Muta la mutanda

Viscontessa, 28 ottobre 2006
Sul fatto che la mutanda “tiri” mi pare che leggendo gli interventi al mio ultimo post, non vi sia dubbio alcuno. La mutanda d’altra parte accoglie, protegge e si prende cura della parte più intima del nostro corpo e il fatto che la moda attuale la lasci intravedere dai pantaloni a vita troppo bassa, non ha certo sminuito il fascino di un indumento che ben occultato sotto al resto dell’abbigliamento, rappresenta l’ultimo ostacolo di una sessualità imminente. Naturalmente, essendo un capo di abbigliamento così intimo, il tipo di mutanda che si indossa rappresenta anche la nostra intimità più interiore e coloro che sottovalutano la mutanda altrui, rischiano di peccare di qualunquismo circa la merce che essa contiene.
 La prima cosa che ti insegnano da piccoli è per esempio che bisogna sempre indossare mutande pulite e decorose perchè se ti succedesse un incidente, sarebbe davvero di cattivo gusto e sintomo di cialtronaggine, arrivare in ospedale con un paio di mutande sciupate. Mia madre me lo diceva sempre, magari mi diceva di mettere un po’ di smalto per le unghie per fermare le smagliature dei collant ma sulle mutande non transigeva e oltre ad avermi insegnato, come a tutte le bambine, che le mutande vanno cambiate tutti i giorni e magari anche più volte al giorno, buttava via senza remore, le mutande che erano inciampate in qualche errore di lavaggio o il cui uso, ne aveva liso il tessuto.
Poi quando cresci e la mutandina bianca a vita alta e con il fiocchetto sul davanti ti pare che possa dissuadere qualsiasi ragazzo dal farti la corte, si passa ad indumenti la cui finta ingenuità della stampa a fiorellini e la vita leggermente più bassa, sono solo un capriccio adolescenziale ben lontano dalle perversioni che la mente femminile di donne più adulte, riesce a partorire sulla fattura di questo indumento.
 Fino a qualche anno fa, per esempio, andavano di moda le mutande sgmabate in grado di allungare lo stacco di coscia fino a far sembrare il busto così corto che c’era da chiedersi se quella sproporzione tra gamba e tronco potesse davvero giovare all’armonia delle proporzioni di un corpo femminile. Tra l’altro, e sono sicura che molte lo ricorderanno, questo genere di mutande non era adatta per quelle donne di fianco largo che anziché guadagnarne in lunghezza di gamba, mettevano in evidenza con questa mutanda quei cuscinetti di cellulite che solo ultimamente sono diventati il peggior nemico delle donne. La depilazione dell’inguine poi necessaria per mantenere il pelo pubico solo all’interno di questo tipo di mutande, richiedeva talvolta un accanimento tale, che non era inconsueto trovare donne che dietro al trionfo di pizzo delle mutande anni novanta, non potevano che nascondere una strisciolina irregolare di pelo così misera da risultare quasi imbarazzante.
Se infine un bel culo è sempre stato un motivo di orgoglio per le donne e di interesse per gli uomini, in quegli anni non vi era ancora il culto per il culo così come è andato maturando da quando anche i pantaloni hanno perduto le pences sul davanti e le tasche sul dietro e le mutande sgmabate, nel favorire appunto un allungamento della gamba, sacrificavano impietose ogni tipo di culo che ne usciva di forma allungata piuttosto che rotondeggiante ma che veniva nascosto dal genere di pantaloni di moda in quel momento.
Poi se siano nati prima i pantaloni che fasciano o la microfibra, francamente non lo ricordo ma ad un certo punto le mutande sono tornate ad offrire alla gamba la sua naturale dimensione e mentre si è cominciato a ridurre le dimensione della parte posteriore delle mutande che non doveva più contenere interamente le natiche ma soltanto parte di esse, si è cominciato a mettere sul mercato mutande che grazie al nuovissimo materiale con cui erano confezionate, erano in grado garantire una perfetta aderenza anche a metà natica. Niente più mutande che si infilavano in mezzo al sedere ma indumenti leggeri e versatili che non perdevano mai il contatto con la pelle, né la loro elasticità anche se un lavaggio dopo, perdevano subito il loro candore per diventare delle mutande perfettamente aderenti ma grigiastre. Così anche la microfibra ha perduto parte del suo fascino a cui si è rimediato lasciando che le mutande perdessero anche parte della consistenza e sono arrivati sul mercato perizoma talmente ridotti che non solo il filo si incastrava tra le natiche, ma la parte che avrebbe dovuto proteggere la parte più intima di una donna, si incastrava in essa creando ora sollazzo ora fastidio tra le donne che indossavano questo indumento.
Attualmente, ritrovato un giusto equilibrio tra funzionalità e dimensioni, si è però abbandonato la microfibra in favore di un tessuto trasparente simile ad una sottilissima rete che oltre a lasciar intravedere il pelo pubico, spesso lascia che questo spunti tra le sue maglie offrendo il raccapricciante spettacolo di donne che a cui pare che tra i teneri fiorellini delle loro mutande, sia appena spuntato un prato di erbacce dure come canaponi.
Personalmente, dopo aver sofferto tra i pizzi di perizomi troppo insolenti, aver beneficiato della comodità delle sloggy a vita alta, aver imprecato contro la microfibra da lavare a mano e infine aver di recente e definitivamente cestinato mutande in pizzo dalla sgambatura ascellare, mi sono adagiata su mutande in tinta unita bianche o nere, in puro cotone e con un filo non troppo massacrante sui fianchi. Roba insomma che se mi capita un incidente, non mi fa sfigurare né lascia supporre ai soccorritori che più che al supermercato a fare la spesa, mi stessi recando in una casa d’appuntamenti per casalinghe in fregola di trasgressione.


12 commenti a “Muta la mutanda”

  1. utente anonimo Says:

    Grande Viss. Tutto deve essere normale.

    Anzi, colgo l’ occasione per lanciare il mio solito appello.

    Se qualcuna delle tue amiche avesse intenzione di conoscermi vorrei che si presentasse direttamente con le mutandine abbassate.

    Conta molto di più quello che c’ è sotto, ihihi, che non quello che si porta sopra.

    Potrebbe anche tenerle indossate, solo però se fossero bagnate di desiderio, segno inequivocabile di una resa senza condizioni…

    Ps. Spero che questa mia volgarità non offenda nessuna delle tue amiche. Lo so che tu mi perdonerai. Da tempo sai che sono un inguaribile deficiente …:-))))) Cap

  2. riccionascosto Says:

    (chissà com’è, ma prima di aprire la finestra, sentivo già che il commento era del Cap. ;) )

    Oh mio BVCU, nessuna offesa, anche perché son quasi certa che, nel caso, scapperesti a gambe levate (la soluzione potrebbe essere abbassare i pantaloni, come nella barzelletta della suora logica; così è più difficile correre).

    Vis, la tua storia della mutanda è seconda solo all’analisi del calzino (ora però ci serve anche lo studio comparato)

  3. utente anonimo Says:

    hai un modo di scrivere veramente brillante, saresti perfetta per la redazione di una rivista femminile. continua così!

  4. Minervaa Says:

    il perizoma ha il limite di non poter essere indossato con il ciclo.han fatto l’assorbente per il tanga ma per la mutanda filiforme pare impossibile.bisognerebbe studiare sulle ali (grande invenzione paramacchielaterali)o altrimenti , (in mancanza di vento)

    saremo costrette a passare direttamente a motore.

    o mi sbaglio con le vele?

  5. apiatto Says:

    E’ vero, anche mia mamma quando ero piccolo si preoccupava di cosa indossassi per l’intimo, facendo cosi’ passare in secondo piano un eventuale ricovero per incidente: “Ma che figura ci farei se all’ospedale ti trovassero la canottiera sporca?”.

    Ciao!

  6. RenatoR Says:

    uffa ma ci sono ancora gli anonimi?

    ciao

    r

  7. RoseBlueDream Says:

    Un salutino al mio passaggio e buon ponte!

  8. metallicafisica Says:

    Quante verità, cara Viss…

    Talmente simili quelle sulla mamma che a me, la mia ancora mi regala, per ogni compleanno, due paia di mutande… (per fortuna da qualche anno si è dguata alle “tendenze”, altrimenti ancora indosserei quelle di mia nonna:)***

    ps: la PW è “Metallica”:)

  9. Pralina Says:

    Recentemente mi è capitato di comprarne un paio dai cinesi, per le regola che tutto coi cinesi si riduce e quindi noi ci ingrandiamo, ho scoperto con raccapriccio che la mia misura è una XXXXL.

    Se continuavano a metterci le X, potevano fare direttamente un bordino ricamato attorno alla vita.

    Molto divertente il tuo post, ma ti aspetto il 22 gennaio sera per la sfilata di moda caustica al CPA Firenze sud.

    Bacini.

    ^_____^

  10. LaDistratta Says:

    A volte non do molta importanza alla biancheria intima perchè so, che se per sfiga fossi implicata in quel fantomatico “incidente”, inferimieri e dottori non noterebbero di certo quello che indosso…….la loro attenzione sarebbe tutta rivolta, con raccapriccio, alla lunghezza dei miei peli superflui! :-D DD

  11. Viscontessa Says:

    Beh, quando mi sono rotta la gamba e mi hanno portato in ospedale, mi ero fatta la ceretta il giorno prima e nonostante il dolore fortissimo pensavo a che bella gambina, rotta ma depilata avrebbero trovato i dottori:-)

  12. chiaralice Says:

    Vis sono qui con le lacrime agli occhi da quanto mi hai fatto ridere! troppo forte!

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