Il mostro siamo noi

Viscontessa, 9 Ottobre 2006

Ieri sera a Terra, il settimanale di approfondimento del TG5, si è parlato ancora di violenza sulle donne. Storie di Maria, Antonia o Francesca, violentate alla fermata dell’autobus da un extra comunitario ma anche uccise da un ex fidanzato geloso con problemi psichiatrici.
Diversi. Uomini diversi per cultura, per educazione o per malattia.
Diversità che sono patologie o sono il frutto di una cultura o di una educazione diversa dalla nostra, diversità in grado di rassicurarci sulla normalità della comunità nella quale viviamo e sulla validità dei principi, delle norme, dei valori e della morale che la regolano.
Perché adesso che i principali accusati di questo reato sono extra comunitari, è più facile indignarsene riempendosi la bocca di belle parole sui diritti calpestati delle donne o sul loro diritto di dire di no.
La nostra è una società civile, una società nella quale le donne godono degli stessi diritti degli uomini e nella quale si crescono, si allevano e si educano gli uomini nel rispetto di questi diritti, e coloro che tradiscono questa educazione, sono le mele marce di un albero in piena salute.
Poi ci sono Katrina, Olga o Ivanka, minorenni portate nel nostro paese dai mercanti di schiavi e vendute sull’angolo della strada di tutte le nostre città. Gli uomini, i nostri uomini così civili, le mele sane del nostro albero, fanno la fila ogni sera per violentarle con il consenso dei loro magnaccia tra l’indifferenza delle forze dell’ordine, dell’opinione pubblica, dei cittadini e persino delle stesse donne che si sentono così insicure ad uscire la sera.
Ma per parlare delle violenze di Katrina, Olga o Ivanka, bisognerebbe mettere sotto accusa proprio la mentalità di questo paese che si indigna anche solo per la considerazione che gli arabi hanno delle donne, ma che poi la sera, alla luce abbagliante dei lampioni, approfitta di ragazzine vendute sul mercato come quarti di bue.




47 commenti a “Il mostro siamo noi”

  1. Minervaa Says:

    è un po’ come quando certi uomini considerati civili e lontani da sospetti di crimini aberranti come la pedofilia qui in italia,

    trovandosi in corea o thailandia trovano del tutto sano e naturale accoppiarsi con tredicenni.

    quella mica è pedofilia.

    forse non sono del tutto in tema ma mi hai fatto pensare a questa cosa

  2. Viscontessa Says:

    temo che tu sia in tema anche se la pedofilia è un reato anche qui in Italia, mentre andare a prostitute no.

  3. Annnika Says:

    Non è un crimine, lo so, ma io non ho simpatia neppure per quegli uomini che tornano da un viaggio con una mogliettina giovane e molto remissiva.

  4. Viscontessa Says:

    Annika, però questo è ancora un altro discorso, quelli sono uomini che “acquistano” una donna a volte perchè hanno difficoltà a relazionarsi con le nostre donne, altre per solitudine e per quanto possa essere discutibile l’acquisto di una moglie, se non altro le acquistano ad un prezzo molto alto in grado di garantire alla donna una qualità di vita molto superiore a quella a cui andrebbero incontro nei loro paesi d’origine.

  5. Annnika Says:

    Certo non intendevo equipararli però non li ho in simpatia lo stesso.

    Perchè in una società civile, dove si sbandierano le pari opportunità, dovremmo poi essere in grado di relazionarci :)

  6. utente anonimo Says:

    Direi che nella nostra società di sano non c’è un bel niente. Siamo bombardati dai media con immagini e dimensioni completamente irreali. Cresciamo con l’ambizione di raggiungere questi modelli bellissimi. Questo porta ragazzine anoressiche, uomini e donne insoddisfatte che si autodistruggono quotidianamente, inseguendo qualcosa che non esiste. L’amore è stato sostituito dall’immagine di bellezza, sottile come un’ostia, che appena provi ad aggrapparti si sbriciola. Non sono i singoli i mostri, ma tutto quello che c’è intorno fabbrica mostri… Alessandra.

  7. Pralina Says:

    Eh sì, Viss, è tutto vero purtroppo… la violenza contro le donne secondo l’OMS è la terza causa di morte femminile al mondo… basta vedere quanti uomini (extracomunitari o italiani, ma sarà così anche in altri paesi europei) ammazzano le mogli e le fidanzate perché non accettano il fatto d’essere lasciati o semplicemente per sfogare i loro istinti. Per non parlare di quanti ammazzano le prostitute per la strada. Se ne legge almeno un paio al giorno di queste notizie, è una strage o un genocidio (sterminio di massa, di donne in età ancora fertile… meno discusso delle stragi del sabato sera… meno allarmante del “terrorismo”… meno punibile a livello penale di una rapina in banca… insomma, a conti fatti, valiamo molto poco.

  8. mariodesantiss Says:

    ho visto solo l’inizio di “Terra” ma ho girato dopo l’incipit modello Cucuzza che aveva Capuozzo. Esiste un’emergenza “uomini”? Se dovessi dirla con due numeri ad effetto, direi che la risposta potrebbe essere cercata a metà strada tra due dati: 1) a Milano gli stupri negli ultimi anni sono diminuiti;2) i clienti delle prostitute sono secondo proiezioni statistiche 9 miloni, la maggioranza giovani. Nel 1994 è uscito un libro “Sesso al lavoro”

    scritto dalla giornalista Roberta Tatafiore (femminista, firma di “Noi Donne”,per inquadrare il tipo, ma per niente ideologizzata e i suoi studi sull’argomento prostituzione sono intelligenti e spiazzanti)Parlando con lei, mi disse una cosa che considero sempre vera: “come sono i maschi dipende e dipenderà da come siamo e saremo come madri. Noi donne emancipate quando siamo e saremo madri, riusciremo a educare nuovi maschi?”. Domanda sempre attuale.

    sono passati 12 anni, quei ragazzini di allora ora sono giovani maschi. UN venticinquenne di oggi ha la mamma che è stata giovane tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80. Qualcosa avrà respirato di un clima sociale diverso, o no? Vorrei chiederlo alle 25enni di oggi come sono “in quanto uomini” i loro coetanei.

  9. utente anonimo Says:

    Un post bello, incisivo e totalmente condivisibile.

    Talmente incisivo che, come avrai notato Viss, mancano i commenti maschili, i commenti di coloro che sul burqa e sui diritti delle donne pachistane invece si sprecano.

    O meglio, un commento maschile ci sarebbe pure, ma su un diverso tema: quello della colpa delle madri.

    Che può essere condivisibile o meno (io non lo condivido: se proprio le colpe le devo cercare in famiglia - ma perchè? - sono più orientato ad addossarle ai padri), ma non mi sembra attinente al tema di cui si parlava.

  10. contevico Says:

    Ops…l’anonimo ero io.

  11. Lavorini Says:

    viss for president !

    ebbasta!

  12. Effe Says:

    è che le donne son cocciute.

    Questo lo vorrà almeno riconoscere.

    E uno le cose prima gliele spiega con calma, e loro invece niente.

    Poi si fanno anche i disegnini, che magari così è più facile, e loro invece niente.

    Alla fine, che vuole, le si ammazza, ma l’hanno voluto loro, chie diamine.

    (non so, spero che questo commento risulti, al vaglio, sufficientemente maschilista)

  13. utente anonimo Says:

    sono cresciuto nel culto del “prodotto”, non per colpa di mia madre, molto spesso contro mia madre. Il sesso si vende e io lo compro come ogni altra cosa. Quando vorrò una moglie dovrò comprare anche quella.

  14. mariodesantiss Says:

    conte

    non è per cercare “colpe” ma si parlava di violenza sulle donne. Da parte degli uomini. e si parlava della violenza degli uomini di altre culture sulle loro donne. E del fatto che anche noi uomini italiani partecipiamo a quella violenza se andiamo con una prostituta, il più delle volte straniera. A me sembra che se un giovane uomo vive male la sessualità e l’identità legata questo c’entrano “anche” le donne, specie in quel ruolo. Conoscevo una giovane madre progressista e femminista nel giusto, equilibrata. suo figlio, sedicenne, non è che fosse così sensibile alla politica. un tipico ragazzotto degli anni 90. Ad esempio, s’era fissato e ha preteso che la fidanzatina coetanea si rifacesse le tette più grosse come piacevano a lui. Ogni tanto quando litigavano lui le dava anche qualche schiaffo. Lei piangeva remissiva. Se c’è in questo qualcosa che non va - lascio a voi il giudizio - in questi comportamento c’è una traccia della madre. Ma è opinabile sono d’accordo. Che nei comportamenti di tuti noi maschietti c’entrano gli uomini, i padri comunque lo davo per scontato, lo sapevamo già.

  15. utente anonimo Says:

    non so.

    questi pensieri sono condivisibili ma mi rimane sempre un non so che di incompleto. il rispetto, la tolleranza la dignità e quant’altro ci fa Uomini e Donne non ti arriva gratis. tutti possiamo avere alibi, tutti possiamo suonarcela e cantarcela. il mondo è sempre stato misogino, è disegnato per essere tale con la complicità delle donne che usano spesso questa “infermità ” dei maschi per non prendersi in mano la propria vita senza pretesti, senza facili scappatoie, senza comodi vittimismi.

    l’è un dicorso lungo e complesso e le domande sono tante: dove cazzo sono le donne quando i loro uomini, fratelli, figli, amanti, amici esprimono la loro barbarie? dove cazzo sono state? cosa hanno fatto finta di non vedere? quanto sono complici?

    un bacio dalla tua amica funambola

  16. utente anonimo Says:

    Di certo una donna non andrebbe mai a pagare un uomo per strada.

    E fra travestiti, turismo sessuale, stupri viene realmente da chiedersi cos’è diventata o stà diventando la sessualità maschile.

    Può sembrare assurdo ma credo che tutto ciò sia un segno della nostra debolezza e della vostra forza.

    Abbiamo qualche difficoltà a rapportarci con il mondo femminile. E oscuramente tendiamo a farvi pagare qualcosa. Forse la vostra inquietante fecondità, il fatto che doniate la vita.

    O forse il fatto che spesso la nostra virilità è solo di facciata. Astratta e retorica.

    Certo è, che a noi maschi, è sempre piaciuto bruciare la strega sul rogo. Anche se non aveva nè colpe, nè peccato…Cap

  17. Viscontessa Says:

    Tutte osservazioni giuste le vostre e commenti che in un modo o nell’altro cercano di spiegare un fenomeno sociale del quale si parla molto poco.

    Il mio non vuol essere un atto di accusa nei confronti del mondo maschile, o almeno non direttamente, certo che in una società governata da uomini è più facile che siano proprio le debolezze maschili ad essere maggiormente tollerate.

    Che poi le madri siano responsabili dell’educazione dei loro figli è vero, ma non si può accusare una madre di non essere riuscita ad affrancarsi da una mentalità maschilista per poi comprendere e perdonare i suoi figli maschi per non essere riusciti ad affrancarsi dall’educazione materna, perché questo è esattamente quel genere di atteggiamento autolesionistico di cui le donne dovrebbero liberarsi.

    Il femminismo, nella sua forma più virulenta, è naufragato insieme ad un’epoca di ideali politici che non aveva fatto i conti con la vera natura dell’essere umano. Il socialismo reale non ha funzionato perché ha privato l’uomo della sua individualità così come il femminismo privava la donna della sua specificità, ma tramontati i vecchi valori di Dio, patria e famiglia e fallita l’epoca delle grandi illusioni, siamo rimasti come senza anima in balia di quei vecchi istinti che avevano governato l’uomo fino alla sua consapevolezza di essere qualcosa di più di un animale.

    Dio, patria, famiglia e poi uguaglianza tra gli uomini, erano valori forse non del tutto condivisibili e forse troppo spesso strumentalizzati per interessi personali, ma erano comunque ideali in grado di “animare” gli uomini e condurli con tutte le difficoltà del caso, a creare modelli di società sempre migliori.

  18. utente anonimo Says:

    Tutto condivisibile e condiviso. Aggiungo che oramai da decenni, almeno da quando l’apparire ha preso il posto dell’essere genitori spesso assenti hanno “educato” i figli in modo distorto, affidandoli a nonni che nulla vietano per una sorta di malsano affetto e concedendogli tutto e subito per scaricarsi dei sensi di colpa che si vengono a creare per via appunto dell’assenza. Parlando oggi con un collega inglese mi disse che in UK hanno una nuova legge per tentare d’arginare la violenza minorile: anche la’, come in molto del “nostro mondo moderno e progredito” ai figli non si e’ negato nulla, non si e’ insegnato il valore delle cose che ci circondano e soprattutto non si son dati dei limiti, il concetto fermo di bene e male quindi cio’ che e’ possibile e cio’ che non lo e’. Anche queste son cause . Con certi extracomunitari adotterei metodi “svizzeri” in caso di un qualsiasi tipo di violenza > rimpatrio, ai “nostri” applicherei una giustizia vera, veloce e soprattutto certa.

    Poi riaprirei le case chiuse, non ne sarei cmq un fruitore ma certo aiuterebbero ambo i versanti , poi si dovrebbe anche pensare a cosa gira sul web, alle pay tv, alle trasmissioni via satellite …… una battaglia persa, solo l’educazione secondo dei vecchi canoni (vecchi non sta a dire obsoleti) secondo me puo’ portare a dei risultati apprezzabili, oltre a delle forze dell’ordine che abbiano i mezzi e le intenzioni per dimostrarsi tali.

    Son felice padre di due ragazze ma in effetti spesso ho timore per loro.

    Wolf

  19. Viscontessa Says:

    Wolf, anche tu di spunti ne tiri in ballo parecchi!

    Va bene, allora cominciamo con l’educazione dei figli spesso delegata ai nonni per necessità lavorative e non per vezzo. Sono quasi la maggioranza le famiglie nelle quali si è costretti a lavorare in due per arrivare a fine mese e anche quelle nelle quali entrambe i genitori lavorano pur senza una necessità concreta, spetterebbe comunque alla donna il compito di rimanere a casa ad allevare la prole annullando di fatto le poche conquiste sociali che le donne hanno ottenuto negli ultimi anni.

    Forse, più che tornare ai vecchi modelli di famiglia nei quali la madre stava a casa e nelle quali certi valori erano sacri, bisognerebbe sforzarsi di trovarne di nuovi capaci di conciliare la libertà delle donne di lavorare con la necessità dei figli di passare più tempo con i propri genitori. I nonni troppo spesso sono solo un’ammortizzatore sociale in grado di far fronte (come può) alle carenze del nostro stato. Perché nella nostra società così civile, non esistono asili nido, men che mai gli asili aziendali, strutture in grado di accogliere i bambini affinché possano giocare tra di loro senza la necessità di un accompagnatore adulto per ciascuno, né luoghi dove i bambini possano imparare a crescere e a maturare. E il nostro sistema scolastico è carente di ogni cosa, di strutture, di insegnanti preparati a crescere dei futuri adulti, di programmi scolastici, di risposte alle esigenze educative e ludiche dei bambini.

    Il programma svizzero da te suggerito invece non fa una grinza ma si scontra con realtà oggettive che non si possono ignorare, pensi davvero che il nostro paese sia in grado per numero di immigrati e per l’efficacia delle nostre istituzioni di rimandare a casa, accertarsi che arrivino e controllare che non tornino, tutti gli immigrati che si macchiano di qualche reato? Ma se non riusciamo neanche ad frenare l’immigrazione clandestina come possiamo addirittura rimandarli indietro?

    Stesso discorso vale per una giustizia vera, rapida e certa che purtroppo nel nostro paese non è in grado di essere tale neanche per risolvere una bega condominiale. Senza contare che quando si parla di un certo tipo di reati, come la violenza sulle donne, siamo ancora costretti a scontrarci con una mentalità maschilista che tutto sommato tollera situazioni la cui gravità viene riconosciuta solo quando ci scappa il morto.

    Tornare in dietro non serve wolf, l’educazione vecchio stampo di cui tu lamenti una certa nostalgia, era un’educazione che non considerava neanche reato le violenze commesse in famiglia, non è strizzando l’occhio ad un passato che è diventato tale perché se ne sono riconosciuti gli errori, ad essere una prospettiva possibile per un futuro migliore. Le case chiuse, per esempio, sarebbero una soluzione accettabile per tamponare gli effetti dello sfruttamento illegale delle donne, ma nella più ampia visione di una società migliore, non sono le pezze al culo il nostro vero obbiettivo ma l’eliminazione di ogni forma di violenza, di sfruttamento e di miseria umana, dalla nostra civiltà.

    E la prostituzione, in quest’ottica, anche quella volontaria indotta da un modello di vita carente di ogni altra prospettiva, è inaccettabile.

  20. Lesorja Says:

    L’ultimo commento è, per me, quello giusto. Non è questione di uomini o donne. E’ che non abbiamo imparato e non vogliamo insegnare che prendere decisioni comporta responsabilità precise che non si possono disconoscere a piacimento. Che chi sbaglia deve pagare. Che pagare fa parte del gioco, quando si è deciso di giocare barando, e bisogna accettare quello che ci spetta tenendo le spalle diritte e la fronte alta. Che abbiamo bisogno della certezza della pena e della sua deterrenza, insomma. Tutto questo nel rispetto totale ed incondizionato di chiunque, senza eccezioni. Ma senza essere disposti a derogare sulle regole della convivenza civile, che da tutti devono essere rispettate. In questo quadro la questione femminile (così come quella maschile, posto che esista) perde significato, perchè se avremo insegnato il rispetto e la responsabilità, li riceveremo in cambio. So che è un’utopia, ma io questo ho imparato dai miei genitori, questo condivido con mia moglie, l’unica donna della mia vita, e questo insegniamo ai nostri amatissimi figli, con fatica e sudore.

  21. utente anonimo Says:

    Io ho pagato un uomo, anzi, a dire il vero, ho pagato per molti uomini e per colpa di molti uomini e alla fine ho deciso di pagare per me……

    da un senso di potere immenso comprarsi i favori di un uomo e vedere che si attiva per compiacerti : è una sensazione che ripaga la fatica di riuscire a considerarlo un oggetto. E per qualche minuto ripara i buchi dell’anima.

  22. BBSlow Says:

    Strano, avrei giurato che, visto che esiste, si sarebbe proposto di regolamentarla. Mi stupisco sempre di come certi atteggiamenti (e certi principi) siano bifronte, a seconda delle situazioni. Bah, polemica inutile.

    Non è questione di “oggi”, la prostituzione è sempre esistita, e l’educazione di ieri non impediva ai nostri nonni (e oltre) di considerare un bordello un luogo in cui divertirsi.

    Cosa è cambiato, oggi? La “partecipazione” delle protagoniste. Che, se prima -in qualche modo- erano compartecipi della “scelta”, oggi sono in gran parte vere e proprie schiave, costrette con la violenza e il terrore.

    Ora, sarebbe stupefacente dover ammettere che anni (secoli) di rivoluzioni sociali, volte all’emancipazione dell’individuo (e delle donne in particolare) hanno prodotto un maschilismo più violento di quello di due o tre secoli fa.

    Forse non è così: il fatto è che, dietro le belle parole dei “diritti” e delle “conquiste sociali” è stato, invece, propagandato un modello sociale profondamente ingiusto, in cui i diritti sono garantiti per chi se li può prendere, e agli altri (ai deboli) nulla è lasciato.

    Le donne sono oggi parte debole molto, molto più di ieri; e questo perché (e proprio grazie a una buona parte di loro) si è affermato il concetto che non sono niente di diverso da un uomo. Così, importiamo braccianti per i campi, e importiamo prostitute: a ciascuno la sua specializzazione. Accettare che la donna facesse parte del “sistema produttivo” e del “sistema del consumo” è stato un suicidio. Inconsapevole, forse. Ma serve a poco piangere ora, senza riconoscere che non erano “alcuni particolari” a essere sbagliati, ma un’intera impostazione ideologica, che in nome di un egualitarismo senza basi e senza scopo ha finito col negare identità a realtà ontologiche profondamente diverse.

    Torniamo a considerare principio irriducibile e indisponibile il rispetto per la persona umana, “senza se e senza ma”. Cominciamo dai bambini, e da quelli che devono ancora nascere. Il resto verrà da sè.

  23. Viscontessa Says:

    Lesorja, mi trovi d’accordo solo in parte, la pena certa usata come deterrente non ha mai funzionato, basta guardare cosa succede negli stati in cui la pena di morte è in vigore.

    Ho la sensazione che si faccia una gran confusione tra educazione e rigore sovrapponendo due concetti che sono molto lontani tra loro.

    Slow, sono d’accordo sul fatto che l’emancipazione femminile non ha prodotto i frutti sperati. L’errore del femminismo è stato quello di aspirare ai medesimi diritti degli uomini dimenticandosi di pretendere per la donna anche la condivisione dei doveri che per tradizione erano di sua competenza.

    Ritenere però che l’errore sia stato quello di accettare che la donna facesse parte del sistema produttivo, significa di fatto negare il riconoscimento alle donne del loro diritto di scegliere il proprio ruolo all’interno della società.

    Io lo so che per come la pensi tu il bene della collettività è prioritario sul bene individuale e che in quest’ottica una società in cui l’uomo lavora e la moglie sta in casa a fare figli e ad allevarli, è una società più funzionale, ma anteporre la funzionalità di una comunità al riconoscimento di fatto dei medesimi diritti degli individui che la compongono, non produce il rispetto per l’essere umano ma per il ruolo che ognuno rappresenta all’interno della comunità.

  24. BBSlow Says:

    Ah-ehm

    Guarda che per me è il contrario. Per quanto io non possa (nè voglia) dirmi “liberale”, posso giurare su una montagna di bibbie che i sistemi politici e sociali che vedono il bene della “collettività” sovrapporsi ai diritti dell’individuo sono il contrario di quello che io credo “buono e giusto”.

    Non si intende negare il diritto delle donne (di nessuno, in verità) a scegliere in quale modo vivere o quale ruolo ricoprire.

    Ma contesto, e rimprovero a molte “teste” -in buona parte femminili- intanto che nella società attuale questo possa essere frutto di una libera scelta (e questo, se non sbaglio, l’hai detto anche tu); e, in secondo luogo, ricordo troppo bene il terrorismo ideologico (operato dalle donne sulle donne!) che per decenni ha imperversato, affermando che le donne che badavano ai figli e alla casa erano povere mentecatte, e nego alle reduci di quel triste periodo il diritto di usare le stesse categorie e gli stessi (s)ragionamenti di allora, per esaminare fenomeni che invece hanno tutt’altra origine e spiegazione. Capisco che l’assunzione di responsabilità e l’ammissione dei propri errori siano cose difficili da mandare giù, ma almeno mi aspetterei un dignitoso silenzio.

    Oggi, le donne pagano il fio di quelle ideologie estreme; e lo pagano al massimo, proprio perché grazie a quelle “idee” oggi la possibilità di scegliere non c’è più.

    E allora, sì, colpevoli sono i clienti che vanno sulla Salaria cercando bistecche a buon mercato; ma non meno colpevole è chi ha creato quel disvalore sociale che fa sì che quelle prostutite possano essere considerate “merce”, declassandole dal ruolo di “persone”.

  25. Viscontessa Says:

    Slow, mi sono un po’ persa:-)

    Cioè ce l’hai con le reduci o le nuove paladine del femminismo che considerano le prostitute come merce?

  26. sphera Says:

    Penso, e sempre di più, che mettere il discorso sul piano uomini/donne sia fuorviante. Si prostituiscono molti bambini - maschi - qui a milano vicino al Monumentale, si prostituiscono travestiti, transessuali, gay, etero e vie di mezzo. E maschi, femmine e bambini vengono stuprati e massacrati ogni giorno dappertutto. Non sono le donne ad essere pensate come oggetti, credo: lo siamo tutti quanti, da quando ci siamo - o ci hanno convinto - che abbiamo diritto di avere qualunque cosa desideriamo, e che qualunque cosa si possa comprare. Ti voglio. No. Allora ti compro. No. Allora ti stupro. No. Allora ti uccido, perchè non mi viene proprio in mente nient’altro.

  27. BBSlow Says:

    Ecco, guarda, Sphera mi ha spiegato, meglio di come avrei potuto fare io che sono inconcludentemente logorroico.

    In ogni caso, non volevo dire che le femministe considerano le prostitute come merce; volevo dire che è colpa di quel modo di leggere la realtà se oggi le prostitute (e i braccianti) possono essere considerati come merce. E quindi, mi pare necessario, per prima cosa, trovare nuovi modi di rapportarsi alla cosa (che poi, magari, si scopre che quelli ancora più vecchi erano i migliori, ma non voglio spingermi a tanto). E mi pare, in senso generale, che la primissima cosa da fare sia riportare al centro della nostra attenzione, quale principio irrinunciabile, la “dignità assoluta” della persona umana, e non il suo “valore”.

  28. Seonee Says:

    Dieci e lode.

  29. Viscontessa Says:

    Premetto che il titolo era proprio i mostri siamo noi, riferito ai noi individui di una società che non funziona.

    Però una cosa vorrei aggiungerla alle vostre giuste osservazioni ovvero che non sono affatto sicura che la nostra sia una società più violenta di quella del passato e che ciò dipenda da un’educazione che ci ha condotto a ritenere che possiamo avere tutto ciò che vogliamo.

    Siamo semplicemente in un’epoca in cui l’informazione ha fatto passi da gigante e nella quale sono formalmente e unanimemente condannate certe violenze che fino a poco tempo fa avvenivano sotto il più totale silenzio. La nostra civiltà deve fare ancora molti progressi e il primo fra tutti è quello di abbassare la maschera d’ipocrisia dietro alla quale continuiamo a nascondere tutto quello che non ci fa piacere vedere.

    E’ pieno di prostitute perchè gli uomini vanno a prostitute ma nessuno (se non nel più totale anonimato) è disposto ad ammetterlo.

    E tanto dagli all’extra comunitario che violenta le donne…..

  30. utente anonimo Says:

    Questa guerra far i sessi,questa continua recriminazione nei confronti dell’altra metà del cielo è vecchia quanto il mondo. La violenza del potere, qualsiasi potere nei confronti dei più deboli mica è prerogativa di un “tempo” speciale.

    È un falso problema quello dell’antagonismo fra maschi e femmine, antagonismo che ha confuso per esempio la giuste rivendicazioni delle donne espresse dal movimento femminista con lo scimmiottamento da parte delle donne “emancipate” della cultura fallocratica , passatemi questo termine desueto và che mi sembra brutto parlare di cultura del cazzo.

    Io non voglio adeguarmi a questa cultura, questo modo di intendere il mondo, io non voglio come donna avvallare questo sistema apportandovi qua e là delle timide modifiche, io non voglio insomma fare mio questo modello disegnato dal potere che è maschio e che mi concede paternalisticamente qualche spazio di “libertà“ o che mi mette sulla linea di partenza del: pronti via, la competizione abbia inizio e vinca il più forte, il più furbo, il più barbaro, il più inconsapevole.

    E la stessa cosa non la vuole il mio compagno.e se siamo in due a non volerla è già qualcosa no?

    Perchè io non posso ragionare di massimi sistemi se il mio piccolo sistema fa acqua da tutte le parti, anzi il massimo sistema è l’alibi per non vedere il minimo che è poi il solo che ci è consentito.

    La mia identità, la mia dignità, la mia aspirazione si deve confrontare con chi mi sta a fianco, nel mio microcosmo, e nessuno me la riconosce se io non ho la forza di farmi riconoscere e neanche nel mio piccolo mondo sarei riconosciuta se non fossi convinta io stessa del mio valore, perchè il potere, il privilegio non hanno in sé coscienza di essere tali, non hanno etica, non hanno consapevolezza, ma si investono di “autorità” ed “arbitrio” da sé medesimi e trovano alimento, considerazione e ragione di esistere in virtù del fatto che uomini e donne non si prendono in mano, non dichiarano il loro orgoglio di caricarsi sulle spalle la propria cazzo di vita.

    Uomini e Donne che finalmente affermano: il potere, no grazie

    Le donne hanno sopportato, hanno taciuto, hanno delegato anche perchè era più facile sopportare, tacere, delegare che affermare la propria dignità.

    Che l’uomo faccia l’Uomo e la donna faccia la Donna, perdio!

    Baci

    la funambola

  31. Viscontessa Says:

    Fù, tutto giusto quello che dici ma il tuo è il ragionamento di una persona intelligente, emancipata e culturalmente superiore a buona parte del resto dell’umanità.

    E di quegli esseri umani che non hanno la tua capacità di farsi valere o di sentire il proprio valore, coloro che non sono stati educati al pensiero, al ragionamento, alla coltivazione della propria autostima, di quelli che ne facciamo?

  32. Lesorja Says:

    Crocchette per inostri nobili animali?

  33. utente anonimo Says:

    Vis, anch’io perdero’ il filo ma Sphera ha colto nel segno, come molti altri . In ordine sparso :

    io son convinto che alle giovani generazioni si debbano insegnare prima di tutto dei valori di riferimento, porre dei limiti entro cui muoversi, vivere, approcciarsi agli altri insomma. Una “nuova versione” di quello che i vecchi di una volta inculcavano ai figli rapportato alla realta’ di oggi. Quei valori, leggasi onesta’, lealta’ etc etc sono sempre attuali ma ce ne dimentichiamo per convenienza, arrivismo etc etc. Che ci sia sempre stata ipocrisia e’ palese ma anche la quantita’ ha la sua importanza, una volta in un paese chi faceva il voltagabbana era “fuori”, ora e’ la norma e nessuno se ne stupisce. Per il resto nelle famiglie da cui discendo (mezzadri ed agricoltori/allevatori di BL e TV, emigranti poi) la violenza casalinga non e’ mai esistita.

    Asili nido/aziendali: sante parole, pienamente d’ accordo con te: nel ‘92 ho avuto modo di lavorare un paio di mesi in una grande industria ungherese , passata in 2 anni da 6000 a 600 dipendenti (gran parte dei quali lazzaroni incredibli secondo “lo standard di un lombardo-veneto”), anche l’asilo aziendale ne aveva fatto le spese ancorche’ in un paese di stampo socialista. Con l’aria che tira in Italia (parlo di aziende che chiudon battenti con una progressione che mi fa’ paura) non riesco ad esser ottimista su nulla che comporti costi aggiuntivi.

    Case chiuse: do’ per scontato che uno dei mestieri tra i piu’ antichi non si possa cmq cancellare e non sarei io l’inquisitore: ne danno un’immagine romantica e sono nato quando eran gia’ state vietate da un bel pezzo visto che son del ‘62. Se dall’altra parte si avesse mano ferma con quella clandestina/di strada le “lavoranti” sarebbero almeno controllate/controllabili e non sottoposte al racket, insomma … a volte si deve scegliere il minore dei mali ed accantonare le proprie utopie riguardo al progresso della razza umana. Io credo di avere ancora un appeal con le donne ma ci sono anche altri “sfortunati” per natura ….non gli e ne faccio una colpa (ok, sono solo una parte del tutto). Criminalizzando tutto sai bene come dove si andrebbe a parare. Resto cmq dell’idea che certe cose andrebbero vietate per legge, e’ vero che vivo in Arabia e potreste dire che mi sto talebanizzando ma non ci son storie, quando il lardo e’ troppo esposto ci saranno sempre troppe gatte a metterci lo zampino. Divagando come son solito fare riporto un aneddoto: anni fa ero a Dusseldorf per visitare una grande fiera di settore ed una sera dopocena andammo in gruppo nel quartiere a luci rosse: entrati in un “red light show bar” o come lo si voglia chiamare mi son messo tranquillo ad ammirare le ragazze in passerella, certo, ma poi con una birra in mano mi son guardato attorno e ci son rimasto realmente male. In passerella accanto a belle e guadenti (si divertivano davvero) giovani slave (non ci ho parlato al tavolo, certo erano russe o di paesi dell’est) ce n’era una, piccola, nemmeno bella con un’espressione da funerale….. Nei separe’ (nemmeno chiusi) si svolgevano “incontri a distanza ravvicinata” tra la bella prescelta e il paparino di turno, con tanto di incitamento da parte dei “compagnoni”. Non sono riuscito a non pensare alla mia figlia maggiore che ha oggi 18 anni, mi son visto nei panni di uno dei paparini in un tete a tete con mia figlia, ho finito la birra, atteso gli amici e me ne sono uscito con un po’ di groppo allo stomaco, vergognadomi della razza di cui faccio parte. Qualcuno dira’ che a 39 anni ero ancora un ingenuo, risponderei che vederlo da vicino ha un effetto diverso che non parlarne soltanto o forse sono solo un “emotivo”. Non parliamo poi di altri posti dove praticano Peep show etc etc, mi son fatto una “piccola idea” su questi luoghi giusto per far compagnia ad un amico indiano (e musulmano, anche lui padre di fam.) che ne era incuriosito. Da noi credo che locali del genere siano arrivati piu’ tardi, in D sono attivi da decenni. Era proprio necessario adottarli, insieme ad altro ? . Quel che voglio dire stringendo e’ che l’ uomo (maschio in questo caso ma il concetto e’ ambivalente) e’ bombardato da immagini gratuite di donne piu’ o meno nude, il cui corpo e’ ridotto a pura mercificazione con il beneplacito delle proprietarie, a volte mi chiedo se non sia io a sbagliare nel voler “resistere” ! Sono molto lontano dal “maschio che prende senza chiedere”, posso giurare di non aver mai pagato una donna, non me ne vanto ne’ vergogno solo che ci si dovrebbe dare una regolata in tanti settori, vuoi chiamarla censura ? Chiamiamola cosi’. Cosa induce a pensare una collega bella ed in abiti troppo (e sottolineo troppo) succinti, le pupe dei reality, le pin up sulle copertine dei giornali ……. Le tv satellitari hanno creato nell’immaginario collettivo di troppi extracomunitari l’immagine di un’ Italia Eldorado che non esiste, i media fanno lo stesso col corpo delle donne da quando possono, il partito dei pedofili in Olanda guarda un po’ cosa propone come intento legislativo … fai la somma e dimmi un po’ se lasciare al gregge il timone possa portarci in un buon porto ! Qui, nel paese islamico per antonomasia ci son tante cose inconcepibili per noi, verissimo, ma guai ( e che guai) a chi faccia violenza sessuale contro chiunque, donna o bambini che siano, sicuramente ci saranno ricconi depravati che nel chiuso delle loro case fanno giungere containers di bellezze libanesi per pagarne i favori ma e’ cosa limitata, certo non democratica perche’ chi ricco non e’ non se la puo’ spassare ma appunto, per strada non potrai mai trovare donne, gay, trans, vaidos OGM vari e bambini a prostituirsi, semmai saprai che le infermiere filippine si concedono agli straordinari ma non e’ una cosa di massa. E’ anche una questione di misura.

    Complimenti a chi sia arrivato in fondo ;-)

  34. utente anonimo Says:

    Sorry, non ho sottoscritto la filippica

    ‘Notte, Wolf

  35. utente anonimo Says:

    Guarda ludo che mica vivo su marte io né, che a dir la verità ci vado quando mi prende di andarci ma mica mi posso permettere di starci tanto che qui, qui urge sporcarsi le mani, urge vivere per il solo fatto che avendo due figli , figli voluti, io mi sento responsabile della merda in cui li ho messi.

    E condivido tutto quello che dici, lo sottoscrivo perchè sono tutti pensieri di buon senso, pensieri onesti. Volo alto perchè pur volando alto sono e rimarrò sempre un essere umano con le mie paure, le mie meschinità, la mia finitezza insomma.

    A me non ha insegnato nessuno a pensare o meglio ho cercato di pensare che se avessi pensato con la mia testa, che già è una grossa difficoltà,avrei smesso di perdere tempo a pensare con la testa degli altri.

    Questa operazione della ragione è consentita a tutto il genere umano, nessuno escluso.

    Non è uno su mille ce la fa, perchè se ce l’ho fatta io e senza particolari sforzi se non un poco di attenzione alla sostanza, ce la possono fare tutti.

    Seneca dice le stesse cose che dice l’uomo “consapevole”, l’uomo di questo secolo in cui viviamo, del nostro tempo, del quale siamo testimoni.

    Dice il suo disincanto dopo aver vissuto con “impegno” il suo tempo.

    Sono passati 2000 anni e la sostanza non cambia allora mi chiedo,ci sarà un vizio di fondo? Ci sarà un qualche tranello? La storia insegna? Cosa? Cosa ha insegnato la storia agli uomini? Non sarà che la storia non insegna nulla perchè la storia è appunto solo una storia, la nostra vita è la nostra vita che rinasce sempre nuova, sempre imperfetta, sempre l’alba insomma e mai il sole pieno.

    È che io credo nell’uomo perchè credo in me, e credo che non si arriverà mai a spezzare questo circolo vizioso fino a quando ciascuno di noi non sarà portatore di pace, la sua, la sua dentro.

    E la pace dentro non la fa la cultura, il sapere, il fare.

    E con questo pensiero, con questa aspirazione, con questo augurio, con questo disincanto buono mi affianco ai tuoi pensieri che condivido dallaaaaallllaaaaazzeettta.

    Ho fatto due tiretti e sono allegrotta.

    Baci bella lù

    la funambola

  36. stellavellutata Says:

    è inutile, per quanto ci piace dire di essere emancipate e al pari degli uomini non è cosi e siamo ben lontane all’esserlo!e il primo passo arebbe rispettarsi per prime. Che messaggio danno quelle donne che vanno a letto con politici per fare carriera in tv, che mostrano la propria “mercanzia” esplodendo in mini costumini, che hanno come massima aspirazione essere una velina, microfonina, miss o che diavolo ne so io?? o ancora quelle donne che si chiamano amiche e si pugnalano alle spalle, quelle che tacciono per reverendo rispetto davanti a un uomo solo perchè è un uomo?? quelle che si legano a un uomo solo per denaro o fama? etc etc etc la lista andrebbe avanti per ore. Spesso e volontieri sono le stesse donne a dimostrare di essere solo dei trofei e di non avere il minimo amor proprio agli uomini. Certo, la violenza non è giustificata da nulla ma un primo passo sarebbe dimostrare di valere e non solo dirlo. bacino

  37. Viscontessa Says:

    Su certi argomenti si potrebbe discuterne per secoli interi senza arrivare ad un conclusione.

    Ognuno ha un suo punto di vista, simile a quello degli altri ma che da quello degli altri differisce proprio per quei dettagli che a mi avviso finiscono per rappresentare quelle differenze che ci impediscono di andare avanti.

    Esiste la prostituzione (qualsiasi sia la forma che assume) perchè ci sono uomini che acquistano la merce e questo è a mio avviso il punto di partenza. Fino a quando gli uomini riterranno di poter acquistare il sesso esisterà la prostituzione. Che poi esistano donne che lo fanno per scelta, donne che si vendono nude sui calendari, donne che approfittano di questa debolezza maschile per far carriera o bambini venduti e acquistati e schiave importate da paesi lontani, non ha importanza, sono solo le tante facce di una medaglie che però, ripeto, ha origine dall’abitudine dell’uomo di ritenere il sesso possa essere una merce.

    Questo contesto e questo secondo me il fenomeno da combattere.

  38. utente anonimo Says:

    Il mercato prevede una domanda e un’offerta.

    Senza domanda non avrebbe ragione di esistere un’offerta.

    Senza offerta non avrebbe ragione di esistere la domanda.

    Chi nasce prima?

    L’offerta o la domanda?

    La domanda esprime un bisogno e nella fattispecie non solo semplicemente un bisogno di figa ma un bisogno di stabilire un primato di supremazia su un altro essere umano, un bisogno di esorcizzare una paura di fondo presente ancestralmente nel maschio.

    E su questa paura dei maschi, su questa misoginia, e sull’origine di questa si dovrebbe indagare.

    Comprare un corpo è un atto di violenza è un atto che tradisce la debolezza e la paura di non essere all’altezza, un atto di profonda sfiducia in se stessi che si traduce in sprezzo per la donna, essere da mortificare, schiacciare, tanto è grande il suo potere, tanto è misterioso il suo richiamo, tanto è incredibile il miracolo che riesce a compiere: quello di creare, partorire la vita.

    La domanda nasce fondamentalmente da una paura.perchè il bisogno, qualsiasi bisogno è frutto della paura, la paura di non essere accolti.

    Quanto è responsabile la donna dell’esasperazione atavica di questa paura?

    Quanto è complice di atteggiamenti aggressivi, barbari degli uomini?

    Può tirarsi fuori?

    Può onestamente considerarsi innocente?

    Sediamo su qualcosa di molto potente e lo sappiamo tutte.

    Sediamo su qualcosa che possiamo usare per ricattare, sbeffeggiare, far carriera.

    Sediamo davvero su una fortuna.

    Sapere quanta “troia” abbiamo dentro, saperlo onestamente, saperlo consapevolmente fa la differenza fra essere donne e essere Donne.

    Sapere quanta misoginia hai dentro come maschio, saperlo onestamente, saperlo consapevolmente fa la differenza fra essere uomo e essere Uomo.

    Non se ne esce, la strada, l’unica strada è quella della consapevolezza, del guadarsi dentro e riconoscere la nostra miseria, le nostre paure.

    Non ci sono scappatoie altrimenti saremo sempre qui a discutere per esempio sulle case chiuse o sulle case aperte, saremo sempre qui a discutere delle emergenze.

    Sono 2000 anni che viviamo nell’emergenza e tutti facciamo finta di non saperlo.

    Facciamo le Donne, facciamo le Femmine, facciamo gli Uomini, facciamo i Maschi.

    Ognuno faccia la propria parte, non possiamo altro cazzo, proviamoci, da adesso, da subito cazzo.

    Piccoli cerchi concentrici le nostre vite, piccoli cerchi come quelli prodotti da sassi gettati in uno stagno, che si allargano, che si incontrano, si intrecciano, si lambiscono. Io per esempio ho incrociato il tuo, ti pare poco?

    Un bacio

    la funambola

  39. Viscontessa Says:

    No Fù, non posso essere d’accordo con te, la responsabilità non può essere bilaterale perchè anche nel nostro paese solo fino a cinquant’anni fa, la donna poteva ottenere il potere esclusivamente grazie al tesoro su cui sedeva sopra. Non aveva altre strade, non c’erano scelte, potevi rimanere al tuo posto o giocarti solo quel tesoro lì.

    Il cambiamento radicale degli ultimi anni ha reso il maschio più insicuro (come diceva giustamente il capitano) e la donna ancora incapace di rendersi del tutto conto che le sue possibilità possono e devono passare da altre strade.

  40. utente anonimo Says:

    ora il Potere, la donna, lo ottiene solo facendosi complice e facendo propria la cultura violenta, essenzialmente violenta del maschio.

    mi rappresenta qualcosa per esempio la condolisa?, mi rappresenta l’emancipazione delle donne?, mi rappresenta un modello da seguire, da imitare? cosa c’è che differenzia la condolisa di turno dal Potere maschile di turno?

    le responsabilità sono da dividere esattamente per due.noi rappresentiamo più del cinquantapercento della popolazione mondiale. una croce si fa con due legni. non ci sono palle che tengano ludo.

    smettiamola di sentirci vittime. il diritto, il dovere di darci dignità non lo dobbiamo chiedere, elemosinare, al maschio, lo dobbimo trovare dentro di noi.

    cinquant’anni fa la mia mamma se la passava meno bene di me?

    non aveva le “libertà” che io ho ,aveva la sua vita in famiglia, il suo rivestire un ruolo di puro accudimento, ruolo importantissimo, ruolo assai potente.

    mi spingo a dire che la mia mamma ci aveva la vita mooolto meno complicata della mia.

    non aveva altre scelte? non aveva il coraggio di fare altre scelte.

    questa nostra presunta infermità, questa nostra presunta debolezza da cosa nasce?

    non ci sono cambiamneti radicali, i cambiamneti radicali sono solo nelle cose ma la sostanza rimane sempre quella.

    il nostro cuore, il cuore dell’uomo di “oggi” batte preciso identico al cuore degli uomini agli albori dell’umanità.

    le nostre paure sono le paure di sempre, sono le paure di uomini e donne sbattuti qui su questa terra che non riescono a trovare il modo di riconciliarsi.

    è una guerra persa la guerra che ci facciamo fra noi, una guerra che ci fa tutti prigionieri.

    bacio

    la funambola

  41. utente anonimo Says:

    Non che conti qualcosa ma io mi trovo invece molto d’accordo con Fu’, l’ immagine della donna sottomessa al marito , 50 anni fa’ e piu’ e’ uno stereotipo che non e’ sempre accettabile. Allora come ora specie entro le mura domestiche avevano tutto il loro bel peso e spesso lasciavano al marito solo una parvenza di “dignita’ ” per il quieto vivere, come sempre dipende dalla forza di carattere e da molte altre cose, non ultimo appunto il tesoro a cui accennava esplicitamente Fu’. Nella societa’ contadina d’un tempo ogniuno aveva le proprie responsabilita’, compiti, doveri, io nei vecchi che ho avuto modo di conoscere non ho quasi mai visto acredine delle donne verso i mariti, evidentemete a loro andava bene cosi’ e ad una certa eta’ non si ha ragione di aver remore nel dire : ho fatto una vita da schiava e sopportato le tue angherie ! Quando si parli di atti di violenza fisica/sessuale su qualsiasi essere meno forte o piu’ debole che sia e’ fuor di dubbio che vadano condannati e che si debba agire per prevenirne altri ma che la donna sia angelo e l’uomo diavolo a priori Vis….. questa e’ propaganda femminista mi pare. Tu hai messo in campo degli stereotipi , le tre prostitute dell’est ma cosa pensi di quel mondo molto piu’ vasto di donne opportuniste che si fanno appunto in quattro come gia’ detto da altri (una donna tra l’altro a cui duole) ma non gia’ per fare anche solo una fugace apparizione nel mondo effimero dello spettacolo bensi’ sposandosi il riccone di turno per appagare facilmente ed a lungo i propri desideri ? Frequento un forum dove la maggioranza degli utenti e’ sotto ai 30 e vedo che ci son donne con appetiti, modi di fare, propositi che nulla hanno ad invidiare a quelli del piu’ depravato dei “soliti misogini e violenti maschi”, se questo e’ appunto il risultato della vostra evoluzione femminile allora siamo pari, tutto qui. Di sicuro per me e’ piu’ zoccola la signora di cui sopra che gira magari col grosso SUV mentre il consorte provvede che non la Natasha/Irina/Olga che batton per strada. La violenza ha tante sfaccettature e i segni che lascia sul fisico son sempre meno dannosi che le cicatrici nella mente .

    C’e’ troppo di cui discutere e forse l’assenza nei commenti “di un certo blogger” va interpretata ;-)
    Io mi fermo qui , Wolf

  42. Viscontessa Says:

    E’ giusto che le cose vadano così, più leggo i vostri commenti e più sono convinta che, condannata la violenza sessuale come si è già fatto, per il resto il mondo vada per il verso giusto.

    Le nostre mamme e molte altre donne che non hanno alcuna responsabilità stavano meglio di noi e poi accidenti due cazzotti non hanno mai (o quasi) ammazzato nessuno mentre l’umiliazione di poveri uomini costretti ad accollarsi le responsabilità mentre la moglie arpia se la spassa, è molto più dolorosa. E le prostitute poi, accidenti, ci sono quelle che lo fanno per arricchirsi e anzi, quasi quasi sfruttano i poveri uomini sfigati che essendo tali e non trovando uno straccio di donna, sono costretti a farsi spennare da queste canaglie.

    E la responsabilità è si degli uomini certo, ma non vogliamo parlare della perfidia e della malizia femminile che tutto sommato trae vantaggi dalla sua presunta debolezza?

    Dall’altra parte poi ci sono le donne come la Rice che hanno perduto tutta la loro femminilità in favore del peggiore degli atteggiamenti maschili, cazzo, in un mondo in cui il potere è in mano agli uomini una donna può stare a guardare oppure può rimboccarsi le maniche e cominciare da qualche parte anche se questo significa adattarsi ad un mondo maschile. Certo, certo, anche io spero che un giorno il mondo giri tenendo conto anche delle esigenze femminili, anche io spero di poter essere governata da una donna che non ha rinunciato alla sua femminilità e che non mi costringerà a rinunciare alla mia, ma come dobbiamo fare per arrivare a questo? Starcene alla finestra a guardare per non dover rinunciare alla propria femminilità?

    Nessuna si piange addosso Fù, non chi ritiene che la presunta parità di diritti tra uomo e donna sia una parità soltanto sulla carta perché se hai una gamba sola e il premio lo vince chi correndo arriva primo ad acchiapparlo, lo stesso diritto a correre non serve a niente ed è così che vanno per adesso vanno le cose. Non mi piango addosso, non faccio la vittima, ma mi rendo conto che anche le mentalità più aperte e progressiste, si scontrano con l’incapacità di riconoscere che quel premio che si vince in fondo alla corsa, non è il premio simbolico che premia la competitività, ma la nostra vita e quella dei nostri figli.

    Ci sono delle rinunce da fare, certo, bisogna rinunciare alla remissività a cui siamo state abituate quella stessa remissività che se a suo tempo non ha condotto le nostre nonne a lamentarsi dell’unico stile di vita che conoscevano, e che adesso ci porta a ritenere che tutto sommato le cose vadano bene così.

    Poi esistono donne zoccole anche se non battono per la strada come uomini stronzi anche se non vanno a puttane, ma questo è un altro discorso che non ha niente a che vedere in questo contesto.

    Wolf, scusa, ritieni che per affrontare certi argomenti sia essenziale che sia “seguita” da mio marito?

  43. utente anonimo Says:

    cara ludo

    mi hai tradotta con i tuoi di “occhi” come del resto io traduco te con i miei di “occhi”

    siamo solo traduzioni.

    baci

    la funambola

    condolisa è il Potere, condolisa è una donna totalmente inconsapevole e sto usando della compassione per definirla.

  44. utente anonimo Says:

    No Vis, e’ solo che e’ un argomento molto vasto e che si presta ad essere un campo minato. Alla fine son convinto che la si pensi tutti allo stesso modo ed e’ certo triste che dopo secoli passati da quelle antiche civilta’ da cui proveniamo si sia ancora ridotti a discutere della situazione femminile proprio perche’ non completamente risolta. Forse nel nord Europa le cose vanno effettivamente meglio, senza che le donne debbano scimmiottare l’uomo e le sue prerogative per far carriera od ambire ed ottenere un ruolo politico/economico. Resto cmq del parere che voi donne siate un tantino autolesioniste, non credo che una donna per avere successo in un settore “dominato” dal maschio debba per forza uniformarcisi quando invece noi la si apprezza proprio per la sua specificita’. Al contrario la cosa varrebbe cmq, altrimenti non ci sarebbero tutte ste donne che rimpiangono “l’uomo di una volta”. Mia sorella, 39, carrierista in stile “yuppie” degli anni 80/90 sta “educando” (eufemismo) suo figlio che ha ora quasi 5 anni : tra le altre cose non deve seguire nessun tipo di sport che sia secondo lei anche solo un pochino “femmineo”, volley compreso, se prende a calci negli stinchi mio padre o vada urlando t’ ammazzo alle cugine/zia/nonna etc e’ buona cosa perche’ e’ un maschio….figlio di una donna che non e’ Condoleeza style ! Spero che my sister non abbia emuli, cmq e’ anche il “sistema” che ci porta in gran parte verso un modello aggressivo, che poi sia un aggettivo limitrofo al mondo maschile lo trovo vero solo in parte, certamente se si parli delle sola forza fisica. Conny Rice si sarebbe mascolinizzata per arrivare al posto dov’e’ ? Prima c’era Powell che era generale U.S. Army, evidentemente e’ un ruolo prettamente adatto a consiglieri militari, persone dure, fredde e razionali, se non fuori per forza di cose dentro. Lei pare sia una roccia per via di esperienze di vita dolorose nel suo passato, con capacita’ ed ostinazione ci e’ arrivata, forse anche se ci fosse stato un altro presidente. Al contrario invece la Merkel ha cercato di ingentilirsi nel look, forse qualcosa di buono c’e’. Tra poco ci sara’ un presidente USA donna, io lo credo almeno, sarebbe un grande segnale.

    Abbila vinta sul vostro wild cat Vis, buon week end a tutti

    Wolf

  45. Viscontessa Says:

    Fù, Wolf, mi son fatta prendere un po’ la mano come hanno fatto le Brigate Rosse negli anni ‘70:-)

    Lo so, avete ragione voi, è che purtroppo a tutt’oggi persiste una mentalità maschilista (come quella di tua sorella wolf) che però fin troppo spesso viene mascherata da emancipazione.

    E proprio per questo ho la sensazione che questo sia l’epoca più difficile, perchè in nome dei progressi ottenuti, si tende a sottovalutare quanta strada ci sia ancora da fare.

  46. utente anonimo Says:

    ma tu, da brava “combattente” non diventare mai delatrice ,nè collaborazionista.

    al massimo, pentiti :)))))

    un bacio, sorella

    la

  47. utente anonimo Says:

    la funambola, che io mica viaggio incognita :)

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