La strage degli indumenti
Viscontessa, 23 Ottobre 2006Il bilancio è gravissimo, nel soggiorno ci sono ancora cinque sacchi neri di abiti che devono essere ritirati. Tre cappotti morti e due feriti, una decina di maglioni straziati dalle tarme, due in terapia intensiva e altri quattro ricoverati nel reparto della biancheria da lavare. Due sono i capi deceduti senza mai essere neanche stati indossati e non si contano le lenzuola, le coperte e persino le tendine, che hanno incontrato il loro destino dei sacchi neri del soggiorno.
Le forze dell’ordine e i soccorsi sono intervenuti prontamente sul luogo della strage, e grazie alla loro tempestività, è stato possibile salvare una mantella in cachemire dalle macerie di capi ormai in fin di vita ma nonostante l’infaticabile lavoro dei soccorritori, non è stato purtroppo possibile salvare i capi che erano già stati eliminati dalla furia omicida della sua padrona.
Dalla sommaria ricostruzione dei fatti che è stato possibile fare fino ad adesso, pare che stamattina verso le nove una donna ancora in pigiama e con lo sguardo che poi i pochissimi testimoni della strage avrebbero descritto invasato, si sia avvicinata alla ante dell’armadio come una casalinga qualsiasi ma un attimo dopo, seguendo quello che a prima vista pareva un piano già preparato da tempo, ha scaraventato giù i tutti i capi di abbigliamento e di biancheria che si trovavano disordinatamente riposti nell’armadio e ha cominciato a sbatterli per terra dove molti di loro, purtroppo, sono rimasti soffocati dalle coperte e i coltroni venuti giù dai piani alti dell’armadio.
E’ stata una questione di pochi minuti, la donna ha agito rapidamente forse in preda ad un raptus omicida, sicuramente con una precisione e una crudeltà tale che dopo pochi attimi dall’inizio dell’attentato già alcuni calzini, salvi per miracolo forse solo per le loro modestissime dimensioni, si sono trovati sotto ad un cumulo di pantaloni di cui è stato particolarmente difficile e doloroso persino il riconoscimento.
I calzini, tra i pochi testimoni che hanno potuto assistere alla tragedia, sono ancora sotto shock e per questo trattenuti nel cassetto in osservazione.
Ad avvisare della strage è stata la stessa donna che con voce concitata ha chiamato per telefono sua madre: “corri!” le avrebbe detto secondo le prime ricostruzione degli inquirenti “ho fatto una strage! Ho tirato giù dagli armadi persino le mensole e adesso tutto intorno sono piena di cenci che non so dove mettere”.
La donna, accorsa prontamente sul luogo della strage, purtroppo non ha potuto fare altro che constatare l’entità della catastrofe e dopo aver inutilmente chiesto aiuto (all’altra figlia che si è inventata un’influenza che non le permetteva di muoversi da casa) ha cercato di calmare la folle che nel frattempo piangeva disperatamente su un golfino di cachemire grigio finito dalle tarme.
La donna che poi ha rilasciato una breve dichiarazione agli inquirenti, ha detto di aver tentato di calmare la folle chiedendole come mai non avesse messo l’antitarme nell’armadio ma dover aver scoperto che la folle l’antitarme lo aveva acquistato e riposto nell’armadio ma si era dimenticata di togliere la pellicola protettiva che lo avrebbe reso efficace, si è resa conto che non c’era niente da fare e ha chiamato i soccorsi.
Nel corso di una brevissima conferenza stampa tenuta dalle forze dell’ordine e terminata solo pochi minuti fa, si è venuti a sapere che probabilmente la donna voleva solo fare il cambio degli armadi ma che poi, essendosi trovata di fronte i suoi golf migliori mangiati dalle tarme, abbia del tutto perduto il controllo della situazione e abbia tirato giù tutto quello che si trovava dentro agli armadi. I soccorritori, tre gatti e un cane ancora scossi per l’accaduto, hanno scavato tutto il giorno tra sciarpe, maglioni, guanti, gonne, giacche, pantaloni e persino vecchi collant bucati ordinatamente conservati dentro ad un sacchetto di plastica ma le ricerche dei sopravvissuti non sono ancora terminate anche se ormai le speranze di ritrovare ancora qualche capo in vita, si fanno più labili di ora in ora.
Della donna fino ad adesso si sa pochissimo a parte il fatto che pare che fino ad oggi non avesse mai manifestato nessun tipo di avversione per gli indumenti e che secondo le prime dichiarazioni rilasciate da chi l’ha conosciuta, pare conservasse addirittura lenzuola bucate che lei sosteneva poter essere sempre utili come stracci. Il suo gesto, che fino ad adesso gli specialisti tendono a valutare come il raptus di pazzia di una persona che probabilmente nascondeva già da tempo un malsano rapporto con gli indumenti, ha lasciato increduli tutti i suoi familiari che ignari dell’accaduto, sono rientrati in serata a casa e hanno trovato decine di sacchi “di roba da dare via” (come avrebbe detto la stessa donna), sparsi per tutto l’appartamento.
Il marito, avvicinato dalle nostre telecamere e visibilmente shockato dall’accaduto, si è detto ancora confuso ma anche scettico sulla presunta follia della consorte “mi rendo conto della gravità del gesto compiuto da mia moglie ma sapere che tutte le sue calzature, e in particolar modo i suo stivali, sono usciti indenni dalla sua furia omicida, mi induce a ritenere che parlare di follia per giustificare il suo gesto, sia ancora prematuro. Purtroppo non ho ancora avuto modo di vedere mia moglie ma mi ritengo certo di una spiegazione dell’accaduto da parte sua”.
La donna tanto, in evidente stato confusionale, è stata sedata con una forte dose di pizza prosciutto e funghi e birra in lattina e i sanitari che l’hanno in cura, hanno detto che adesso sta bene e riposa tranquillamente anche se probabilmente tutti gli indumenti che ha eliminato, torneranno a tormentarla nel sonno.
La madre invece, ancora in lacrime per l’accaduto, dopo la breve dichiarazione rilasciata agli inquirenti ha abbandonato l’appartamento della figlia con grossi sacchi di indumenti usati e si è rintanata nel suo appartamento dal quale si rifiuta di rilasciare ulteriori dichiarazioni.





23 Ottobre 2006, 1:09
La signoria Viss (vostra) è ufficialmente invitata al nostro prossimo defilé inverno-inverno di moda caustica dal titolo “E’ di rigore l’abito da pera”.
23 Ottobre 2006, 1:22
eh…Pralina, bisogna vedere se per quella data la signora sarò in libertà.
Per ora è sotto stretta sorveglianza e soffre anche del prevedibile disturbo della dissociazione: da un lato la strage, dall’altro una donna in lacrime con i sacchi ancora nel soggiorno.
Sono vittima di me stessa!
23 Ottobre 2006, 8:57
commento per il conte non mi proccupa tanto la pazzia omicida della contessa quanto il tuo portafoglio che sarà messo a dura prova nel negozio Malo (o peggio Loro piana) per la sostituzione dei golfini e già che ci sei un paio di nuovi durango, io alla mia (di mogli)la naftalina la facevo mangiare insieme alle olive dell’aperitivo….così per aiutarla a digerirla meglio. I giubbotti dellla moto non necessitano di tali cure
filippo
23 Ottobre 2006, 9:39
Sentite condoglianze Vis ma in questo triste momento non riesco a trattenere un blasfemo commento : il golfino di cachemire e’ perfetto per lucidarci la Bmw, noblesse oblige !
…. tanto non mi prendi !
Scusa, Wolf
23 Ottobre 2006, 10:27
Sciocchi uomini! Siete così prevedibili e pantofolai nelle vostre abitudini che non vi rendete mai conto delle infinite risorse di cui sono dotate le donne.
Le vostre esigenze sono così intense e così limitate che una volta trovato il modo migliore di soddisfarle, rimanete imprigionati per tutta la vita nelle consuetudini che vi hanno permesso di essere appagati. Scopare, mangiare, cacare e giocare con la Play Station, è tutto quello di cui avete bisogno dove per Play Station intendo qualsiasi attività in grado di placare la vostra aggressività e competitività. C’è chi gioca con la Play Station, chi va a caccia, chi fa le guerre, chi si compra la moto più grande o la macchina più veloce, chi si gonfia di più i muscoli in palestra e chi si butta sulla carriera, ma qualunque sia la scelta operata, è sempre il vostro “pistolino” a parlare: “io ce l’ho più lungo del tuo e se anche fosse più corto lo so usare meglio, guarda come corro veloce con la mia auto e come ammazzo tutti gli alieni di questo videogioco!”
Noi donne invece, teneri bocciuoli che si affacciano sul mondo con la consapevolezza che l’umanità intera dipenda da noi, sempre prodighe di buon senso e di amore per quella umanità a cui noi stesse abbiamo dato vita, siamo dotate di quella flessibilità che ci rende ai vostri occhi degli esseri incomprensibili ma che ci consente di vivere più a lungo di voi e di vivere meglio, per la capacità di sopportare il dolore, le delusioni, le fatiche e la solitudine con risorse che voi uomini non potete neanche immaginare.
Per questo, cari miei, siete assolutamente fuori strada, perché la strage di ieri degli indumenti, non mi ha gettata nella frustrazione che per dire voi uomini potreste provare se trovate un graffio sull’auto nuova, ma mi ha rigenerata offrendomi la possibilità di rinnovarmi e diventare una donna diversa.
Infatti da oggi ufficialmente e fino a data da destinarsi, non sarò più la viscontessa in stivali, icona glamour della blogsfera tutta, ma una neoclochard vestita di stracci che farà della nuova immagine che darà di se, un punto di riferimento per tutti coloro in grado di apprezzare più la sostanza della forma. Una donna nuova, più matura e più consapevole che dopo aver tolto la pellicola protettiva dell’antitarme, vagherà leggiadra ed essenziale per i sentieri del mondo diffondendo il Verbo tra i poveri mercanti del tempio.
San Francesco, tanto per dire, mi pare un ottimo modello da seguire, con gli uccelli in fondo ci ho sempre parlato, e anche con gli altri animali ho molte affinità:-)
23 Ottobre 2006, 10:36
Le esprimo tutta la mia solidarietà, anche perchè la cronaca ci insegna che i mariti si schierano spesso dalla parte delle mogli, almeno per avvalorare uno stato di semi infermità mentale, il suo invece, con quella dichiarazione sulle scarpe suggerisce una colpevole lucidità
Annika
23 Ottobre 2006, 10:51
Resto quasi convinto che la mancata asportazione della pellicola potesse esser stato un atto “inconsciamente premeditato”, sarebbe tipicamente femminile.
Quanto agli stereotipi maschili dovevo pensare che oggi la Vis fosse in fase Antipa …
Ti vedremo insieme a Fiorello e Mike ?
Wolf
23 Ottobre 2006, 11:34
E’ un vero peccato che qiu in Italia non sia in voga una usanza tipicamente anglosassone.
Al momento di disfarsi di indumenti, suppellettili, animali domestici e dicono a volte persino coniugi, la padrona di casa indice un the con una serie di amiche e conoscenti, preferibilmente stessa taglia e espone tutta la paccottiglia come un mercatino casalingo.
La roba in genere va a ruba perche’ e’ buon uso prezzare gli oggesti modestamente.
Tuttavia, avendo ricevuto visita e’ necessario corrispondere la stessa cortesia e partecipare quindi agli n+1 mercatini in casa delle amiche et conoscenti….
Insomma c’e’ da avere tutti i giovedi’ occupati e riempire nuovamente gli armadi di ciarpame.
Nulla so sul riciclo dei consorti, sembra che qui in Italia non prenda piede, per l’eliminazione rivolgersi al Quadrifoglio.org!
Bax
23 Ottobre 2006, 11:37
SEI FANTASTICA!! COME SEMPRE.
23 Ottobre 2006, 11:49
ma il vintage…va di moda…

anche se , purtroppo, tutto artificioso
gioisci…
il tuo è autentico….attenta…può darsi che qualche stilista di fama possa copiarti l’ idea…e le tarme..
23 Ottobre 2006, 15:28
post geniale, complimenti!
successe anche a me un anno fa’- e fu egualmente un disastro.
un vero disastro….
M
23 Ottobre 2006, 15:30
Invero pare che il marito, tornato a casa stanco come si conviene dopo una giornata trascorsa in gravose occupazioni e visto lo scempio, si sia catapultato nella stanza porta scarpe e, riscontrato che le poverine eran incolumi - tutte le centoventotto paia - abbia tratto gran sospiro di sollievo.
Il tesoro di famiglia era al sicuro.
Poteva andarsene a giocare sollevato alla Play Station e quindi ad una meritata sessione a Mediaset Premium.
Son cose.
23 Ottobre 2006, 16:03
va bene, va bene…. per par condicio dopo tanto sparare sugli uomini, mi tocca un post anche sui difetti delle donne, Wolf, cosa preferisci, il ritratto della donna madre, di quella sessualmente libera o l’emancipata tradizionalista?
Volpe, questa usanza l’ho sempre trovata molto utile ma anche molto anglosassone, noi siamo più fantasiosi, cialtroni ed estemporanei per cui io faccio i sacchi e li do a mia madre che li smista tra lei, mia sorella e le sue amiche:-) ci sono capi, per dire, che arrivano addirittura in Sardegna e poi tornano pure indietro, io di recente indosso una giacca marrone che si narra sia stata di mio zio almeno trent’anni fa ma che poi è stata indossata un po’ da tutti.
Conte, per fare il cambio delle scarpe aspettavao te:-) contento? ci si vede stasera, ho grandi progetti!
23 Ottobre 2006, 16:45
ahi….si prepara una serata esplosiva?
e poi domani leggeremo
” Conte cerca contessa per fare i conti”
…
auguri …
23 Ottobre 2006, 17:27
Calma, rimaniamo con i piedi per terra.
Non facciamoci prendere da facili entusiasmi.
23 Ottobre 2006, 18:21
Quando una moglie dice: “stasera ho grandi progetti”, normalmente significa che il suo Outlet preferito fa orario notturno…
In tutti i casi sono rimasto veramente interessato dal discorso sulla flessibilità delle donne.
23 Ottobre 2006, 23:21
Comprendo che tutto ha un limite, anche le stagioni. Anche se mi aspetto sempre il buontempone di turno che dirà che le stagioni non sono più come una volta… che l’inverno non si mai quando inizia (io lo scopro quando devo sistemare gli oltre cento quintali di legna per il termocamino… lavoro da maschietti ehhhh), ma il cambio stagonale provoca sempre queste crisi… di identità. Ognuno cerca di fare qualcosa di diverso. Le donne, oltre a rompere le scatole, ma nel senso buono (per carità), per recuperare il vestiario pesante, accuratamente confezionato l’anno precedente, cercano di coinvolgerti in questa visione del mondo completamete opposta a quella che conoscevamo. «Ora basta si cambia…». Ma cosa? I vestiti? E cominci a porti problemi seri. Esistenziali. E te li porti sul lavoro. Al punto che qualche collega ti vede con la faccia più scura del solito e ti tormenta: ma è successo qualcosa? E via a spiegare: no, niente di serio. E’ il solito cambio stagionale. In più ho cento quintali di legna da sistemare. In più… ho perso con la play station nella sfida più attesa dell’anno: Gran Turismo. Ma ho perso con mia figlia, la più piccola. Dio mio come sto invecchiando.
E il colpo di grazia arriva inesorabile in occasione della rivincita: «Vuoi smetterla di giocare con la Playstation, vieni ad aiutarmi…» Ed allora ti viene voglia di dire: Cara, hai ragione. Cambiamo tutto.
Prendi le canne (quelli con i mulinelli, non pensate sempre alle solite cose) e scegli lo scoglio più solitario, aspettando il primo cefalo suicida. E al diavolo la legna e il cambio stagionale…
23 Ottobre 2006, 23:26
Per la serie: “Cronaca di un cambio di stagione annunciato” da un idea di Viscontessa, per la regia di Viscontessa interpreta Viss!
ALE
23 Ottobre 2006, 23:36
Rispondo prima a Brugue perchè so esattamente di cosa parli quando parli del lavoretto da maschietti di riporre la legna, che è da maschietti ma insomma, cazzo, vorrai darmi una mano che mi fa male la schiena!!! tu prendi la legna da terra la metti sulla cariola e io la trasporto nella legnaia e la sistemo….. e così oggi, che il camino, la legna e la legnaia non ci sono più, ho costruito un tavolo e un mobiletto in legno per riparare la lavatrice.
E’ tutto un po’ storto e devo ancora rivedere qualche dettaglio (quando parte la centrifuga della lavatrice l’anta sbilenca del mobiletto che ho costruito, sbatte furiosamente sulla parete) ma nel complesso sono molto soddisfatta.
Quindi, i maligni che hanno insinuato che volessi trascinare il conte a fare acquisti, anche per stasera restano a bocca asciutta:-)))
E’ del tutto inutile che cerchiate di mostrare solidarietà maschile al conte per le ben note debolezze femminili, con me non troverete pane per i vostri denti:-)
Ah…dimenticavo, ci sono ancora da tirare giù le scarpe invernali e riporre quelle estive ma attestato che a tutt’oggi siamo ancora con la scarpiera rotta di quindici anni fa, ho appena avvisato il conte che o prendiamo provvedimenti per acquistare una scarpiera, oppure me la costruisco da sola che ormai ci ho preso gusto.
Naturalmente non tirerò giù le scarpe fino a quando non avrò una nuova scarpiera per cui se vi capieterà di vedere il conte girare in moto con i sandali ai piedi in pieno inverno, prima che se ne lamenti insinuando una mia insensibilità alle sue esigenze, sappiate che la colpa non è mia……che tanto io i miei stivali li tengo tutti sotto al letto:-)
24 Ottobre 2006, 12:37
Fregauntuboammè.
Oggi eravamo a + 25°.
24 Ottobre 2006, 13:07
Sì, ma attenzione: l’inverno arriva. Prima o poi…
24 Ottobre 2006, 17:26
Ah, l’inverno dei nostri indumenti! Ah le cornache di poveri manti ! Mi godo la vs consueta guerra dei mondi da puro letore e mi complimento perché non indulgete - da veri conti a incontinenze verbali (che umorismo ucraino, eh?) pur lisciandovi il pelo con la scimitarra (ecco, magari per dare il mio modesto contributo, mi chiedo chissà quale destino abbia voluto che il fallo maschile si traducesse poi in correlativi di legno o ferro ma nomati al femminile..bho..).saluti
24 Ottobre 2006, 18:21
mario,
sei ermetico o dislessico o disgrafico ? :))
la fu
24 Ottobre 2006, 22:02
Viss, ma tu non sei una carnefice, sei un’eroina! La tua non è stata una strage, ma un atto eroico di liberazione di decine di esseri, più o meno pelosi, dalla schiavitù di una vita ritirata, buia, inutile.
Parliamoci chiaro, il mantello di cachemire non è affatto un superstite, ma è solo uno sporco terrorista rientrato con l’inganno nel carcere dell’armadio per fare strage di potenziali acquisti futuri, pronto a usare il detonatore della sua presenza per farti esplodere sensi di colpa! Non ti rendi conto della minaccia che incombe sul tuo potere d’acquisto? Non ti resta che farlo evadere immediatamente o mandarlo di corsa ai lavori forzati, come del resto suggeriva anche Wolf.
25 Ottobre 2006, 11:20
Ohi ohi …. serve l’elmetto ?

Sia chiaro che il mio voleva essere un modo di vedere il bicchiere non del tutto vuoto: insomma, al bike beauty salon sembrano esserci tre qualificate addette ed il nero e’ un colore molto delicato, servono strumenti adatti. Complimenti al Conte per il suo senso imprenditoriale, pensavo che dei “welness center” simili ci fossero solo in California e dedicati alle auto