stelle cadenti

Viscontessa, 11 Agosto 2006

Sono rimasta con il naso all’insù alla ricerca delle stelle cadenti fino all’anno in cui mi venne il torcicollo che non mi passò neanche il giorno dopo nonostante all’unica stella cadente che vidi la sera prima, affidai solo questo semplice desiderio.

Leggevo ieri qualcosa a proposito della relazione causa effetto, qualcosa che cercava di spiegarmi che il fatto che non sia in grado di comprendere un fenomeno, non significa che questo non si verifichi. Se spingi un interruttore si accende la luce e anche se non hai la più pallida idea del perchè o del per come l’interruttore possa all’improvviso illuminare la tua esistenza, ciò non significa che l’evento non si manifesti. A dire il vero quando ero più piccola e la relazione tra causa ed effetto mi affascinava molto più di adesso, avevo tentato di applicare un cavo elettrico ad un vecchio giradischi a pile che naturalmente si fulminò insieme a tutto l’impianto elettrico di casa e questo piccolo e dannosissimo esperimento, non fu dannoso solo economicamente, ma creò anche una profonda e quasi insanabile frattura nella mia fiducia verso ciò che non comprendevo.

Qualche anno dopo, poi, in maniera piuttosto subdola ma pur sempre a fini scientifici, cercai per un giorno intero di convincere il mio angelo custode che la mia salute, di cui si narrava lui si dovesse occupare, passava principalmente attraverso la mia felicità e questa a sua volta attraverso un inaspettato dono che avrei trovato in salotto nell’angolo dove a Natale veniva allestito l’albero.
In un impeto di generosità e nel profondo e sincero desiderio di seccare fin da subito il germe di quello scetticismo che stava germogliando dentro il mio giovane animo, fui anche disposta a promettere la mia più devota e pia fede religiosa, in cambio di una collocazione diversa del dono inatteso. “Se lo trovassi in bagno” dissi tra me e l’angelo custode “andrebbe bene uguale e sarei disposta a ritenere che il vezzo di una collocazione diversa, dipenda solo dalla tua volontà di mettere alla prova la mia fede”. Il pellegrinaggio continuo tra la mia stanza e il salotto e il bagno, non scaturì naturalmente nessun effetto concreto se non quello di incuriosire mia madre alla quale raccontai, lasciandola piuttosto incredula, il mio colloquio con il presunto angelo custode.

L’ultimo episodio che infine segnò definitivamente la fine della mia già poco ingenua fanciullezza e l’entrata nella cinica età adulta, fu una trasmissione televisiva pomeridiana nella quale una specie di santone di una delle prime tivvù private, passò il pomeriggio a cercare di convincermi che nella vita era possibile ottenere tutto ciò che si desiderava purchè lo si desiderassi molto intensamente. L’esempio pratico che seguì, fu una litania di ore nella quale il santone continuò ad invocare il nome di una certa Maria quale esempio di oggetto del desiderio. Nel caso specifico, ma questo l’ho compreso solo qualche anno dopo, vi fu tra me e il santone un fraintendimento di base perchè nessuna Maria in carne ed ossa testimoniò con la sua presenza il buon esito del suo esperimento, ma lo sguardo del santone, ripensandoci poi, aveva qualcosa che doveva avere a che fare molto di frequente con quel genere di maria che alcuni coltivano sul terrazzino di casa.

Per molti anni tuttavia, nonostante queste prove di fede della mia infanzia e fino all’anno del torcicollo, ho continuato a guardare il cielo in cerca delle stelle cadenti e ho continuato ad esprimere desideri che però, memore dei mie precedenti fallimenti, non mi dovessero mettere nella sgradevole condizione di non poter essere realizzati. Certo desiderare di svegliarsi la mattina dopo era quel genere di desiderio che in chi a realizzazione avvenuta ne veniva a conoscenza, causava per la sua semplicità, un moto di tenerezza nei confronti di chi lo aveva espresso, tenerezza che non meritavo e che meritavo ancor meno quando per esempio chiedevo ad una stella cadente un cocktail Martini con una grossa oliva verde, nel momento esatto in cui avevo adocchiato un cameriere dirigersi nella mia direzione con l’aperitivo che avevo chiesto poco prima.

Poi quando nel mio cammino verso un accomodamento tra romanticismo, fede, illusione, speranza e vita reale, incappai in questo sbaglio di desiderio o di previsione sul mio torcicollo, decisi che il disincanto è tutto sommato meno doloroso di un torcicollo e da allora il 10 agosto di ogni anno tutt’al più prendo a sassate i lampioni per essere sicura di sbrigare in tempi brevissimi la pratica del desiderio da abbinare alla caduta di un corpo luminoso.

Il desiderio poi è ovviamente sempre lo stesso: che nessuno si accorga che il lampione l’ho spaccato io.
E per ora sono stata esaudita.



10 commenti a “stelle cadenti”

  1. giarina Says:

    meraviglia di una viss.

    questa è la gioblogger che preferisco.

    io le stelle cadenti non le ho mai viste. arrivo sempre tardi o guardo la parte sbagliata del cielo.

    ogni anno sento un coro di “eccola.eccola” e io “dove??” “eh..peccato, troppo tardi è già caduta”

    l’anno prossimo vengo lì da te e spacchiamo lampioni assieme.

  2. gattasorniona Says:

    che bello.
    ieri ho cercato di vederne almeno una ma nulla… stasera ci riprovo..

  3. lsadora Says:

    [OT... Viss, che è successo al template??]

  4. Viscontessa Says:

    Isa: ci avevo aggiunto quella cosa lì che si potevano vedere gli accessi giornalieri…era così divertente! me lo hai già tolto? si lo so, lo avevo messo un po’ così alla cazzo di cane:-)

    Signora Giarina, ma lei che ci fa davanti al computer il 10 di agosto? ci piace pensarla sui campi da golf dell’argentario, accidenti!

    Gatta, occhio al torcicollo che in questa stagione è tremendo:-)

  5. lsadora Says:

    Viss, ma se vuoi vedere da dove viene la gente puoi anche guardare su shinystat… quel coso lì apriva un popup ogni volta che si apriva il blog… comunque non l’ho cancellato, l’ho solo “mascherato”… se proprio lo vuoi domani te lo metto a posto… uff, queste nobili moderne, che fatica… :-)

  6. utente anonimo Says:

    La Viss è simpaticissima, il conte vico no.

  7. utente anonimo Says:

    l’importante è quello

  8. michelespada Says:

    Cadono ancora, sì. C’è sempre qualcuno che mi ricorda che San Lorenzo è il 10 di Agosto e poi immancabilmente precisa che, in realtà, la caduta vera delle buone stelle è qualche giorno più in là. Allora tanto vale, penso io, lasciare Lorenzo in pace e guardare ai Santi dei giorni successivi. Che, poi, fa così tanta tristezza: fin da piccolo ho pensato che se anche le stelle, che sono una certezza, stanno lì, belle e immobili e felici (fanno luce), anche loro, dicevo, cadono ogni tanto, allora c’è poco da stare allegri. Così non guardo più in alto (mi annoio dopo poco, fa sempre freddo, ecc ecc) e esprimo desideri a alta voce, che tutti li sentano!

  9. RedHeadedLarry Says:

    Quando ero piccola avevo una strategia: sceglievo una stella e la fissavo in continuazione credendo che prima o poi sarebbe potuta cadere.

    Magari è caduta veramente, magari nel frattempo si è spenta, a volte le cose accadono senza che ce ne accorgiamo

  10. caliyuga Says:

    le stelle ci sono anche se non le vedi. *

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