Insalata di mare con contorno di alghe tossiche

Viscontessa, 8 Agosto 2006

Prima c’era il mare.
C’era l’acqua salata che bruciava gli occhi e le patate di mare che le mettevi dentro alle palle di sabbia e ci facevi la guerra.
Prima c’erano le conchiglie da raccogliere sulla battigia e le alghe marroni, striscioline di alghe marroni che si depositavano sulla riva o dentro al costume. E c’era la bandierina rossa quando il mare era mosso e bianca quando potevi fare il bagno, la bandierina la issava ogni mattina il bagnino, un omaccione in canottiera che ogni mattina guardava il mare e sceglieva la bandierina giusta.
Prima c’era la crema per ripararsi dalle scottature, era una crema, si chiamava crema e la mettevi sulle spalle i primi giorni di mare poi la rinfilavi in una sacca e la lasciavi lì fino all’anno venturo e poi quello ancora successivo e infine quello dopo. E c’era la testa da bagnarsi con l’acqua di mare per evitare le insolazioni e la borsa frigo con il pranzo che per digerire gli spaghetti con il tonno e la parmigiana dovevi aspettare almeno tre ore.

Adesso le bandierine si mettono all’inizio della stagione, una bandierina azzurra per ogni località, all’inizio le bandierine azzurre erano poche e costavano molto ma poi tutti hanno voluto una bandierina azzurra nel proprio pezzettino di mare e allora si è studiato un sistema che garantisse una bandierina azzurra per ciascuno. Facciamo così, se l’acqua del tuo mare fa schifo ma hai messo quattro assi di legno perchè anche l’Ercole in carrozzella possa raggiungere la piattaforma di cemento dove hai messo gli ombrelloni, la bandierina te la diamo uguale. Si chiamano servizi anche se l’Ercole piuttosto che passare con la carrozzella sull’asse in legno che porta alla piattaforma in cemento, preferisce suicidarsi con le alghe tossiche.
Perchè adesso le alghe sono tossiche e se ti bruciano gli occhi e ti viene la cacarella la colpa non è più dell’acqua salata ma delle alghe tossiche. Ecologiche ma tossiche. Bandierina azzurra.
E ci sono le borsette di marca, i cappellini griffati, gli occhiali da sole e i massaggi cinesi da raccogliere sulla battigia. A volte sulla battigia si raccoglie anche il cadavere di qualche disperato che voleva fuggire dalla guerra, ma anche i cadaveri sono ecologici. Bandierina azzurra. E poi adesso per fare la guerra non si usano più le patate di mare dentro alle palle di sabbia, basta stare comodamente seduti sulla sdraio e leggere il giornale.
Fortunatamente però c’è sempre il bagnino. E non solo. Adesso oltre al bagnino, i massaggiatori cinesi, i venditori di gioielli indiani e quelli di borse Fendi, ci sono anche i reclutatori dell’esercito che come per le finte Fendi ti vendono il lavoro del finto operatore di pace. Anche loro sono ecologici e biodegradabili. Bandierina azzurra o a scelta bandierina della pace.
E anche il sole c’è ancora, qualche anno fa si era ammalato ma poi sono arrivate le meduse e le alghe tossiche e non si può stare dietro anche al sole. Nessuno sa se sia ancora malato, probabilmente era solo il solito virus di stagione che passa da solo. Tanto poi basta mettere la crema che non si chiama più crema ma schermo solare ed è progettato per consentirti di rimanere tutto il giorno steso al sole come una lucertola senza abbronzarti. In testa, per ripararti dai colpi di sole, niente più acqua ma una bandierina azzurra o in tinta col costume e si chiama bandana.
L’unica cosa che infine è rimasto invariato è il tempo di attesa tra il pasto e il bagno. Sempre tre ore anche se invece degli spaghetti al tonno e della parmigiana, adesso si mangia una pesca, due carote e la domenica carpaccio di pesce spada. Con un po’ di limone.



10 commenti a “Insalata di mare con contorno di alghe tossiche”

  1. Gemisto Says:

    http://www.spaghettitaliani.com/Articoli2/Articolo051.htm

  2. waki Says:

    da “prima c’era il mare” a “aspettare almeno tre ore” ho sognato e ricordato.

    Da “adesso le bandierine” a “po’ di limone” io non ci sono più.

  3. Lavorini Says:

    mi ricordo cecco, cecco era un vecchio che girava per la spiaggia con una sacca di yuta piena di noccioline che vendeva ai bagnanti.

    Al posto suo adesso ci sono tipi come ” nasanaka kata”, che con il suo sushi bar ambulante climatizzato distribuisce spring roll agli ignari avventori.

  4. Viscontessa Says:

    Lavorini, si chiama globalizzazione e quando ci pensi non sai mai se ridurti ad essere uno sporco conservatore od un ingenuo progressista.

    Waki, e invece ci siamo ancora e siamo lì sospesi tra l’olio del fritto misto di pesce, e il filo di limone sul carpaccio di pesce spada.

    Ma dobbiamo rallegrarci, preoccuparci, compiacerci o dispiacerci?

    Non so…

  5. NonSoCosaDireAvendoTantoDaDire Says:

    mi è spuntato un sorriso un po’ amaro…

    ciò che dici è così vero…

  6. utente anonimo Says:

    Peccato che a me tochi andare sempre dove on ci sono mai state bandiere, perchè l’hai scritto tu. Comunque alla bandiera azzurra di Viareggio contino a preferire, non so perchè, la nessuna bandiera dell’Isola di S. Antioco, dove ancora siamo rimasti alla prima parte del post.

    Un caro saluto.

    Lesorja.

  7. utente anonimo Says:

    Tocchi, ovviamente.

  8. Viscontessa Says:

    Lesorja, sono assolutamente dalla tua parte sarà perchè anche io sono cresciuta con il mare della Sardegna (la Sardegna dei sardi, per intendersi) e già la doccia dopo il bagno era un lusso che tuttora non riesco ad apprezzare.

  9. kinglear Says:

    Prima. Adesso non più.

    M perché scrivi di alghe tossiche?

    No, non mi rispondere. Non lo voglio sapere. Mi basta quel che ho letto.

    Viss, non so se volerti bene.

    Intanto, posso offrirti un po’ di latte disintossicante?

    Beppe

  10. Lavorini Says:

    penso che fra le due alternative scelgo il carrello di antipasti.

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