La finale tra mosche e zanzare

Viscontessa, 10 Luglio 2006
La finale dei mondiali dell’82 la vidi a casa con i miei genitori.
Eravamo in quella che abbiamo sempre chiamato, contro ogni logica spazio temporale, camera da pranzo e la televisione era piccola, rossa e posizionata davanti al vecchio divano in velluto color ruggine.
Le finestre aperte, le persiane accostate, e fuori il traffico di via Masaccio che io avevo imparato ad ascoltare per sapere l’ora come ascoltavo l’antica pendola di mia padre che batteva ogni mezz’ora e che solo lui poteva caricare con la sua chiave dorata che stava nel cassetto della consolle.
In casa mia nessun tipo di sport aveva mai neanche fatto capolino nelle nostre conversazioni ma la finale del mondiale di calcio è sempre stata più un fenomeno sociale e di costume che non uno sport e questo era il motivo per cui, quella sera, ci trovammo tutti un po’ confusi di fronte al piccolo televisore rosso.  Nessuno di noi avrebbe saputo dire con esattezza neanche in quale porta doveva essere infilata la palla.
Con lo stesso spirito ho guardato la finale dei mondiali ieri sera, le finestre socchiuse, il divano è sempre il medesimo anche se ha cambiato abito ed abitanti e un nuovo traffico che, fermandosi completamente, ti racconta che per certi avvenimenti ci devi essere anche se di calcio non capisci niente, anche se ti distrai continuamente guardandoti i piedi, anche se ti dai lo smalto, anche se invece di quei ragazzi che tirano calci ad un pallone, ci fossero lumache che strisciando devono raggiungere un traguardo.
Ci devi essere perché certi avvenimenti vanno oltre il loro  significato ludico ed ignorarli ostinatamente non significa manifestare il proprio disinteresse per uno sport, ma la propria chiusura mentale incapace di rendersi conto che una partita come quella di ieri, ha appunto un significato molto più ampio e profondo.
Pane e circense, siamo fatti così, il gioco aiuta a scaricare l’aggressività, serve ad unire, a commuovere, a piangere, a ridere e anche ad urlare di gioia, con le lacrime agli occhi, per una palla infilata in una rete.
E fino a quando la capacità di emozionarsi non avrà bisogno di essere regolata da una “devolution emotiva”, significa che siamo ancora in grado di comprendere e apprezzare l’animo umano.
Nell’82 ero per le strade della mia città con il mio fidanzato e il mio vecchio Ciao azzurro, ieri ero con mio marito e con il mio vecchio cane nero.
Di anni ne sono passati tanti ma la commozione era sempre la medesima.
E io mi son detta che tutto sommato non sono poi così vecchia.


13 commenti a “La finale tra mosche e zanzare”

  1. chiaralice Says:

    No Vis, non sei cosi’ vecchia, non lo siamo proprio per niente. E l’emozione era proprio la stessa! ( nell’82 io avevo il Benelli rosso, me lo hai fatto ritornare in mente te!!!)

    P.S. a proposito della cena e gli stivaletti da moto…quanto ti capisco!!!

  2. Lesorja Says:

    Che vuol dire “quanto ti capisco?”

    Devo ritenermi offeso?

  3. giarina Says:

    nell’82 io ero già in una casa di riposo.

    asterisco

  4. utente anonimo Says:

    io nell’82 ero al mare, mi addormentai…anche l’altra sera ho dormito…mi addormento regolarmente durante i gran premi di formula 1 ed una volta mi sono addormentata anche in moto! Mi piace dire che soffro d’insonnia, e ne ho sofferto, ma certi meccanismi di autodifesa sono del tutto inconsci! :)
    Annika

  5. Effe Says:

    mi emonzionano solo i mondiali di freccette.

    Ci ha ognuno le sue proprie perversioni.

  6. utente anonimo Says:

    … io volevo solo “festeggiare”, gridare, urlare, abbracciare, brindare, ridere, correre, baciare, e invece mi sono sorbita l’infinito pathos di una partita che non si sbloccava, e poi via, veloci, in macchina con i rigori “sentiti” per radio, così “non troviamo nessuno per strada che se poi c’è l’ingorgo arriviamo tardi, e chi la sveglia più la bambina domani mattina, e poi tu arrivi tardi in ufficio, e poi io ho un appuntamento alle 9 e ho due ore di strada, e poi…” Che crudeltà, mi sono persa la fine della partita e anche la festa! Mi sembra di aver mancato un appuntamento importante, nell’82 ero abbastanza grande per viverla, nel 2006 sarei stata abbastanza pronta per godermela ancora di più, chissà … ora spero nel 2030 sperando di non essere allora troppo vecchia! Marina

  7. utente anonimo Says:

    PS: non ci capisco nulla di calcio… però i mondiali… che emozione!

    Marina

  8. Viscontessa Says:

    Mi pare che si siano radunati qui tutti i non tifosi travolti, loro malgrado, da questa festa azzurra:-)

    Io per conto mio preferisco i tornei di bocce che si tengono presso la casa di riposo Villa Luisella (i corsi tenuti da una tal Giarina. Dicono sia bravissima) però anche le freccette hanno il loro perverso fascino.

    Annika, io ho dormito per la semifinale, il sonno come autodifesa è una grande invenzione.

    Chiara, è che questi scarponcini da moto sono sempre pensati per gli uomini e mai per le donne e a noi tocca solo mettere un numero più piccolo di una calzatura tipicamente maschile! (che orrore).

    Marina, per il 2030 si sarebbe già fissato tutti di vedere i mondiali presso Villa Luisella, non perdere l’occasione e iscriviti anche tu! (animazione e buffet a cura di Giarina).

    Domanda per me stessa. Ma come cazzo li scrivo io i post? dall’ottusità che non si rende conto (l’ottusità?) ai periodi sconclusionati, oggi rileggendomi mi son detta che devo in tutti i modi iscrivermi all’Univeristà della Terza Età (si narra che ci sia un’insegnante bravisssssima di nome Giarina*)

  9. utente anonimo Says:

    OK, Viss, vada per Villa Luisella, tanto con l’età che avrò mi faranno socio onorario e non ci sarà neanche bisogno di iscrizione. Nel frattempo sabato comincerò ad allenarmi con le bocce…

    Marina

    PS: evviva i tuoi post “sconclusionati”! Sono così immediati che io me li sento dentro, come se li avessi pensati io, e se ti metti a rileggerli e a correggerli, non sarai più TU!!!!

  10. theobserver Says:

    nel lontano 82 ero a grosseto per una vacanza …siamo andati in piazza e lì secchiate d’acqua dalla fontana…un delirio anche in quell’anno…dopo ho concepito la mia prima figlia ;-D

  11. kinglear Says:

    Vuoi che ti faccia sentir vecchia?

    QUANTI ANNI HAI?

    Con tuo marito? e che ci facevi proprio con lui?

    E io che pensavo fossi zitella. :-D

    Comunque ti voglio sempre meno bene e me resto sotto il sole. Tiè. ^____^

    g.

  12. Viscontessa Says:

    Io però voglio delle bocce griffate!

    Theobserver, bellissimo:-) mi sono commossa a pensarti concepire la tua prima bimba dopo una notte di festeggiamenti.

    Secondo me sapere con esattezza quando si è stati concepiti è una fortuna.

    King, vieni qua a farti mettere la crema sulle spalle che ti stai bruciando tutto! e poi, te l’ho detto cento volte, tieni in cappellino in testa e il bagno lo puoi fare tra tre ore che hai appena mangiato!

    Perchè non vai in riva a fare un bel castello di sabbia?

  13. monetalbum Says:

    la superitalia del 82 se li sarebbe mangiati tutti!!!

    cosa?

Lascia un commento