Un pelo sano aiuta tuo figlio a crescere meglio
Viscontessa, 23 Novembre 2006Basta.
E lo dico senza peli incarniti sulla lingua.
Non ne posso più di tutta l’attenzione dedicata in questi giorni all’anoressia.
Ieri era il bullismo nelle scuole, oggi l’anoressia, domani toccherà nuovamente alla uso di cocaina. Basta, davvero, si parla sempre dei soliti argomenti, ci si indigna, ci si stupisce, si ascoltano le testimonianze degli esperti, gli intenti dei politici, i racconti delle vittime, la totale estraneità ai fatti dei colpevoli, la unanime condanna del mondo degli adulti per le cause scatenanti di questi fenomeni e il giorno dopo ovviamente non cambia niente.
E quali potrebbero poi essere i cambiamenti efficaci se non quelli da operare direttamente sull’essenza stessa dell’essere umano o più precisamente sull’incoscienza dell’età giovanile?
Qui in occidente si muore di anoressia, in altri paesi del mondo i giovani muoiono facendosi saltare in aria con un giubbotto carico di esplosivo su un autobus di linea. A parte il numero delle vittime di queste diverse forme di autolesionismo, tra i due non c’è alcuna differenza: entrambi si fanno talmente condizionare dagli stimoli che gli vengono volutamente forniti dal mondo degli adulti, da essere disposti a sacrificare la loro vita per qualcosa. Sacrificio inutile, ovviamente, perché il mondo va avanti tranquillamente anche senza di loro e senza che la loro morte serva ad evitare quella di altri coetanei.
La verità è che i bambini vanno protetti, i giovani vanno tutelati, gli anziani vanno rispettati, i diversamente abili vanno integrati, le donne vanno valorizzate, gli extra comunitari vanno aiutati, i mussulmani vanno tollerati, e gli uomini occidentali di mezza età che non avrebbero nessuna sfiga di cui lamentarsi vanno incoraggiati perché essendo rimasti praticamente gli unici responsabili di tutti i disastri del nostro pianeta, finiscono ovviamente per sentirsi un po’ intimiditi. E che solo loro non devono aver diritto a tutte quelle parole che si sprecano continuamente in favore di una o l’altra categoria di persone?
E’ però anche ovvio che a questo punto, totalmente assorbiti dalla necessità di osservare, commentare, compatire, rivendicare, spiegare e indignarsi per i fenomeni che affliggono ogni categoria di esseri umani, si finisca per sottovalutare fenomeni dagli effetti meno devastanti che però riguardano indistintamente tutte queste categorie di persone e che se irrisolti o ignorati, non possono che finire per influire anche sul giusto equilibrio psichico dell’individuo privandolo, se pur in parte minima, della sua capacità di affrontare i problemi più seri.
Perché i problemi, di qualsiasi natura siano, vanno estirpati alla radice e togliere una mela marcia da un albero, se non si analizzano i motivi per cui quella mela è marcita, può essere un tipo di intervento inutile. La mela marcia infatti, non solo è in grado di contagiare le altre mele, ma può essere il sintomo di un male molto più profondo che partendo dai rami che l’hanno generata, può concludesi addirittura tra le radici di quel melo che magari sono infestate dai parassiti.
Io per esempio una volta ho avuto un pelo incarnito e mentre la sua fastidiosa presenza influiva pesantemente sulla mia vita e soprattutto sul mio umore, ho scoperto che sono milioni le persone che soffrono o che hanno sofferto di questo disturbo e che come me inconsapevoli di condividere con tanti altri il loro problema, lo hanno sottovalutato lasciando che anche la loro vita fosse compromessa da un pelo che cresceva per il verso sbagliato.
Bazzecole? Può darsi, ma se Bush o Bin Laden soffrissero di peli incarniti? E se le loro scelte, se il corso che hanno dato alla storia dipendessero anche da una cura inadeguata del problema? E se qual famoso 11 settembre Bin Laden si fosse alzato con un giovane pelo che aveva finalmente ritrovato il giusto percorso della sua crescita invece che con un bastardissimo pelo che si ostinava a crescergli tra le carni, siete sicuri che avrebbe lanciato i suoi kamikaze contro le torri gemelle?
Chi non ci è passato, purtroppo, non sa cosa significa avere una parte di se che cresce al contrario e che invece di schiudersi verso il mondo esterno per annusarne la fresca brezza primaverile, si ripiega su se stesso e si involve tra le stesse carni che lo hanno generato.
E purtroppo anche quando io sono stata vittima di quello che dal mio medico fu appunto diagnosticato, non senza un certo disappunto, come un semplice pelo incarnito, non si era ancora sviluppato alcun interesse per questo fenomeno ma adesso, grazie al mio contributo e a quello di tutti coloro che mi hanno voluto aiutare nel portare avanti questa campagna di sensibilizzazione, le cose stanno cambiando e un fenomeno che riguarda almeno una donna su tre di coloro che si depilano con il rasoio del marito e almeno un uomo su due di quelli che usano inconsapevolmente il rasoio usato preventivamente dalla moglie per depilarsi l’inguine, comincia ad ottenere un maggior interesse anche in campo medico.
I primi sintomi di questo disturbo si manifestano di solito già qualche ora dopo la depilazione e imparare a riconoscerli subito e a non sottovalutarli, significa salvare almeno un pelo su quattro e ridurre quindi drasticamente le conseguenze che derivano da ogni pelo che ha perduto la retta via.
La diagnosi precoce è essenziale, soprattutto le donne già così esposte dai loro ormoni ai repentini cambi umorali non devono assolutamente sottovalutare il primo prurito inguinale che si avverte già nelle ore successive alla depilazione e dopo aver alleviato la pruriginosa sofferenza con una delicata grattata che non inibisca ulteriormente il pelo dalla sua fuoriuscita dalla pelle, è necessario effettuare un controllo accurato dell’inguine e praticare una autopalpazione della zona in grado di rilevare subito la eventuale formazioni di piccole cisti infette intorno al pelo.
L’autopalpazione, tecnica molto semplice da imparare che ogni medico di base è in grado di insegnare alle proprie pazienti, va però eseguita con molta attenzione e questo non solo per garantire l’efficacia del metodo diagnostico ma perché eviterà che l’autopalpazione in zone così delicate del corpo femminile possa distrarre la paziente dallo scopo per cui si sta autopalpando l’inguine.
Una volta poi individuato il pelo incarnito, non bisogna provare vergogna nell’ammetterlo nè nel chiedere aiuto sia alla propria estetista che alla propria famiglia la cui presenza, in una fase così delicata del doloroso percorso che accompagnerà la vita del pelo incarnito, sarà essenziale per la perfetta guarigione della paziente.
Se poi purtroppo non esiste a tutt’oggi una terapia efficace di prevenzione i grossi progressi effettuati però dalla scienza in questo settore permettono oggi di curare con una certa efficacia i peli incarniti precocemente individuati e di limitare di molto le conseguenze di questo disturbo.
Sono diversi i percorsi terapeutici a disposizione, se nei casi più gravi non è possibile far altro che intervenire con tecniche invasive che estirperanno definitivamente il pelo ribelle lasciando tracce purulente di un bubbone infetto da curare per i molti giorni successivi, è stata di recente approntata, per esempio, una terapia molto soft che tende a convincere il pelo ad invertire la sua rotta di crescita facendo sì che sia la paziente che il pelo non subiscano traumi permanenti.
Sono già molte le strutture ad oggi in grado di praticare efficacemente questo tipo di terapia e se anche tu soffri di questo fastidioso disturbo non sottovalutarlo perché ricordati che un pelo incarnito può rovinare la tua vita e quella dei tuoi cari.
Aiutare un povero pelo a crescere sano e robusto nel verso giusto, è un dovere verso te stessa e soprattutto un’ottima occasione per imparare a far crescere nel verso giusto anche i tuoi figli.





24 Novembre 2006, 8:57
la carta vetrata grana media.
la uso per le sculture, ma la si può provare amche per i peli incarniti, ti pare?
bacione, viss.
24 Novembre 2006, 9:00
Si comincia col preoccuparsi dei peli e si finisce con altri tipi di carezze…
24 Novembre 2006, 10:10
e pensare che ero arrivata in ufficio intenzionata a cancellare questo post che mi pareva un’accozzaglia di colori e stili senza senso.
Come quando ti infili una gonna, poi ti fa freddo e dopo un’ora metti sotto una calzamaglia poi i calzini sopra un maglioncino, uno scialle e tutto quello che ti capita a tiro:-)
Vabbè, ormai non posso più.
Allora, si va tutte da Brugue a vedere che si è inventato? io per oggi son tutta in nero!
24 Novembre 2006, 16:11
Ci sarebbe da scrivere un saggio: “Autopalpazione, perchè?”.
24 Novembre 2006, 18:37
Lesorja, più che altro “autopalpazione, come?”
25 Novembre 2006, 14:36
No, no. Lascerei proprio “perchè”. Voglio rimarcare che con tutti i volontari che ci sono, voi siete tanto perfide da ricorrere all’autopalpazione.
25 Novembre 2006, 23:24
Già…dici bene tu! Ma ti depili alla mattina sotto alla doccia mentre hai la crema sui capelli, la maschera purificante in faccia, l’impacco rassodante sulla chiappa, il caffè sul fuoco e il telefono che squilla. Ti confondi la schiuma da barba con quella per i capelli che invece di ammorbidire la pelle, ti intteccherisce tutti i peli dandogli una piega alla moda ma difficile da radere con il sofisticatissimo rasoio del consorte che vibra tutto mentre rincorre la messa in piega del pelo inguinale. Quando hai finito ci spalmi sopra il dentifricio e ti lavi i denti con la crema emolliente e arrivi in ufficio in ritardissimo sostenendo per la centesima volta che purtroppo ti è rimorta un’altra volta la nonna.
Ti siedi alla tua scrivania e pensi che finalmente potrai riposarti un po’ ma all’improvviso un prurito pazzesco ti devasta l’inguine. Tu gli dai una grattatina sotto alla scrivania ma il prurito si aggrava e diventa un vero e proprio bruciore. Allora accavalli le gambe, le scavalli, cerchi di spostare l’elastico delle mutande, allarghi le gambe, ti alzi, muovi qualche passo come se ti portassi sotto un pannolino da bambini, torni seduta e ti pare che qualcosa si stia impossesando del tuo inguine….
E allora che fai? Ti giri verso il collega di scrivania e gli chiedi “scusa, potresti mica palparmi l’inguine che c’ho un brucione tremendo?”.
26 Novembre 2006, 0:11
Perchè no? Saresti ancora più popolare…