchio “ehi baby, ce la siamo spassata eh?, senti piccola, noi conosciamo un posticino poco lontano da qui dove puoi nasconderti per un po’. Un posto fidato, gestito da sette amici molto particolari di cui ti puoi fidare e noi, stai tranquilla, verremo a trovarti spesso, molto più spesso di quanto tu possa pensare……” e dopo averle fatto l’occhiolino l’accompagnarono in una piccola casetta di marzapane in mezzo al bosco e la lasciarono lì.
Biancaneve, che era una fanciulla molto educata, bussò alla porta ma nessuno rispose così aprì la porta del suo nuovo blog e si trovò in una casetta piccola, piccola con sette piccole stanze, sette piccoli letti, sette piccoli vibratori, sette piccoli calendari porno risalenti al 1992 e sette piccole confezioni di preservativi che lei non sapeva neanche cosa fossero.
che confusione!” pensò Biancaneve “devo rimettere subito tutto in ordine” ma non sapendo bene cosa fossero tutti quelle mail, quegli inviti, quei palloncini e quei vibratori sparsi in quella piccola casa, fece ancora più confusione e quando i sette piccoli spammer arrivarono nel suo blog, fu fin tropo facile per loro approfittare della fanciulla che stremata giaceva ora su uno dei sette piccoli letti con una mazzo di preservativi gonfiati tra le mani….

Il tempo passò e Biancaneve che tanto adesso si faceva chiamare Viscontessa, imparò a convivere con i suoi sette piccoli spammer che grazie all’ingenuità di Techonarti adesso approfittavano di lei e del suo handicap tecnologico quasi ogni giorno.

E se adesso pensate di conoscere i loro nomi fin troppo bene, vi sbagliate di grosso perché i sette piccoli spammer si chiamano “cazzo storto”, “fica bella” “piedi sul cazzo”, “mamma nuda” e tutti simpaticissimi nomi di questo tipo.
Se poi alla vigilia di Natale ci fosse qualche blogger di animo nobile che non sa a chi rivolgere la sua beneficenza e volesse occuparsi di liberare Biancaneve da questi spammer, sappiate che lei ve ne sarà per sempre riconoscente perché questo è un blog serio e rispettabile che di certe cose non vuole neanche sentir parlare!

A proposito, ho dimenticato la morale! Come in ogni fiaba che si rispetti anche in questa c’è una morale e la morale è sempre quella fai merenda con Girella.



11 commenti a “La fiaba di Natale: Biancaneve e i sette piccoli spammer”

  1. utente anonimo Says:

    Ciao desaparecida,

    non mi lamenterei troppo,

    io ho un “dieci cento mille teste di cazzo” che mi linka…se ti puo’ consolare!

    BLEEK

  2. metallicafisica Says:

    Guardi cara biancaviscontessa… lei ha sbaìgliato favola… trattavasi di sette materassi su un nano!:)*

    Spam? Avvelena la posta più della mela, e io non ho ancora trovato nessuno disposto a baciare il mio monitor

    Auguri! S.

  3. Pippiminigonna Says:

    oh mamma mia non riesco a smettere di ridere!Grazie!

  4. Lavorini Says:

    io te lo dico, figliuola stai lontana dalla droga, non sò quale ma era decisamente troppa.

  5. mariodesantiss Says:

    mai sospettato della nana della palestra? forse è un agente in sonno, mandata da una colonna deviata del mossad. Se ti propone dopo la palestra un tè coi pasticcini, io eviterei. Il polonio rinsecchisce ben più cose che non le sole tettine.

  6. PlacidaSignora Says:

    …cosa c’era in quella Girella? ;-D*

  7. utente anonimo Says:

    io invece la ho trovata rasente la realtà!!!

    mi è successo pure a me!!!

    ciao simon.cì

  8. Pralina Says:

    GNARF!!!!

  9. Viscontessa Says:

    Pralina, dici che questa è la foto dei miei piccoli sette spam?

    Placida Signora, Lavorini, cosa contengano le Girella non lo so ma io qualche anno fa ne mangiavo parecchie……dire che son quelle?

    Mario, non mi parlare della nana con il trucco pesante, sono assolutamente sicura che lei viva in palestra. Lei è’ l’unico esempio di spam reale invece che virtuale:-)

    Meta, in ufficio non ho un antispam sulla posta, ogni mattina trovo almeno trenta, quaranta mails piene di viagra, donne nude, cazzofigacazzofiga e via dicendo….un disastro!

    Comunque, voi ridete pure…..ma anche questo post è finito nelle mani dei sette piccoli spammer!

  10. giarina Says:

    sono molto meglio i tegolini

  11. Viscontessa Says:

    giarina, io son per le nastrine quando sono a dieta e per i i plum cake con gocce di cioccolata quando sono triste:-)

    tuttavia anche i tegolini hanno goduto della mia prefernza per un lungo periodo…..

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