Che tempo fa a Ragusa? a Firenze fa caldo
Viscontessa, 26 Giugno 2006Se invece che nascere a Firenze fossi nata a Ragusa, la mia produttività potrebbe essere stimata intorno alle due, massimo tre ore al giorno.
Diciamo che invece, essendo una bambina fortunata, ho tirato il fuori il mio capino dal ventre di mia madre, in questa splendida città che in novembre è una città dal clima come tutti gli altri ma che in estate si trasforma in un alto forno per il quale non ci sono neanche state fornite le adeguate protezioni.
Se il mio capino, insomma, lo avessi tirato fuori in piena estate, è del tutto probabile che lo avrei anche rimesso dentro di corsa e magari sarei ancora lì a navigare, magari un po’ strettina, nel liquido amniotico di mia madre.
Fa caldo, e questo è un dato di fatto, ma qui da noi a Firenze fa ancora più caldo che in qualsiasi altra parte del mondo. Ne sono sicura, così sicura che le mie giornate trascorrono a pensare quanto calda sia l’aria e quante mosche, zanzare o moscerini, potrei attirare sulla mia pelle appiccicosa come una carta moschicida.
Non c’è da meravigliarsi quindi che la mia produttività sia talmente ridotta che a dirla tutta mi sento proprio un’altra persona. Così un’altra che quando apro il blog finisco per chiedermi chi sia questa viscontessa che scrive tutte queste cazzate, anzi, più che altro, mi chiedo come facciano a ‘sta tipa a venire in mente tante idee visto che io non ne ho una sola ovvero sopravvivere.
Che poi in questi giorni, a causa del referendum, si fa un gran parlare di devolution o almeno questo è ciò di cui si dovrebbe sentir parlare anche se ad ascoltare le tv del Berlusca, si sente solo un gran parlare della riduzione dei parlamentari. Devolution, che già la parola ricorda la regressione in favore della progressione, devolviamoci, mi viene in mente, devolviamo a Cesare quel che è di Cesare e riprendiamoci ognuno il suo: al nord la sua nebbia invernale e la sua afa estiva e al sud il suo sole estate o inverno che sia.
Ecco, io sono abbastanza d’accordo sulla devolution, se al nord hanno i soldi e la nebbia, non vedo perché debbano fare a mezzo con quelli del sud che non hanno né soldi né nebbia. Io fossi uno di Ragusa, uno che eventualmente lavora due ore al giorno perché ce lo vorrei vedere un milanese a lavorare dodici ore al giorno con il sole di Ragusa, non vorrei i soldi del milanese ma neanche la sua nebbia e mi terrei il sole, ma il sole me lo terrei proprio stretto stretto e col cavolo lo presterei al milanese quando, dopo aver lavorato dieci mesi in un anno, vuol venire qui dalle mie parti a prendersi il mio sole. “Eh no, caro mio! L’hai voluta la devolution? E allora adesso te ne stai lì su nel tuo nord-est di casette da geometra con la tua fabbrichetta di bulloni e la sera, tutt’al più, te ne vai a prendere un gelatino all’amarena in compagnia di Calderoli”.
Che noi qui a Ragusa ci fa molto caldo ma c’abbiamo la granatina al caffè.
Eventualmente con panna montata.
Diciamo che invece, essendo una bambina fortunata, ho tirato il fuori il mio capino dal ventre di mia madre, in questa splendida città che in novembre è una città dal clima come tutti gli altri ma che in estate si trasforma in un alto forno per il quale non ci sono neanche state fornite le adeguate protezioni.
Se il mio capino, insomma, lo avessi tirato fuori in piena estate, è del tutto probabile che lo avrei anche rimesso dentro di corsa e magari sarei ancora lì a navigare, magari un po’ strettina, nel liquido amniotico di mia madre.
Fa caldo, e questo è un dato di fatto, ma qui da noi a Firenze fa ancora più caldo che in qualsiasi altra parte del mondo. Ne sono sicura, così sicura che le mie giornate trascorrono a pensare quanto calda sia l’aria e quante mosche, zanzare o moscerini, potrei attirare sulla mia pelle appiccicosa come una carta moschicida.
Non c’è da meravigliarsi quindi che la mia produttività sia talmente ridotta che a dirla tutta mi sento proprio un’altra persona. Così un’altra che quando apro il blog finisco per chiedermi chi sia questa viscontessa che scrive tutte queste cazzate, anzi, più che altro, mi chiedo come facciano a ‘sta tipa a venire in mente tante idee visto che io non ne ho una sola ovvero sopravvivere.
Che poi in questi giorni, a causa del referendum, si fa un gran parlare di devolution o almeno questo è ciò di cui si dovrebbe sentir parlare anche se ad ascoltare le tv del Berlusca, si sente solo un gran parlare della riduzione dei parlamentari. Devolution, che già la parola ricorda la regressione in favore della progressione, devolviamoci, mi viene in mente, devolviamo a Cesare quel che è di Cesare e riprendiamoci ognuno il suo: al nord la sua nebbia invernale e la sua afa estiva e al sud il suo sole estate o inverno che sia.
Ecco, io sono abbastanza d’accordo sulla devolution, se al nord hanno i soldi e la nebbia, non vedo perché debbano fare a mezzo con quelli del sud che non hanno né soldi né nebbia. Io fossi uno di Ragusa, uno che eventualmente lavora due ore al giorno perché ce lo vorrei vedere un milanese a lavorare dodici ore al giorno con il sole di Ragusa, non vorrei i soldi del milanese ma neanche la sua nebbia e mi terrei il sole, ma il sole me lo terrei proprio stretto stretto e col cavolo lo presterei al milanese quando, dopo aver lavorato dieci mesi in un anno, vuol venire qui dalle mie parti a prendersi il mio sole. “Eh no, caro mio! L’hai voluta la devolution? E allora adesso te ne stai lì su nel tuo nord-est di casette da geometra con la tua fabbrichetta di bulloni e la sera, tutt’al più, te ne vai a prendere un gelatino all’amarena in compagnia di Calderoli”.
Che noi qui a Ragusa ci fa molto caldo ma c’abbiamo la granatina al caffè.
Eventualmente con panna montata.





27 Giugno 2006, 8:58
pensa a me che son nato il 20 agosto! avevo consigliato a mia madre di mettere i ghiacciolini nel liquido amniotico ma mia mamma non ne volle sapere proprio.
cattiva mamma! cattiva!
27 Giugno 2006, 13:16
io invece sostengo il federalismo solidale, con il nord che regala nebbia al sud e il sud che regala il sole al nord (sono di parte, embé?)
27 Giugno 2006, 14:58
ma infatti, ma chivelovoddàavvoi il sole, specie al dentista co’ denti storti…
Si sta bene qua, senza sordi e senza fatica’…
27 Giugno 2006, 15:29
davvero voi lì a firenze avete caldo? strano, qui da noi a parma abbiamo la brina al mattino.
27 Giugno 2006, 15:29
E se noi vi si mandasse l’afa e voi il sole?
27 Giugno 2006, 15:39
Senti, qui non farà caldo come a Firenze, ma c’è un afa da paura. Io una granita me la farei volentieri (senza panna, grazie) ché sarei anche un po’ afona (mi s’è offesa una corda vocale, per il resto tutto OK)…
27 Giugno 2006, 16:23
L’afa ci s’ha pure noi qua eh! Sfatiamo il mito che il caldo del sud non è straumido. Più che altro, ci manca lo smog, quello sì. Ho visto che a Fiorenza siete ben provvisti di ambo le due cose.
27 Giugno 2006, 17:27
…che poi l’ironia sottilissima ed involontaria di scrivere àfona senz’accento su di un blog fiorentino mi sovviene solo ora… sono àfona, eh, intendiamoci.
27 Giugno 2006, 17:38
viss, mai letto ” la fantarca”?
27 Giugno 2006, 18:16
ryuko non cominciamo, l’afa del nord è molto migliore di quella del sud e noi a Firenze, poi, s’ha un afa speciale, diversa da quella di tutti gli altri, un’afa come la nostra non la trovi in nessun’altra parte della nostra penisola:-)
Isa, si ho visto da te che hai la corda vocale offesa ma quelle sai, sono un po’ capricciose e vedrai che entro qualche giorno gli passa tutto:-)
Scherzi a parte voglio sapere il resto, magari quando puoi mi scrivi.
Lavorini, cosa dovevo leggere? comunque direi di no, che non l’ho letto, ultimamente leggo solo le etichette dei detersivi e l’elenco del telefono:-)
27 Giugno 2006, 18:27
Grazie a Dio, viss! Grazie a Dio =P
27 Giugno 2006, 18:36
Ryuko, si fa quel che si può, siamo un po’ come la storiella della volpe e l’uva: noi l’aria fresca si cerca in tutti i modi di procurarsela ma quando uscendo da casa al quarto giorno di seguito di afa insopportabile ci si rende conto che l’aria fresca sta troppo in alto, si dice che in fondo a noi non ce ne importa niente:-)
27 Giugno 2006, 18:43
quando fanno così
io le corde vocali non le sopporto.
son capaci che ti tengono il muso giorni e giorni.
ignorala , Isa; è una afòna.
comunque noi , genova, ci abbiamo il mare e non ce ne importa nulla
27 Giugno 2006, 18:44
a
27 Giugno 2006, 20:04
Ti porterò un po’ d’acqua di Ionio in un’ampollina come premio di consolazione, vorrà dire
27 Giugno 2006, 22:40
Io che vado in giro in scooter posseggo un modello che spara aria calda sulle ginocchia e sulle mani… non e’ previsto il condizionatore per il periodo estivo…
Abbiate pieta’ di me.
28 Giugno 2006, 10:49
“la Fantarca” è un romanzo per ragazzi di Giuseppe Berto, era molto di moda quando eravamo in età ..emh.. scolare.
Il romanzo parla di una fantomatica arca spaziale su cui vengono imbarcati tutti i meridionali italiani per essere spediti su di un pianeta su cui c’è sempre nebbia, nella speranza che dentro di loro si possa risvegliare la voglia di lavorare.
Un romanzo molto carino.. infatti come dici tu è stato l’ultimo libro che ho letto,circa 25 anni fà, ora leggo solo cataloghi della D-mail e libretti di uso del cellulare.
28 Giugno 2006, 10:56
Effettivamente non lo conoscevo ma mi pare davvero molto carino anche se ormai pare essere leggermente anacronistico.

Ora come ora sull’astronave bisognerebbe metterci quegli “sporchi negri” che si ostinano a venire nel nostro paese a rubarci il lavoro di lavavetri!
28 Giugno 2006, 11:15
scusa se commento il commento 17 “Il romanzo parla di una fantomatica arca spaziale su cui vengono imbarcati tutti i meridionali italiani per essere spediti su di un pianeta su cui c’è sempre nebbia, nella speranza che dentro di loro si possa risvegliare la voglia di lavorare.” come successe con mio padre, il pianeta dove c’è sempre nebbia è Cervia in provincia di Ravenna… però mio padre che era siciliano (mediTerrone) aveva tanta voglia di lavorare che spaccava il culo a tutti e nessuno riusciva a tenergli dietro, nemmeno mia madre romagnola (celtica, teutonica, forse anche un po’ unna) mooolto più pigra. Poi mi è venuta voglia di fondare “Celti contro la Lega nord” per ribaltare definitivamente tutti i luoghi comuni e anche qualche gazebo di leghisti (a sTiaffi!!!!).
:DD eh eh eh!
Pralinix
28 Giugno 2006, 12:16
sinceramente non mi ricordo molto del libro apparte la trama , ma mi sembra che fosse molto ironico e dissacrante, mi pare che alla fine i nordici invadano il sud e pian piano grazie allo stupendo sole e alla bellezza dell’ambiente imparino a godersi la vita, divenedo come i tanto criticati ” meridionali”
chessò.. proviamo a mandare calderoli in africa, magari ci torna + intelligente!
28 Giugno 2006, 16:29
Se volete ce lo porto io, tanto non è poi così lontana.
28 Giugno 2006, 16:41
Ryuko, se ci fai il favore di portare Calderoli in Africa, ti si darebbe anche Speroni che dice che gli italiani gli fanno schifo.
Hai visto mai che gli africani gli piacciano di più:-)
20 Maggio 2008, 18:55
Forse a Ragusa non ci sei mai stata, ma è una città abbastanza fredda per la posizione geografica in cui si trova (sta a 500 metri s.l.m.), dati istat Firenze temperatura media annuale: 14.6
Ragusa temperatura media annuale: 14.7 Non solo ma a Ragusa piove tanto quanto Firenze, solo che i giorni di pioggia sono di meno. Sei mai entrata alla periferia ovest di Ragusa (zona altopiano, svincolo Chiaramonte) d’inverno? Ti assicuro che neanche nella pianura padana c’è una bruma cosi intensa. Inoltre spesso quelle zone sono innevate, si in estate c’è caldo ma è un caldo secco, decisamente più sopportabile, infine la produttività del ragusano non si limita a 2 ore, ma è tra le più elevate d’Italia non per niente è la zona più ricca della sicilia.