sono una chiavica
Viscontessa, 28 Luglio 2006(il presente post contiene un finale a sorpresa sulla vicenda delle chiavi dell’ufficio)
Stamattina mi sono finalmente arrivate le copie del mio libro.
Mentre leggevo il il mio articolo di oggi su Il Firenze, è arrivato il corriere e mi ha lasciato questo pacchetto da cui sono spuntate fuori cinque copie belle come il sole del mio libro.
Per un attimo mi sono quasi commossa e mi sono presentata con deferenza “salve sono giovanna, davvero lieto di conoscerla” “piacere mio, sono Vis”.
Poi l’attimo è passato e il presidente si è subito portato via una delle copie, inutile protestare era già sulle scale e alle mie deboli rimostranze ha affermato seccato che il libro lo prendeva per leggerlo…”meno male che non ci farai filtri per le canne” ho sentenziato debolmente io mentre il mio primo libro se ne andava. Il secondo invece se ne è andato poco dopo, l’ho prestato alla mia collega presidentessa del comitato “Cerchiamo il libro della Viss”. Già da un paio di settimane, infatti, aveva messo su una rete di solidarietà e di complicità con tutti i librai di Firenze perchè le procurassero questo accidente di libro. Essendo inoltre la donna più glamour dell’ufficio nonché punto di riferimento per ogni donna dell’ufficio in cerca di un proprio elegantissimo stile, non potevo proprio esimermi dal prestarglielo. Gli altri sono circolati per l’ufficio suscitando le reazioni più varie. C’è stato chi si era innamorato di un mio post di tempo fa letto sul blog, e non voleva sentir parlare di libri, voleva rileggere il mio post per tutta la vita, c’è stato chi mi ha chiesto dov’era l’autobiografia e chi ha promesso di acquistarlo per potersi vantare con gli amici di conoscere l’autrice. Qualcuno si è domandato se fosse un libro di racconti erotici e un altro voleva sapere se potevo regalarglieli per i pensierini di Natale.
Tutto sommato però non sono ancora stata licenziata e ormai fino a lunedì dovrei poter contare sul mio posto di lavoro. O almeno fino a quando qualcuno non avrà letto il libro.
Il pomeriggio poi sono tornata ad essere la Gio’ ovvero quella della scadenza con adrenalina. La giò, ma so di essere in ottima compagnia, lavora meglio, molto meglio così a ridosso delle scadenze che talvolta le scadenze riescono addirittura a precederla arrivando molto prima di lei.
E infatti oggi pomeriggio, alle prese con la dichiarazione dei redditi di un’amica, mi sono accorta che quella dell’anno precedente non l’avevo mai inviata. Il call center del Ministero delle Finanze non è stato in grado di dirmi quale sarà la punizione che dovrò subire e io sono già qua a chiedermi se per presentarmi con il capo cosparso di cenere di fronte al loro cospetto, sia meglio calzare una scarpa bassa da umile lavoratrice, o un tacco alto da donna grintosa.
Ci penserò, o meglio mentre ci pensavo, anche la terza copia del libro se ne è andata e questa, a dire il vero, era quella che meritava più di tutti un nuovo padrone. In fondo se il libro alla fine è stato realizzato, il merito è anche suo che ha seguito il progetto fin dall’inizio.
Infine, quando verso le dieci sono uscita dall’ufficio, mi sono accorta che ero rimasta sola e che mi avevano chiuso dentro. Nessun pericolo! Questa volta insieme alle chiavi di casa, avevo anche la chiave dell’ufficio ovvero quella del lucchetto che chiude il cancello.
Ho aperto il lucchetto, sono uscita e mentre lo stavo richiudendo ho pensato “oddio! E se adesso dopo aver chiuso il lucchetto, mi cascasse dentro il mazzo di chiavi?”
Detto fatto, un attimo dopo le mie chiavi erano al suolo al di là del cancello e io ero al di qua con un braccino troppo corto per riuscire a raggiungerle.
Poco male se non fosse che insieme alle chiavi dell’ufficio c’erano appese anche quelle di casa e che a casa non ci fosse nessuno.
Mi sono messa a ridere. Giuro che ho appoggiato tutto quello che tenevo in mano e seduta sul gradino ho cominciato a ridere.
Per un minuto.
Poi mi sono alzata e ho detto “cazzo!”.
Quindi rovistando nelle borse ne ho tirato fuori una penna, con la penna ho raggiunto le chiavi e le ho fatte scivolare verso la fessura sotto al cancello……
Ora sono a casa, ma mi sento davvero una chiavica.
P.s oltre al raffreddore e al mal di gola che mi hanno costretto a girare con un golfino e una sciarpetta al collo tutto il giorno, oggi mi è venuto anche il torcicollo.




