L’intellettuale

Viscontessa, 1 Luglio 2006

Se tu adesso qui di fronte a questa birra mi dici che non hai idea di chi sia Costantino, io di te non mi faccio una gran considerazione contrariamente a quanto tu abbia sperato quando mi hai offerto di bere qualcosa insieme.
Già, e questo bisogna proprio che te lo dica, quando mi hai offerto di bere qualcosa insieme pensavo che il tuo fosse solo un modo “easy” di dire che avremmo passato insieme una bella serata e ad essere sincera mi aspettavo che il “qualcosa” fosse solo l’aperitivo che ci avrebbe poi condotto di fronte ad una tavola imbandita. Ma va be’, che ti piace essere un po’ particolare lo avevo capito subito da quei sandali francescani con cui ti ho conosciuto la prima volta, e poi alla seconda birra gelata con lo stomaco povero di sali come una bottiglia di acqua Lete, già mi gira abbastanza la testa da non riuscire neanche più a contare quante siano le fasce dei tuoi sandali.
E certo poi accidenti, quando mi hai detto che tu giri solo in bicicletta e hai aggiunto ti passo a prendere io, non mi aspettavo certo che venissi a prendermi proprio in bicicletta e che pretendessi di farmi sedere sulla canna di quella maledetta bicicletta con i tacchi a spillo che avevo messo per l’occasione. Che poi a dire il vero, cioè, ora che i tacchi mi si infilano come pugnali su questo prato pieno di cicche almeno non rischio di cadere per terra e se singhiozzo mentre ti ascolto parlarmi del programma del tuo cineforum preferito che per agosto ha programmato una rassegna dei migliori film senegalesi, posso sempre dirti che sono commossa da tanta sensibilità.
E passi anche la tua maglietta con il disegno del “Che” anche se con la mia su cui gli strass formano la parola Dolly non è proprio quel genere di accoppiamento che avrei immaginato. E ti ascolto pure volentieri mentre mi racconti di quell’autore cileno che ha scritto un libro fantastico sulla storia di un capretta che si perde tra le Ande come metafora della vita che, pur nella sua aridità esteriore, ti lascia smarrito di fronte al senso di perdita assoluto delle tue radici. Certo che ti ascolto volentieri anche se ad un certo punto ti chiedo perchè cazzo la capra non si mangi le radici e finisco la parola radici con un rutto mascherato da esclamazione mentre tu ti rolli una sigaretta di tabacco cubano e mi spieghi che il rutto è la manifestazione più intima delle nostre viscere come metafora di una società che ti obbliga a rinunciare alla parte più intima di te stesso.
Guarda, davvero, va benissimo tutto che tanto ormai con tutta questa birra che ho bevuto ho la vescica talmente piena che alla sola idea di attraversare tutto il prato con questi tacchi per puntellarmi sotto ad una quercia a fare pipì, quasi quasi me la faccio addosso e ti racconto che orinarsi addosso è un’antica usanza Masai che serve a scacciare gli spiriti maligni che soggiogano la nostra natura bucolica.
Però, cazzo, se adesso mi dici che non conosci Costantino mi fai proprio incazzare come un giocatore di rugby neozelandese. Perchè passi che tu non guardi la televisione e anzi non ne possiedi neanche una e che alla sola parola “televisione” mi ammolli un sermone sull’imperialismo americano che non c’entra un cazzo, ma tu lo metti ovunque come la radice di zenzero che fa tanto bene.
E passi anche che nonostante tutte le tue arie da intellettuale “de noartri”, non sfogli mai un quotidiano perchè quello, il Costantino dico, sta ovunque come la radice di zenzero. E ci sta anche che non ti capiti mai di addormentarti sul carrello della spesa mentre all’Esselunga tenti di raggiungere la cassa dove il faccione di Costantino svetta sulla copertina di ogni rivista come la bandiera della pace nel tugurio in cui vivi. Si lo so, tu all’Esselunga non ci vai, mangi solo radice di zenzero, kebab e zuppa macrobiotica di miglio che coltivi personalmente sul terrazzo.
Ma, cazzo, come fai a comprendere la cultura cilena della capretta, quella cubana di Fidel, quella senegalese del cineforum, quella araba del kebab e cinese dello zenzero se non ti accorgi neanche di quella in cui vivi ogni santo giorno e che è tappezzata da cima a fondo dai manifesti di questo Costantino?

Che poi senti, adesso te lo dico, io sono uscita con te solo perchè mi hanno raccontato che ti chiamano “il ciuco” e la cultura contadina dei nostri nonni che vivevano solo dell’essenziale, questa volta non c’entra niente.



12 commenti a “L’intellettuale”

  1. .kri Says:

    ho riso di gusto.

  2. utente anonimo Says:

    ahahahahah!!

    Fantastico Viss :))

    Annika

  3. kinglear Says:

    Più facile assai che muoia il terrorismo che tu che di nome fai Viss: figurati se ci preoccupiamo delle tue esternazioni-dichiarazioni, “mi suicidio”.

    Insomma, non è possibile crederti. Sei una esibizionista, come il 99% dei bloggers che cercano i loro 15 minuti di fama à la Warhol.

    E poi, lascia in pace il Che: c’ha già pensato il Genna a scriver la biografia non autorizzata di Costantino. Ha provato a spacciarla nei reparti dei supermercati: il mio giornalaio - si è arrivato anche dai giornalai - il Costantino ce l’ha là, in un angolo, tutto smangiato e pieno di polvere. Non un cane che se lo sia filato quel libello che costa quanto tutta l’ira di Dio. Ieri compravo il Meridiano Mondadori, e gli faccio: “Ma Costantino?” Quello mi guarda e ride: “E’ sempre là… me l’hanno lasciato in conto deposito non so quante copie… non sono più venuti a riprendersele… E che c’ho telefonato, mi prendono spazio, sono solo un giornalaio…”

    Gli pago il Meridiano, e lui mi sgancia il resto, 10 centesimi; poi fa: “Se non se li ripigliano, li butto in strada… ne vuoi uno, regalato?”

    “Ma scherzi? Con me non attacca: manco regalato il Costantino. Butta butta pure, tanto quelli non vengono più a riprendersi il nonvenduto. Alle ninfette piacciono le foto giganti col pacco bene in vista e i quaderni del Costantino, e non le biografie non autorizzate…”

    Credo abbia buttato un bel po’ di robaccia.

    Un bacio piccolo piccolo, sempre più piccolo perché, in verità, ti voglio sempre meno bene.

    Giuseppe

  4. teo56ch Says:

    Bello.

    Però devo stare attento: non caposco niente di capre andine, di cinema senegalese e di cultura cubana.

    Ma a me Costantino ha richiamato solo l’imperatore :((

    Buona domenica

  5. bucciadimela Says:

    Costantino chi?

  6. lsadora Says:

    Applauso.

  7. Pralina Says:

    Io Costantino non lo conosco!!!!!!

    Conosco Che Guevara, la musica degli Inti Illimani, il cous cous, lo zighinì e i film di Ylmaz Guney.

    Conosco Viss che scrive in un modo sublime e racconta di tacchi, strass, stress, rutti e pipì come se fosse antares, con lo scappellamento a destra… brematurata, volevo dire, bravissima… mi sono scompisciata dalle risate… li conosco benissimo quelli lì, ma gli intellettuali a letto funzionano pochissimo (solo qualche eccezione che conferma la regola). Perché come dice una mia amica, agli uomini il sangue va al cervello o all’uccello… il solito sistema binario on-off. Dovrebbe essere proprio una grande fortuna… ma le fortune girano sempre per quelle che già ce n’hanno in abbondanza.

    :DD

  8. Viscontessa Says:

    King, l’erba cattiva non muore mai ma se avessi voluto i miei quindi minuti di notorietà, avrei fatto la zizzania e sarei andata a seminarmi un po’ ovunque. Mica me ne stavo qui sul mio blog a piagnucolare come un salice.

    Comque, peggio per te, ricambio il bacio e ti voglio bene. Così, per spirito di contraddizione:-)

    Teo, mentre scrivevo il nome Costantino ero convinta che qualcuno avrebbe sicuramente equivocato, non era possibile evitarlo ma non potevo mettere il cognome (non lo ricordo). Bene così:-))

    Pralina, ecco la chiave di lettura che cercavo da tanto tempo:-)

    Davvero, mi chiedevo dove fosse l’inghippo ma non avevo pensato a quella cosa del sangue che va su o va giù:-)

    E ora ho capito perchè nell’immaginario collettivo femminile il camionista, il macellaio e l’idraulico rivestono sempre posizioni di tutto riguardo:-)

  9. utente anonimo Says:

    E il calciatore dove si colloca? :)
    Annika

  10. fully53 Says:

    Ma guarda che non sempre l’intellettuale è così… spesso è anche peggio.

  11. Viscontessa Says:

    fully, non potevo mica dedicare tutta la mia attenzione a questo esempio di uomo:-)

  12. Viscontessa Says:

    Ah Annika, scusa, dunque il calciatore si colloca perfettamente fino ad una certa età, poi per lui non cìè più posto da nessua parte.

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