Il primo giorno di palestra

Viscontessa, 17 Dicembre 2006

La tipa arriva in palestra in tarda serata. Piccoletta, rotonda, un quarantino, un quarantino e mezzo nascosto dietro ad un trucco troppo pesante persino per una serata in discoteca.
Io mi sto confessando con l’istruttore, sono solo all’inizio della mia lunga lista di peccati alla fine della quale l’istruttore finirà per consigliarmi un nosocomio piuttosto che una palestra ma questa ondata di spontanea sincerità è talmente devastante che vorrei raccontargli anche di quella volta che a tre anni ho mangiato un’intera confezione di Togo al cioccolato e sono andata a letto senza neanche lavarmi i denti.
Ciò nonostante la tipa con il suo timido sorriso non si schioda di lì e ad un certo punto l’istruttore mi interrompe e si rivolge alla tipa piccoletta e rotondetta mentre io gli sto parlando di quando in terza media ho finto di avere il ciclo per tre settimane per non fare ginnastica a scuola.

E’ sabato pomeriggio ed è la mia prima lezione in palestra da quando hanno inventato le macchine isotoniche e quelle cardioqualcosa.
Sono macchine mostruose, le osservo diffidente mentre mi chiedo dove tengano la Vergine di Norimberga e se potrò osservare la collina di fronte dalle immense vetrate della sala attrezzi, mentre mi scioglieranno le giunture legata ad una ruota di legno fatta girare con forza dai cultursti dell’ultima edizione di Mister Muscolo.
Mi viene in mente Mel Gibson nella scena finale di Brave Hart e all’improvviso mi sento quasi un’eroina pronta adesso a raccontare all’istruttore di quando un paio di anni fa con sorprendente agilità sono salita sul tetto del casotto del giardino, per salvare il gatto che non riusciva a scendere.
La tipa sorride, si schiarisce la gola, allarga ancora di più il sorriso e con tono deferente chiede scusa non tanto a me ma all’istruttore che tanto ho scoperto chiamarsi personal trainer e che entro la fine della lezione scoprirò essere una figura quasi mitologica, mezzo palestrato e mezzo psicologo, o mezzo confessore e mezzi aguzzino.
"scusa se ti disturbo….." e qui comprendo che il "tu" in palestra non rappresenta la totale assenza di formalità, ma un modo di riconoscersi come appartenenti ad un gruppo, ad una setta, ad un circolo di viziosi uniti da un’intima complicità.

dimmi” pronuncia il guru in tono solenne e autoritario.

ecco, scusa volevo chiederti una cosa, l’altro giorno mi si è bloccato il collo, ma non qui in palestra! Ho preso una frescata……”
(devo in tutti modi ricordarmi di dirgli che mi dimentico quasi tutte le sere di usare il contorno occhi).

e allora ho preso un Aulin. Volevo sapere, ma secondo te posso allenarmi?”
(allenarsi? La guardo meglio e mi viene da piangere. E’ vero che domani ho dieci persone a pranzo e non ho ancora fatto la spesa né ho idea di cosa cucinare, e poi cazzo si, devo ancora stendere la lavatrice, dare da mangiare ai gatti, rifare il letto, telefonare a mia sorella e tagliarmi le unghie dei piedi….
Ma.
Ma guardo la donnetta a forma di palla con gli occhi pesantemente truccati, i capelli freschi di messa in piega e quel suo quarantino, quarantino e mezzo che di sabato pomeriggio con il torcicollo non sa cos’altro fare se non andare in palestra e chiamare i suoi esercizi “allenamento”).

quando si segue una terapia, noi sconsigliamo qualsiasi allenamento”
ah….ma pensavo, se “lavoro” magari la parte di sotto? Senza usare il collo”
(ma quali carenze e di quale entità può soffrire una donna che ha bisogno di farsi dire da un’istruttore che è meglio non fare sforzi fisici con la muscolatura del collo se si ha un torcicollo?)

beh, ma il problema non è il collo, quando l’hai preso l’Aulin?”
uno ieri sera e…… ne ho preso uno anche stamattina perchè stavo malissimo giuro, altrimenti non lo avrei preso….”
in tutti i casi noi sconsigliamo qualsiasi tipo di allenamento nel corso di una terapia. Non è una questione di cosa ti fa male e di quale parte del corpo potresti invece allenare senza problemi, è proprio il concetto di terapia che è incompatibile con lo sforzo fisico”.
terapia….cioè, è una terapia che mi sono fatta sola non è che sono stata dal dottore…. mi faceva male il collo, ma tanto male e siccome l’Aulin, ecco io so che me lo fa passare, l’ho preso….” (Mio dio! Ora si scusa per aver preso un Aulin senza aver consultato un medico)
si va bene, lo immagino, ma si tratta comunque di una terapia a base di medicinali e i medicinali ovviamente influiscono sul fisico. No, se me lo chiedi ti rispondo che è meglio sospendere l’attività fisica quando si è sotto terapia”.
Infatti guarda, non mi sono neanche cambiata perchè prima di cambiarmi volevo proprio chiedere a te se era il caso o meno” (e resta lì. Cioè non è che fa qualcosa tipo rispondere “allora vado a casa” oppure “vabbè, faccio un po’ di esercizio lo stesso “ o magari “senti gioia…quella dell’Aulin era una scusa, quando hai finito con questa rompicoglioni (che sarei io) ti aspetto negli spogliatoi perchè è sabato pomeriggio, ho già un quarantino o un quarantacinquino e non so che cazzo fare, non ho uno straccio di fidanzato con cui scopare e non ho neanche uno straccio di nessuno a cui fare un regalo di Natale e se torno a casa adesso potrei suicidarmi inalando una scatola intera di Aulin”. No, sta semplicemente lì e cerca disperatamente qualcos’altro da dire).

Anche l’istruttore cerca disperatamente qualcosa da dire e pure a me mi pare di dover dire qualcosa ma sento che qualsiasi cosa potrei dire sarebbe del tutto inopportuna. Batto il piede per terra, guardo in aria, fisso la tipa rotondetta mentre come una bambina a cui abbiano vietato la giostra resta lì con quella sua aria delusa. Poi finalmente si convince “allora vado a casa?” chiede ancora una volta.

Anche un po’ affanculo o farmi la spesa o a riprendere mia figlia……” penso io mentre con aria avvilita la tipa si gira e se va.



12 commenti a “Il primo giorno di palestra”

  1. utente anonimo Says:

    Ora sono nel panico, dopo quanto ho letto,considerando il beverone con cannuccia ed ombrellino a base di tutto cio’ che ho trovato nell’armadietto dei medicinali che finiva in “ine” che ho appena finito di sorseggiare….ho paura ad alzarmi dalla sedia.

    Parliamo comunque di cose importanti:

    Com’è finita la storia del salvataggio del gatto sul tetto?

    Baci,

    BLEEK

  2. Lavorini Says:

    potevi dargli un bel destro già che c’eri, gli ridsolvevi i problemi di collo e l’indecisione su andare a casa o meno.

    sei perfida!!

  3. cornersoul Says:

    Cos’è un quarantino, quarantino e mezzo, quarantacinquino?

  4. Lesorja Says:

    E così io sarei antipatico, eh?

  5. Viscontessa Says:

    abbiate pietà di me ho una banda di gamberoni inferociti che mi balla la samba nello stomaco.

    Come posso domarli?

  6. utente anonimo Says:

    con un bel sorbetto, e poi un altro, e poi anche un terzo… poi se ti ubriachi puoi ballare la samba con loro!

    ps: stasera tocca a me il saggio di danza, balla la mia figliola di 10 anni, e io piangerò tutte le mie calde lacrime di commozione, anche se è da Settembre che mi becco lo stesso balletto alla scuola di danza… che dire, stammi moralmente vicina! Marina

  7. utente anonimo Says:

    Il mio rimedio per tutto è la nutella!

    E senza post-pentimenti! Ci si attacca al barattolo e basta!

    Sono tre mesi che sfuggo al personal trainer della mia palestra… soprattutto dopo avermi fatto notare, col gesto “affettuoso” dell’indice della mano destra, il mio nuovo rotoletto.

    Serena

  8. Lesorja Says:

    Così impari!

  9. mariodesantiss Says:

    si vabbè, ma poi ti sei “allenata” anche tu? guarda c’è una bella differenza tra “girare in tondo alla questione” e girare i tondo in un parco.. :-)
    in quanto essere senziente e sovrabbondante io penso

    1) l’arrivo dei blog sulla scena mondiale ha definitivamente consegnato alla storia l’immagine “io-che-scrive”=”cicciottello”. una volta quando si scriveva solo sui moleskine, si girava il mondo a piedi. Oggi il writer sta inchiodato alla seggiola a portata di connessione che manco l’Alfieri..

    2) va riscritto per i suddetti intellettuali blogganti - ormai tutti -il detto “mens sana in corpore sano”. L’attività fisica è irrimediabilemte antitetica all’aggiornamento del blog. Non so come riformulare i canoni,ci vorrebbe una bella discussione sui blog (che sacrificherebbe ulteriori sedute di allenamento)

    certo più il mondo della comunicazione spinge il pedale del wellness, più si spinge parallelamente verso la sedentarietà (se si considera che oltre a scrivere bisognerebbe leggere). Quei simpaticoni di “Times” ci hanno anche eletto “persone dell’anno” mettendo uno specchio..come dire: guarda, uomo del web, che rotoli di lardo.. Io sono tra quelli che disperatamente ogni tanto si porta il libro sul tapis roulant..ma mancano 10 kg alla meta e ora è pure Natale..non ce la farò mai…. -

    PS per la tua nemica cicciottella direi sicuramente vale il detto “mens VANA in corpore NANO “.

  10. utente anonimo Says:

    diciamo la verità…. volevi consigliarle dei gargarismi coll’idraulico liquido e poi ci hai ripensato… lo sò succede sempre così. Sono i buoni sentimenti quelli che ci fregano… :)))

  11. Viscontessa Says:

    ecco torno adsso dal primo allenamento in paestra e indovinate un po’ chi era la mi vicina di cyclette? immagino che abbia terminato la sua terapia di terapia a base di Aulin:-)

    (io tanto me la sono svangata abbastanza facilmente…..temo che dovrò rivedere il programma)

  12. Laooconte Says:

    mi sveglio ogni seria mattina con la voglia di infilarmi in una di quelle macchine e sentire dolore muscolare.

    è la stessa voglia che provi per la cioccolata, o che proveresti per un pompino.

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