il pinguino viola
Viscontessa, 19 Settembre 2006Ieri pomeriggio ho sentito uno schianto e i gatti sono saltati su quattro zampe tutti ingobbiti e con la coda gonfia. Non era il solito schianto che capita a tutti, ogni casa ha uno schianto a cui gli abitanti sono abituati come il gatto che tira giù una tenda o quella mensola dell’armadio che cazzo! Mi avevi detto la sistemavi. Era uno schianto nuovo e infatti sono corsi tutti qui nello studio e mi hanno guardato interrogativi come se io fossi un’esperta di schianti.
Già la mattina avevo dovuto sedare gli animi, le gattine nei loro giochi sguaiati erano finite sul cane che dormiva e che stufo di tutto questo infantile baccano, ne aveva presa una e gli aveva fatto una smusata. La gattina terrorizzata soffiava come una matta e quando sono andata a salvarla dalla reprimenda canina, aveva gli occhi sbarrati, il cuore impazzito e gli artigli ancora tutti estratti come se avesse visto in faccia la morte. Il gatto più grande che non aveva assistito all’accaduto ma era corso in casa richiamato dagli strepiti, aveva però trovato soltanto il cane a cuccia come se non fosse successo niente e la gattina terrorizzata tra le mie braccia come accade spesso, così convinto che qualcosa doveva pur essere successo, ha individuato nell’altra gattina la responsabile di quel baccano e anche lui si è gonfiato tutto e con la sua camminata di traverso da gatto in attacco le si è avvicinato minaccioso. Lei ancora scossa per ciò che ero occorso alla sua sorellina, si è sua volta gonfiata tutta e per un’ora i due si sono fronteggiati a passo di danza avvicinandosi cauti l’uno all’altra per poi fuggire nuovamente ognuno nella propria direzione.
Per questo quando poche ore dopo nella casa è riecheggiato quello schianto, i gatti sono saltati per aria come se fossero stati caricati a molle, il cane già impensierito dall’imminente temporale mi è corso tra le gambe, e mia figlia che per non studiare pare abbia fatto un corso alla CEPU, ha approfittato immediatamente per spaventarsi e interrompere i suo miseri studi.
Poi, mentre cercavo di comprendere da dove fosse provenuto allo schianto, tutti quegli occhi imploranti mi hanno convinto ad alzarmi per andare a caccia del nemico mentre la tensione di quegli occhi si stemperava di una sorta di abbraccio collettivo. Stavano tutti lì insieme e insieme hanno spiato le mie mosse mentre accompagnata da mia figlia sono andate a vedere cosa fosse successo.
Dalla camera di mia figlia, tramite una porticina, si accede ad una piccola corte interna condominiale che grazie ad una copertura in vetro all’altezza del tetto, mi consente di utilizzare quel piccolo spazio luminoso con l’estro del momento. Uno degli usi frequenti che ne faccio, oltre a tenerci la scarpiera e il mobile con i caschi da moto, è quello di nursery per i nuovi arrivati. Lo spazio infatti è angusto ma luminoso e i danni che possono fare dei gattini di tre mesi, sono estremamente limitati. Per questo quando non siamo in casa, lascio lì le piccoline che possono contare sul loro bagnetto, cibo, acqua e una confortevole cuccia.
Il rumore proveniva da lì.
Così sono entrata e ho trovato per tera i resti di un pupazzetto in ceramica che solo dopo un’accurata autopsia, si è rivelato essere un ex pinguino viola con una colonnina per misurare la temperatura esterna. I suoi miseri resti erano sparsi un po’ ovunque, cadendo infatti dalla finestra di uno dei due appartamenti del piano di sopra, si era schiantato sul contenitore in plastica per il cibo dei gatti e dopo averne spaccato il coperchio, si era a sua volta frantumato. Se una delle gattine si fosse trovata lì sulla traiettoria del pinguino, ne sarebbe rimasta inesorabilmente uccisa.
Nessuno naturalmente è venuto a reclamare il pinguino stramazzato né a chiedere scusa per quel suicidio che aveva rischiato di trasformarsi in un omicidio di massa.
Così stamattina, mentre cercavo di decidermi sul colore della lavatrice da caricare (la monocromaticità è una delle mie manie) mi sono finalmente decisa per il giallo.
Il fatto è che il pinguino suicida è solo la più pericolosa ed evidente delle cadute dai piani superiori dei cui nuovi inquilini (di entrambe gli appartamenti) non so assolutamente niente.
Se di quelli dell’ultimo piano grazie alla risonanza del cortiletto si sa che prediligono le trasmissioni televisive di Costanzo e che stendono in bucato senza strizzarlo (allagando inevitabilmente il mio giardino) di quelli del secondo piano si è invece a conoscenza delle abitudine sessuali notturne e dell’usanza di stendere il bucato senza l’ausilio di quei simpatici strumenti chiamati chiappini, pinze o mollette per stendere a seconda della località ove se ne discorra.
Mai nessuno però si è mai preso la briga di scusarsi né per i l’acqua né per il guardaroba intero che alla prima folata di vento si deposita inevitabilmente nel mio giardino. Mutande, calzini, magliette, asciugamani e lenzuola, sono all’ordine del giorno così come lo sono i residui terrosi dell’annaffiatura di quelli che non strizzano il bucato.
Io, ogni volta che trovo qualcosa, lo appoggio sul corrimano delle scale e quello, a volte subito a volte a distanza di qualche giorno, sparisce, immagino recuperato dal suo legittimo proprietario.
Poi un po’ stufa di questo servizio di lavanderia, ho cominciato ultimamente a tenere in casa la biancheria suicida nella speranza che qualcuno venisse a reclamarla e che in quella circostanza mi fosse fornita l’occasione di spiegare al legittimo proprietario che sono di facile reperibilità sul mercato i chiappini, le pinze o le mollette per stendere. O in alternativa che la lavatrice è fornita della funzione centrifuga ovvero un comodissimo optional che consente di tirare fuori il bucato già strizzato.
Siccome poi l’ultimo atterraggio non autorizzato ha visto protagonista un bellissimo telo da mare giallo che stazione ormai nel mio giardino da un paio di settimane, ho pensato che fosse giunta l’ora di accogliere la sua domanda di asilo politico.
Stando così le cose, penso che entro breve comincerò ad accettare le richieste di cittadinanza del bucato,non appena questo atterra senza autorizzazione nel mio giardino.





19 Settembre 2006, 21:27
anche il mio giardino è un variopinto ricettacolo di robe varie.
la cosa più emozionante poi, è che so il colore della roba che stendo ma ignoro quello che avrà al ritiro.
è che son tutti diversamente educati
19 Settembre 2006, 21:29
minerva (a)
diversamente loggata
20 Settembre 2006, 10:05
Bé, infondo non è male…i calzini non sono mai troppi!
20 Settembre 2006, 12:58
Guarda, guarda, guarda
quel pinguino frantumato /
dall’appartamento qui di sopra
s’è schiantato /
sta
tutto a pezzi nel giardin /
mentre il povero gattin /
il suo cibo ricercando va…
20 Settembre 2006, 16:35
Mi sono sempre chiesto se le malattie mentali colpissero anche le associazioni oltre agli esseri umani.
Questo è un evidente caso di Alzheimer condominiale, ihihi.
Il palazzo trova insopportabile il tuo giardino e si ribella nei modi che gli sono possibili.
Ti dovrai abituare agli indumenti volanti, come si abituavano gli anacoreti del VI secolo a vivere della manna che scendeva dal cielo.
Spero però che qualche volta planino anche bigliettoni da 500 €. E allora ti raccomando. Acqua in bocca…:-)Cap
20 Settembre 2006, 16:41
prima di essere fatta oggetto di ulteriori lanci,consiglio, urgenti chiarimenti con il vicinato…..vedi te ora un pinguino viola poi….che so ….una balena (notare la dimensione) gialla a pois verdi……meditate gente…..meditateeeee……cmq…alla base noto una carenza di comunicazione…o no…?
roger
20 Settembre 2006, 16:43
ah…….forse il pinguino viola era stato comprato insieme al telo da mare giallo.. :)))))
roger
20 Settembre 2006, 16:51
il pinguin chein terra giace
ormai triste , muto tace
sia latore di un segnale???
RIPORTAR TELO DA MARE?????
…………ai posteri l’ ardua sentenza
roger poeta di vino…..hic…burp
20 Settembre 2006, 17:40
I condomìni sono delle sorte di catene alimentari, dove il più in alto vessa quello sotto (anziché mangiarlo).
Sebbene vada fatto, di solito è inutile ogni tentativo di civile accordo; ti consiglio non la guerra, che ovviamente perderesti visto il piano zero, ma una bieca e subdola guerriglia di azioni di vendetta trasversale e del tutto anonime… che so, casca il pinguino e il giorno dopo la portiera di sinistra dell’auto del colpevole è sigillata con l’attak; piove il telo e lo stuoino davanti a casa del reo è ricoperto di colla per topi, piove il lenzuolo ed esplode un raudo nella buchetta delle lettere, casca un calzino e le bocchette di areazione dell’auto vengono abbondantemente innaffiate di urina (possibilmente di gatto maschio) … sempre facendo ben attenzione a non farsi prendere in flagrante … il terrorismo genera paura e i condòmini saranno sempre più “schisci” ed attenti a non pestare i piedi a chichessia, temendo l’ira sempre più perniciosa del misterioso vendicatore.
c’est la guerre!
20 Settembre 2006, 18:15
Per combattere i vicini io ho un’arma davvero micidiale,
Basta che lasci una giornata intera il mio pappagallo in giardino, urla come un matto, dopo mezz’ora li ho tutti qui alla porta a reclamare la loro privacy….. e io il mio giardino:-)
20 Settembre 2006, 18:16
buondì viss….e se nel terrazzo finissero casualemte quei famosi due pappagalli, precipitati giù per qualche forza sovrannaturale? stremati, ti guarderebbero con quegli occhietti disperati in cerca di un nido: che fare? rilanciarli in cielo o metterli in lavatrice, così capiscono l’antifona? questo condominio mi piace, a meta tra Cronemberg e il film “Magnolia”. MA a vederlio (leggerlo) da lontano. Sei la nostra Oriana Fallaci inviata nelle zone di guerra….
20 Settembre 2006, 18:17
oops.. Cronenberg
20 Settembre 2006, 18:18
Ciao Mario, a dire il vero il nostro condominio adesso è molto più tranquillo di quando al piano di sopra viveva la comunità dei punckabestia:-)
Ma almeno loro erano divertenti!