Sei come sei
Viscontessa, 22 Maggio 2006E prendi loro per esempio.
Saranno quaranta o cinquanta come il numero degli anni del festeggiato. Forse quaranta ma sembrano cinquanta e accanto a lui la moglie forse quaranta ma sembrano quattro come gli anni dei bambini strabici che si fissano la punta del naso. Difficile immaginarsi come si possa essere così strabici e per un attimo pensi a quando (avevi circa quattro anni) hai imparato a fare gli occhi storti e la mamma ti ha detto “non lo fare! Che poi ti rimangono così!”. Lei ci dev’essere rimasta.
La tavolata è enorme, noi siamo solo sedici e il nostro tavolo, accanto al loro, è quello di una famiglia di città che festeggia una comunione in campagna. Abiti non troppo eleganti, capelli non troppo in piega, i regali si aprono altrove, non c’è la torta né il brindisi e la conversazione è pacata mentre i nostri bimbi, educatamente seduti a tavola, mangiano le tagliatelle al pomodoro e poi corrono fuori sul prato.
Li guardi e ti senti diverso. Un po’ stronzo, un po’ invidioso.
Un bimbetto di circa di due anni che fa le bizze da quando siamo arrivati, esplode ad un certo punto in un pianto dirotto e viene ad accasciarsi poco distante dal nostro tavolo mentre le sue urla disumane condiscono i nostri ravioli burro e salvia.
Il padre lo ignora, mentre sui nostri volti si dipinge l’orrore, il padre continua a mangiare mentre la madre, scopriamo solo molto dopo, è quella sud americana di spalle strizzata in una maglietta aderentissima e con i lunghi capelli tinti di biondo. Ai piedi un paio di sandali altissimi e unghie lunghe, lunghissime tinte di un colore indefinito ma brillante.
Quello è il momento in cui, forse esasperato dalle urla, sei veramente stronzo o veramente invidioso per chi non avendo ricevuto un’educazione, si ingozza di tortelli al ragù.
Poi il bimbetto esausta delle sue urla, torna al tavolo dei genitori e il padre, sorridendo soddisfatto, lo prende in braccio e gli da un pezzo di salsiccia alla griglia. Gliela porge con le mani e il bimbo tenendola ben stretta tra le mani, comincia a mangiarsi la sua salsiccia strappandola a morsi con i suoi piccoli denti davanti. Sembra un animaletto, una animaletto con la pelle scura e i capelli tenuti lunghi dietro che si impiastricciano di grasso di salsiccia che lo ricopre ormai ovunque.
Niente, in quel momento sei decisamente stronzo e quando un attimo dopo il bimbo prende un bicchiere pieno di acqua e vino (più vino che acqua) e ci si attacca a gargarozzo facendone fuori più di mezzo, pensi che non avresti mai pensato di essere così stronzo.
Ridono tutti sguaiatamente, la strabica, la sud americana, quella giovane donna là con il giro vita più ampio che abbia visto, i vecchi senza denti, i bambini obesi, le adolescenti con il culo di fuori e gli uomini il cui sguardo impudico non si perita di mostrarsi interessato alle grazie di una delle nostre invitate.
Pensi che potrebbero mangiare salsicce arrosto per ore, che quando sei strabica così puoi ingrassare e sfarti quanto ti pare tanto nessuno se ne accorge, e pensi a quante salsicce possono entrare in un giro vita come quello là o a quanto sia facile e bello invecchiare quando a venticinque anni sei già già brutta e vecchia come una ciabatta del mercato.
E sei invidiosa, le considerazioni stronze ti portano all’invidia mentre un regalo viene passato tra gli applausi al festeggiato.
Dentro al pacchetto un perizoma rosso da uomo sulla cui patta è applicato un pupazzo a forma di uccello. Foto di rito con il perizoma sulla testa di uno dei bambini e poi battute, ancora applausi, e un millefoglie enorme.
Sei stronzo, ecco, quello è il momento esatto in cui decidi cosa essere e per quanto il tuo pensiero in un rigurgito di umanità va al loro conto corrente che sicuramente è molto, ma molto, ma molto più cospicuo del tuo, non riesci più a provare quel briciolo di invidia che speravi ti salvasse dal tuo destino di cittadino con la puzza sotto al naso.
Sei indiscutibilmente stronzo e chiudiamola lì.





22 Maggio 2006, 18:34
Io non mi sono mai girato, ho finto indifferenza assoluta, e non ho fatto commenti.
Forse sono uno stronzo snob, forse sono un tipo tollerante, chissà: invidioso no di certo.
E di che poi?
Sono stato talmente impassibile nel mio resistere imperterrito senza voltarmi mai - neppure quando gli strilli del mostro avrebbero steso un bisonte - che solo dopo nel prato, a pranzo terminato, ho visto la mamma sudamericana.
Con due tette da Miss Mondo, diciamocelo.
E allora ho capito……..l’invidia.
23 Maggio 2006, 9:47
Oddio, maaaaa… le tette… senza parole. Non voglio esprimere nulla sulle tette per spirito sportivo (solo la poesiola sotto). Ho capito: quando vengo a trovarti Viss, ti porterò a pranzo i miei 179 cugini rom (quelli che ballano sul tavolo e si tirano coltelli). Eh eh eh!
Una poesiola: “Per un improvviso guasto alla centrale elettrica, un’intera famiglia che stava guardando una commedia all’italiana, rimase senza tette”.
^____^
23 Maggio 2006, 10:37
guardi che si trattava, con tutta e ogni probabilità, di un cenacolo di intellettuali
23 Maggio 2006, 13:31
Conte…vai al mare con il Macse allora…. (mi riferisco alla storia delle tette da guardare….) Quanto alla descrizione Vis…perfetta! Sono siucra pero’ che tu eri bellissima nelle tue scarpe gialle
Chiaralice
23 Maggio 2006, 14:48
A volte è capitato anche a me…mi sento in imbarazzo…mi sento una snob…e forse anche stronza, hai ragione.
Annika
23 Maggio 2006, 17:29
Bah, gli uomini son di bocca buona, dagli un paio di tette di misura considerevole e non si accorgono neanche più se sono ad un battesimo o un funerale:-)
Sig. Effe, ha ragione, si vedeva che era gente di un certo ambiente, gente direi….di culto! ecco…gente di culto.
Chiara le scarpe gialle erano della settimana precedente, per la comunione ne avevo acquistate un paio bianche con la frangetta marrone:-)
Annika, detto tra te e me in realtà poi non mi son sentita così snob nel senso che io sono come il prezzemolo, dove mi metti mi metti.
Se mi fossi trovata a quel tavolo, mi sarei pulita i denti con lo stuzzicadente e avrei fatto battute grevissime sul perizoma con ucello:-)
24 Maggio 2006, 16:31
io ci provo ad essere prezzemolo, ad essere da bosco e da riviera…però dai, il perizoma in testa al bambino è terribile!
Annika
24 Maggio 2006, 16:54
Annika…teribbbbbile!!!