quando inizia l’estate
Viscontessa, 19 Giugno 2006Ci siamo quasi, tra pochi giorni ricomincerà il tormentone estivo delle albicocche anche se quest’anno l’albero è uno solo e i frutti sono molti meno.
Io di solito quando arrivano le albicocche, mi siedo sulla sdraio sotto l’albero e come un novelloIsaac Newton osservo i frutti e mi lascio andare alle considerazioni più strampalate della stagione nella speranza che almeno un frutto maturo mi caschi direttamente in bocca.
Questo inverno se ne è andato l’altro albicocco, è successo poco dopo la morte di Otto e quando ho fatto segare i rami e il tronco di quell’albero ormai secco, Otto era ancora un ricordo dal muso così umido che mi aspettavo di vederlo “battezzare” quei tronchi ormai inutili.
Invece i tronchi sono rimasti lì dove sono tuttora e solo il gatto di tanto in tanto ci si affila le unghie mentre anche il diospero quest’anno sembra molto più avaro di frutti.
Uno dei pensieri che per esempio mi ha colpito oggi al posto dell’albicocca mentre osservavo gli alberi e l’ortensia appena fiorita o i lilium rosa pallido che stanno sbocciando adesso, è che in città si perde talmente il senso delle stagioni da dimenticare con troppa facilità che tempo faceva ieri.
Pioggia che ci costringe a prendere l’auto al posto del motorino e caldo che non si può uscire a passeggiare e poi freddo e tocca portarsi dietro il golfino o ancora pioggia e non si può andare al mare. Oggi. Già ieri non è più importante, a volte mi accorgo della faccia stupita dei miei interlocutori quando parlando del tempo, tiro fuori i paragoni con l’anno precedente o ricordo a chi si lamenta del troppo caldo che un anno fa in questi stessi giorni la temperatura era ancora più alta.
E poi c’è il riscaldamento e l’aria condizionata e il climatizzatore, se hai un balcone puoi mettere delle petunie, di gran moda quest’anno al posto dei gerani, e quando la fioritura delle petunie sarà terminata, puoi buttare via tutto che tanto l’anno prossimo le ricompri già fiorite e concimate pronte per essere esposte al sole impietoso dei balconi.
Finisce così l’estate in città con quell’odore dolciastro di asfalto sciolto o bagnato mentre altrove al profumo dei gelsomini dei piccoli giardini cittadini, si sovrappone l’odore del fieno e dell’erba, del letame che ribolle al sole, della vita che segue il suo corso e a cui talvolta mi sembra di essere legata proprio dalla serenità che da sempre mi lega alla campagna e ai suoi ritmi.
Eppure sono nata in città, sono nata in centro città e a parte un breve periodo è proprio quell’asfalto molle il sentiero che mi trovo a seguire ogni giorno.
Eppure, quando sono in giardino e quell’ortica laggiù cresce tenera e incurante delle previsioni del tempo di canalecinque, sono in compagnia di mia nonna e di Otto e di Emma e di Gatto e di tutti coloro a cui ho voluto bene e che non ci sono più.
Come se ogni frutto, ogni albicocca, ogni lucertola, fossero una promessa d’amore che si rinnova.





20 Giugno 2006, 9:58
Mi hai commmossa
CHIARALICE
20 Giugno 2006, 10:11
ehm…mi sono commossa anche io a scriverlo, forse dovrei abbattere anche l’ultimo albicocco e comprare la frutta al supermercato come tutti
20 Giugno 2006, 11:41
provi con le fragole
A piantarle in giradino.
Il vantaggio è che si motiplicano da sole, e son gustose.
Gli è però che tocca raccoglierle basse basse, con la conseguenza che un colpo della strega non te lo leva nessuno.
In questo modo si torna a casa curvi, tirando giù santi e madonne senza più correre il pericolo d’indulgere in codesti bucolici romanticismi
(no, in realtà volevo fare i complienti per la rubrica sul Firenze. La seguo da anni tutti i giorni, lei è bravissima. Si parla di cucina, no?)
20 Giugno 2006, 12:53
Sig. Effe, la mia vita è cittadina è tuttora inserita in un ecosistema molto particolare.
Le fragole non le posso piantare perchè tutto ciò che cresce al suolo e fino ad una altezza di circa mezzo metro è di esclusivo uso del cane e del gatto, la mia spalla invece è del pappagallo:-)
(per quanto riguarda il quotidiano mi avevano chiesto se preferivo occuparmi di politica internazionale o di una rubrica per cuori solitari. Comincerò con una rubrichetta intitolata “mani di fata”……:-)
20 Giugno 2006, 13:34
Io invece son cresciuta in campagna, a 8 anni son pure caduta nel mucchio di letame.
Mi fecero spogliare nuda sull’uscio di casa e mi sciacquarono con la sistola.
Non riesco a far crescere nulla su quel cavolo di balcone, ma ho un contadino anomalo davanti a casa, anomalo perche’ il suo casale e il suo campo e racchiuso tra i palazzi come una piccola Manhattan.
Io lo guardo sempre e ripenso alla mia vigno, lui non lo so…credo che mi guardi le gambe..
BaX
20 Giugno 2006, 15:45
Dal resto del mondo ho perso contatto un sacco di tempo fa, e non è bello, ma è vero. Si fa un sacco di fatica a capire la propria zolla di terra, non resta molto per capire il resto del campo.
Ma forse in ogni zolla, a saperla leggere, c’è il campo intero.
Alessandro Baricco, Viaggio Alla Ricerca dei Nuovi Barbari.
http://www.repubblica.it/
scusa la citazione, ma mi sembrava ci stesse proprio bene.
20 Giugno 2006, 16:01
Io abito in campagnia e di letame che ribolle al sole ne so decisamente molto, troppo. Purtroppo non mi ha mai evocato scene di vita contadina, al massimo mi chiedo che caspita danno da mangiare a quelle bestie!
20 Giugno 2006, 16:38
Io invece sono per guardare tutto il campo. Fissarsi sui particolari è chiudere la porta in faccia alla realtà (palahniuk). Non che io non lo faccia…però il campo intero è meglio.
Annika
20 Giugno 2006, 16:59
rinascimento fiorentino seppur delizioso….saluti [z]
20 Giugno 2006, 17:12
Mi piacciono i profumi dell’estate ed anche i suoi suoni quando al mattino il canto degli uccelli sovrasta il rumore delle auto….
Buona estate
20 Giugno 2006, 23:31
eh….è difficile spiegare cosa mi piace del puzzo del letame o delle miriadi di insetti che nell’estate popolano i prati, però anche stamattina quando ho accompagnato mia figlia a cavallo, mi sarei fermata lì tutto il giorno, a fare niente, ad annusare….
21 Giugno 2006, 16:32
Anche a me piace il puzzo del letame ma quello di mucca non quello di cavallo… Sara’ l’imprinting di quando ci sono caduta dentro… forse ha ragione mia figlia che dice che io sono un supereroe…. e’ successo tutto quel giorno li’… .
Via ora potete fare tutte le battute che volete…me la sono cercata
21 Giugno 2006, 23:20
Io invece volpe sono di bocca, anzi meglio naso, buono.
Mucca, cavallo, ma anche pecora e non disdegno anche l’odore del pollaio o quello del porcile:-)
Ecco, adesso ti ho sostituita come bersaglio:-)