Extra comunitari, quando la tolleranza ha un limite

Viscontessa, 18 Settembre 2006

L’attualità purtroppo non ci consente molto spesso distrazioni dal degrado in cui vertono ormai le nostre città. Ovviamente non ho niente di personale con chi proviene da culture molto diverse dalla nostra ma la consistenza in termini numerici del fenomeno, è purtroppo molto maggiore rispetto alla nostra capacità di assorbimento.

Di recente, per esempio, è giunta di fronte a casa mia una coppia di extra comunitari il cui atteggiamento molto schivo, fa dubitare persino sul loro permesso di soggiorno. Non che la cosa incida direttamente sulla mia vita, ma che l’accattonaggio diventi fin troppo spesso solo la prima forna di delinquenza per chi non può godere di nessun diritto civile, è una realtà che conosciamo fin troppo bene e che finisce per incidere proprio sull’individuo prima che sulla collettività.
Cio’ premesso e senza voler aizzare una polemica che gode già dell’appoggio di fin di troppi esponenti illustri, non possono però fare a meno di notare che le abitudini e lo stile di vita di questa coppia, sono così diversi dalle nostre da recare effettivamente un certo disagio agli altri abitanti del quartiere. Urlano come matti, rifiutano qualsiasi contatto con i propri simili, seguono orari di sonno e di veglia tutti loro e si comportano in generale come se il quartiere fosse tutto loro. Tra l’altro, e mi spiace dover essere io a far notare certe cose, il loro atteggiamento è di pessimo esempio per gli altri esemplari della loro specie che invece vivono e lavorano onestamente nelle nostre città, vanificando inoltre tutti i nostri sforzi per insegnare a questi incivili almeno a parlare la nostra lingua.Io già da tempo ormai mi trovo per esempio in grosse difficoltà con la mia colf alla quale ho impiegato mesi per insegnarle a dire “ciao” e che ora, osservando il volo libero dei suoi simili, una coppia di splendidi pappagalli verdi che abitano sull’albero di fronte alla mia finestra, ha smesso persino di salutare.

Se questi “animali” non la smettono di sovrastare con il loro verso il rumore del nostro traffico e di distrarre il mio pappagallo dai suoi obblighi familiari, sarò costretta a rivolgermi alle autorità competenti affinchè vengano rinchiusi in un centro di accoglienza per uccelli.
Che poi, detto tra noi, ho anche il sospetto che a mia insaputa i due si intrufolino nel mio giardino per rubare le sementi che lascio per i nostri piccioni, i nostri merli e i nostri passerotti.



6 commenti a “Extra comunitari, quando la tolleranza ha un limite”

  1. Effe Says:

    io dico che debbono tornare a casa loro, altrimenti si fa a pallettoni

  2. freeriding Says:

    E io che avevo scambiato quella coppia di extra comunitari per i miei carissimi zii.

  3. utente anonimo Says:

    Se vuoi posso mandarti qualche esponente della Lega Lombarda o della Liga Veneta.

    Quando si discute di come sistemare gli immigrati, di qualsiasi tipo essi siano ihihi, Borghezio e Calderoli si fanno sempre inaspettatamente avanti : ” li sistemiamo noi…”….:-)))

    Comunque una città che sopporta Cecchi Gori può pure farsi carico di un paio di pappagalli….

  4. capemaster Says:

    metti uno spaventapasseri Ariano :D

    lol

  5. Viscontessa Says:

    questo post è veramente una schifezza:-)

    E’ scritto malissimo, mi piaceva l’idea e avevo cominciato a svilluparla ma poi indecisa se usarla per l’articolo di venerdì prossimo o farne un post, ne è venuta fuori questo incrocio tra un pappagallo e un piccione cittadino.

    Però l’idea dello spaventapasseri è la migliore, magari invece di razza ariana, mi costruisco un enorme passerotto incazzato.

    p.s i pappagalli verdi sono davvero bellissimi e stare al computer con il sottofondo del loro podersono verso ti far venir voglia di emigrare nei loro paesi d’origine:-)

  6. Lesorja Says:

    Ma gli obblighi familiari non spettavano al Conte?

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