sotto al sole

Viscontessa, 2 Agosto 2006

Ecco, volevo dire che credo che prenderò una breve brevissima pausa di riflessione. Anzi, per essere più precisa, avrei intenzione di prendere una piccola, piccolissima pausa di irriflessione. O di oblio, di dimenticanza, di apnea, di vacanza, di riposo. Riposo da me stessa e dalle mie parole che ultimamente per vari motivi, sono diventate troppo sfacciate e spudorate per trovare rifugio su questa pagina.
Si tratta della luce del sole, a me piaceva che le mie parole rimanessero un po’ in ombra come i miei pensieri, le mie chiappe, i miei progetti e le mie azalee, e invece in quest’estate caldissima mi sono trovata ad espormi troppo al sole con il risultato che i pensieri mi si offuscano e la pelle mi brucia.
Sono stanca, e questo è un dato di fatto, le vacanze incastrate nel quotidiano stancano come le settimane alla Valtour nelle quali per riposarti sei costretto a correre tutto il giorno tra un istruttore di vela e una seduta di yoga e stanca vivere con questo caldo che abbassa la pressione, tappa il naso e ti sottrae energie anche solo per usare il cervello.
Ho il cervello scollegato, lo tengo in caldo sotto al sole e lascio che di lui si esprima l’insenatura creata per la socializzazione nella quale si annidano amici e conoscenze, riposo e pensieri insulsi come i programmi per una serata. Ho il cervello un po’ così che in questi giorni si adegua mio malgrado ad una indolenza estiva che non ricordavo da molti anni. Un’indolenza così impertinente che non mi meraviglierei mi conducesse infine a lasciarmi affascinare dal totale riposo.
Sono qui e ho da fare, cose concrete da fare, con le mani e la penna e il cervello e le opere, ma i pensieri li ho già messi in valigia ripiegati ordinatamente tra il costumino e la crema solare.



12 commenti a “sotto al sole”

  1. Pralina Says:

    Guarda Viss, ad avere il cervello scollegato siamo in tanti, quindi sei in ottima compagnia… sulle vacanza incastrate nel quotidiano concordo perfettamente, un vero stacco non c’è. Perché, considerando lo stress della preparazione delle valige e il viaggio, l’acclimatazione a un nuovo ambiente e poi un paio di notti sballate per diverse abitudini, non c’è praticamente differenza con una bella fila all’Ipercoop nelle ore di punta.

    Però io voglio sperare di andare via da Firenze per più di quattro giorni e ce la metterò tutta… magari (incrocio le dita) anche un “salto” in Bretagna a fine agosto ma se lo racconto poi non si avvera…

    un bacio!

  2. .kri Says:

    serve molta energia per sopravvivere.

  3. utente anonimo Says:

    L’importantye è staccare davvero per lungo tempo e poi magari riprendere

  4. violacciocca Says:

    Io stacco per un mese e stacco talmente tanto profondamente che quando torno non ricordo i numeri di bancomat, c/c, password varie e se mi ci metto non mi ricordo nemmeno il mio numero di telefono. La ricarica dura fino a tutto ottobre.

  5. Lavorini Says:

    oh! non fate scherzi.. o che mi lasciate qui da solo??

    AIUTOOOO!!!!

    oh! senti che eco!

  6. orenove Says:

    Prender pause di riflessione dal blog è più comune dei suicidi, in questo periodo.

    Le vacanze aiutano.

  7. Minervaa Says:

    ormai sono passati dai quattro ai cin

  8. Minervaa Says:

    ops , il dito

    partivo da lontano, viss,

    per dirti che credo di avere capito.

  9. Pralina Says:

    Passo per lasciarti un abbraccione prima di partire per le vacanze. Il mio blog rimane sempre aperto ai commenti. Baci.

    :)

  10. HangingRock Says:

    viss, mi mancheranno le tue parole abbronzate, senza filtro solare. Torna tardi, ma torna presto.

  11. mariodesantiss Says:

    viss, buon viaggio. Capisco il senso vago che ti assale nell’immobilità del caldo. Da sempre il demone meridiano si manifesta nel momento in cui la palla del sole è più forte, dritta come una spada, gettandoti nell’insopportabile fissità di un istante dentro il quale passa un tempo interminabile. Il caldo sembra eterno e il silenzio l’unica cura e al tempo stesso il veleno più sottile.Per i più quella è l’ora dell’ammazzacaffè, per i meno l’intervallo tra una vita senza senso e una massa di senso senza vita (quest ultimo potrebbe essere la massa di parole del blog..e ora che vedi le tue incarnate in carta, forse c’è un momento di spaesamento, o no? a proposito il libro quando uscirà? se riemergi, facci sapere). Buen retiro.

  12. utente anonimo Says:

    come posso masturbarmi senza le tue dolci e leggiadre parole!

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