la settimana benessere
Viscontessa, 11 Luglio 2006Tanto ho cominciato con il fare un po’ di pulizia in casa. Prima è stata la volta delle pile usate che tenevo da anni in un cassetto nell’attesa di buttarle via nell’apposito contenitore, poi sono passata ai farmaci scaduti e devo dire che quando si tratta di buttare i farmaci scaduti, un po’ mi piange il cuore. Avere un’aspirina un Aulin, un Voltaren, o un sonnifero nel mobiletto dei medicinali, mi regala un senso impagabile di tranquillità. Metti che domani caschi il mondo e io, per quanto scaduta, ho una bella confezione di sonniferi con cui farmi teletrasportare nel mondo onirico. E poi non posso fare a meno di chiedermi che fine facciano i medicinali scaduti. Cioè, mica li regaleremo ai bambini africani? Perché allora tanto vale che me li tenga io che mi sento tanto sicura.
Ora comunque ho in macchina un sacchetto di pile vecchie ed uno di medicinali scaduti perché non ho idea di dove trovare gli appositi contenitori per il loro smaltimento.
Ieri sera poi, verso le undici e mezzo mentre le ultime battute della vecchia serie di Desperate Housewife, risuonavano in cucina, ho aperto il frigo per accorgermi che era così vuoto da fare l’eco. E quale migliore occasione per pulire il frigo quando dentro non c’è niente?
Così è stata la volta del frigo e poi quella del freezer nel quale, intrappolati nel ghiaccio spesso quasi un metro, ho ritrovato diversi generi alimentari che pensavo perduti per sempre o che non ricordavo di aver mai neanche comprato. Come due ghiaccioli all’amarena, un pezzo di salsiccia, due sogliole del paleolitico e persino un paio di sebadas con contorno di piselli fuoriusciti da una confezione aperta che giaceva sotto alla wodka.
Infine, nel costante tentativo di rimandare l’inizio della settimana del benessere, mi sono gettata sotto al lavandino dove ho rinvenuto una piccola foresta di cipolle ormai avvinghiate ad un paio di bottiglie di fragolino del ’94. Nel complesso il colpo d’occhio non era male così ho lasciato le cipolle e il fragolino e ci ho messo accanto anche una bottiglia di Viakal che è uno dei miei prodotti preferiti.
Quindi sono andata a letto.
Promemoria: ricordarsi di comprare una sveglia perché nel timore di non svegliarmi all’ora giusta, anche stamattina alle sei e mezzo ero pronta ad alzarmi e poi nuovamente alle sette e quindi alle sette e mezzo. Infine sfinita da queste sveglie premature, mi sono finalmente riaddormentata per svegliarmi terribilmente in ritardo.
Ora vo’ a casa, chi fosse interessato ad offrire un aperitivo, una pizza, o anche solo un succo di frutta ad una viscontessa incrostata, si faccia vivo.
(che poi non gli costa niente perché tanto poi mi fa fatica e declino ogni invito).
Passo e chiudo.
Zot! (dissolta in una nuvola di viakal al fragolino)




