Tra i Pooh e Zidane

Viscontessa, 13 Luglio 2006

Ieri sera per caso sono passata da Rai Uno (almeno credo) mentre i Pooh cantavano qualcosa a proposito del passare una notte di sesso con lei senza bisogno di coinvolgere i sentimenti.
Che tristezza! mi immaginavo uno dei Pooh, uno a caso, che alla sua età con il capello brizzolato e il fazzolettino nel taschino, se ne sta al bancone di un locale a rimorchiare una tardona con la quale passare una notte di sesso. Ma i Pooh, senza alcun aiuto chimico, saranno ancora in grado di trascorrere una notte intera di sesso? Mi è venuta tristezza al sol pensiero del Pooh addormentato sul letto mentre russa avvinghiato alla tardona con il capello tinto biondo e un perizoma leopardato.
Poi, ad un certo punto, mi sono resa conto che i Pooh e la loro musica da balera di periferia, mi mette tristezza a prescindere, come il restauro conservativo di una cucina in formica azzurrina, e mentre stamattina pensavo alla libertà sessuale femminile che i Pooh con la loro canzone di ieri parevano quasi suggerire come un novità un po’ birichina e audace, mi è capitata per le mani la dichiarazione di Zidane. Materazzi ha offeso le donne della sua famiglia?!?!?!? Oddio, siamo ancora al delitto d’onore (perchè il suo gesto alla finale dei mondiali di calcio è un delitto compiuto ai danni dello sport), ancora la dignità di una donna è rappresentata dalle sue eventuali usanze sessuali? E ancora ciò che offende maggiormente un uomo è pensare che la/le propria/e donna/e (manco fossero un harem) sia una meretrice per vocazione?
Rattristata ancor di più da questa considerazione, mi addentro nei dettagli dell’intervista ad un campione, un uomo che dovrebbe rappresentare un modello, un uomo che della competizione ne ha fatto un sport a beneficio di tutti e mentre mi chiedo se non ho frainteso (dai, mi sono detta, magari Materazzi gli ha detto che sua moglie è professionalmente incompetente oppure gli ha detto che è una fallita) leggo che la colpa non è di chi reagisce ma di chi provoca.

Ho finito il caffè, ho bevuto un bicchier d’acqua e sono uscita dal bar pensando che stando così le cose, potrei semplicemente ucciderei i Pooh che con la loro musica mi provocano dei dolori crampi addominali. Certo, certo… non prima di aver passato una notte audace e birichina in compagnia di un Pooh addormentato. Anzi magari lo ammazzo nel sonno!



20 commenti a “Tra i Pooh e Zidane”

  1. giarina Says:

    viss, preferisci i cugini di campagna, dimmi la verità.

    tu pensa, andar nella foresta ad aspettare con i pooh da una parte e i cugini di campagna dall’altra…

    e col conigliolo che ci guarda.

  2. Viscontessa Says:

    In raltà si, preferisco i cugini di campagna che sono così smaccatamente trash, da non creare equivoci. I Pooh invece fanno anche i concerti in tv e cambiano il loro look con il passare degli anni.

    Sono un ibrido tra una balera romagnola e una discoteca di provincia degli anni 80 :-)

  3. Pralina Says:

    Concordo. Sì, concordo. Dovrebbero vietare l’ascolto dei Pooh alle donne incinte, per evitare che il feto si formi male.

    =)

  4. Minervaa Says:

    no, senti,

    lo so che di questa cosa se ne è parlato anche troppo ma lasciami sfogare

    ci siamo sorbiti le solite lagne sugli italiani mammoni (vere , per carità)per dover poi sentire la mammina di zidane chiedere i testicoli di materazzi per l’offesa subita dal suo figliuolo.

    ma se anche sui campi di calcetto i bambini di cinque anni già insultano sorelle, madri, zie, cugine e nonne degli avversari.

    del resto le madri, sorelle , cugine e zie sugli spalti a loro volta insultano i bambini…..ma questo è un altro discorso

    ed io ,per non saper nè leggere, nè scrivere un insultino ai pooh te lo lascio qui

  5. utente anonimo Says:

    Vai, vai! Giustizialo per tutti noi!

    Francesco Minciotti

  6. utente anonimo Says:

    tzè…ed io che credevo che in questo post si parlasse di wienne the pooh!

    :)
    Annika

  7. HangingRock Says:

    La mamma del Pooh è una zoccola.

    (attendo fiduciosa capate nel petto)

  8. mariodesantiss Says:

    Stamane (ri) leggevo due versi di Sandro Penna: “Forse la giovinezza è solo questo/ perenne amare i sensi e non pentirsi”. Non so perchè ma nell’ottusa caponaggine di Zidane di volersi comportare come un giovanotto della sua Algeria degli anni ‘50 o nell’ orrenda zombaggine sessuale dei Pooh postumi a sè stessi, c’è solo lo strascico di una società occidentale che ha inventato la giovinezza e dopo questa “l’aspetto giovanile” che alimenta mercati billionari di creme antirughe e viagra. Zidane alal soglia dei suoi 40 e i pooh nel disperato tentativo di rimanerci, caramellando capelli e sbiaccando le gote, sono il simbolo di chi non vuole perdere. Perdere la vita, essendo la vita ormai per convenzione identificata con la possibilità di provare la gioia dei sensi (non vediamo sempre più pubblicità e srvizi giornalistici in cui s’ammicca a sessantenni indaffarati in preliminari sotto la pioggia con t-shirt bagnate?Non voler mollare mai la giovinezza, ostinatamente, non pentirsi, perchè per pentirsi si deve pensare che c’è una vita dopo la vita. Un aldilà che comincia appena smetti di trombare (scusa la volgarità ma è così che terrra terra lo interpretiamo noi della società laica e consumista. rifiutarlo significa che ha ragione Ratzinger e ci rimane la gioia della serenità, la famiglia,Cristo e la Preghiera.Non ho nulla contro, ha una sua forza. Ma non illudiamoci di voler conciliare buon senso - “siamo una coppia fedele” e “ho ancora una vita sessuale attiva”: queste due frasi se fossero una poesia sarebbero un ossimoro.Sono in realtà prosa del mondo) kiss.

  9. utente anonimo Says:

    bel post, tristemente esilarante

    EvaCarriego

  10. UnaVolpe Says:

    Ormai e’ tardi, infatti recentemente ho scoperto che DJ Francesco e’ figlio di uno dei Pooh.

    Si doveva operare prima che si riproducessero… Ora tra le altre canzoni abbiamo da far i conti con il Capitan Uncino!

  11. Viscontessa Says:

    Dicevo tempo fa (non saprei dire se me lo son detta tra me e me o se poi l’ho scritto su questo blog) che se la nostra vita media si è allungata come un elastico, resta più o meno invariata l’età della giovinezza per potersi invece poi dilatare quella della vecchia. Non un gran risultato se si pensa che così stando le cose, si resta vecchi per buona parte della nostra vita. E’ anche ovvio, quindi, che il tentativo di prolungare le giovinezza con artifici spesso imbarazzanti, di cattivo gusto e non ultimo pericolosi, sia diventato uno degli obbiettivi principali della nostra civiltà occidentale.

    Pensavo l’altro giorno a tutti coloro che sottoponendosi ad interventi di chirurgia estetica, sono poi obbligati per tutta la vita ma modificare il loro corpo secondo le esigenze della loro effettiva età anagrafica. Puoi fregare un po’, una decina d’anni al massimo, ma per esempio un seno rifatto a trent’anni, avrà bisogno di essere nuovamente modificato e “afflosciato” con il passare degli anni. Un po’ come la tintura per i capelli: o ti tieni i capelli bianchi oppure sei continuamente costretto a ritoccare il colore per rimanere al passo con quell’aspetto che ti sei dato.

    Un meccanismo perverso che dovrebbe farci riflettere e che talvolta mi fa venire in mente l’usanza di alcune civiltà antiche (che non esitiamo a chiamare barbare) di sacrificare agli dei un proprio arto o di inserirsi un anello sul labbro o di fasciarsi i piedi affinchè non crescano.

    Ma da cosa nasce questo autolesionismo dell’essere umano e da cosa l’incapacità di accettare il proprio corpo per quello che è?

  12. utente anonimo Says:

    Concordo con te, Viss ma concordo anche con un personaggio di Almodovar che diceva: una è vera tanto più somiglia all’idea che ha di sè stessa. In quel senso…beh…

    Annika

  13. mariodesantiss Says:

    Da cosa nasce questo autolesionismo? dalla volontà di sfidare il tempo che passa.Anche Dorian Gray voleva somigliare all’idea che aveva di sé stesso.Però la finzione romanzesca gli ha permesso di mandare in giro il proprio fantasma narciso. noi invece cerchiamo di applicare al nostro corpo il sogno narcisitico che abbiamo di noi.E’ la sfida anche alla natura, una sfida cieca.come per la clonazione, non si sa dove porta.io per esempio penso a tutti quelli che si fanno tatuaggi non come simbolo esoterico a mo’ dei “barbari” o “selvaggi” che lo fanno per loro ragioni spirituali. Per noi il tatuaggio è bellezza tesa che rimane tale finchè è tesa la pelle.Nessuno vuole pensare a come sarà quel tatuaggio sul braccio quando quel braccio diventerà come quello di nostra nonna.Come Zidane, un gesto di chi non vuole perdere quel momento di eterno presente che chiamiamo giovinezza,la gloria dei nostri sensi presenti.Un gesto cieco che non pensa al sopo. Che forse non sa immaginare come sarà domani e dopodomani.A cui si può rimediare temporaneamente con ridicole interviste o ridicoli ritocchi. fino a che l’incanto si spezzerà e apparirà l’orrore. L’orrore allo specchio.Quel momento è (sarà) il nostro futuro.Si salvi chi può.

  14. laislabonita Says:

    Grandissima Viss.

    I Pooh andrebbero arrestati per reiterazione del reato (ci avevano già sfinito con la celeberrima canzone in cui lui, dopo una notte di sesso con la donna-da-sesso, torna a casa dalla donna-da-amare).

    La storia di Zidane, io che non ho figli ho pensato però: la menano tanto con quanto questa o quella scena di nudo nei film possa essere diseducativa, ma quanto è poco edificante per un bambino apprendere da tv e giornali che c’è una qualsiasi parola che possa giustificare la violenza? Che se dici qualcosa di troppo, se ti menano la colpa è tua??

  15. Viscontessa Says:

    Annika, hai ragione ma ciò che dici (o Almodovar dice) è già di per se una defomrazione di se stessi.

    Imparare ad avere un’idea di se stessi il più possibile conforme a noi stessi, sarebbe già un punto di partenza diverso.

    Il che non significa che non si debba prendersi cura dle proprio corpo (ci mancherebbe) ma che comunque il rispetto del nostro corpo non passa soltanto dalla necessità di tenerlo in salute, ma anche di accettarlo per quello che è.

    Mario, io non mi sono mai neanche forata le orecchie ed ogni volta che vedo un tatuaggio, penso anche io se chi se lo è fatto (e il motivo per cui nella nostra società ci si tatua è esclusivamente estetico) si è chiesto cosa sarà di quel drago con la coda alta quando quella coda si abbasserrà insieme alla pelle.

    laisla, esatto, ancor peggiore della sua affermazione sulle donne di famiglia (tristemente maschilista) è il suo giustificare il gesto.

    Se non ci impegna con tutti i mezzi per condannare certi atteggiamenti (che la violenza è giustificata dalla provocazione) non si potrà mai pensare ad un cambiamento concreto.

  16. contevico Says:

    Eppuire una domanda mi frulla in testa da stamattina e me la devo proprio porre.

    Se Zidane avesse giustificato il suo gesto addebitandolo a un offesa all’onore del suo babbo (invece che della mamma e della sorella) i commenti sarebbero dello stesso tenore?

    Si sarebbe ugualmente qui a scandalizzarsi sul fatto che ancora ci si possa incazzare per l’onore familiare?

    Zidane sarebbe ancora un giovanotto della sua Algeria, che non vuole perdere la vita, che non vuole perdere la sua giovinezza? (motivazioni, comunque, queste che non mi riesce proprio di ricondurre al gesto di Zidane qualunque sia la molla che lo ha originato).

  17. Viscontessa Says:

    Non è tanto l’offesa ad essere messa sotto processo, ma la serietà con cui Zidane l’ha interpretata.

  18. utente anonimo Says:

    STYLETTOS: Comunque, il tuo commento sul tormentone Zidane-Materazzi è di rara acutezza e semplicità, come al solito meglio di tanti sedicenti opinionisti.

  19. Viscontessa Says:

    ciao styl:-) ben ritrovato

  20. raffaebasta Says:

    Cercavo Sandro Penna e ho trovato te.
    Mi fa bene leggerti e leggere i commenti ai tuoi post.
    Tornerò a trovarti!

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