Paradisi artificiali

Viscontessa, 5 Luglio 2006

Il cono di luce verde mi attrae e poi mi inghiotte, restano fuori solo le mani, aiutami, sono qui, sto scivolando in un ventre scuro e umido, la pelle umida, il fiato corto….
Ecco il mio corpo, prendilo così com’è e fanne qualcosa, non lasciarlo languire come quello scheletro che appare all’improvviso, un urlo e dentro ci sono cose, viscere che restano tenacemente attaccate alle costole, le mie costole.
Importunami le costole, sfamale di carezze e riportami in superficie dove possa respirare.
Siamo nella tana dei pirati tra la cartapesta e i tesori di stagnola, un getto di acqua fresca e Atlantide è solo un attimo poi la cascata e siamo di nuovo giù tra le viscere della terra. Questa volta è il Faraone che ci accoglie e ci scaccia, ci da la vita e ce la toglie come quest’auto che in autostrada corre veloce e ti riporta a casa o in una statistica delle assicurazioni.
Adrenalina acquistata per venticinque euro e adesso è di nuovo la punta di quella lama, ricordi la punta di quella lama? Le emozioni difficili sono a portata di mano, muoviti lentamente, fammi godere molto lentamente affinchè la lama rimanga immobile e non si insinui tra le tue carni.
Come on baby, che la spiaggia artificiale ci aspetta, sabbia finta, bianca e sottile sotto i nostri piedi, polvere bianca da tirare su col naso, poca, poca per volta, qui non ci sono protezioni e la direzione declina ogni responsabilità. Mettiti in fila, un’ora di attesa per essere lanciato in alto, e sudore e lacrime e risa, la stanza è al secondo piano, aspettami lì, tieni gli occhi chiusi quando cadrai nel vuoto o tieni la luce spenta e aspettami nuda nel letto “che succederà?” niente, lo scoprirai dopo l’attesa, l’attesa sotto a questi spruzzi di acqua vaporizzata e di nuovo umido, umido dalla ascelle, umido dal basso ventre.
“non adottare comportamenti scorretti durante il gioco”, allacciate le cinture di sicurezza che si vola, ti farò volare baby, alza le braccia e chiudi gli occhi, d’ora in avanti tutto quello che succederà sarà solo un gioco ed uno scatto, lo scatto di un blocco e poi scivoli a testa in giù mentre qualcosa ti circola tra le vene e vorresti che tutto fosse un circolo vizioso di salite e discese. Proteggimi e fammi volare sempre più in alto, un urlo che resta dentro e cresce rapidamente fino a quando trova una via di uscita e si porta via con se quel circolo vizioso del tuo sangue.
Ancora baby, non so cosa fosse, forse lo stomaco è rimasto lassù in alto e voglio tornare a prenderlo, ancora baby, ho gli occhi chiusi e sono così disciplinata mentre sento i miei capelli ad uno ad uno e il mio respiro sempre più corto e affannoso.
C’è qualcosa di freddo che mi passa sulla pelle e scende oltre l’ombelico, l’ombelico del mondo che è tutto qui, tra palme finte e finti corsari, tra onde ogni mezz’ora che ti portano sulla riva di plastica e spasmi sotto voce che si propagano lentamente come onde.

Il parco giochi sta per chiudere, la sabbia finta tra le dita dei piedi o la polvere bianca tra le gengive.
Prendi questa baby, ti aiuterà a dormire come un volante tra le mani in un’autostrada di notte.



12 commenti a “Paradisi artificiali”

  1. UnaVolpe Says:

    E tutto questo senza documenti….

  2. utente anonimo Says:

    Bello, bello, bello! :)
    Questo, poi, è il mio genere preferito di post!

    Peccato per quel “Farone”…ma…è il tuo stile ;)
    Bentornata.

    Annika

  3. Viscontessa Says:

    Volpe sono una Sans Papier per vocazione:-)

    Annika, corretto:-) (è che scrivo sempre di corsa e non faccio in tempo a rileggere oppure sono troppo stanca e per quanto rilegga non vedo niente)

  4. kinglear Says:

    Lascio solo un saluto per ricordarti che di bene ormai te ne voglio quanto potrebbe volertene una formichina rossa sul piede di battaglia che si lascia soffocare dal suo grande cuore ma solo per morirne soffocata. Ti lascio proprio niente: forse solo l’alito ultimo e già putrescente del mio nome che fu per te sollazzo sulle tue labbra.

    g.

  5. oinne Says:

    Bellissimo post, come tutti gli altri che hai scritto, complimenti.

    Ciao

  6. Viscontessa Says:

    King, adesso smettila con questo tono melodrammatico, tanto che mi vuoi bene lo so:-)

    Oinne, grazie…forse solo un po’ ermetico, non trovi?

  7. teo56ch Says:

    Già, ermetico mi sembra la parola corretta :)
    Uno strano parco giochi. Per metà mi sembra Gardaland, ma per il resto proprio non saprei.

    Buona giornata

  8. utente anonimo Says:

    Ci sono momenti in cui la tua percezione della realtà si contamina con altre cose: sogni, ricordi, paure o desideri. A me questo post piace per questo, perchè tutto si mescola ma ancora si vedono nette delle cose. Come quando giri il gelato nella coppetta.

    Annika

  9. Viscontessa Says:

    Ho portato mia figlia a Gardaland per due giorni, un paradiso artificiale per ricreare ambienti che evocano ricordi, paure, sogni o desideri.

    Dall’altra altri paradisi artificiali, direi i più comuni come il sesso e la droga anch’essi in grado di evocare ricordi, paure, sogni o desideri.

    In entrambe i casi il cervello non serve per pensare ma per produrre sostanze in grado di creare sensazioni esclusivamente fisiche.

  10. Minervaa Says:

    ti voglio bene come un bacarozzo con l’alitosi.

    sappilo

  11. utente anonimo Says:

    e non è importante sapere se la Viss è stata a Gardaland o altrove, questo post fa girare la testa come le giostre o l’alcool. insomma…è l’effetto che conta :)
    Annika

  12. utente anonimo Says:

    ti voglio bene quando non fai i commenti ai tuoi pensieri.

    …e lasciaci sognare no! :)))

    ultimamente alcuni tuoi post mi si fanno tantissimo.

    un bacio

    la funambola

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